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<akomaNtoso xmlns="http://www.akomantoso.org/2.0"><act xmlns="" contains="singleVersion" name="legge"/><meta xmlns=""><publication date="2000-01-21" name="Bollettino Ufficiale" showAs="BUR" number="2"/><identification source="#somebody"><FRBRWork><FRBRthis value="/it/legge/2000-01-12/2/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2000-01-12/2"/><FRBRdate date="2000-01-12" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRcountry value="it"/></FRBRWork><FRBRExpression><FRBRthis value="/it/legge/2000-01-12/2/ita@/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2000-01-12/2/ita@"/><FRBRdate date="2000-01-12" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRlanguage value="ita"/></FRBRExpression><FRBRManifestation><FRBRthis value="/it/legge/2000-01-12/2/ita@/main.xml"/><FRBRuri value="/it/legge/2000-01-12/2/ita@/main.akn"/><FRBRdate date="2000-01-12" name="XMLConversation"/><FRBRauthor href="#regione"/></FRBRManifestation></identification><lifecycle source="#somebody"><eventRef date="2000-01-21" id="v1" source="#ro1" type="generation"/></lifecycle><references source="#somebody"><original id="ro1" href="/it/legge/regione.toscana/2000-01-12/2/ita@/main" showAs="Original"/><passiveRef id="rp1" href="/it/legge/regione.toscana/2005-01-03/1" showAs="Other act"/><passiveRef id="rp2" href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-24/41" showAs="Other act"/><somebody id="somebody" href="/ontology/persons/ita/editors/somebody" showAs="somebody"/><regione id="regione" href="/ontology/organization/it/tuscan.region"/></references><notes source="#somebody"><note id="not1" class="NOTA_NDR"><p> Comma così sostituito con <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-01-03/1/main" id="1">l.r. 3 gennaio 2005, n. 1</ref> , art. 184.</p></note><note id="not2" class="NOTA_NDR"><p> Comma così sostituito con <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-01-03/1/main" id="2">l.r. 3 gennaio 2005, n. 1</ref> , art. 185.</p></note><note id="not3" class="NOTA_NDR"><p> Articolo abrogato con <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-24/41/main" id="3">l.r. 24 febbraio 2005, n. 41</ref> , art. 65.</p></note></notes><classifications source="eurovoc"><keyword value="Servizi sociali" showAs="Servizi sociali" dictionary="Toscana" id="160.160"/></classifications></meta><preface xmlns=""><block name="preface"><docType>Legge regionale</docType><docDate date="2000-01-12">12 gennaio 2000</docDate><docNumber>2</docNumber><docTitle>Interventi per i popoli rom e sinti.</docTitle><docCommittee>REGIONE TOSCANA</docCommittee></block></preface><body xmlns=""><title id="tlt0"><article id="art1"><num>Art. 1 </num><heading>- Finalità</heading><clause id="art1-cla1"><num>1. </num><content><p>La presente legge detta norme per la salvaguardia dell’identità e lo sviluppo culturale e l’identità dei rom e dei sinti al fine di favorire la comunicazione fra culture, garantire il diritto al nomadismo, all’esercizio del culto, alla sosta e alla stanzialità all’interno del territorio regionale, nonché per la fruizione e l’accesso ai servizi sociali, sanitari, scolastici ed educativi.</p></content></clause><clause id="art1-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione promuove, nell’ambito della programmazione regionale, idonee iniziative di orientamento, di formazione professionale e di aiuto all’occupazione, nonché iniziative sul piano scolastico volte al mantenimento sia della lingua che delle tradizioni dei diversi gruppi rom e sinti.</p></content></clause><clause id="art1-cla3"><num>3. </num><content><p>Ai fini della presente legge per rom e sinti sono intesi tutti i gruppi comunemente denominati "zingari".</p></content></clause></article></title><title id="tlt1"><num>Titolo I</num><heading>- INTERVENTI PER LA RESIDENZIALITÀ E PER IL TRANSITO</heading><article id="art2"><num>Art. 2 </num><heading>- Le soluzioni abitative</heading><clause id="art2-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p>Gli interventi per la residenza e l’inserimento abitativo previsti dalla presente legge sono: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p> aree attrezzate per la residenza con i requisiti indicati agli <ref href="/it/legge/regione.toscana/2000-01-12/2/main#art3'Or[Group'LR00/02art04" id="4">artt. 3 e 4</ref>;</p></content></list><list><num>b)</num><content><p> interventi di recupero abitativo di edifici pubblici e privati previsti <ref href="/it/legge/regione.toscana/2000-01-12/2/main#art5" id="6">dall’art. 5</ref>;</p></content></list><list><num>c)</num><content><p> l’utilizzo degli alloggi sociali come previsti dalla <ref href="/it/legge/stato/1998-03-06/40/main" id="8">Legge 6 marzo 1998, n. 40</ref>"Disciplina dell’Immigrazione e norme sulla condizione dello straniero"; </p></content></list><list><num>d)</num><content><p> il sostegno per la messa a norma e/o la manutenzione straordinaria di strutture abitative autonomamente reperite o realizzate da rom e sinti; </p></content></list><list><num>e)</num><content><p> la realizzazione di spazi di servizio ad attività lavorative di carattere artigianale. </p></content></list></clause><clause id="art2-cla3"><num>2. </num><content><p>Gli interventi di cui al comma 1 sono predisposti nel rispetto della struttura sociale e degli stili di vita dei gruppi, attraverso forme di partecipazione e coinvolgimento delle famiglie interessate.</p></content></clause></article><article id="art3"><num>Art. 3 </num><heading>- Aree attrezzate per la residenza</heading><clause id="art3-cla1"><num>1. </num><content><p>Le aree attrezzate per la residenza sono destinate ad accogliere le famiglie rom e sinti che già risiedono o intendono stabilirsi nel territorio comunale. Le aree attrezzate sono destinate ad accogliere preferibilmente famiglie allargate o più nuclei familiari legati da vincoli di parentela, di affinità o di mutualità.</p></content></clause><clause id="art3-cla2"><num>2. </num><alinea><content><p>Le aree attrezzate per la residenza sono dimensionate e localizzate secondo i seguenti criteri: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p> rispondenza ad una capacità ricettiva preferibilmente non superiore alle sessanta persone; </p></content></list><list><num>b)</num><content><p> collocazione delle aree attrezzate, preferibilmente su terreni di proprietà comunale o di altri enti pubblici, al fine di contenere i costi e accelerare la realizzazione delle opere; </p></content></list><list><num>c)</num><content><p> la localizzazione deve garantire l’inserimento in contesti di vita attiva dotati degli elementi essenziali per rendere l’esistenza quotidiana degli abitanti organizzata e interrelata con il tessuto abitativo e sociale circostante, con l’organizzazione dei servizi socio-sanitari di zona e con la rete degli istituti scolastici. </p></content></list></clause><clause id="art3-cla4"><num>3. </num><content><p>Le aree attrezzate per la residenza, in ragione delle famiglie destinatarie, del loro stile di vita, delle risorse disponibili, del contesto urbano, possono essere composte da strutture abitative integrate in uno spazio comune o da attrezzature fisse di servizio a roulotte, case mobili o strutture prefabbricate.</p></content></clause><clause id="art3-cla5"><num>4. </num><content><p>Le aree attrezzate sono realizzate su progetto secondo le indicazioni ed i requisiti previsti <ref href="/it/legge/regione.toscana/2000-01-12/2/main#art4" id="10">all’art. 4</ref></p></content></clause><clause id="art3-cla6"><num>5. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le aree attrezzate per la residenza sono definite dal regolamento urbanistico.</inline> <noteRef href="not1" marker="(1)"/></p></content></clause><clause id="art3-cla7"><num>6. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le aree attrezzate per la residenza possono essere ricomprese nei piani per l'edilizia economica popolare di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-01-03/1/main#art71" id="12"><inline name="inlinea0">articolo 71 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1</inline></ref><inline name="inlinea0">(Norme per il governo del territorio). In tal caso i finanziamenti previsti dalla presente legge possono essere ricompresi, fatte salve le finalità della loro specifica destinazione, nel piano finanziario del programma di edilizia economica popolare convenzionata o sovvenzionata. In questa eventualità, la popolazione da accogliere in dette aree è ricompresa nella determinazione del fabbisogno insediativo residenziale comunale.</inline> <noteRef href="not1" marker="(1)"/></p></content></clause></article><article id="art4"><num>Art. 4 </num><heading>- Requisiti delle aree residenziali attrezzate</heading><clause id="art4-cla1"><num>1. </num><content><p>Le caratteristiche tecniche dei singoli interventi, fermi restando i requisiti di igienicità e salubrità, sono di volta in volta fissati dal Comune e recepiti nel progetto, predisposto in base ad una attenta analisi socio-abitativa del gruppo destinatario e con la sua attiva partecipazione ed in base a criteri di integrazione urbana e ambientale.</p></content></clause><clause id="art4-cla2"><num>2. </num><alinea><content><p>In rapporto alle diverse situazioni, l’area attrezzata per la residenza può consistere: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p> nella realizzazione di un nucleo essenziale minimo di servizi consistente in un blocco di cucina-soggiorno e servizi igienici per ciascuna famiglia con parcheggio e terreno di pertinenza, di supporto ad abitazioni mobili; </p></content></list><list><num>b)</num><content><p> nella realizzazione di una unità abitativa minima, camera, cucina-soggiorno, servizi igienici, spazio di pertinenza, integrata in uno spazio comune, aggregata ad altre o autonoma. </p></content></list></clause><clause id="art4-cla4"><num>3. </num><content><p>È prevedibile in progetto l’ulteriore sviluppo del nucleo di servizi o l’ampliamento dell’unità abitativa, anche con risorse proprie dei gruppi familiari e attraverso procedure di costruzione facilitata o di autocostruzione guidata.</p></content></clause><clause id="art4-cla5"><num>4. </num><content><p>Nella organizzazione delle aree è promossa la partecipazione dei gruppi dei rom e dei sinti destinatari degli interventi e delle associazioni di volontariato.</p></content></clause><clause id="art4-cla6"><num>5. </num><content><p>Per le aree attrezzate e le unità abitative o di servizio realizzate ai sensi della presente legge al fine di decongestionare gli insediamenti esistenti e di superare le condizioni di grave precarietà abitative esistenti possono essere applicati i criteri di cui all’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/1998-07-25/286/main#art40" id="14">art. 40 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286</ref>"Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" in materia di alloggio sociale.</p></content></clause></article><article id="art5"><num>Art. 5 </num><heading>- Il recupero abitativo di edifici pubblici e privati</heading><clause id="art5-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p>Il recupero ad uso abitativo riguarda il patrimonio edilizio pubblico o privato e prevede: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p> forme di recupero leggero con costi adeguati ai benefici raggiunti; </p></content></list><list><num>b)</num><content><p> vincolo di utilizzo sociale dell’immobile per un tempo adeguato all’investimento effettuato. </p></content></list></clause><clause id="art5-cla3"><num>2. </num><content><p>Le caratteristiche tecniche delle abitazioni recuperate ai sensi del presente articolo sono fissate secondo quanto previsto dall’ <ref href="/it/legge/regione.toscana/2000-01-12/2/main#art4" id="16">art. 4</ref>, comma 2.</p></content></clause></article><article id="art6"><num>Art. 6 </num><heading>- Requisiti delle aree attrezzate alla sosta breve</heading><clause id="art6-cla1"><num>1. </num><content><p>Nei Comuni interessati dalla sosta temporanea di famiglie di rom e di sinti e indicati dagli atti della programmazione regionale, sono predisposte aree attrezzate alla sosta breve.</p></content></clause><clause id="art6-cla2"><num>2. </num><content><p>A tal fine possono essere utilizzate le aree multifunzionali di interesse generale indicate con deliberazione della Giunta regionale ai sensi dell’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/1992-04-30/285/main#art18" id="18">art. 18 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285</ref>"Nuovo Codice della Strada" e successive modifiche.</p></content></clause><clause id="art6-cla3"><num>3. </num><content><p>L’area attrezzata per la sosta breve deve essere fornita di impianto di fornitura di energia elettrica, di erogazione idrica, di servizi igienici, di lavatoi e vasche, di smaltimento rifiuti ed essere possibilmente ombreggiata. Le caratteristiche tecniche e urbanistiche delle aree attrezzate alla sosta breve sono determinate ai sensi del comma 2 con deliberazione della Giunta regionale.</p></content></clause><clause id="art6-cla4"><num>4. </num><content><p>La regolamentazione delle modalità e dei tempi della sosta nelle suddette aree sono definite dal Comune che provvede anche al funzionamento e alla manutenzione delle aree medesime.</p></content></clause></article><article id="art7"><num>Art. 7 </num><heading>- Organizzazione e gestione delle aree residenziali attrezzate</heading><clause id="art7-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p>Il Comune con proprio regolamento disciplina: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p> le condizioni per l’ammissione e per la permanenza nell’area;</p></content></list><list><num>b)</num><content><p> le modalità di utilizzo dell’area;</p></content></list><list><num>c)</num><content><p> le modalità di utilizzo dei servizi presenti.</p></content></list></clause><clause id="art7-cla5"><num>2. </num><content><p>Il regolamento di cui al comma 1 individua altresì le tipologie delle attività lavorative che possono essere svolte nelle aree e le modalità per la loro autorizzazione. Il regolamento disciplina ogni altro aspetto concernente le regole di convivenza e prevede la costituzione di un comitato per la gestione dell’area medesima con la presenza dei rappresentanti dei rom e sinti presenti o di loro associazioni.</p></content></clause><clause id="art7-cla6"><num>3. </num><content><p>Il Comune, tramite il personale del distretto socio-sanitario nel cui territorio è ubicata l’area residenziale, provvede ad acquisire le informazioni utili ad attuare gli adempimenti igienico-sanitari di obbligo, a promuovere le prestazioni di natura sanitaria, ove necessario, ed a consentire l’inserimento scolastico dei minori.</p></content></clause></article></title><title id="tlt2"><num>Titolo II</num><heading>- ATTIVITÀ PER L’INTEGRAZIONE SOCIALE</heading><article id="art8"><num>Art. 8 </num><heading>- Attività formative e lavorative</heading><clause id="art8-cla1"><num>1. </num><content><p>I Comuni e le Comunità montane autonomamente ed in attuazione della programmazione regionale attuano idonee iniziative metodologicamente adeguate all’utenza rom e sinti per favorire il loro inserimento nelle attività di orientamento al lavoro, formazione professionale e di aiuto all’occupazione.</p></content></clause><clause id="art8-cla2"><num>2. </num><content><p>Fatto salvo quanto previsto dalle norme comunitarie, statali e regionali per gli interventi di aiuto all’occupazione ed in particolare quanto contenuto nella <ref href="/it/legge/regione.toscana/1993-04-26/27/main" id="20">l.r. 26 aprile 1993 n. 27</ref> "Agevolazioni per la creazione di nuove imprese a sostegno dell’imprenditoria giovanile", nella <ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-04-12/29/main" id="21">l.r. 12 aprile 1994 n. 29</ref> "Interventi straordinari a favore delle imprese toscane" gli inserimenti lavorativi sono attuati secondo quanto previsto dagli <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-03/72/main#art32" id="22">artt. 32</ref> e <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-03/72/main#art51" id="23">51</ref> della <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-03/72/main" id="24">l.r. 3 ottobre 1997, n. 72</ref> "Organizzazione e promozione di un sistema di diritti di cittadinanza e di pari opportunità: riordino dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari integrati" e successive modificazioni ed integrazioni.</p></content></clause></article><article id="art9"><num>Art. 9 </num><heading>- Assistenza sanitaria</heading><clause id="art9-cla1"><num>1. </num><content><p>Ai rom e ai sinti le prestazioni sanitarie sono fornite dalla Azienda unità sanitaria locale, di seguito denominata Azienda USL, competente per territorio e quelle assistenziali dal Comune nel cui territorio essi hanno abituale dimora.</p></content></clause><clause id="art9-cla2"><num>2. </num><content><p>L’Azienda USL provvede a rilasciare il documento per l’assistenza sanitaria secondo la normativa statale e regionale vigente.</p></content></clause><clause id="art9-cla3"><num>3. </num><content><p>Ai rom e sinti non iscritti al servizio sanitario nazionale si applicano, ove ricorrono, le disposizioni di cui all’<ref href="/it/decreto/presidente.repubblica/1999-08-31/394/main#art43-com4" id="25">art. 43, comma 4, del DPR 31 agosto 1999, n. 394</ref>.</p></content></clause><clause id="art9-cla4"><num>4. </num><content><p>Nei casi di accertata condizione di indigenza i Comuni possono utilizzare quote del fondo sociale di cui all’ <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-03/72/main#art16" id="27">art. 16 della l.r. 72/97</ref> e successive modificazioni e integrazioni attribuito a parametro, per prestazioni di assistenza sanitaria eventualmente erogate attraverso le associazioni di volontariato operanti nel settore sanitario.</p></content></clause></article><article id="art10"><num>Art. 10 </num><heading>- Scolarizzazione e istruzione</heading><clause id="art10-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p>Allo scopo di promuovere l’assolvimento dell’obbligo scolastico secondo le vigenti leggi da parte dei rom e dei sinti in età scolare: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p> i servizi sociali competenti per territorio provvedono a verificare che l’obbligo scolastico sia regolarmente assolto e si adoperano, in collaborazione con i servizi sanitari del distretto socio-sanitario e con l’istituzione scolastica, per rimuovere gli ostacoli che impediscono una normale frequenza dei minori a scuola;</p></content></list><list><num>b)</num><content><p> i Comuni accertano tramite i propri operatori, gli operatori distrettuali delle Aziende UUSSLL ed eventualmente anche tramite la collaborazione di volontari singoli o delle associazioni di volontariato, il reale inserimento dei rom e dei sinti in età scolare nelle classi, in collaborazione con le competenti autorità scolastiche e possono attivare progetti integrati di sostegno ai sensi dell’ <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-03/72/main#art28" id="28">art. 28 della l.r. n. 72/97</ref> e successive modificazioni e integrazioni, anche comprensivi di azioni mirate all’ambientamento scolastico, funzionali alla socializzazione e promozione linguistica.</p></content></list></clause><clause id="art10-cla3"><num>2. </num><content><p>I Comuni assicurano ai minori rom e sinti in età scolare gli interventi ordinari di diritto allo studio secondo le modalità previste dalla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1981-06-19/53/main" id="29">l.r. 19 giugno 1981 n. 53</ref> "Interventi per il diritto allo studio".</p></content></clause><clause id="art10-cla4"><num>3. </num><content><p>I Comuni individuano nell’ambito dei progetti di area di cui agli <ref href="/it/legge/regione.toscana/1981-06-19/53/main#art9" id="30">artt. 9</ref> e <ref href="/it/legge/regione.toscana/1981-06-19/53/main#art10" id="31">10 della l.r. n. 53/81</ref> le forme e le modalità atte ad assicurare lo sviluppo dei progetti integrati di sostegno di cui al comma 1 ed a promuovere l’adempimento dell’obbligo scolastico.</p></content></clause></article><article id="art11"><num>Art. 11 </num><heading>- Educazione permanente e interscambio culturale</heading><clause id="art11-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p>Al fine di preservare il patrimonio culturale dei rom e sinti possono essere attivati nell’ambito delle politiche sociali integrate di cui al Titolo IV della <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-03/72/main" id="32">l.r. n. 72/97</ref> e successive modificazioni e integrazioni progetti finalizzati a: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p> conservare la lingua, la storia, i costumi anche attraverso la istituzione di corsi in lingua "romanè"; </p></content></list><list><num>b)</num><content><p> salvaguardare le manifestazioni tradizionali; </p></content></list><list><num>c)</num><content><p> valorizzare la produzione artigianale favorendo la partecipazione a mostre e mercati. </p></content></list></clause></article></title><title id="tlt3"><num>Titolo III</num><heading>- PROGRAMMAZIONE</heading><article id="art12"><num>Art. 12 </num><heading>- Atti di programmazione</heading><clause id="art12-cla1"><num>1. </num><content><p>Gli atti della programmazione regionale individuano, sentite le articolazioni zonali delle conferenze dei sindaci, di cui all’<ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-03/72/main#art12" id="33">art. 12 della l.r. 72/97</ref> e successive modificazioni e integrazioni, territorialmente interessate, i Comuni sedi di accoglienza di rom e sinti, nonché determinano le iniziative dirette, le modalità e le misure di sostegno alla programmazione locale, le procedure di attuazione e di verifica ai fini dell’efficace realizzazione degli interventi e delle attività di cui ai precedenti titoli.</p></content></clause><clause id="art12-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">L'individuazione dei comuni sedi di accoglienza con riferimento agli interventi di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2000-01-12/2/main#art2" id="34"><inline name="inlinea0">articolo 2</inline></ref><inline name="inlinea0">, comma 1, lett. a), b), ed e) costituisce, ove non già prevista, integrazione del piano regionale di indirizzo territoriale con efficacia prescrittiva, secondo le disposizioni di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/1999-08-11/49/main#art10-com5" id="36"><inline name="inlinea0">articolo 10 , comma 5, della legge regionale 11 agosto 1999, n. 49</inline></ref><inline name="inlinea0">(Norme in materia di programmazione regionale) e della </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-01-03/1/main" id="38"><inline name="inlinea0">l.r. 1/2005.</inline></ref><noteRef href="not2" marker="(2)"/></p></content></clause></article><article id="art13"><num>Art. 13 </num><heading>- Indirizzi della programmazione</heading><clause id="art13-cla1"><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato.</inline> <noteRef href="not3" marker="(3)"/></p></content></clause></article></title><title id="tlt4"><num>Titolo IV</num><heading>- NORME FINALI</heading><article id="art14"><num>Art. 14 </num><heading>- Norma finanziaria</heading><clause id="art14-cla1"><num>1. </num><content><p>Agli oneri di spesa derivanti dall’applicazione della presente legge si fa fronte con il fondo istituito ai sensi dell’ <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-03/72/main#art68" id="39">art. 68 della l.r. n. 72/97</ref> e successive modificazioni ed integrazioni e con gli altri stanziamenti a tal fine previsti nel bilancio regionale.</p></content></clause><clause id="art14-cla2"><num>2. </num><content><p>Il programma finanziario di cui all’ <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-03/72/main#art9" id="40">art. 9, comma 4, della l.r. n. 72/97</ref> e successive modificazioni ed integrazioni determina la quota di risorse da ripartire ai Comuni riservate ai progetti recanti interventi per l’abitazione e per l’allestimento di aree attrezzate per la residenza e la sosta.</p></content></clause></article><article id="art15"><num>Art. 15 </num><heading>- Abrogazione</heading><clause id="art15-cla1"><num>1. </num><content><p>La l.r. 18 aprile 1995 n. 73 "Interventi per i popoli rom e sinti" è abrogata.</p></content></clause></article></title></body><conclusions xmlns="" period="20070601"><p>Firenze
                  </p></conclusions></akomaNtoso>
