<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?>
<akomaNtoso xmlns="http://www.akomantoso.org/2.0"><act xmlns="" contains="originalVersion" name="legge"/><meta xmlns=""><publication date="2024-06-07" name="Bollettino Ufficiale" showAs="BUR" number="28"/><identification source="#somebody"><FRBRWork><FRBRthis value="/it/legge/2024-06-04/20/R/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2024-06-04/20/R"/><FRBRdate date="2024-06-04" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRcountry value="it"/></FRBRWork><FRBRExpression><FRBRthis value="/it/legge/2024-06-04/20/R/ita@/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2024-06-04/20/R/ita@"/><FRBRdate date="2024-06-04" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRlanguage value="ita"/></FRBRExpression><FRBRManifestation><FRBRthis value="/it/legge/2024-06-04/20/R/ita@/main.xml"/><FRBRuri value="/it/legge/2024-06-04/20/R/ita@/main.akn"/><FRBRdate date="2024-06-04" name="XMLConversation"/><FRBRauthor href="#regione"/></FRBRManifestation></identification><lifecycle source="#somebody"><eventRef date="2024-06-07" id="v1" source="#ro1" type="generation"/></lifecycle><references source="#somebody"><original id="ro1" href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2024-06-04/20/R/ita@/main" showAs="Original"/><activeRef id="rp1" href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R" showAs="Other act"/><activeRef id="rp2" href="/it////" showAs="Other act"/><somebody id="somebody" href="/ontology/persons/ita/editors/somebody" showAs="somebody"/><regione id="regione" href="/ontology/organization/it/tuscan.region"/></references><notes source="#somebody"/><classifications source="eurovoc"><keyword value="Tutela dagli inquinamenti" showAs="Tutela dagli inquinamenti" dictionary="Toscana" id="150.150"/><keyword value="Tutela e utilizzo acque  " showAs="Tutela e utilizzo acque  " dictionary="Toscana" id="150.180"/></classifications></meta><preface xmlns=""><block name="preface"><docType>Regolamento</docType><docDate date="2024-06-04">4 giugno 2024</docDate><docNumber>20/R</docNumber><docTitle>Disposizioni per la definizione delle condizioni per l'autorizzazione agli scarichi con limiti di emissione diversi da quelli di cui all'Allegato 5 alla parte III, ai sensi dell’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="1">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref> e dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main#art21-com2" id="2">articolo 21, comma 2, della l.r. 20/2006</ref>. Modifiche al regolamento di attuazione emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 settembre 2008, n. 46 (Regolamento di attuazione della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="3">legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> “Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento”).</docTitle><docCommittee>REGIONE TOSCANA</docCommittee></block></preface><preamble xmlns="" id="pre"><p>Il PRESIDENTE DELLA GIUNTA</p><p>EMANA</p><p>il seguente regolamento</p><p>PREAMBOLO</p><p>Visto <ref href="/it/costituzione/stato///main#art117-com6" id="4">articolo 117, comma sesto, della Costituzione</ref>;</p><p>Visto l’articolo 42 dello Statuto;</p><p>Vista <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="5">legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> (Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento) e in particolare l’articolo 13 e l’articolo 21;</p><p>Visto il <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006-04-03/152/main" id="6">decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152</ref> (Norme in materia ambientale) ed, in particolare, l'articolo 101, comma 2, di tale decreto;</p><p>Visto il regolamento di attuazione emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 settembre 2008, n. 46/R (Regolamento di attuazione della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="7">legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> “Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento”);</p><p>Visto il parere favorevole del Comitato direzionale espresso nella seduta dell’8 febbraio 2024;</p><p>Visto il parere della competente struttura di cui all’articolo 18, comma 4, del regolamento interno della Giunta regionale del 31 gennaio 2022, n. 6;</p><p>Vista la preliminare deliberazione di Giunta regionale che approva lo schema di regolamento n. 118 del 12 febbraio 2024;</p><p>Visto il parere favorevole con osservazioni e suggerimenti della IV Commissione consiliare, competente in materia di territorio, ambiente mobilità e infrastrutture, espresso nella seduta del 3 aprile 2024 e trasmesso alla Giunta regionale in data 5 aprile 2024;</p><p>Visto l'ulteriore parere della competente struttura di cui all’articolo18, comma 4, del Regolamento interno della Giunta regionale Toscana 31 gennaio 2022, n. 6;</p><p>Vista le deliberazione della Giunta regionale 27 maggio 2024, n. 637;</p><p>Considerato quanto segue:</p><p>1. l'<ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20ter/main#art13-com1-let15ter" id="8">articolo 13, comma 1, lettera o ter), della legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> (Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento) demanda al regolamento attuativo della legge medesima la disciplina delle condizioni di autorizzazione degli scarichi di acque reflue in attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 101, commi 1 e 2, 106 e 124, comma 3, <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main" id="9">del d.lgs.152/2006</ref>;</p><p>2. è necessario dare attuazione alle disposizioni del <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main" id="10">d.lgs. 152/2006</ref> e <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main" id="11">della l.r. 20/2006</ref> indicate al considerato n. 1 del presente Preambolo ed integrare il d.p.g.r. 46/R/2008 per definire le condizioni di autorizzazione allo scarico di acque reflue con limiti di emissione diversi da quelli di cui all'allegato 5 alla parte III, ai sensi dell’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="12">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref>, nel rispetto dei vincoli posti dal legislatore statale ed in conformità a quanto stabilito dagli articoli 17 e 21 <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main" id="13">della medesima l.r. 20/2006</ref>;</p><p>3. è necessario inserire nel regolamento emanato con d.p.g.r. 46/R/2008 un allegato 7 bis contenente indicazioni tecnico-operative per individuare elementi decisionali utili per la valutazione di eventuali richieste di limiti diversi di cui all’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="14">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref> e, nel contempo, fornire ai proponenti uno strumento di supporto per strutturare gli studi e le eventuali attività scientifiche necessari;</p><p>4. di accogliere il parere della IV Commissione consiliare, competente in materia di territorio, ambiente mobilità e infrastrutture e di adeguare conseguentemente il testo, ad esclusione:</p><p>a) del punto 2 dei suggerimenti di tecnica redazionale, in quanto il presente regolamento inserisce modifiche al regolamento emanato con d.p.g.r. 46/R/2008, che nella rubrica degli articoli già vigenti e non modificati non riporta le disposizioni regionali a cui dà attuazione;</p><p>b) del punto 3 dei suggerimenti di tecnica redazionale, in quanto ritenuto non necessario;</p><p>Si approva il presente regolamento:</p></preamble><body xmlns=""><article id="art1"><num>Art 1</num><heading>Disposizioni per la definizione delle condizioni per l'autorizzazione agli scarichi con limiti di emissione diversi da quelli di cui all'allegato 5 alla parte III, ai sensi dell’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="15">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref> e dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main#art21-com2" id="16">articolo 21, comma 2, della l.r. 20/2006</ref>. Inserimento del capo III bis nel titolo II del regolamento di attuazione emanato con d.p.g.r. 46/R/2008</heading><clause id="art1-cla1"><num>1.</num><content><p> Nel Titolo II del regolamento emanato con il d.p.g.r. 46/R/2008, dopo l'articolo 16, è inserito il seguente capo:</p></content></clause><clause id="art1-cla2"><content><p>"
          <quotedText id="mod0-vir1">Capo III bis - Disposizioni per la definizione di limiti di emissione diversi da quelli di cui all'allegato 5 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="17">della parte III del d.lgs. 152/2006</ref>, ai sensi dell’articolo 101, comma 2, del medesimo decreto</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art1-cla3"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir2">Art.16 bis - Ambito di applicazione</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art1-cla4"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir3">1. In attuazione dell’articolo 13, comma 1, lettera o ter), della legge regionale, il presente capo disciplina le condizioni e le modalità per la determinazione, nell'ambito dell'autorizzazione allo scarico, di limiti di emissione diversi da quelli di cui all'allegato 5 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="18">della parte III del d.lgs. 152/2006</ref>, ai sensi dell’articolo 101, comma 2, del medesimo decreto.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art1-cla5"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir4">2. Le presenti disposizioni non si applicano alle acque di restituzione come definite all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main#art2-com1-let3" id="19">articolo 2, comma 1, lettera c), della l.r. 20/2006</ref> ed agli scaricatori di piena come definiti all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main#art2-com1-let22" id="20">articolo 2, comma 1, lettera v), della l.r. 20/2006</ref>.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art1-cla6"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir5">Art.16 ter - Disposizioni procedurali</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art1-cla7"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir6">1. L'individuazione di valori limite diversi ai sensi dell'articolo 16 bis è richiesta dal proponente con apposita istanza ai sensi dell'<ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main#art21-com2" id="21">articolo 21, comma 2, della l.r 20/2006</ref>, la quale è corredata dalla documentazione indicata dall’allegato 7 bis del presente regolamento recante «Indicazioni operative, finalizzate alla individuazione di limiti di emissione diversi, ai sensi dell’articolo 101, </quotedText>
        
          <quotedText id="mod0-vir7">comma 2, <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main" id="22">del d.lgs.152/2006</ref>».</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art1-cla8"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir8">2. Ai fini della valutazione della richiesta, la struttura regionale competente al rilascio dell'autorizzazione allo scarico convoca la conferenza di servizi ai sensi dell'articolo 14 e seguenti <ref href="/it/legge/stato/1990/241/main" id="23">della l. 241/1990</ref>, la quale, tenuto conto della situazione ambientale attuale e pregressa del corpo recettore, si esprime sulla concessione di limiti diversi, con facoltà di individuare valori dei limiti di emissione inferiori a quelli risultanti dalla proposta del richiedente, al fine di garantire il raggiungimento o il mantenimento degli standard di qualità ambientali previsti dalla normativa di settore ed il rispetto delle condizioni di cui agli articoli 17 e 21, comma 3, <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main" id="24">della l.r. 20/2006</ref>.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art1-cla9"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir9">3. L'applicazione di limiti diversi ai sensi dell’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="25">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref> riguarda periodi temporalmente definiti in funzione del raggiungimento o mantenimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici, non può estendersi alla conduzione a regime dell'impianto ed è periodicamente rivalutata sulla base degli esiti del piano di monitoraggio di cui al paragrafo 7 dell'allegato 7 bis del presente regolamento.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art1-cla10"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir10">4. Le autorizzazioni già rilasciate alla data di entrata in vigore del presente articolo restano in vigore fino alla loro revisione.</quotedText>
        ".</p></content></clause></article><article id="art2"><num>Art. 2</num><heading>Indicazioni operative per l’individuazione di limiti di emissione diversi ai sensi <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main" id="26">del d.lgs. 152/2006</ref>. Inserimento dell'allegato 7 bis al regolamento emanato con d.p.g.r. 46/R/2008</heading><clause id="art2-cla1"><num>1.</num><content><p> Dopo l'allegato 7 del regolamento emanato con d.p.g.r. 46/R/2006, è inserito il seguente allegato 7 bis recante "
          <quotedText id="mod0-vir11">Indicazioni operative finalizzate alla individuazione di «limiti di emissione diversi</quotedText>
        », ai sensi dell’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="27">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref>".</p></content></clause><clause id="art2-cla2"><content><p>“
          <quotedText id="mod0-vir12">Allegato 7 bis (d.p.g.r. 46/R/2008) - Indicazioni operative finalizzate all'individuazione di limiti di emissione diversi, ai sensi dell'<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="28">articolo 101, comma 2, del d.lgs.152/2006</ref></quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla3"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir13">1. Premessa.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla4"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir14">Le presenti indicazioni operative hanno la finalità di strutturare, da un punto di vista tecnico, gli studi e le eventuali attività scientifiche necessarie, quali elementi decisionali utili a supportare eventuali richieste di limiti diversi ai sensi dell’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="29">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref>.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla5"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir15">Il contesto normativo nel quale si inserisce il presente documento, come appena indicato, è l’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="30">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref>, a sua volta connesso con la sezione 1.2 dell’allegato 5 alla parte III del medesimo decreto ed all'<ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main#art21" id="31">articolo 21 della l.r. 20/2006</ref>.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla6"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir16">L’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com1" id="32">articolo 101, comma 1, del d.lgs. 152/2006</ref> indica espressamente che tutti gli scarichi sono disciplinati in funzione del rispetto degli obiettivi di qualità dei corpi idrici e devono comunque rispettare i limiti previsti nell’Allegato 5; il comma 2 del medesimo articolo prevede, inoltre, che le Regioni, nell’ambito dell’esercizio della loro autonomia (in tal senso, anche l’<ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main#art21-com2" id="33">articolo 21, comma 2, della l.r. 20/2006</ref>) possono individuare valori limite di emissione “diversi” da quelli dell’allegato 5, tenuto conto:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla7"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir17">a) dei carichi massimi ammissibili;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla8"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir18">b) delle migliori tecnologie disponibili;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla9"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir19">c) del rispetto degli obiettivi di qualità dei corpi idrici (secondo la finalità indicata dall’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com1" id="34">articolo 101, comma 1, del d.lgs. 152/2006</ref>).</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla10"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir20">Tali valori limite massimi possono essere definiti sia in concentrazione, che in flusso di massa (in tal senso, dispone anche la sezione 1.2 dell’allegato 5 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="35">parte III del d.lgs. 152/2006</ref>) e devono essere riferiti ad un periodo temporalmente definito individuato sulla base di tutti gli elementi di seguito indicati:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla11"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir21">a) capacità del corpo idrico recettore di mantenere il proprio stato di qualità ambientale (di seguito indicato come “SQA”);</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla12"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir22">b) disponibilità di tecniche di abbattimento;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla13"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir23">c) costi ambientalmente ed economicamente sostenibili che consentano il rientro nei limiti della tabella 3 dell’allegato 5 alla <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="36">parte III del d.lgs. 152/2006</ref>;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla14"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir24">d) eventuali altre considerazioni che si rivelino necessarie in relazione al caso.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla15"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir25">L’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="37">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref> disciplina, inoltre, le casistiche per le quali non è possibile attribuire valori limite di emissione meno restrittivi rispetto a quelli contenuti nella Parte III dell'allegato 5 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main" id="38">del d.lgs. 152/2006</ref>:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla16"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir26">1. previsti dalle tabelle 1, 2;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla17"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir27">2. previsti dalle tabelle 3 e 4, limitatamente alle sostanze disciplinate nella tabella 5.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla18"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir28">Esistono pertanto delle condizioni escludenti previste dal <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main" id="39">d.lgs. 152/2006</ref>, ma è necessario, ai fini della tutela ambientale dei corpi idrici recettori, individuare ulteriori cause escludenti che non consentono l’accoglimento della domanda di applicazione di “diversi limiti”. In particolare, sono cause escludenti la mancata applicazione delle migliori tecniche disponibili ormai consolidate a costi sostenibili e/o la mancata sostituzione di prodotti inquinanti a favore di altri meno inquinanti.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla19"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir29">Inoltre, la richiesta di valori limite di emissione diversi dall’allegato 5 per lo scarico in acque superficiali deve dimostrare l’insostenibilità economica del raggiungimento dei limiti tabellari in maniera oggettiva e verificabile.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla20"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir30">Con riferimento a quelle sostanze per le quali il legislatore ha differenziato limiti in acqua superficiale da limiti in fognatura, i “limiti diversi” non possono superare i valori limite di emissione previsti dalla colonna “Scarico in rete fognaria” di cui alla Tabella 3 dell' allegato 5 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="40">della parte III del d.lgs. 152/2006</ref>, fermo restando il caso di cui al paragrafo 3, punto 8, delle presenti indicazioni operative.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla21"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir31">Ai fini dell’autorizzazione, costituiscono oggetto di valutazioni specifiche e puntuali quelle richieste nelle quali, pur con l’applicazione delle migliori tecniche disponibili (definite come “Best Available Tecniques” da ora in poi, indicate con l’acronimo “BAT”) e mediante valutazioni sulla sostituzione di reagenti e/o intermedi, non si riesca comunque a raggiungere uno dei limiti previsti per lo scarico nella Tabella 3 dell' allegato 5 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="41">della parte III del d.lgs. 152/2006</ref>.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla22"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir32">La Tabella 3 dell'allegato 5 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="42">della parte III del d.lgs. 152/2006</ref> individua, inoltre, alcuni parametri per i quali non esiste differenziazione tra limiti allo scarico in acqua superficiale e limiti di scarico in fognatura. Per tali parametri si può individuare un “limite diverso” anche superiore al limite di scarico in fognatura, valutando la compatibilità di tale limite con il mantenimento dello stato di qualità ambientale del recettore.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla23"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir33">2. Metodologia e approccio dello studio.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla24"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir34">La richiesta di autorizzazione di “limiti diversi” deve essere valutata sotto vari aspetti, di ordine normativo, ambientale, scientifico e impiantistico, tutti utili alla verifica della sostenibilità del valore limite di emissione diverso e del non raggiungimento della capacità di carico del recettore.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla25"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir35">In particolare, il proponente deve verificare la procedibilità della propria richiesta in relazione alle condizioni escludenti dettate dalla normativa in materia; a tale scopo, deve eseguire uno studio multidisciplinare sui 4 “determinanti” fondamentali che risultano essere:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla26"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir36">- Il contaminante, individuandone le caratteristiche chimico-fisiche-tossicologiche, il destino ambientale, le sue capacità di impatto sui recettori ambientali e l’eventuale presenza di valori di fondo naturale;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla27"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir37">- Il tempo per il quale il richiedente propone di utilizzare diversi limiti, in funzione di eventuali adeguamenti impiantistici, gestionali, o di altra natura;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla28"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir38">- l’impianto, individuandone le caratteristiche di funzionamento in termini di processi unitari, la presenza di BAT, il divario tecnologico tra l’impianto e le BAT, la possibilità/impossibilità di </quotedText>
        
          <quotedText id="mod0-vir39">cambiare reagenti e/o intermedi, la possibilità/impossibilità di modificare (del tutto o in parte) il ciclo di lavorazione e tutte le altre informazioni che possono essere dirimenti, a supporto della richiesta di altri valori limite di emissione rispetto a quelli previsti dall’allegato 5 alla <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="43">parte III del d.lgs. 152/2006</ref>;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla29"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir40">- il corpo idrico recettore (o recettore), partendo - dove tale classificazione esiste ed è operativa - dallo stato di qualità ambientale (chimico ed ecologico), dalla sua attuale capacità autodepurativa, tenendo conto di eventuali effetti cumulativi per compresenza di altri scarichi, dal regime idrologico e tutte le altre informazioni utili a qualificarlo. Nei casi in cui il corpo idrico recettore non sia classificato, il proponente deve presentare una proposta tecnica di classificazione ambientale del corpo idrico recettore, basata sui dati previsti dalle linee guida sui monitoraggi ISPRA,1 al fine di verificarne lo stato di qualità iniziale. La classificazione del primo recettore ove riversa lo scarico non si applica ai casi in cui lo stesso non sia identificato come corpo idrico, ai sensi dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/2012/79/main#art22-com2-let5" id="44">articolo 22, comma 2, lettera e), della l.r. 79/2012</ref> (quali, ad esempio, canali tombati, artificiali); in tal caso, è considerato recettore quello immediatamente successivo in cui si immette il primo.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla30"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir41">Tutte le informazioni fornite devono essere supportate da elementi tecnico-scientifici, avendo cura di indicare nel dettaglio eventuali referenze di studi, trattati, relazioni, programmi e piani. Infine, a tali studi deve essere allegata una proposta tecnica di miglioramento continuo, anche per stadi successivi definiti temporalmente, dei processi di trattamento, finalizzata a ricondurre lo scarico ai limiti tabellari.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla31"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir42">3. Condizioni escludenti.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla32"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir43">Si riportano di seguito le condizioni escludenti che, se presenti, danno luogo al diniego dell'istanza diretta ad ottenere valori limite di emissione diversi:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla33"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir44">1) gli inquinanti per cui si richiede il valore limite emissivo diverso rientrano fra quelli fissati dall’allegato 5 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="45">della parte III del d.lgs. 152/2006</ref> e sono indicati:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla34"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir45">a) nella Tabella 1 (nel caso di scarico di acque reflue urbane in corpi idrici superficiali);</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla35"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir46">b) nella Tabella 2 (per scarico di acque reflue urbane in corpi idrici superficiali ricadenti in aree sensibili);</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla36"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir47">c) nella Tabella 3/A;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla37"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir48">d) nella Tabella 3, limitatamente a quelle sostanze indicate nella Tabella 5 del medesimo allegato;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla38"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir49">2) l’inquinante per cui si richiede un valore limite meno restrittivo è classificato come ecotossico con tossicità acuta e/o cronica per l’ambiente acquatico;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla39"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir50">3) il corso d’acqua recettore dello scarico o il suo bacino imbrifero di riferimento ha una classificazione dello stato ecologico di qualità “elevata”;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla40"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir51">4) il corso d’acqua recettore dello scarico o il suo bacino imbrifero di riferimento ha una classificazione “inferiore a sufficiente” (scarso o pessimo); fanno eccezione a questa causa escludente i casi in cui lo scarico determini un potenziale miglioramento della qualità del corpo idrico recettore. Sono, in ogni caso, rigettate le istanze che coinvolgono parametri responsabili della scarsa qualità del recettore;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla41"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir52">5) il corpo idrico recettore rientra fra quelli con obiettivi a specifica destinazione;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla42"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir53">6) il corpo idrico recettore rientra fra quelli caratteristici di zone sensibili o vulnerabili e le sostanze per le quali si richiedono valori limite diversi sono le medesime per le quali esiste la criticità dell’area sensibile;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla43"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir54">7) l’inquinante di cui si chiede un valore limite di emissione diverso può comportare un rischio sanitario o un’alterazione di destinazione d’uso nel caso in cui il corpo idrico recettore, a valle dello scarico, abbia un utilizzo idropotabile o irriguo;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla44"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir55">8) il limite richiesto risulta maggiore del valore previsto per lo scarico in pubblica fognatura (Tabella 3 dell'allegato 5 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="46">della parte III, d.lgs. 152/2006</ref>), per quei contaminanti ove esiste una differenziazione tra il limite per lo scarico in acque superficiali e limite allo scarico in fognatura, fatta salva l’impossibilità di raggiungere tali valori limite, pur con l’applicazione delle migliori tecniche disponibili e valutazioni sulla sostituzione di reagenti e/o intermedi.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla45"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir56">4. Studio delle caratteristiche del contaminante.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla46"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir57">4.1 Premessa.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla47"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir58">Lo studio delle caratteristiche del contaminante deve permettere di comprendere quale determinante ambientale viene alterato dalla presenza di un contaminante con limite diverso.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla48"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir59">Pertanto, gli studi e i dati ambientali storici esistenti, comprese le motivazioni dei diversi limiti eventualmente già a suo tempo autorizzati, devono essere reperiti ed analizzati con il suddetto obiettivo, al fine di verificare le condizioni di possibile autorizzazione di diversi limiti richiesti nell’istanza.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla49"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir60">4.2 Caratteristiche minime dello studio del contaminate.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla50"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir61">Lo studio deve almeno:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla51"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir62">1. verificare se il contaminante rientra tra quelli pericolosi ai sensi della Tabella 5 dell'allegato 3 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="47">della parte III del d.lgs. 152/2006</ref>;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla52"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir63">2. verificare se il contaminante rientra fra le sostanze di cui alle tabelle 1, 2, 3/A, come riportato dall’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art101-com2" id="48">articolo 101, comma 2, del d.lgs. 152/2006</ref> per le quali non sono ammessi limiti meno restrittivi;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla53"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir64">3. verificare se il contaminante rientra tra le sostanze prioritarie pericolose ai sensi della Tabella 1/A o tra quelle di cui alla Tabella 1/B dell'allegato 1 <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#par3" id="49">della parte III del d.lgs. 152/2006</ref>;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla54"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir65">4. verificare se il contaminante rientra fra i macrodescrittori monitorati per definire lo SQA dei corsi d’acqua;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla55"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir66">5. verificare il quadro regolatorio Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals – secondo il Regolamento CE n. 1907/2006 (di seguito, indicato “REACH”) e Classification, Labeling and Packaging secondo il Regolamento CE n. 1272/2008 (di seguito, indicato come “CLP”), relativo alla sostanza/miscela da cui si origina la presenza del contaminante e relativo al contaminante stesso, con particolare attenzione alle caratteristiche ecotossicologiche;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla56"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir67">6. individuare il valore di Predicted No Effect Concentration (di seguito, indicato come “valore PNEC”) Specie/Genere/Famiglia/Ordine, specificando i bersagli sui quali sono state verificate/effettuate le prove ecotossicologiche;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla57"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir68">7. individuare i potenziali effetti sulle matrici interessate (quali, ad esempio, sedimenti e biota) indicando la variabile di controllo da sottoporre ad accertamenti analitici/strumentali al fine di monitorarne l’andamento nel tempo;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla58"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir69">8. calcolare il flusso di massa (mensile ed annuale) del contaminante tenendo conto della portata dello scarico in periodo di magra del corso d’acqua.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla59"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir70">9. Nel caso di contaminazione da fondo naturale tenere conto di tale presenza nelle determinazioni di cui sopra, attraverso valutazioni sito-specifiche.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla60"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir71">5. Studio delle caratteristiche dell’impianto.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla61"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir72">5.1 Premessa.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla62"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir73">Lo studio delle caratteristiche tecniche e tecnologiche dell’impianto deve permettere di individuare il divario tecnologico dello stesso rispetto alle BAT, indipendentemente dalla tipologia autorizzativa, la possibilità/fattibilità di un adeguamento tecnologico e gli eventuali tempi di tale adeguamento. Qualora l’adeguamento tecnologico non fosse attuabile, in quanto scarsamente vantaggioso per l’ambiente e contestualmente economicamente non sostenibile, è da verificare la </quotedText>
        
          <quotedText id="mod0-vir74">fattibilità della sostituzione delle materie che portano alla produzione di contaminanti per i quali si richiede un limite diverso.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla63"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir75">5.2 Caratteristiche minime dello studio dell’impianto</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla64"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir76">Lo studio deve almeno:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla65"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir77">1. individuare la tipologia di autorizzazione (AIA-AUA);</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla66"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir78">2. descrivere il ciclo di lavorazione dell’impianto, con particolare riferimento alle materie prime utilizzate, intermedi di lavorazione prodotti e caratteristiche degli effluenti;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla67"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir79">3. studiare una eventuale fattibilità tecnica di sostituzione delle materie prime, causa della richiesta del non rispetto dei limiti allo scarico, evidenziandone i vantaggi ambientali, i costi, la sostenibilità dell’operazione e i tempi di sostituzione;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla68"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir80">4. effettuare i bilanci di materia dell’impianto, identificando, in particolar modo, la produzione annua e mensile di ogni contaminante per cui viene chiesto un limite diverso;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla69"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir81">5. chiarire l’origine del contaminante nello scarico: naturale (presenza nelle acque approvvigionate), o antropica (sostanza/miscela presente nel ciclo produttivo). Nel caso sia di origine antropica, è da individuare da quale materia prima/reattivo deriva e valutarne la possibilità di sostituzione;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla70"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir82">6. descrivere i trattamenti effettuati sui reflui a piè di impianto, evidenziando le percentuali di abbattimento di tutti i contaminanti ed, in particolare, di quelli di cui si chiede un limite diverso;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla71"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir83">7. indipendentemente dal regime autorizzativo, effettuare un benchmarking delle migliori tecniche disponibili facendo riferimento alle BAT conclusions e ai BAT reference documents (di seguito, indicati come “BREFs”). Una volta individuate le migliori tecniche disponibili, occorre effettuare un confronto con quelle installate nell’impianto, evidenziando il divario tecnologico;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla72"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir84">8. studiare una eventuale fattibilità di adeguamento tecnologico evidenziandone i vantaggi ambientali, i costi, la sostenibilità dell’operazione e i tempi di adeguamento.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla73"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir85">6. Studio delle caratteristiche del recettore.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla74"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir86">6.1 Premessa.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla75"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir87">Lo studio delle caratteristiche del recettore deve stabilire le condizioni idrologiche dello stesso al fine di comprendere se lo SQA è destinato a peggiorare a seguito di autorizzazione con limiti diversi per alcuni contaminanti.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla76"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir88">6.2 Caratteristiche minime dello studio del recettore.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla77"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir89">Lo studio deve almeno:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla78"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir90">1. definire lo SQA al momento della richiesta con dati reali, nel caso in cui il corso d’acqua non fosse tra quelli classificati;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla79"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir91">2. elencare le problematiche legate alla classificazione attuale dello SQA del recettore;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla80"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir92">3. verificare la presenza di connessione della falda di subalveo con le acque sotterranee eventualmente captate;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla81"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir93">4. produrre la cartografia e la descrizione nel tratto sia a monte che a valle per almeno 1 km dall’impianto richiedente di ulteriori fattori di pressione, quali:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla82"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir94">a) scarichi concorrenti aventi lo stesso parametro per cui si chiede il “limite diverso”;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla83"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir95">b) scarichi domestici e/o ulteriori scarichi produttivi;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla84"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir96">c) punti di captazione ad uso irriguo;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla85"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir97">d) opere di derivazione e/o opere trasversali che modifichino la portata del corso d’acqua;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla86"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir98">5. descrivere il regime idrologico del corpo idrico recettore, indicando almeno le seguenti informazioni:</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla87"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir99">a) curva annuale delle portate (con dati recenti), evidenziando in particolare la portata di morbida e di magra e il rapporto di queste portate con la portata dello scarico;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla88"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir100">b) l’estensione del bacino imbrifero;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla89"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir101">c) la precipitazione media annua;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla90"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir102">d) l’evaporazione effettiva;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla91"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir103">e) la descrizione morfologica (ampiezza e profondità alveo).</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla92"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir104">6. Calcolare o modellare l’andamento della concentrazione del contaminante nel recettore, individuando la/le distanza/e in corrispondenza della/e quale/i attivare un monitoraggio rappresentativo dello stesso andamento, fino alla massima diluizione. Le distanze possono essere ridotte se sopraggiungono scarichi con lo stesso contaminante. Le modellazioni devono tenere conto del regime idrologico del recettore.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla93"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir105">7. Proposta di piano monitoraggio.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla94"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir106">7.1 Premessa.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla95"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir107">Il piano di monitoraggio deve essere predisposto e modulato in funzione dello stato attuale del recettore, delle caratteristiche del contaminante, delle caratteristiche idrologiche del recettore, delle dinamiche evolutive tecniche dell’impianto. Deve essere altresì finalizzato alla verifica del “non peggioramento” del livello locale di SQA del recettore.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla96"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir108">7.2 Caratteristiche minime piano di monitoraggio.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla97"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir109">Di seguito, sono indicati gli elementi da monitorare per tutta la durata dell’autorizzazione dei diversi limiti, salvo indicazioni specifiche.</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla98"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir110">1) deve essere monitorato il contaminante per cui si richiede il “limite diverso” nel recettore a monte dello scarico/immissione alla distanza di 100 metri da questo, con cadenza mensile nel primo anno, trimestrale negli anni successivi;</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla99"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir111">2) deve essere monitorato il contaminante per cui si richiede un “limite diverso” nel recettore, con cadenza mensile nel primo anno e trimestrale negli anni successivi, a valle dello scarico in corrispondenza dell’immissione e di alcuni punti rappresentativi dell’andamento della concentrazione nel recettore, individuati come al punto 6) dello studio (paragrafo 6 – Studio caratteristiche recettore);</quotedText>
        </p></content></clause><clause id="art2-cla100"><content><p>
          <quotedText id="mod0-vir112">3) il monitoraggio deve inoltre prevedere parametri biologici riportati nella seguente tabella:</quotedText>
        <table id="Tabella1" width="100%"><tr><td>
            
              Stato Ecologico Corpo
            
          </td><td colspan="4">
            
              Livello di Tutela
            
          </td><td>
            
              Azioni/Ammissibilità
            
          </td></tr><tr><td>
            
              Idrico Recettore
            
          </td></tr><tr><td colspan="2">
            
              Massimo,
            
          </td><td colspan="2">
            
              devono
            
          </td><td colspan="2">
            
              essere  evitati
            
          </td></tr><tr><td>
            
              ELEVATO
            
          </td><td colspan="5">
            
              interventi/modifiche
            
          </td><td>
            
              che
            
          </td><td>
            
              possano
            
          </td><td colspan="2">
            
              Esclusione da richieste di “valore limite diverso”.
            
          </td></tr><tr><td colspan="7">
            
              produrre alterazioni del corpo idrico.
            
          </td></tr><tr><td>
            
              BUONO
            
          </td><td colspan="7">
            
              
                Finalizzato al 
              
              
                mantenimento di tale
              
            
          </td><td colspan="3">
            
              Ammissibile alle seguenti condizioni:
            
          </td></tr><tr><td colspan="2">
            
              
                stato
              
              
                ,
              
            
          </td><td>
            
              da
            
          </td><td colspan="2">
            
              attuarsi
            
          </td><td>
            
              attraverso
            
          </td><td>
            
              •
            
          </td><td colspan="2">
            
              Monitoraggio completo degli indicatori per
            
          </td></tr><tr><td colspan="2">
            
              la determinazione del SQA (ecologico – si veda
            
          </td></tr><tr><td colspan="7">
            
              un’attenta  valutazione  di  tutti  i
            
          </td></tr><tr><td colspan="5">
            
              parametri ambientali.
            
          </td><td colspan="2">
            
              sotto)  a  monte  e  valle  dello  scarico  per
            
          </td></tr><tr><td colspan="2">
            
              verificare  se  ci  sono  effetti  sullo  stato  di
            
          </td></tr><tr><td colspan="2">
            
              almeno un elemento di qualità ambientale,
            
          </td></tr><tr><td colspan="2">
            
              degradandolo di una classe:
            
          </td></tr><tr><td>
            
              ◦
            
          </td><td>
            
              Diatomee bentonitiche (2 volte l’anno).
            
          </td></tr><tr><td>
            
              ◦
            
          </td><td>
            
              Macrofite acquatiche (2 volte l’anno).
            
          </td></tr><tr><td>
            
              ◦
            
          </td><td>
            
              Macro invertebrati bentonitici (2 volte
            
          </td></tr></table><table id="Tabella2" width="100%"><tr><td colspan="2">
            
              l’anno).
            
          </td></tr><tr><td>
            
              ◦
            
          </td><td>
            
              Fauna ittica (1 volta l’anno).
            
          </td></tr><tr><td colspan="3">
            
              Ammissibile alle seguenti condizioni:
            
          </td></tr><tr><td>
            
              •
            
          </td><td colspan="2">
            
              Monitoraggio completo degli indicatori per
            
          </td></tr><tr><td colspan="4">
            
              Non devono essere generati impatti
            
          </td><td colspan="2">
            
              la determinazione del SQA (ecologico) a monte
            
          </td></tr><tr><td>
            
              cumulabili
            
          </td><td>
            
              a
            
          </td><td>
            
              quelli
            
          </td><td>
            
              esistenti,
            
          </td><td colspan="2">
            
              e valle dello scarico per verificare se ci sono
            
          </td></tr><tr><td colspan="4">
            
              considerando che tali impatti hanno
            
          </td><td colspan="2">
            
              
                effetti sullo stato di 
              
              
                almeno un elemento di
              
            
          </td></tr><tr><td>
            
              SUFFICIENTE
            
          </td><td colspan="4">
            
              già causato lo scadimento di qualità
            
          </td><td>
            
              qualità
            
          </td><td>
            
              ambientale,  degradandolo  di  una
            
          </td></tr><tr><td colspan="4">
            
              ambientale del corpo idrico; qualsiasi
            
          </td><td>
            
              classe:
            
          </td></tr><tr><td colspan="4">
            
              modifica al corpo idrico non deve
            
          </td><td>
            
              ◦
            
          </td><td>
            
              Diatomee bentonitiche (2 volte l’anno).
            
          </td></tr><tr><td>
            
              impedire  il
            
          </td><td colspan="3">
            
              raggiungimento  degli
            
          </td><td>
            
              ◦
            
          </td><td>
            
              Macrofite acquatiche (2 volte l’anno).
            
          </td></tr><tr><td colspan="3">
            
              obiettivi ambientali.
            
          </td><td>
            
              ◦
            
          </td><td>
            
              Macro invertebrati bentonitici (2 volte
            
          </td></tr><tr><td colspan="2">
            
              l’anno).
            
          </td></tr><tr><td>
            
              ◦
            
          </td><td>
            
              Fauna ittica (1 volta l’anno).
            
          </td></tr><tr><td colspan="4">
            
              Non devono essere generati impatti
            
          </td><td colspan="3">
            
              Esclusione da richieste di “valore limite diverso”, fatte
            
          </td></tr><tr><td>
            
              cumulabili
            
          </td><td>
            
              a
            
          </td><td>
            
              quelli
            
          </td><td>
            
              esistenti,
            
          </td><td colspan="3">
            
              salve specifiche e puntuali richieste, che non devono,
            
          </td></tr><tr><td>
            
              INFERIORE A
            
          </td><td colspan="4">
            
              considerando che tali impatti hanno
            
          </td><td colspan="3">
            
              comunque, riguardare contaminanti responsabili dello
            
          </td></tr><tr><td>
            
              SUFFICIENTE
            
          </td><td colspan="4">
            
              già causato lo scadimento di qualità
            
          </td><td colspan="3">
            
              stato di qualità ambientale. In questo specifico caso,
            
          </td></tr><tr><td colspan="3">
            
              ambientale del corpo idrico.
            
          </td><td colspan="3">
            
              riferirsi allo stato:
            
          </td></tr><tr><td colspan="3">
            
              SUFFICIENTE.
            
          </td></tr></table></p></content></clause></article></body><conclusions xmlns="" period="20240607"><p>Firenze
                  </p></conclusions></akomaNtoso>
