<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?>
<akomaNtoso xmlns="http://www.akomantoso.org/2.0"><act xmlns="" contains="originalVersion" name="legge"/><meta xmlns=""><publication date="2016-02-12" name="Bollettino Ufficiale" showAs="BUR" number="5"/><identification source="#somebody"><FRBRWork><FRBRthis value="/it/legge/2016-02-09/10/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2016-02-09/10"/><FRBRdate date="2016-02-09" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRcountry value="it"/></FRBRWork><FRBRExpression><FRBRthis value="/it/legge/2016-02-09/10/ita@/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2016-02-09/10/ita@"/><FRBRdate date="2016-02-09" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRlanguage value="ita"/></FRBRExpression><FRBRManifestation><FRBRthis value="/it/legge/2016-02-09/10/ita@/main.xml"/><FRBRuri value="/it/legge/2016-02-09/10/ita@/main.akn"/><FRBRdate date="2016-02-09" name="XMLConversation"/><FRBRauthor href="#regione"/></FRBRManifestation></identification><lifecycle source="#somebody"><eventRef date="2016-02-27" id="v1" source="#ro1" type="generation"/></lifecycle><references source="#somebody"><original id="ro1" href="/it/legge/regione.toscana/2016-02-09/10/ita@/main" showAs="Original"/><activeRef id="rp1" href="/it/legge/regione.toscana/1994-01-12/3" showAs="Other act"/><somebody id="somebody" href="/ontology/persons/ita/editors/somebody" showAs="somebody"/><regione id="regione" href="/ontology/organization/it/tuscan.region"/></references><notes source="#somebody"><note id="not1" class="NOTA_NDR"><p> <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2017-09-05/48/R/main" id="1">Regolamento regionale 5 settembre 2017, n. 48/R</ref>.</p></note></notes><classifications source="eurovoc"><keyword value="Attività faunistico - venatoria" showAs="Attività faunistico - venatoria" dictionary="Toscana" id="140.210"/></classifications></meta><preface xmlns=""><block name="preface"><docType>Legge regionale</docType><docDate date="2016-02-09">9 febbraio 2016</docDate><docNumber>10</docNumber><docTitle>Legge obiettivo per la gestione degli ungulati in Toscana. Modifiche alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main" id="2">l.r. 3/1994</ref>. <noteRef href="not1" marker="(1)"/></docTitle><docCommittee>REGIONE TOSCANA</docCommittee></block></preface><preamble xmlns="" id="pre"><p>PREAMBOLO</p><p>Il Consiglio regionale</p><p>Visto l’<ref href="/it/costituzione/stato///main#art117-com4" id="3">articolo 117, comma quarto, della Costituzione</ref>;</p><p>Visto l’articolo 4, lettere l) e n), dello Statuto;</p><p>Vista la <ref href="/it/legge/stato/1992-02-11/157/main" id="4">legge 11 febbraio 1992, n. 157</ref> (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio);</p><p>Visto l’<ref href="/it/decreto.legge/stato/2005-09-30/203/main#art11quaterdecies-com5" id="5">articolo 11 quaterdecies, comma 5, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203</ref> (Misure di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, dalla <ref href="/it/legge/stato/2005-12-02/248/main" id="6">legge 2 dicembre 2005, n. 248</ref>;</p><p>Vista la <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-01-12/3/main" id="7">legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3</ref> (Recepimento della <ref href="/it/legge/stato/1992-02-11/157/main" id="8">legge 11 febbraio 1992, n. 157</ref> “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”);</p><p>Vista la <ref href="/it/legge/regione.toscana/2015-03-03/22/main" id="9">legge regionale 3 marzo 2015, n. 22</ref> (Riordino delle funzioni provinciali e attuazione della <ref href="/it/legge/stato/2014-04-07/56/main" id="10">legge 7 aprile 2014, n. 56</ref> “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”. Modifiche alle leggi regionali 32/2002, 67/2003, 41/2005, 68/2011, 65/2014);</p><p>Considerato quanto segue:</p><p>1. Al fine di garantire sia la conservazione delle specie autoctone nelle aree ad esse vocate, sia la conservazione delle attività antropiche e dei valori ambientali tipici del paesaggio rurale regionale, nelle altre aree, è necessario intervenire per assicurare che la presenza delle specie ungulate sia proporzionata alle diverse caratteristiche e condizioni del territorio regionale;</p><p>2. Al fine del ripristino, raggiungimento e mantenimento di densità sostenibili degli ungulati in Toscana, rispetto all'impatto che queste specie producono sulle colture agricole, sui boschi, sull'ambiente, sulle altre specie e sulle attività antropiche, è necessario disciplinare una gestione straordinaria degli ungulati da realizzare nell’arco di un triennio e sospendere durante tale periodo le disposizioni regionali di gestione degli ungulati, attualmente vigenti;</p><p>3. Per realizzare la gestione straordinaria degli ungulati è necessario prevedere una revisione delle aree vocate e non vocate da attuare con un piano stralcio del piano faunistico-venatorio regionale;</p><p>4. Al fine di garantire l’efficacia degli interventi di gestione straordinaria è necessario prevedere la predisposizione di specifici piani;</p><p>5. Al fine di coordinare le disposizioni relative alla gestione straordinaria degli ungulati con il quadro normativo regionale vigente, è necessario modificare la <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main" id="11">l.r. 3/1994</ref>;</p><p>6. Al fine di agevolare il recupero degli animali abbattuti in zone difficilmente accessibili si consente ai comuni di individuare nel proprio territorio percorsi fissi nei quali sia permessa la circolazione fuori strada dei veicoli a motore per lo svolgimento delle attività faunistico-venatorie;</p><p>Approva la presente legge</p></preamble><body xmlns=""><chapter id="chp1"><num>CAPO I</num><heading>Gestione degli ungulati in Toscana</heading><article id="art1"><num>Art. 1</num><heading>Oggetto e obiettivi del triennio</heading><clause id="art1-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p> La presente legge disciplina, per il triennio successivo alla sua entrata in vigore, la gestione straordinaria delle specie cinghiale, capriolo, daino, cervo e muflone, di seguito denominate anche “ungulati”, in Toscana perseguendo i seguenti obiettivi: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>individuare nel territorio regionale le aree problematiche per una o più specie di ungulati selvatici, denominate in termini gestionali e non biologici come “aree non vocate”, ove la gestione è di tipo non conservativo;</p></content></list><list><num>b) </num><content><p>individuare nel territorio regionale, per ciascuna delle specie di ungulati selvatici, le “aree vocate”, ove la gestione è di tipo conservativo;</p></content></list><list><num>c) </num><content><p>realizzare, attraverso adeguate forme di gestione faunistico-venatoria e di controllo, gli obiettivi previsti nelle aree a diversa vocazionalità;</p></content></list><list><num>d) </num><content><p>monitorare le azioni condotte per valutarne l’efficacia in termini di  riduzione dell’impatto di tali specie nei confronti della biodiversità e delle attività antropiche, con particolare riferimento ai danneggiamenti alle colture e alle attività agricole, alle opere destinate all’agricoltura, alle attività selvicolturali e alla viabilità nelle aree non vocate e vocate;</p></content></list><list><num>e) </num><content><p>favorire la creazione di percorsi di filiera relativi alla gestione delle carni degli ungulati selvatici e la valorizzazione della risorsa.</p></content></list></clause></article><article id="art2"><num>Art. 2</num><heading>Definizioni</heading><clause id="art2-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p> Ai fini della presente legge sono adottate le seguenti definizioni: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>aree non vocate: porzioni del territorio regionale caratterizzate dalla presenza diffusa di colture agricole, danneggiate o potenzialmente danneggiabili da una o più specie di ungulati, nelle quali la gestione di tale specie è di tipo non conservativo; </p></content></list><list><num>b) </num><content><p>aree vocate: porzioni del territorio agro-silvo-pastorale destinate alla gestione conservativa di una o più specie di ungulati, residue rispetto alle aree non vocate; </p></content></list><list><num>c) </num><content><p>braccata (o battuta): prelievo effettuato sul cinghiale su superfici medio-ampie, attraverso squadre formate da diciotto o più cacciatori iscritti e con l'utilizzo di un numero non limitato di cani; </p></content></list><list><num>d) </num><content><p>cane limiere: cane utilizzato nel prelievo con la tecnica della “girata”;</p></content></list><list><num>e) </num><content><p>comprensorio: porzione di territorio quale definita dall’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-01-12/3/main#art6bis" id="12">articolo 6 bis della legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3</ref> (Recepimento della <ref href="/it/legge/stato/1992-02-11/157/main" id="13">legge 11 febbraio 1992, n. 157</ref> “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”);</p></content></list><list><num>f) </num><content><p>densità obiettivo: densità di ungulati da raggiungere in una determinata area attraverso la gestione ed il prelievo. Si riferisce temporalmente al termine della stagione venatoria;</p></content></list><list><num>g) </num><content><p>gestione non conservativa: applicazione dei sistemi di gestione venatoria e di controllo finalizzati alla costante rimozione di una specie selvatica da una determinata area;</p></content></list><list><num>h) </num><content><p>gestione conservativa: attuazione di procedure di gestione finalizzate al mantenimento nel tempo di una specie selvatica in un determinato territorio;</p></content></list><list><num>i) </num><content><p>girata: tecnica di prelievo caratterizzata dall'utilizzo di un solo cane (limiere), in genere tenuto a guinzaglio lungo da un cacciatore, e da un ridotto numero di  altri cacciatori che si appostano circondando un'area di piccole dimensioni;</p></content></list><list><num>j) </num><content><p>istituti faunistici pubblici: le zone di protezione, le oasi, le zone di ripopolamento e cattura, le zone di rispetto venatorio, i centri pubblici di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale di cui, rispettivamente, agli articoli 14, 15, 16, 17 e 17 bis <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main" id="14">della l.r. 3/1994</ref>. Sono altresì assimilati a tale categoria i fondi chiusi e i fondi sottratti alla caccia programmata di cui all'<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art25" id="15">articolo 25 della </ref><ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art25" id="16">l.r. 3/1994</ref>;</p></content></list><list><num>k) </num><content><p>istituti faunistici privati: i centri privati di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale, le aziende faunistico-venatorie, le aziende agrituristico-venatorie, le aree addestramento cani di cui, rispettivamente, agli articoli 18, 20, 21 e 24 <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main" id="17">della l.r. 3/1994</ref>; </p></content></list><list><num>l) </num><content><p>prelievo in forma singola: prelievo effettuato da uno o più cacciatori fino ad un massimo di tre, anche con l'uso di cani, sia da punto fisso che in movimento;</p></content></list><list><num>m) </num><content><p>prelievo selettivo a scalare: modalità di prelievo in cui il cacciatore, entro i limiti dei capi per ciascuna specie a lui assegnati, sceglie il capo da abbattere nel rispetto dei quantitativi massimi previsti dal piano di prelievo annuale per ciascuna classe di sesso/età;</p></content></list><list><num>n) </num><content><p>unità di gestione: area minima entro la quale si attua il piano annuale di gestione ungulati del comprensorio. </p></content></list></clause></article><article id="art3"><num>Art. 3</num><heading>Individuazione delle aree vocate e non vocate</heading><clause id="art3-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione approva, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, uno stralcio del piano faunistico-venatorio regionale nel quale dispone la revisione dei confini attuali delle aree vocate e non vocate per ciascuna delle specie ungulati di cui all'articolo 1, sentiti gli ambiti territoriali di caccia (ATC), includendo nelle zone non vocate: le aree coltivate soggette a danni documentati nel quinquennio precedente, le aree coltivate potenzialmente danneggiabili anche in presenza di opere di dissuasione, i terreni potenzialmente coltivabili da rimettere a coltura, comprese le frazioni boscate e cespugliate tra loro intercluse, attestandone i confini lungo linee fisiche di facile identificazione. Limitatamente alla specie cinghiale sono incluse tra le zone non vocate le zone di ripopolamento e cattura.</p></content></clause><clause id="art3-cla2"><num>2. </num><content><p>Nel piano di cui al comma 1, per le aree vocate è determinata la densità obiettivo per ciascuna specie di ungulati di cui all’articolo 1. Nelle more dell'approvazione del piano, la densità per il cinghiale è fissata in 2,5 soggetti ogni 100 ettari al termine della stagione venatoria.</p></content></clause><clause id="art3-cla3"><num>3. </num><content><p>Per svolgere le attività di cui ai commi 1 e 2, la Regione può avvalersi del Centro interuniversitario di ricerca sulla selvaggina e sui miglioramenti ambientali a fini faunistici (CIRSeMAF) e dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).</p></content></clause><clause id="art3-cla4"><num>4. </num><content><p>Fino all’approvazione del piano stralcio di cui al comma 1, restano valide le previsioni sulle aree vocate e non vocate contenute nei piani faunistici venatori provinciali. A seguito dell'approvazione del piano stralcio di cui al comma 1, i piani faunistici venatori provinciali  restano validi sino all'entrata in vigore del nuovo piano faunistico-venatorio regionale per le parti non in contrasto con la presente legge.</p></content></clause></article><article id="art4"><num>Art. 4</num><heading>Gestione venatoria nelle aree non vocate</heading><clause id="art4-cla1"><num>1. </num><content><p>Per consentire il prelievo selettivo la Giunta regionale, previo parere dell’ISPRA, approva annualmente, con riferimento alle aree non vocate e non soggette a divieto di caccia, un piano di  prelievo selettivo “a scalare”.</p></content></clause><clause id="art4-cla2"><num>2.</num><alinea><content><p>  Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge il piano è approvato in conformità ai seguenti criteri: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>per le specie capriolo, cervo, daino e muflone, il piano di prelievo è definito assumendo come densità attuale delle popolazioni il 70 per cento di quella media riscontrata nei distretti delle aree vocate confinanti nell’annata precedente. La suddivisione in classi di prelievo del contingente stimato è equivalente a quella media dei medesimi distretti; </p></content></list><list><num>b) </num><content><p>per la specie cinghiale, il piano di prelievo è calcolato considerando come consistenza delle popolazioni quella derivante dalla media della densità di abbattimento ottenuta nei distretti delle aree vocate confinanti nell’annata precedente. </p></content></list></clause><clause id="art4-cla3"><num>3.</num><content><p>Negli anni successivi al primo anno di applicazione della presente legge il piano annuale tiene conto dei fattori di correzione derivanti dagli indici di prelievo realizzati in attuazione del piano precedente e dalle informazioni censuarie raccolte.</p></content></clause><clause id="art4-cla4"><num>4.</num><content><p>La Giunta regionale approva, con deliberazione, previo parere dell’ISPRA, il calendario venatorio annuale, relativo alle aree non vocate e alle specie di cui al comma 2, indicando i periodi e gli orari del prelievo tenendo conto dei periodi in cui si manifestano maggiormente i danni con lo scopo di prevenirli.</p></content></clause><clause id="art4-cla5"><num>5.</num><content><p>Il prelievo di cui al comma 1 può essere eseguito con assegnazione “a scalare” esclusivamente da appostamento/punto di tiro e non alla cerca né con utilizzo di cani, salvo quelli utilizzati per il recupero dei capi feriti e a ciò abilitati, mediante arma a canna rigata, di calibro consentito, munita di ottica  o mediante arco da almeno 40 libbre di potenza per il prelievo del capriolo e 50 libbre di potenza per le altre specie, nell'orario compreso tra un'ora prima del sorgere del sole e un'ora dopo il tramonto. L’accesso all’appostamento/punto di tiro deve avvenire con arma scarica e in custodia. Gli appostamenti/punti di tiro sono scelti dal cacciatore all'interno del settore di prelievo individuato dall’ATC e dai titolari di istituti privati ciascuno nel territorio di propria competenza. Negli istituti privati il prelievo può essere eseguito anche nella modalità della cerca.</p></content></clause><clause id="art4-cla6"><num>6. </num><alinea><content><p> Il prelievo venatorio selettivo su ciascuna specie nelle aree non vocate, articolato in distretti, suddivisi in settori di prelievo, aventi superficie equivalente a quella non vocata del sotto-ambito, può essere eseguito da: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>cacciatori iscritti all'ATC in possesso di abilitazione al prelievo selettivo sulla specie di riferimento;</p></content></list><list><num>b) </num><content><p>proprietari e conduttori dei fondi agricoli iscritti all'ATC in possesso di abilitazione al prelievo selettivo sulla specie di riferimento; </p></content></list><list><num>c) </num><content><p>nei territori di propria competenza, i titolari ed ospiti delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agrituristico-venatorie, in possesso di abilitazione al prelievo selettivo sulla specie di riferimento o accompagnati da personale abilitato.</p></content></list></clause><clause id="art4-cla7"><num>7.</num><content><p>Per la specie cinghiale, limitatamente alle aree non vocate cacciabili e ai periodi ed agli orari e giorni indicati specificatamente dal calendario venatorio di cui al comma 4, il prelievo è altresì consentito in forma singola alla cerca o con la tecnica della girata secondo le modalità stabilite da ISPRA per tale fattispecie, da tutti i cacciatori iscritti all’ATC o, negli istituti privati, dai cacciatori autorizzati.</p></content></clause><clause id="art4-cla8"><num>8.</num><content><p>Ai fini della sicurezza, tutti gli interventi di prelievo di cui al presente articolo debbono essere eseguiti da cacciatori che indossino indumenti ad alta visibilità. In caso di violazione si applica la sanzione prevista dall’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art58-com1-let17" id="18">articolo 58, comma 1, lettera q), della l.r. 3/1994</ref>.</p></content></clause><clause id="art4-cla9"><num>9.</num><alinea><content><p>  Gli ATC provvedono: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>ad attuare tutte le attività logistiche ed organizzative necessarie per svolgere l'attività di prelievo, ivi compresa la distribuzione a titolo gratuito dei contrassegni inamovibili e delle schede di prelievo da distribuire per il territorio del comprensorio di competenza nonché il ritiro delle schede di prelievo e la prima elaborazione dei dati;</p></content></list><list><num>b) </num><content><p>a supportare sotto il profilo economico, organizzativo e logistico le sessioni d’esame di abilitazione alle diverse forme di prelievo;</p></content></list><list><num>c) </num><content><p>a rendicontare alla Regione, almeno a cadenza mensile, il numero dei cacciatori partecipanti al prelievo, il numero di fascette distribuite e l'esito dei prelievi effettuati;</p></content></list><list><num>d) </num><content><p>a fornire idonei mezzi di prevenzione ai conduttori professionali e non professionali di fondi agricoli;</p></content></list><list><num>e) </num><content><p>a dividere il proprio territorio ricadente in area non vocata in settori di prelievo, di cui al comma 6, delle dimensioni massime di 40 ettari.</p></content></list></clause><clause id="art4-cla10"><num>10. </num><content><p>La Giunta regionale provvede, nelle more della suddivisione del territorio di cui al comma 9, lettera e), ad individuare per ciascun ATC le modalità di accesso al prelievo.</p></content></clause></article><article id="art5"><num>Art. 5</num><heading>Interventi di controllo faunistico</heading><clause id="art5-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione, nel caso di inefficacia dei metodi ecologici dimostrata sulla base di una valutazione tecnica che tiene conto dei danni rilevati o potenziali, anche eventualmente segnalati dai proprietari o conduttori dei fondi, approva, previo parere dell’ISPRA, piani di controllo, ai sensi dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37" id="19">articolo 37 della l.r. 3/1994</ref>, di validità non superiore ai tre anni.</p></content></clause><clause id="art5-cla2"><num>2.</num><alinea><content><p>  Negli interventi di controllo di cui al comma 1, sono comunque ammessi: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>le armi di cui all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art31" id="20">articolo 31 della l.r. 3/1994</ref>; </p></content></list><list><num>b) </num><content><p>l’utilizzo di fari e strumenti di intensificazione della luce;</p></content></list><list><num>c) </num><content><p>l’utilizzo di  attrattivi; </p></content></list><list><num>d) </num><content><p>l'utilizzo delle metodologie di prelievo basate sull’aspetto, la cerca e trappole selettive;</p></content></list><list><num>e) </num><content><p>solo per la specie cinghiale, la girata;</p></content></list><list><num>f) </num><content><p>una volta applicati senza successo metodi di prelievo alternativi, solo per la specie cinghiale può essere utilizzata la braccata, in condizioni di tempo e luogo che escludano significativi impatti su altre specie selvatiche.</p></content></list></clause><clause id="art5-cla3"><num>3. </num><content><p>L'utilizzo delle diverse metodologie viene deciso dalla Regione in accordo con gli ATC o con i gestori degli istituti privati ed il soggetto che coordina gli interventi. L'utilizzo delle trappole deve essere privilegiato nelle aree urbane e peri-urbane e nelle aree agricole ove sia ravvisata l’inefficacia degli altri sistemi di controllo.</p></content></clause><clause id="art5-cla4"><num>4.</num><content><p>Fermo restando quanto previsto dal comma 3, le operazioni di cattura  possono essere affidate, mediante appositi protocolli di gestione, ai proprietari e conduttori dei fondi.</p></content></clause></article><article id="art6"><num>Art. 6</num><heading>Gestione venatoria nelle aree vocate</heading><clause id="art6-cla1"><num>1. </num><content><p>Nelle aree vocate di cui all'articolo 3, la presenza degli ungulati viene mantenuta, a cura dei soggetti gestori, nei livelli di consistenza interspecifica sostenibile dall'ambiente, definiti tenuto anche conto degli effettivi danneggiamenti ambientali, all’agricoltura, ai boschi e dalle capacità di rinnovazione forestale. I piani di prelievo sono realizzati nel rispetto del calendario venatorio di cui all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-06-10/20/main#art7-com6" id="21">articolo 7, comma 6 della legge regionale 10 giugno 2002, n. 20</ref> (Calendario venatorio e modifiche alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-01-12/3/main" id="22">legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3</ref> “Recepimento <ref href="/it/legge/stato/1992-02-11/157/main" id="23">della legge 11 febbraio 1992, n. 157</ref> (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio)").</p></content></clause><clause id="art6-cla2"><num>2. </num><content><p>Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite a livello di comprensorio, mediante il piano annuale di gestione ungulati articolato in unità di gestione, quali i distretti, gli istituti faunistici e le aree protette. </p></content></clause><clause id="art6-cla3"><num>3. </num><content><p>L’ATC, entro il 30 aprile di ogni anno, trasmette alla Giunta regionale la proposta di piano annuale di gestione degli ungulati. Ai fini della migliore gestione, in sede di approvazione, la Giunta regionale può procedere alla modifica della proposta. La Giunta regionale approva il piano previo parere dell’ISPRA.</p></content></clause><clause id="art6-cla4"><num>4.</num><alinea><content><p>  La proposta di piano, costituita dai piani di prelievo selettivo e di prelievo al cinghiale in braccata: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>è articolata per comprensorio e contiene le indicazioni delle singole unità di gestione, raccolte dall'ATC competente;</p></content></list><list><num>b) </num><content><p>è predisposta sulla base dei risultati delle attività di monitoraggio sull'abbondanza e stato delle popolazioni, con metodologie indicate dalla Regione; </p></content></list><list><num>c) </num><content><p>prevede le misure dirette (prelievi) e indirette (prevenzione danni) e la loro ripartizione nel comprensorio tra i diversi soggetti gestori di ciascuna unità di gestione;</p></content></list><list><num>d) </num><content><p>è redatta anche tenendo conto del monitoraggio di cui al comma 5.</p></content></list></clause><clause id="art6-cla5"><num>5. </num><content><p>I soggetti gestori delle aree protette di cui alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/2015-03-19/30/main" id="24">legge regionale 19 marzo 2015, n. 30</ref> (Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale. Modifiche alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/24/main" id="25">l.r. 24/1994</ref>, alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997/65/main" id="26">l.r. 65/1997</ref>, alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/2000/24/main" id="27">l.r. 24/2000</ref> ed alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/2010/10/main" id="28">l.r. 10/2010</ref>), avvalendosi obbligatoriamente dell’ISPRA o del CIRSeMAF, attuano, entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno, le forme di monitoraggio della consistenza degli ungulati presenti sul territorio di propria competenza.</p></content></clause><clause id="art6-cla6"><num>6. </num><content><p>I soggetti gestori degli istituti faunistici e delle aree protette attuano il piano per il territorio di propria competenza. Nel caso di non raggiungimento degli obiettivi del piano, la Regione interviene con le modalità di cui all'articolo 5.</p></content></clause><clause id="art6-cla7"><num>7. </num><content><p>Al fine di rendere celere e puntuale la realizzazione dei piani numerici di prelievo selettivo, nel territorio gestito, l'ATC deve obbligatoriamente prevedere, almeno sino al raggiungimento del 70 per cento del piano su ciascuna classe, il prelievo “a scalare”, consentendo l'attivazione contemporanea anche di tutti gli iscritti al distretto abilitati al prelievo sulla specie. L’ATC attiva misure tali da garantire il rispetto del piano di prelievo.</p></content></clause><clause id="art6-cla8"><num>8. </num><content><p>Al fine di facilitare la realizzazione dei piani di prelievo negli interventi in braccata effettuati dalle squadre di ciascun distretto, fermo restando fisso il numero di squadre attive sul territorio regionale, il numero di partecipanti minimo per tali azioni di caccia è fissato in diciotto cacciatori iscritti.</p></content></clause><clause id="art6-cla9"><num>9. </num><alinea><content><p> Il comitato di gestione dell'ATC: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>destina la vendita di una quota non inferiore al 20 per cento di cervidi e bovidi, abbattibili con la caccia di selezione, ai cacciatori del distretto, oppure a cacciatori non aventi residenza venatoria o non iscritti o non abilitati accompagnati da cacciatori iscritti al distretto;</p></content></list><list><num>b) </num><content><p>dispone le misure necessarie a favorire la partecipazione dei cacciatori ospiti alle attività di caccia in braccata delle squadre. </p></content></list></clause><clause id="art6-cla10"><num>10. </num><content><p>I proventi delle attività di cui al comma 9 sono vincolati all’indennizzo dei danni, alla realizzazione di interventi di prevenzione e alla gestione degli ungulati.</p></content></clause></article><article id="art7"><num>Art. 7</num><heading>Gestione e valorizzazione delle carni</heading><clause id="art7-cla1"><num>1. </num><content><p>Gli ATC provvedono a proprie spese, entro il termine di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla realizzazione di almeno un centro di sosta, così come definito dalla deliberazione della Giunta regionale 15 dicembre 2014, n. 1185 (Approvazione documento recante "Direttive per la commercializzazione delle carni di selvaggina selvatica attraverso la presenza di Centri di Sosta “CdS”), aumentandone il numero di uno ogni duemilacinquecento capi di ungulati abbattuti, facendo riferimento ai dati di abbattimento dell'annata precedente. I centri di sosta devono essere dislocati sul territorio di competenza in modo diffuso ed omogeneo e posti a disposizione dei cacciatori di ungulati, attraverso specifiche regolamentazioni e protocolli.</p></content></clause><clause id="art7-cla2"><num>2. </num><content><p>Gli ATC predispongono specifici accordi con i centri di lavorazione carni o altre destinazioni autorizzate ai sensi delle norme sanitarie vigenti, finalizzati alla cessione dei capi di ungulati provenienti dalle attività di controllo di cui all'<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37" id="29">articolo 37 della l.r. 3/1994</ref>, nonché degli eventuali ulteriori capi ceduti dai cacciatori.</p></content></clause><clause id="art7-cla3"><num>3. </num><content><p>Gli ATC dispongono altresì, con la propria partecipazione economica alle spese, i percorsi finalizzati all’abilitazione come “cacciatore formato” in materia di igiene e sanità, di cui all’allegato A, capo 6, della deliberazione della Giunta regionale 4 novembre 2013, n. 910 (Direttive inerenti l'applicazione del regolamento (CE) n. 2075/2005 che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali di Trichine nelle carni. Revoca Delibera G.R. n. 926/2007), di almeno due cacciatori per squadra di caccia al cinghiale e di due cacciatori per distretto di caccia di selezione.</p></content></clause><clause id="art7-cla4"><num>4. </num><content><p>Ciascun ATC predispone accordi con associazioni locali, attive nel campo della solidarietà sociale, al fine di destinare una quota dei capi di ungulati, provenienti dalle attività di controllo, ad attività di beneficenza alimentare.</p></content></clause><clause id="art7-cla5"><num>5. </num><content><p>La Regione, attraverso la programmazione economica agricolo forestale può provvedere alla predisposizione di azioni di valorizzazione della risorsa rinnovabile rappresentata dalla carne degli ungulati selvatici cacciati e abbattuti, anche mediante l'avvio dei percorsi di riconoscimento di qualità.</p></content></clause></article><article id="art8"><num>Art. 8</num><heading>Circolazione fuori strada dei veicoli a motore per attività faunistico-venatorie</heading><clause id="art8-cla1"><num>1. </num><content><p>Per lo svolgimento delle attività faunistico-venatorie i comuni possono individuare nel proprio territorio percorsi fissi, in deroga a quanto stabilito nell'<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-06-27/48/main#art2" id="30">articolo 2 della legge regionale 27 giugno 1994, n. 48</ref> (Norme in materia di circolazione fuori strada dei veicoli a motore), nei quali sia consentita la circolazione fuori strada di veicoli a motore. </p></content></clause><clause id="art8-cla2"><num>2. </num><content><p>L'individuazione è fatta secondo i criteri di cui all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/48/main#art6-com2" id="31">articolo 6, comma 2, della l.r. 48/1994</ref>.</p></content></clause><clause id="art8-cla3"><num>3. </num><content><p>I comuni individuano i percorsi previo consenso dei proprietari e conduttori dei fondi e, per le aree protette, del soggetto gestore.</p></content></clause><clause id="art8-cla4"><num>4. </num><content><p>Il comune rilascia gratuitamente, per i casi di cui al comma 1, apposito contrassegno di autorizzazione al transito.</p></content></clause></article><article id="art9"><num>Art. 9</num><heading>Monitoraggio</heading><clause id="art9-cla1"><num>1. </num><content><p>Il monitoraggio sull'andamento delle azioni previste dalla presente legge e sul grado di raggiungimento degli obiettivi prefissati, è determinato dal raffronto tra la situazione esistente e la raccolta ed analisi di indici riferiti al prelievo effettuato e all'andamento dei danni economici da questi causati all'agricoltura, alla biodiversità e alle altre attività antropiche, annualmente e allo scadere dei tre anni di validità della presente legge.</p></content></clause><clause id="art9-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione svolge le attività di monitoraggio avvalendosi dell’ISPRA o del CIRSeMAF.</p></content></clause><clause id="art9-cla3"><num>3. </num><content><p>Sulla base del monitoraggio delle azioni di cui alla presente legge è realizzato il sistema informativo faunistico-venatorio, nel quale vengono inserite, da parte della Regione, degli ATC, degli istituti privati e delle aree protette, le informazioni di cui all'<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art10-com2" id="32">articolo 10, comma 2, della l.r. 3/1994</ref>.</p></content></clause></article><article id="art10"><num>Art. 10</num><heading>Vigilanza e potere sostitutivo della Regione</heading><clause id="art10-cla1"><num>1.</num><content><p>La vigilanza sul rispetto della presente legge è svolta dai soggetti di cui all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art51" id="33">articolo 51 della l.r. 3/1994</ref>.</p></content></clause><clause id="art10-cla2"><num>2.</num><content><p>In caso di mancata attuazione delle attività e funzioni previste a carico degli ATC di cui all'articolo 4, comma 9, all'articolo 6 e all’articolo 7, la Regione diffida l'ATC ad adempiere entro trenta giorni. Decorso tale termine, la Regione provvede ai sensi della  <ref href="/it/legge/regione.toscana/2001-10-31/53/main" id="34">legge regionale 31 ottobre 2001 n. 53</ref> (Disciplina dei commissari nominati dalla Regione), con oneri a carico del soggetto inadempiente.</p></content></clause><clause id="art10-cla3"><num>3.</num><content><p>In caso di mancata attuazione delle attività e funzioni previste a carico dei soggetti gestori delle aree protette regionali e degli istituti faunistici pubblici di cui all’articolo 6, commi 5 e 6, la Regione diffida i soggetti gestori ad adempiere entro trenta giorni. Decorso tale termine, la Regione provvede ai sensi della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2001/53/main" id="35">l.r. 53/2001</ref>, con oneri a carico del soggetto inadempiente.</p></content></clause></article><article id="art11"><num>Art. 11</num><heading>Clausola valutativa</heading><clause id="art11-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p> Entro novanta giorni dall’approvazione della presente legge, la Giunta regionale invia alla commissione competente per materia una relazione in cui si evidenzia ogni informazione utile per la stima della condizione iniziale in cui si inserisce l’intervento obiettivo, in particolare: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>il numero degli incidenti stradali causati dagli ungulati distinti per provincia;</p></content></list><list><num>b) </num><content><p>l’entità economica dei danni all’agricoltura causati dagli ungulati distinti per provincia;</p></content></list><list><num>c) </num><content><p>la stima del numero degli ungulati distinti per specie e provincia.</p></content></list></clause><clause id="art11-cla2"><num>2. </num><content><p>Nella relazione di cui al comma 1 è anche illustrato il procedimento di verifica degli effetti della legge obiettivo con particolare riferimento agli indicatori che si intendono utilizzare ed alla loro metodologia di rilevazione.</p></content></clause><clause id="art11-cla3"><num>3. </num><content><p>Entro il 30 giugno degli anni 2017 e 2018 e a conclusione dell’intervento, al fine di valutare l’efficacia in termini di raggiungimento degli obiettivi prefissati, la Giunta regionale invia alla commissione consiliare competente una relazione in cui sono evidenziati i risultati ottenuti, evidenziando in particolare il raffronto per ognuno di essi tra la situazione iniziale e la situazione finale.</p></content></clause><clause id="art11-cla4"><num>4. </num><content><p>La commissione competente per materia, utilizzando la documentazione di cui al comma 3, acquisisce anche la valutazione delle associazioni rappresentative dei cacciatori, delle associazioni rappresentative degli agricoltori e delle associazioni ambientaliste, relativamente all’efficacia degli interventi e dei risultati ottenuti dall’intervento regionale.</p></content></clause></article></chapter><chapter id="chp2"><num>CAPO II</num><heading>Modifiche alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-01-12/3/main" id="36">legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3</ref> (Recepimento della <ref href="/it/legge/stato/1992-02-11/157/main" id="37">legge 11 febbraio 1992, n. 157</ref> “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”)</heading><article id="art12"><num>Art. 12</num><heading>Attività dell'ATC. Modifiche all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art12" id="38">articolo 12 della l.r. 3/1994</ref></heading><clause id="art12-cla1"><num>1. </num><content><p>Dopo la <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art12-com1-let4" id="39">lettera d) del comma 1, dell’articolo 12 della l.r. 3/1994</ref> è inserita la seguente:</p></content></clause><clause id="art12-cla2"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir1">d bis) attua, nel rispetto di quanto disposto dalle norme regionali, le misure per la gestione in sicurezza e la valorizzazione delle carni dei capi di ungulati cacciati e abbattuti</quotedText> ”;</p></content></clause></article><article id="art13"><num>Art. 13</num><heading>Gestione faunistico-venatoria degli ungulati. Sospensione dell'efficacia dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art28bis" id="40">articolo 28 bis della l.r 3/1994</ref></heading><clause id="art13-cla1"><num>1.</num><content><p>L'efficacia dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art28bis" id="42">articolo 28 bis della l.r. 3/1994</ref> è sospesa per il periodo di vigenza della presente legge.</p></content></clause></article><article id="art14"><num>Art. 14</num><heading>Indennizzo dei danni causati dagli ungulati. Sospensione dell'efficacia dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art28ter" id="43">articolo 28 ter della l.r 3/1994</ref></heading><clause id="art14-cla1"><num>1.</num><content><p>L'efficacia dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art28ter" id="45">articolo 28 ter della l.r. 3/1994</ref> è sospesa per il periodo di vigenza della presente legge.</p></content></clause></article><article id="art15"><num>Art. 15</num><heading>Abilitazione alla caccia di selezione. Inserimento dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-01-12/3/main#art28quater" id="46">articolo 28 quater nella </ref><ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main" id="47">l.r. 3/1994</ref></heading><clause id="art15-cla1"><num>1. </num><content><p>Dopo l’articolo 28 ter è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art15-cla2"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir2">Art. 28 quater Abilitazione alla caccia di selezione</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir3">1. La caccia di selezione agli ungulati è esercitata da cacciatori abilitati e iscritti nell'apposito registro regionale.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir4">2. L’abilitazione alla caccia di selezione per il cinghiale richiede la frequenza ad un corso ed il superamento di un esame finale comprendente una prova scritta e una prova di tiro con carabina. Per i cacciatori già abilitati al controllo del cinghiale è sufficiente il superamento di una prova scritta e di una prova di tiro con carabina. Per i cacciatori già abilitati al prelievo selettivo di altre specie è sufficiente il superamento della sola prova scritta. </quotedText></p></content></clause><clause id="art15-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir5">3. L’articolazione territoriale e le regole per il funzionamento delle commissioni d’esame sono definite con deliberazione della Giunta regionale.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir6">4. In via di prima applicazione confluiscono nel registro regionale di cui al comma 1 i cacciatori già abilitati dalle province toscane o da altre regioni.</quotedText> ”.</p></content></clause></article><article id="art16"><num>Art. 16</num><heading>Controllo della fauna selvatica. Modifiche all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37" id="49">articolo 37 della l.r. 3/1994</ref></heading><clause id="art16-cla1"><num>1. </num><content><p>Al <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37-com2" id="50">comma 2 dell’articolo 37 della l.r. 3/1994</ref> le parole: “<quotedText id="mod0-vir7">Le Province</quotedText> ” sono sostituite dalle seguenti: “<quotedText id="mod0-vir8">La Regione</quotedText> ”, la parola “<quotedText id="mod0-vir9">provvedono</quotedText> ” è sostituita dalla seguente: “<quotedText id="mod0-vir10">provvede</quotedText> ” e le parole: “<quotedText id="mod0-vir11">dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica.</quotedText> ” sono sostituite dalle seguenti: “<quotedText id="mod0-vir12">dell’ISPRA.</quotedText> ”.</p></content></clause><clause id="art16-cla2"><num>2. </num><content><p>Al <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37-com2bis" id="51">comma 2 bis dell’articolo 37 della l.r. 3/1994</ref> le parole: “<quotedText id="mod0-vir13">Le Province utilizzano</quotedText> ” sono sostituite dalle seguenti: “<quotedText id="mod0-vir14">La Regione utilizza</quotedText> ”.</p></content></clause><clause id="art16-cla3"><num>3. </num><content><p>Il <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37-com3" id="52">comma 3 dell’articolo 37 della l.r. 3/1994</ref> è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art16-cla4"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir15">3. La Regione, in caso di ravvisata inefficacia degli interventi ecologici di cui al comma 2 bis, autorizza piani di abbattimento con modalità di intervento compatibili con le diverse caratteristiche ambientali e faunistiche delle aree interessate. Tali piani sono attuati dalla Regione con il coinvolgimento gestionale degli ATC e sotto il coordinamento del corpo di polizia provinciale. Per la realizzazione dei piani la Regione può avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi nei quali si attuano i piani di abbattimento, delle guardie forestali e del personale di vigilanza dei comuni, nonché delle guardie di cui all’articolo 51, purché i soggetti in questione siano in possesso di licenza di caccia.</quotedText> ”.</p></content></clause><clause id="art16-cla5"><num>4. </num><content><p>Il <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37-com4" id="53">comma 4 dell’articolo 37 della l.r. 3/1994</ref> è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art16-cla6"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir16">4. Per interventi di tutela della produzione agricola e zootecnica la Regione può affiancare al proprio personale anche soggetti che abbiano frequentato appositi corsi di preparazione organizzati dalla Regione stessa sulla base di programmi concordati con l’ISPRA. Tali corsi dovranno fornire una idonea preparazione circa l’ecologia e la gestione delle popolazioni animali selvatiche, la biologia delle specie selvatiche oggetto di controllo nonché sulle tecniche e le modalità con cui effettuare il controllo.</quotedText> ”.</p></content></clause><clause id="art16-cla7"><num>5. </num><content><p>Al <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37-com4bis" id="54">comma 4 bis dell’articolo 37 della l.r. 3/1994</ref> le parole: “<quotedText id="mod0-vir17">dalla Provincia</quotedText> ” sono sostituite dalle seguenti: “<quotedText id="mod0-vir18">dalla Regione</quotedText> ”.</p></content></clause><clause id="art16-cla8"><num>6. </num><content><p>Il <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37-com4ter" id="55">comma 4 ter dell’articolo 37 della l.r. 3/1994</ref> è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art16-cla9"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir19">4 ter. I cacciatori iscritti nel registro di cui all’articolo 28 quater sono equiparati ai cacciatori di cui al comma 4, per le specie di riferimento.</quotedText> ”.</p></content></clause><clause id="art16-cla10"><num>7. </num><content><p>Al <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37-com4quater" id="56">comma 4 quater dell’articolo 37 della l.r. 3/1994</ref> le parole: “<quotedText id="mod0-vir20">La provincia</quotedText> ” sono sostituite dalle seguenti: “<quotedText id="mod0-vir21">La Regione</quotedText> ”. </p></content></clause><clause id="art16-cla11"><num>8. </num><content><p>Al <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37-com6" id="57">comma 6 dell’articolo 37 della l.r. 3/1994</ref> le parole: “<quotedText id="mod0-vir22">La Provincia</quotedText> ” sono sostituite dalle seguenti: “<quotedText id="mod0-vir23">La Regione</quotedText> ”.</p></content></clause><clause id="art16-cla12"><num>9. </num><content><p>Al <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art37-com6bis" id="58">comma 6 bis dell’articolo 37 della l.r. 3/1994</ref> le parole: “<quotedText id="mod0-vir24">Le province possono</quotedText> ” sono sostituite dalle seguenti: “<quotedText id="mod0-vir25">La Regione può</quotedText> ”.</p></content></clause></article><article id="art17"><num>Art. 17</num><heading>Violazioni amministrative - Sanzioni pecuniarie. Modifiche all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art58" id="59">articolo 58 della l.r. 3/1994</ref></heading><clause id="art17-cla1"><num>1. </num><content><p>La <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994/3/main#art58-com1-let15" id="60">lettera o) del comma 1 dell’articolo 58 della l.r. 3/1994</ref> è sostituita dalla seguente: </p></content></clause><clause id="art17-cla2"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir26">o) sanzione amministrativa da euro 1.030,00 a euro 6.180,00 per ogni capo abbattuto delle specie: cinghiale, cervo, daino, capriolo e muflone al di fuori dei tempi e dei modi previsti nelle leggi e nei regolamenti regionali; qualora l'infrazione sia nuovamente commessa la sanzione è raddoppiata. La stessa sanzione si applica per chi acquisisce, somministra o commercia carne appartenente alle specie cinghiale, cervo, daino, capriolo e muflone non proveniente da abbattimenti autorizzati o sprovvista dei documenti accompagnatori attestanti la legittima provenienza e per chi immette ungulati al di fuori dei recinti autorizzati;</quotedText>”.</p></content></clause></article></chapter><chapter id="chp3"><num>CAPO III</num><heading>Norme transitorie</heading><article id="art18"><num>Art. 18</num><heading>Norme transitorie</heading><clause id="art18-cla1"><num>1. </num><content><p>La Giunta regionale provvede a modificare entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge il regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 26 luglio 2011, n. 33/R (Regolamento di attuazione della <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-01-12/3/main" id="61">legge regionale 12 gennaio 1994, n. 3</ref> “Recepimento <ref href="/it/legge/stato/1992-02-11/157/main" id="62">della legge 11 febbraio 1992, n. 157</ref> - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”), apportando le modifiche necessarie per l’attuazione della presente legge.</p></content></clause><clause id="art18-cla2"><num>2. </num><content><p>Fino all’approvazione delle modifiche di cui al comma 1, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al d.p.g.r. 33/R/2011, in quanto compatibili con le disposizioni della presente legge.</p></content></clause></article><article id="art19"><num>Art. 19</num><heading>Efficacia</heading><clause id="art19-cla1"><num>1. </num><content><p>Le disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11 rimangono in vigore per il triennio successivo all’entrata in vigore della presente legge.</p></content></clause></article></chapter></body><conclusions xmlns="" period="20160212"><p>Firenze
                  </p></conclusions></akomaNtoso>
