<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?>
<akomaNtoso xmlns="http://www.akomantoso.org/2.0"><act xmlns="" contains="originalVersion" name="legge"/><meta xmlns=""><publication date="2012-12-21" name="Bollettino Ufficiale" showAs="BUR" number="72"/><identification source="#somebody"><FRBRWork><FRBRthis value="/it/legge/2012-12-17/76/R/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2012-12-17/76/R"/><FRBRdate date="2012-12-17" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRcountry value="it"/></FRBRWork><FRBRExpression><FRBRthis value="/it/legge/2012-12-17/76/R/ita@/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2012-12-17/76/R/ita@"/><FRBRdate date="2012-12-17" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRlanguage value="ita"/></FRBRExpression><FRBRManifestation><FRBRthis value="/it/legge/2012-12-17/76/R/ita@/main.xml"/><FRBRuri value="/it/legge/2012-12-17/76/R/ita@/main.akn"/><FRBRdate date="2012-12-17" name="XMLConversation"/><FRBRauthor href="#regione"/></FRBRManifestation></identification><lifecycle source="#somebody"><eventRef date="2012-12-21" id="v1" source="#ro1" type="generation"/></lifecycle><references source="#somebody"><original id="ro1" href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2012-12-17/76/R/ita@/main" showAs="Original"/><activeRef id="rp1" href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R" showAs="Other act"/><somebody id="somebody" href="/ontology/persons/ita/editors/somebody" showAs="somebody"/><regione id="regione" href="/ontology/organization/it/tuscan.region"/></references><notes source="#somebody"/><classifications source="eurovoc"><keyword value="Viabilità" showAs="Viabilità" dictionary="Toscana" id="150.260"/><keyword value="Agricoltura,  agriturismo " showAs="Agricoltura,  agriturismo " dictionary="Toscana" id="140.170"/></classifications></meta><preface xmlns=""><block name="preface"><docType>Regolamento</docType><docDate date="2012-12-17">17 dicembre 2012</docDate><docNumber>76/R</docNumber><docTitle>Modifiche al regolamento emanato con <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main" id="1">decreto del Presidente della Giunta regionale 8 settembre 2008, n. 46/R</ref> (Regolamento di attuazione della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="2">legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> "Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento")</docTitle><docCommittee>REGIONE TOSCANA</docCommittee></block></preface><preamble xmlns="" id="pre"><p>Il PRESIDENTE DELLA GIUNTA</p><p>EMANA</p><p>il seguente regolamento</p><p>PREAMBOLO</p><p>Visto l’<ref href="/it/costituzione/stato///main#art117-com6" id="3">articolo 117, comma sesto, della Costituzione</ref>;</p><p>Visto l’articolo 42 dello Statuto;</p><p>Vista <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="4">legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> (Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento) e in particolare l’articolo 13;</p><p>Visto il <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006-04-03/152/main" id="5">decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152</ref> (Norme in materia ambientale) ed in particolare l'articolo 92, comma 6; </p><p>Visto il regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 settembre 2008, n. 46/R (Regolamento di attuazione della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="6">legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> “Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento”);</p><p>Visto il parere favorevole del Comitato tecnico di direzione espresso nella seduta del 6 settembre 2012;</p><p>Visto il parere della competente struttura di cui all’articolo 16, comma 4 del regolamento interno della Giunta regionale del 15 novembre 2010, n. 2;</p><p>Vista la preliminare delibera di Giunta regionale n. 890 del 8 ottobre 2012 di adozione dello schema di regolamento (Modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 settembre 2008, n. 46/R “Regolamento di attuazione <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="7">della legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> "Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento");</p><p>Visto il parere favorevole con proposte di modifica espresso dalle commissioni consiliari II e VI, ai sensi dell’articolo 42, comma 2, dello Statuto, nella seduta congiunta del 31 ottobre 2012;</p><p>Visto il parere favorevole con condizioni espresso dal Consiglio delle autonomie locali, ai sensi dell’ articolo 66 dello Statuto, nella seduta del 15 ottobre 2012;</p><p>Visto l’ulteriore parere della competente struttura di cui all’articolo 16, comma 4 del regolamento interno della Giunta regionale del 15 novembre 2010, n. 2;</p><p>Vista la deliberazione della Giunta regionale 3 dicembre 2012, n. 1075;</p><p>Considerato quanto segue:</p><p>- Per quanto concerne il capo I:</p><p>1. è necessario modificare il d.p.g.r. 46/R/2008 per adeguarlo alle modifiche intervenute nella <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main" id="8">l.r. 20/2006</ref>, al fine di definire alcune modalità di applicazione della legge regionale stessa e di rispondere a specifiche esigenze di natura tecnica, che si sono manifestate nel corso dell’applicazione della normativa in questione;</p><p>2. in considerazione del fatto che i controlli dei gestori del servizio idrico integrato (SII) sono finalizzati alla tutela dello stato di conservazione sia della rete che dei connessi impianti di depurazione, beni di proprietà pubblica posti a tutela dell’ambiente, e tenuto conto dell’ articolo 128, comma 2 del 152/2006, per la quale il gestore “organizza un adeguato servizio di controllo”, è opportuno prevedere:</p><p>a) che il gestore possa richiedere ai titolari degli scarichi di acque reflue industriali inferiori a 100 abitante equivalente (AE) un’autocertificazione annuale dei prelievi mensili delle acque utilizzate e comunque prelevate;</p><p>b) che gli enti competenti prevedano nelle autorizzazioni l'obbligo per il titolare dello scarico in pubblica fognatura di consentire al gestore del SII l’accesso al proprio stabilimento;</p><p>3. al fine di identificare chiaramente gli obblighi del titolare dello scarico, e di conseguenza le condizioni che devono essere riscontrate durante l’attività di controllo degli stessi, è necessario introdurre l’obbligo per l’ente che autorizza gli scarichi di definire, nel provvedimento autorizzativo, le condizioni di scarico in modo dettagliato ed univoco;</p><p>4. al fine di  garantire il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici stabiliti dai piani di gestione dei distretti idrografici e dai piani di tutela delle acque e di ottimizzare l’utilizzazione delle risorse finanziarie, concentrandole sugli interventi necessari ad assicurare un livello di depurazione funzionale al raggiungimento dei suddetti obiettivi di qualità, si rende necessario:</p><p>a) introdurre una specifica disciplina per gli scarichi di acque reflue urbane con potenzialità uguale o minore a 200 AE, volta a stabilire le condizioni in presenza delle quali i trattamenti di tali scarichi, in essere alla data del 29 maggio 2003 - data di entrata in vigore del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 23 maggio 2003, n. 28/R (Regolamento di attuazione dell’<ref href="/it/legge/regione.toscana/2001-12-21/64/main#art6" id="9">art.6 della legge regionale 21 dicembre 2001, n. 64</ref> "Norme sullo scarico di acque reflue ed ulteriori modifiche alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1998-12-01/88/main" id="10">legge regionale 1 dicembre 1998, n. 88</ref>) che ha introdotto la prima disciplina regionale in materia di trattamenti appropriati - sono considerati idonei a soddisfare le disposizioni del <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main" id="11">d.lgs.152/2006</ref>, e quindi appropriati, anche se diversi da quelli individuati negli elenchi del presente regolamento;</p><p>b) dettare criteri, anche temporali, per l'adeguamento dei trattamenti appropriati di scarichi di acque reflue urbane con potenzialità maggiore di 200 AE e minore o uguale a 2000 AE;</p><p>5. al fine di definire i livelli di tutela delle acque necessari al raggiungimento degli obiettivi di qualità, è necessario individuare le attività che comportano oggettivo rischio di trascinamento, nelle acque meteoriche, di sostanze pericolose o di sostanze in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali, nonché quelle attività che possono essere escluse dagli obblighi di cui al titolo V del presente regolamento, in quanto risulta comunque garantito un idoneo livello di tutela;</p><p>6. al fine di evitare dubbi interpretativi, è stata ridefinita la disciplina relativa ai cantieri precisando i casi di esclusione per le aree ove, in ragione delle caratteristiche delle stesse non sussistono rischi di dilavamento tali da determinare il mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità; e sono state altresì introdotte, norme per il raccordo e coordinamento con le procedure di valutazione d’impatto ambientale (VIA); </p><p>7. è stata introdotta una disciplina delle acque meteoriche dilavanti (AMD) derivanti dalle miniere coltivate in superficie, analoga a quella esistente per le cave, in quanto trattasi di attività assolutamente simili per modalità esecutive e impatti sull’ambiente;</p><p>8. al fine del coordinamento con le modificazioni introdotte e per agevolarne l’applicazione, si è provveduto alla riscrittura della disciplina delle AMD derivanti da cave e impianti di lavorazione inerti;</p><p>9. in considerazione delle caratteristiche tecniche della cartografia regionale di riferimento, al fine di semplificare l’applicazione del presente regolamento, è opportuno, limitatamente ai soli scarichi esistenti, dare una nuova definizione dei corpi idrici superficiali, che includa quelli di piccole dimensioni effettivamente presenti sul territorio, ma non rilevati dalla suddetta cartografia;</p><p>10. è necessario adeguare, nell’allegato 1, le procedure di gestione dei flussi dati relativi alla tutela delle acque, da inviare allo Stato ed all’Unione europea alle variazioni introdotte nella normativa statale dai decreti ministeriali emanati ai sensi dell’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main#art75-com5" id="12">articolo 75, comma 5 del d.lgs. 152/2006</ref> e, da ultimo, dal <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010-12-10/219/main" id="13">decreto legislativo 10 dicembre 2010, n. 219</ref> (Attuazione della direttiva 2008/105/CE relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE, nonché modifica della direttiva 2000/60/CE e recepimento della direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l'analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque);</p><p>11. è necessario modificare, nell’allegato 2, le disposizioni di cui alla tabella 1 relative alle piscine ad uso natatorio per coordinarle con quelle dell’articolo 26, commi 1 e 2 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 26 febbraio 2010, n. 23/R (Regolamento di attuazione della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-03-09/8/main" id="14">legge regionale 9 marzo 2006, n. 8</ref> “Norme in materia di requisiti igienico- sanitari delle piscine ad uso natatorio”);</p><p>12. è necessario modificare anche il titolo IV del regolamento concernente l’utilizzazione agronomica delle acque, sia per adeguarlo alle modifiche legislative intervenute, sia per tener conto di alcune specifiche esigenze di natura tecnica e di semplificazione che si sono manifestate nel corso dell’applicazione concreta della disciplina in questione;</p><p>13. vengono inserite nel presente regolamento le disposizioni contenute nel regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 13 luglio 2006, n. 32/R (Regolamento recante definizione del programma d’azione obbligatorio per le zone vulnerabili di cui all’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006-04-03/152/main#art92-com6" id="15">art. 92, comma 6, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152</ref> “Norme in materia ambientale” in attuazione della direttiva del Consiglio 91/676/CEE del 12 dicembre 1991”). Tale intervento è finalizzato in primo luogo ad avere in un unico atto normativo la disciplina dell'utilizzazione agronomica delle acque nelle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola e nelle zone non vulnerabili. Per evitare possibili dubbi interpretativi si è proceduto ad una riscrittura formale degli articoli interessati. Inoltre nel riscrivere la disciplina si sono introdotti elementi di semplificazione finalizzati a ridurre anche adempimenti a carico delle aziende agricole. In particolare, per gli allevamenti che producono quantità di azoto inferiore a 600 chilogrammi/anno si semplificano le procedure di stoccaggio di letami e liquami riaffermando unicamente alcuni principi per la tutela della salute, per la tutela delle acque e dell’incolumità pubblica, rinviando ad eventuali disposizioni locali. Tale opportunità vigente nelle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola è estesa anche alle zone non vulnerabili da nitrati di origine agricola;</p><p>14. riguardo alla disciplina di alcuni divieti relativi all'utilizzazione agronomica si è introdotto il riferimento ai corpi idrici tipizzati in luogo del riferimento ai corsi d’acqua superficiali significativi. Questa modifica è stata ritenuta opportuna in quanto i corpi idrici tipizzati sono indicati nelle delibere regionali di attuazione degli allegati 1 e 3 del <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main" id="16">d.lgs. 152/2006</ref> e ciò garantisce una maggiore certezza nell'applicazione dei divieti previsti consentendo ai soggetti interessati di conoscere con maggior chiarezza gli obblighi che devono rispettare. Tuttavia, poiché i suddetti corsi d’acqua sono in numero contenuto rispetto alla totalità dei corsi d’acqua presenti sul territorio regionale, si sono uniformate le distanze delle fasce di rispetto conservando quelle più ampie;</p><p>15. di accogliere il parere delle commissioni consiliari e di adeguare conseguentemente il testo;</p><p>16. di accogliere il parere del Consiglio delle autonomie locali e di adeguare conseguentemente il testo;</p><p>- Per quanto concerne il capo II: </p><p>17. è necessario che il regolamento entri in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione Toscana (BURT) anche al fine di rispettare le scadenza previste dalla <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006/20/main" id="17">l.r. 20/2006</ref>.</p><p>Si approva il presente regolamento</p></preamble><body xmlns=""><chapter id="chp1"><num>CAPO I</num><heading>- Modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 settembre 2008, n. 46/R (Regolamento di attuazione della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="18">legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> “Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento”)</heading><article id="art1"><num>Art. 1</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art2" id="19">articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 </ref></heading><clause id="art1-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo la lettera b) del comma 1 dell’articolo 2 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 settembre 2008, n. 46/R (Regolamento di attuazione della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="20">legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</ref> “Norme per la tutela delle acque dall’inquinamento”) sono inserite le seguenti: </p></content></clause><clause id="art1-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir1">“ b bis) acque reflue agroalimentari: le acque reflue provenienti dalle aziende di cui all’articolo 101, comma 7, lettere a), b) e c) del decreto legislativo e le acque reflue provenienti dalle piccole aziende agroalimentari come individuate dal decreto ministeriale emanato ai sensi dell’articolo 112, comma 2 del decreto legislativo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir2">b ter) ammendante: materiali da aggiungere al suolo in situ, principalmente per conservarne o migliorarne le caratteristiche fisiche o chimiche o l’attività biologica, disgiuntamente o unitamente tra loro, i cui tipi e caratteristiche sono riportati nell’allegato 4 al </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010-04-29/75/main" id="21"><quotedText id="mod0-vir3">decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir4"> (Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell’</quotedText><ref href="/it/legge/stato///main#art13" id="22"><quotedText id="mod0-vir5">articolo 13 della legge 7 luglio 2009</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir6">);”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla4"><num>2.</num><content><p>Dopo la lettera c) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserita la seguente: </p></content></clause><clause id="art1-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir7">“c bis) autocontrollo: l’insieme delle verifiche effettuate dal gestore sullo scarico e sull’ingresso dell’impianto di depurazione delle acque reflue urbane, con le frequenze minime previste in attuazione delle disposizioni di cui all'allegato 5, punto 1.1. della parte III al decreto legislativo, con lo scopo di monitorare l’efficacia del processo depurativo;”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla6"><num>3.</num><content><p>Dopo la lettera d) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 sono inserite le seguenti: </p></content></clause><clause id="art1-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir8">“d bis) codice di buona pratica agricola (CBPA): il codice di cui al decreto 19 aprile 1999 del Ministro per le politiche agricole;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir9">d ter) concime: prodotto la cui funzione principale è fornire elementi nutritivi alle piante come definito dal </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010/75/main" id="23"><quotedText id="mod0-vir10">d.lgs 75/2010</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir11">;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir12">d quater) controllo di conformità: l’insieme degli accertamenti eseguiti sullo scarico degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane costituito dai controlli dell’agenzia regionale per la </quotedText><quotedText id="mod0-vir13">protezione ambientale della Toscana (ARPAT) e dai controlli delegati, utilizzati per la verifica di conformità tabelle 1 e 2 dell’allegato 5 della parte III del decreto legislativo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir14">d quinques) controlli ARPAT: gli accertamenti eseguiti sullo scarico degli impianti di </quotedText><quotedText id="mod0-vir15">trattamento delle acque reflue urbane da ARPAT ai fini della verifica di conformità alle tabelle 1 e 2, e per i restanti parametri della tabella 3 dell' allegato 5 della parte III del decreto legislativo e ad altri limiti </quotedText><quotedText id="mod0-vir16">definiti in sede locale o negli atti autorizzativi;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir17">d sexties) controlli delegati: l’insieme delle verifiche, sullo scarico e sull’ingresso dell’impianto di depurazione delle acque reflue urbane, che in attuazione delle disposizioni di cui all'allegato 5, punto 1.1 della parte III del decreto legislativo, sono effettuate dal gestore, su delega dell' ARPAT, in conformità a quanto previsto nei protocolli di controllo di cui alla lettera p bis);”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla12"><num>4.</num><content><p>Le lettere g) e h) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 sono abrogate.</p></content></clause><clause id="art1-cla13"><num>5.</num><content><p>Dopo la lettera i) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 sono inserite le seguenti: </p></content></clause><clause id="art1-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir18">“i bis) fanghi di depurazione: i residui derivanti dai processi di depurazione come definiti all’</quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/1992-01-27/99/main#art2-com1-let1" id="24"><quotedText id="mod0-vir19">articolo 2, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir20"> (Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura);</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir21">i ter) fertilizzante: qualsiasi sostanza che, per il suo contenuto in elementi nutritivi o per le sue peculiari caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, contribuisce al miglioramento della fertilità del terreno agrario o al nutrimento delle specie vegetali coltivate o a un loro migliore sviluppo come definito dal </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010/75/main" id="25"><quotedText id="mod0-vir22">d.lgs 75/2010</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir23">;” .</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla16"><num>6.</num><content><p>La lettera j) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è abrogata.</p></content></clause><clause id="art1-cla17"><num>7.</num><content><p>La lettera k) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è abrogata.</p></content></clause><clause id="art1-cla18"><num>8.</num><content><p>La lettera o) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art1-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir24">“o) piano di emergenza: piano delle attività e delle azioni per il contenimento e la riduzione dei rischi ambientali derivanti da fatti accidentali o ad eventi programmati straordinari connessi all’esercizio degli impianti e delle reti;”. </quotedText></p></content></clause><clause id="art1-cla20"><num>9.</num><content><p>Dopo la lettera p) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserita  la seguente: </p></content></clause><clause id="art1-cla21"><content><p><quotedText id="mod0-vir25">“p bis) protocolli di controllo: i protocolli che disciplinano l’ effettuazione del controllo di conformità e dell’autocontrollo degli impianti di trattamento di acque reflue urbane, sottoscritti da ARPAT e dal gestore dell’impianto, in attuazione delle disposizioni di cui allegato 5, punto 1.1 della parte III del decreto legislativo, in conformità alle disposizioni di cui all’allegato 1 capo 3, punto 3.1 al presente regolamento;”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla22"><num>10.</num><content><p>La lettera u) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente: </p></content></clause><clause id="art1-cla23"><content><p><quotedText id="mod0-vir26">“u) stallatico: gli escrementi e/o l’urina di animali di allevamento diversi da pesci d’allevamento, con o senza lettiera così come definito dal regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di origine animale);”</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla24"><num>11.</num><content><p>Dopo la lettera u) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserita la seguente: </p></content></clause><clause id="art1-cla25"><content><p><quotedText id="mod0-vir27">“u bis) stoccaggio: deposito di effluenti di allevamento, di acque di vegetazione e di acque reflue provenienti dalle aziende di cui all’articolo 101, comma 7, lettere a), b) e c) </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006/152/main" id="26"><quotedText id="mod0-vir28">del d.lgs. 152/2006</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir29"> e da piccole aziende agroalimentari;”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art1-cla26"><num>12.</num><content><p>La lettera v) del comma 1 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente: </p></content></clause><clause id="art1-cla27"><content><p><quotedText id="mod0-vir30">“ v) stoccaggio di acque reflue agroalimentari: il deposito delle acque reflue agroalimentari destinate all’utilizzazione agronomica;”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art2"><num>Art. 2</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art3" id="27">articolo 3 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art2-cla1"><num>1. </num><content><p>Il comma 1 dell’articolo 3 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente: </p></content></clause><clause id="art2-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir31">“1. Le province, i comuni e l’autorità idrica toscana (AIT) di cui alla legge regionale 28 dicembre </quotedText><quotedText id="mod0-vir32">2011, n. 69 (Istituzione dell’autorità idrica toscana e delle autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Modifiche alle leggi regionali 25/1998, 61/2007, 20/2006, 30/2005, 91/1998, 25/2011 e 14/2007) elaborano, d’ intesa con l’ARPAT, il programma di monitoraggio degli scarichi da presentare nell’ambito della conferenza di cui all’</quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2009-06-22/30/main#art14-com7" id="29"><quotedText id="mod0-vir33">articolo 14, comma 7 della legge regionale 22 giugno 2009, n. 30</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir34"> (Nuova disciplina dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana – ARPAT) ai fini dello svolgimento dei controlli di cui all’articolo 3, commi 2 e 3 della legge regionale.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art2-cla3"><num>2.</num><content><p>Il comma 3 dell’articolo 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente: </p></content></clause><clause id="art2-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir35">“3. La provincia, per gli scarichi di acque reflue urbane, definisce i criteri da inserire nei protocolli di controllo eventualmente sottoscritti da ARPAT e dai gestori degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane in attuazione delle disposizioni di cui allegato 5, punto 1.1 della parte III del decreto legislativo.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art3"><num>Art. 3</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art4" id="30">articolo 4 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art3-cla1"><num>1.</num><content><p>Il comma 4 dell’articolo 4 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art3-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir36">“4. L’ ARPAT, ricevute le informazioni di cui al comma 3, provvede alla loro elaborazione ai fini della predisposizione dei rapporti, nelle forme previste dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e le trasmette alla Regione Toscana che successivamente ne autorizza la trasmissione, da parte dell’ARPAT stessa, all’ISPRA ed al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.”. </quotedText></p></content></clause></article><article id="art4"><num>Art. 4</num><heading>- Modifiche alla rubrica del titolo II del <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main" id="32">d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art4-cla1"><num>1.</num><content><p>La rubrica del titolo II del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:  “Autorizzazioni allo scarico di acque reflue e meteoriche”</p></content></clause></article><article id="art5"><num>Art. 5</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art5" id="33">articolo 5 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art5-cla1"><num>1.</num><content><p>Al comma 1 dell’articolo 5 del d.p.g.r. 46/R/2008, dopo le parole “di cui agli articoli” è inserita la seguente: “4”.</p></content></clause><clause id="art5-cla2"><num>2.</num><content><p>Il comma 2 dell’articolo 5 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art5-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir37">“ 2. L’ ulteriore somma prevista a copertura delle spese occorrenti per effettuare i rilievi, gli accertamenti, i controlli ed i sopralluoghi necessari al rilascio dell’autorizzazione è stabilita sulla base delle disposizioni di cui alla </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2009/30/main" id="35"><quotedText id="mod0-vir38">l.r. 30/2009</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir39"> per le prestazioni ARPAT, in relazione al tipo di recettore e di acque reflue e comunicata al richiedente congiuntamente alle modalità di effettuazione del pagamento.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art6"><num>Art. 6</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art6" id="36">articolo 6 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art6-cla1"><num>1.</num><content><p>Nella lettera b) del comma 1 dell’articolo 6 del d.p.g.r. 46/R/2008 la parola “AATO” è sostituita con “AIT”. </p></content></clause><clause id="art6-cla2"><num>2.</num><content><p>Il comma 2 dell’articolo 6 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art6-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir40">“2. Nel caso di in cui la domanda di autorizzazione allo scarico sia connessa all'insediamento e all'esercizio di un'attività produttiva o di servizio la stessa è presentata allo sportello unico delle attività produttive (SUAP) ai sensi del </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2009-07-23/40/main#tit2-cap3" id="38"><quotedText id="mod0-vir41">titolo II, capo III della legge regionale 23 luglio 2009, n.40</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir42"> (Legge di semplificazione e riordino normativo 2009).”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art7"><num>Art. 7</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art7" id="39">articolo 7 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art7-cla1"><num>1.</num><content><p>Il comma 1 dell’articolo 7 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente :</p></content></clause><clause id="art7-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir43">“1. I moduli da utilizzare per la presentazione delle domande di autorizzazione sono esclusivamente quelli definiti dal tavolo tecnico regionale per lo sviluppo dei servizi SUAP istituito dalla Giunta regionale in attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 37 e 42 </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2009/40/main" id="41"><quotedText id="mod0-vir44">della l.r. 40/2009</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir45">.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art7-cla3"><num>2.</num><content><p>Il comma 2 dell’articolo 7 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art7-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir46">“2. La modulistica di cui al comma 1 deve contenere tutte le informazioni necessarie al sistema informativo regionale ambientale della Toscana (SIRA), di cui all’ </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2009/30/main#art19" id="42"><quotedText id="mod0-vir47">articolo 19 della l.r. 30/2009</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir48"> per l’ alimentazione dei flussi informativi e delle banche dati di cui all’allegato 1 del presente regolamento.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art7-cla5"><num>3.</num><content><p>Dopo il comma 2 dell’articolo 7 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art7-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir49">“2 bis. Fino alla definizione della modulistica di cui al comma 1 restano utilizzabili i moduli vigenti.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art8"><num>Art. 8</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art8" id="43">articolo 8 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art8-cla1"><num>1.</num><content><p>La rubrica dell’articolo 8 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art8-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir50">“Rilascio delle nuove autorizzazioni allo scarico non in pubblica fognatura di acque reflue urbane, industriali e meteoriche contaminate”</quotedText> </p></content></clause><clause id="art8-cla3"><num>2.</num><content><p>La lettera b) del comma 2 dell’articolo 8 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art8-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir51">“b) ad avvalersi, in conformità a quanto previsto dalla </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2009/30/main" id="45"><quotedText id="mod0-vir52">l.r. 30/2009</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir53">, del supporto tecnico scientifico di ARPAT anche garantendone la presenza nel comitato di cui alla lettera a);”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art9"><num>Art. 9</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art10" id="46">articolo 10 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art9-cla1"><num>1.</num><content><p>La lettera a) del comma 2 dell’articolo 10 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art9-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir54">“a) ad avvalersi, in conformità a quanto previsto dalla </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2009/30/main" id="48"><quotedText id="mod0-vir55">l.r. 30/2009</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir56">, del supporto tecnico scientifico di ARPAT, per gli scarichi con potenzialità superiore ai 100 abitante equivalente(AE);”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art10"><num>Art. 10</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art11" id="49">articolo 11 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art10-cla1"><num>1.</num><content><p>La rubrica dell’articolo 11 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art10-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir57">“Rilascio delle nuove autorizzazioni allo scarico in pubblica fognatura di acque reflue urbane, industriali e meteoriche contaminate”</quotedText> </p></content></clause><clause id="art10-cla3"><num>2.</num><content><p>Al comma 1 dell’articolo 11 del d.p.g.r. 46/R/2008 la parola <quotedText id="mod0-vir58">“AATO”</quotedText> è sostituita con la seguente: <quotedText id="mod0-vir59">“AIT”</quotedText> .</p></content></clause><clause id="art10-cla4"><num>3.</num><content><p>Al comma 2 dell’articolo 11 del d.p.g.r. 46/R/2008 la parola <quotedText id="mod0-vir60">“AATO”</quotedText> è sostituita con la seguente: <quotedText id="mod0-vir61">“AIT”</quotedText> .</p></content></clause><clause id="art10-cla5"><num>4.</num><content><p>La lettera a) del comma 2 dell’articolo 11 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art10-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir62">“a) si avvale, ai sensi dell’articolo 5, comma 5 della legge regionale della collaborazione del gestore del SII e degli altri gestori se presenti e, per la prima autorizzazione allo scarico, anche del supporto tecnico scientifico dell’ARPAT in conformità alla </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2009/30/main" id="51"><quotedText id="mod0-vir63">l.r. 30/2009</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir64">;”. </quotedText></p></content></clause></article><article id="art11"><num>Art. 11</num><heading>- Modifiche dell'<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art12" id="52">articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art11-cla1"><num>1.</num><content><p>Il comma 2 dell’articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008 è abrogato.</p></content></clause><clause id="art11-cla2"><num>2.</num><content><p>Il comma 3 dell’articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art11-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir65">“3. I titolari di scarichi di acque reflue industriali con oltre 100 AE, in riferimento allo scarico giornaliero di punta del periodo di massimo carico dell’attività, installano uno strumento di registrazione delle portate dello scarico e di conservazione biennale delle registrazioni.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art11-cla4"><num>3.</num><content><p>Dopo il comma 3 dell’articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art11-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir66">“ 3 bis. Per gli scarichi di cui al comma 3 che avvengono in pubblica fognatura, l’installazione degli strumenti di cui al medesimo comma può essere sostituita, previa richiesta all’AIT, con una autocertificazione annuale dei prelievi mensili e medi giornalieri, delle acque utilizzate e comunque </quotedText><quotedText id="mod0-vir67">prelevate, fatti salvi i casi in cui l’obbligo di installazione di tali strumenti  sia disposto nell’ambito delle disposizioni in materia di autorizzazione ambientale integrata. L’AIT si pronuncia in ordine alla richiesta di sostituzione nell’ambito dell’autorizzazione allo scarico e, per gli scarichi già autorizzati, entro trenta giorni dalla presentazione di apposita istanza da parte del titolare dello scarico. L’autocertificazione è sempre ammessa per gli stabilimenti che dispongono di contatori istallati su tutte le fonti di prelievo con registrazione settimanale delle misure rilevate che vengono comunicate periodicamente ai gestori della fognatura o del depuratore a servizio della stessa.“.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art11-cla6"><num>4.</num><content><p>Dopo il comma 3bis dell’articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art11-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir68">“3 ter. I titolari degli scarichi di acque reflue industriali inferiori a 100 AE sono comunque tenuti a comunicare al gestore del SII, mediante una autocertificazione annuale dei prelievi mensili, il volume delle acque utilizzate e comunque prelevate, nei casi in cui il gestore medesimo ne faccia richiesta per le necessità di controllo e monitoraggio ai fini della migliore gestione del sistema di raccolta e depurazione.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art11-cla8"><num>5.</num><content><p>Dopo il comma 6 dell’articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art11-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir69">“6 bis. Per l’attuazione da parte del gestore del SII dell’obbligo di controllo di cui all’articolo 128, comma 2 del decreto legislativo, il titolare dello scarico in pubblica fognatura è tenuto a consentire al gestore del SII l’accesso al proprio stabilimento.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art11-cla10"><num>6.</num><content><p>Il comma 7 dell’articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art11-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir70">“ 7. Le province, i comuni e l’AIT inseriscono in tutte le autorizzazioni di cui alla legge regionale le prescrizioni di cui ai commi da 1 a 6 bis, adattandole ai casi specifici come indicato al comma 8.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art11-cla12"><num>7.</num><content><p>Il comma 8 dell’articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art11-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir71">“8. Le province, i comuni e l’AIT adattano le prescrizioni di cui ai commi da 1 a 6 bis ai casi specifici tenendo conto:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art11-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir72">a) della necessità di definire congrui tempi di installazione degli strumenti in relazione alle caratteristiche dello scarico ed alla complessità dell’installazione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art11-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir73">b) della necessità che le condotte di adduzione agli strumenti di registrazione e campionamento siano chiaramente identificabili e che gli stessi siano correttamente mantenuti;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art11-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir74">c) della necessità che gli strumenti di misura siano resi facilmente accessibili alla verifica del gestore del SII o di qualsiasi altro soggetto deputato al controllo dell’adempimento delle prescrizioni.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art11-cla17"><num>8.</num><content><p>Dopo il comma 11 dell’articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art11-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir75">“11 bis. La provincia, nel caso di scarichi di acque reflue urbane con oltre 2000 AE se recapitanti in acque superficiali interne o di transizione e oltre 10.000 AE se recapitanti in acque marine, in sede di autorizzazione: </quotedText></p></content></clause><clause id="art11-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir76">a) specifica, in considerazione delle caratteristiche quali-quantitative degli scarichi industriali allacciati alla pubblica fognatura, quali parametri della tabella 3 dell’allegato 5 della parte </quotedText><quotedText id="mod0-vir77">III al decreto legislativo, non ricompresi nelle tabelle 1 e 2 dello stesso, devono soddisfare i limiti allo scarico disposti dall’ autorizzazione stessa; </quotedText></p></content></clause><clause id="art11-cla20"><content><p><quotedText id="mod0-vir78">b) fissa in modo univoco il sistema di riferimento per l’ attività di controllo indicando per i parametri della tabella 1 dell’allegato 5 della parte III del decreto legislativo la massima concentrazione accettabile nelle acque scaricate o, in alternativa, la percentuale minima di riduzione del carico in ingresso all’impianto.”. </quotedText></p></content></clause><clause id="art11-cla21"><num>9.</num><content><p>Dopo il comma 11 bis dell’articolo 12 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente</p></content></clause><clause id="art11-cla22"><content><p><quotedText id="mod0-vir79">“11 ter. La provincia, sulla base delle disposizioni attuative dell’articolo 21 ter, della legge regionale, in sede di autorizzazione, fissa in modo univoco il sistema di riferimento per l’attività di controllo relativamente ai composti dell’azoto e del fosforo indicando o la percentuale di riduzione </quotedText><quotedText id="mod0-vir80">del carico in ingresso all’impianto di trattamento o la massima concentrazione accettabile nelle acque scaricate.”. </quotedText></p></content></clause></article><article id="art12"><num>Art. 12</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art16" id="54">articolo 16 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art12-cla1"><num>1.</num><content><p>Nel comma 1 dell’articolo 16 del d.p.g.r. 46/R/2008, la parola “AATO” è sostituita con “AIT”. </p></content></clause></article><article id="art13"><num>Art. 13</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art19" id="56">articolo 19 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art13-cla1"><num>1.</num><content><p>L’articolo 19 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art13-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir81">“Art. 19 - Disposizioni generali sui trattamenti appropriati</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir82">1. I trattamenti depurativi di cui all’articolo 105, comma 2 del decreto legislativo, di seguito denominati trattamenti appropriati, possono essere adottati per la depurazione di acque reflue urbane o domestiche provenienti da:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir83">a) agglomerati o insediamenti fino a 2000 AE se recapitanti i propri scarichi in acque superficiali interne ed in acque di transizione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir84">b) agglomerati o insediamenti fino a 10.000 AE se recapitanti i propri scarichi in acque superficiali marino costiere.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir85">2. Sono ritenuti trattamenti appropriati per lo scarico in acque superficiali interne i trattamenti elencati all’allegato 3, tabella 2 del presente regolamento nel rispetto delle condizioni del presente articolo e dell’articolo 21 bis della legge regionale.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir86">3. Sono ritenuti trattamenti appropriati per lo scarico in acque superficiali marino costiere i trattamenti elencati all’allegato 3, tabella 3 del presente regolamento nel rispetto delle condizioni del presente articolo e dell’articolo 21 bis della legge regionale .</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir87">4. La scelta dei trattamenti appropriati deve garantire la tutela dei corpi idrici recettori e la tutela delle acque sotterranee ove sia stata stabilita la conformità ai relativi obiettivi di qualità ambientale o per specifica destinazione.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir88">5. La scelta dei trattamenti appropriati deve inoltre perseguire i seguenti obiettivi:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir89">a) semplificare, in relazione alle dimensioni dell’impianto, la gestione e la manutenzione, minimizzando i costi d’investimento e gestione, adottando la minore intensità tecnologica ed il minor utilizzo di energia possibile;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir90">b) essere in grado di sopportare variazioni orarie o stagionali del carico idraulico ed organico;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir91">c) permettere la realizzazione di una depurazione efficace anche delle utenze minori e diffuse evitando il collettamento di bassi carichi per lunghe distanze;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir92">d) favorire il ricorso a soluzioni impiantistiche che permettano il recupero ed il riutilizzo dei reflui depurati a valle degli impianti in presenza di utenze già esistenti o potenziali ed </quotedText><quotedText id="mod0-vir93">in accordo con i requisiti previsti all’articolo 99 del decreto legislativo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir94">e) minimizzare l’impatto paesaggistico e le condizioni di disturbo del vicinato;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir95">f) tutelare le acque sotterranee specialmente in zone vulnerabili all’inquinamento da nitrati.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir96">6. Per gli impianti di nuova realizzazione sono da privilegiare, tra i trattamenti individuati nell’allegato 3, tabelle 2 e 3 del presente regolamento, le tipologie impiantistiche che: </quotedText></p></content></clause><clause id="art13-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir97">a) riducono al minor livello possibile le risorse energetiche necessarie al funzionamento dell’impianto; </quotedText></p></content></clause><clause id="art13-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir98">b) presentano il minor impatto paesaggistico ed eventualmente riqualificano aree degradate; </quotedText></p></content></clause><clause id="art13-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir99">c) offrono prestazioni depurative utili ad un eventuale riuso delle acque; </quotedText></p></content></clause><clause id="art13-cla20"><content><p><quotedText id="mod0-vir100">d) contribuiscono, nel caso di scarico in acque interne, al mantenimento del deflusso minimo garantito nel reticolo idrografico minore. </quotedText></p></content></clause><clause id="art13-cla21"><content><p><quotedText id="mod0-vir101">7. Gli scarichi derivanti da trattamenti appropriati di acque reflue urbane, compresi nell’allegato 3, tabelle 2 e 3 del presente regolamento, autorizzati alla data di entrata in vigore del presente regolamento, sono da ritenersi idonei al recapito nei corpi idrici o sul suolo qualora non siano cambiate le caratteristiche quali-quantitative dello scarico per il quale gli stessi dispositivi sono stati dimensionati.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla22"><content><p><quotedText id="mod0-vir102">8. L’ente che autorizza lo scarico definisce nel provvedimento di autorizzazione:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla23"><content><p><quotedText id="mod0-vir103">a) le condizioni di esercizio, manutenzione, autocontrollo del processo o sistema di smaltimento che comunque, se previste, devono rispettare le disposizioni del programma di manutenzione e gestione del processo o sistema di smaltimento per il trattamento appropriato di cui al comma 9.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla24"><content><p><quotedText id="mod0-vir104">b) la conservazione, se possibile presso l’impianto, della documentazione che attesta l’effettuazione, ove previste, delle operazioni indicate nel programma di manutenzione e gestione di cui al comma 9;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla25"><content><p><quotedText id="mod0-vir105">c) i limiti allo scarico sulla base dell’allegato 5, tabella 3 della parte III del decreto legislativo qualora nell’impianto di depurazione ancorché rientrante come tipologia in quelli indicati ai commi 2 e 3 sia effettuato a qualsiasi titolo trattamento di rifiuti.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla26"><content><p><quotedText id="mod0-vir106">9. Il programma di manutenzione e gestione di cui all'articolo 21 bis, comma 2, lettera c) della legge regionale, di seguito denominato PMG, è definito all'allegato 3, capo 2 del presente regolamento. In particolare per gli impianti di depurazione di acque reflue urbane con oltre 2000 AE scaricanti in acque destinate alla balneazione almeno un controllo è effettuato entro il mese di febbraio di ogni anno e almeno due terzi dei controlli sono effettuati nel periodo compreso tra il 1° aprile ed il 30 settembre di ogni anno. L’effettuazione dei suddetti controlli deve risultare dalla documentazione di cui all’allegato 3, capo 2 del presente regolamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla27"><content><p><quotedText id="mod0-vir107">10. I trattamenti primari costituiti da fosse bicamerali, tricamerali o Imhof in essere, a monte del punto di consegna dell’utenza alla pubblica fognatura, sono considerati nella composizione dei trattamenti appropriati come definiti agli articoli 19 bis e 19 ter.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art13-cla28"><content><p><quotedText id="mod0-vir108">11. Nel caso di nuove urbanizzazioni o di trasformazioni e modificazioni urbanistiche </quotedText><quotedText id="mod0-vir109">che interessano agglomerati o insediamenti per i quali possono essere adottati trattamenti appropriati, la realizzazione o l’adeguamento degli stessi è definita nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 20, comma 2 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 9 febbraio 2007, n. 2/R (Regolamento di attuazione dell’</quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-01-03/1/main#art37-com3" id="58"><quotedText id="mod0-vir110">articolo 37, comma 3, della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir111"> - Norme per il governo del territorio - Disposizioni per la tutela e la valorizzazione degli insediamenti).”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art14"><num>Art. 14</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art19bis" id="59">articolo 19 bis nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art14-cla1"><num>1. </num><content><p>Dopo l’articolo 19 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art14-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir112">“Art. 19 bis - Trattamenti appropriati di scarichi di acque reflue urbane con potenzialità uguale o minore a 200 AE </quotedText></p></content></clause><clause id="art14-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir113">1. Per gli scarichi provenienti da agglomerati con AE minori o uguali a 200, sono ritenuti appropriati i trattamenti in essere anteriormente alla data del 29 maggio 2003, anche se diversi da quelli di cui all’allegato 3, tabelle 2 e 3 del presente regolamento, a condizione che non compromettano il raggiungimento e il mantenimento degli obiettivi di qualità di cui all’articolo 76 del decreto legislativo. </quotedText></p></content></clause><clause id="art14-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir114">2. Ai fini di cui al comma 1, l’atto autorizzativo prescrive:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art14-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir115">a) che il carico complessivo collettato non superi il valore di 200 AE, salvo quanto previsto al comma 3;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art14-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir116">b) qualora sia presente un trattamento del gestore del SII, l’ attuazione del relativo PMG del </quotedText><quotedText id="mod0-vir117">processo o sistema di smaltimento adattato alle caratteristiche dello scarico;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art14-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir118">c) qualora il trattamento sia presente solo al piede di utenza, anche se composto come specificato dall’ articolo 19, comma 10, che il gestore garantisca il corretto deflusso delle acque reflue in corrispondenza della sezione di scarico e la periodica pulizia del materiale sedimentato di origine fognaria nelle immediate pertinenze dello scarico, in conformità al PMG adattato alle caratteristiche dello stesso.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art14-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir119">3. Nuovi allacci alla fognatura autorizzata ai sensi del comma 1 possono essere ammessi solo nei seguenti casi:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art14-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir120">a) in presenza di contemporanee ed equivalenti dismissioni di allacci esistenti, qualora lo scarico abbia raggiunto una potenzialità pari a 200 AE;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art14-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir121">b) per i soli scarichi di acque reflue domestiche e AMD sopravvenuti a seguito di modifica alle destinazioni d’uso o alle caratteristiche urbanistiche riferite alle utenze già allacciate;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art14-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir122">c) per scarichi di acque reflue industriali, a condizione che rispettino i limiti della tabella 3, acque superficiali, dell’allegato 5 della parte III del decreto legislativo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art14-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir123">d) per scarichi di acque reflue domestiche già trattati secondo le previsioni del presente regolamento.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art15"><num>Art. 15</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art19ter" id="61">articolo 19 ter nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art15-cla1"><num>1. </num><content><p>Dopo l’articolo 19 bis del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art15-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir124">“Art. 19 ter </quotedText></p></content></clause><clause id="art15-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir125">Trattamenti appropriati di scarichi di acque reflue urbane con potenzialità maggiore di 200 AE e minore di 2000 AE </quotedText></p></content></clause><clause id="art15-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir126">1. Gli accordi e i contratti di programma di cui all’articolo 26 della legge regionale, nella definizione del cronoprogramma per l’adeguamento dei trattamenti degli scarichi di acque reflue urbane con potenzialità maggiore di 200 AE e minore di 2000 AE in essere anteriormente al 29 maggio 2003, si attengono ai seguenti criteri temporali:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir127">a) entro il 31 dicembre 2015, sono realizzati gli scarichi situati a monte di punti di derivazione ad uso acquedottistico di cui agli articoli 80 e 81 del decreto legislativo, o direttamente adducenti a corpi idrici appartenenti alle categorie laghi, invasi e acque di transizione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir128">b) entro il 31 dicembre 2018, sono realizzati gli scarichi con oltre 500 AE che adducano, direttamente o attraverso altro corpo recettore ad un corpo idrico tipizzato, che non abbia già raggiunto il livello di buono stato di qualità ambientale, di cui all'articolo 74, comma 2, </quotedText><quotedText id="mod0-vir129">lettera q) del decreto legislativo, come risultante dalla classificazione di stato ambientale delle acque superficiali contenuta nel piano di gestione, fatto salvo quanto previsto all'articolo 55 bis; </quotedText></p></content></clause><clause id="art15-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir130">c) entro il 31 dicembre 2020, sono realizzati gli scarichi maggiori di 200 AE e minori o uguali di 500 AE che adducano, direttamente o attraverso altro corpo recettore ad un corpo idrico tipizzato, che non abbia già raggiunto il livello di buono stato di qualità ambientale, di cui all'articolo 74, comma 2, lettera q) del decreto legislativo, come risultante dalla classificazione di stato ambientale delle acque superficiali contenuta nel piano di gestione, fatto salvo quanto previsto all'articolo 55 bis;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir131">d) entro il 31 dicembre 2021, sono realizzati gli scarichi con oltre 200 AE che adducano, direttamente o attraverso altro corpo recettore, ad un corpo idrico tipizzato che abbia già raggiunto il livello di buono stato di qualità ambientale di cui all'articolo 74, comma 2, lettera q) del decreto legislativo, come risultante dalla classificazione dello stato ambientale delle acque superficiali </quotedText><quotedText id="mod0-vir132">contenuta nel piano di gestione, fatto salvo quanto previsto all'articolo 55 bis.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir133">2. Fatte salve le disposizioni di cui al comma 1, le priorità di adeguamento sono definite tenendo conto anche dei seguenti criteri:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir134">a) potenzialità dell’impianto;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir135">b) presenza o assenza di acque reflue industriali nella rete fognaria a servizio dell’agglomerato;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir136">c) complessità dell’intervento di adeguamento e sua tempistica;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir137">d) contribuito al mantenimento del deflusso minimo garantito nel reticolo idrografico minore; </quotedText></p></content></clause><clause id="art15-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir138">e) effettivo impatto sul corpo idrico tipizzato relativamente al raggiungimento e al mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir139">3. Successivamente all’approvazione degli accordi e dei contratti di programma di cui all’articolo 26 della legge regionale, e fino al termine dei lavori in essi contenuti, gli scarichi di cui al presente articolo sono autorizzati dalle province in via transitoria alle condizioni e con le modalità previste nei medesimi accordi e contratti di programma.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir140">4. Nell’atto autorizzativo di cui al comma 3, la provincia prescrive:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir141">a) qualora sia presente un trattamento del gestore del SII, l’attuazione del relativo processo o sistema di smaltimento adattato alle caratteristiche dello scarico;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir142">b) qualora il trattamento sia presente solo al piede di utenza, anche se composto come specificato dall’ articolo 19, comma 10, che il gestore garantisca il corretto deflusso delle acque reflue in corrispondenza della sezione di scarico e la periodica pulizia del materiale sedimentato di origine fognaria nell'immediate pertinenze dello scarico, in conformità al PMG adattato alle caratteristiche dello stesso.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir143">5. Nuovi allacci alla fognatura autorizzata ai sensi del comma 3, possono essere ammessi solo nei seguenti casi:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla20"><content><p><quotedText id="mod0-vir144">a) in presenza di contemporanee ed equivalenti dismissioni di allacci esistenti;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla21"><content><p><quotedText id="mod0-vir145">b) per i soli scarichi di acque reflue domestiche e di AMD sopravvenuti a seguito di modifica alle destinazioni d’ uso o alle caratteristiche urbanistiche riferite alle utenze già allacciate;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla22"><content><p><quotedText id="mod0-vir146">c) per scarichi di acque reflue industriali, a condizione che rispettino i limiti della tabella 3, acque superficiali, dell’allegato 5 della parte III del decreto legislativo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art15-cla23"><content><p><quotedText id="mod0-vir147">d) per scarichi di acque reflue domestiche già trattati secondo le previsioni del presente regolamento. </quotedText></p></content></clause><clause id="art15-cla24"><content><p><quotedText id="mod0-vir148">6. I trattamenti degli scarichi di acque reflue urbane con potenzialità maggiore di </quotedText><quotedText id="mod0-vir149">200 AE e minore di 2000 AE, in essere anteriormente al 29 maggio 2003, il cui adeguamento non è previsto negli accordi e contratti di programma di cui all’articolo 26 della legge regionale, sono disciplinati dalle disposizioni di cui all’articolo 19.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art16"><num>Art. 16</num><heading>- Abrogazione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art20" id="63">articolo 20 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art16-cla1"><num>1.</num><content><p>L’ articolo 20 del d.p.g.r. 46/R/2008 è abrogato.</p></content></clause></article><article id="art17"><num>Art. 17</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art21" id="65">articolo 21 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art17-cla1"><num>1.</num><content><p>L’articolo 21 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art17-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir150">“Art. 21 - Ambito di applicazione nelle zone non vulnerabili da nitrati</quotedText> </p></content></clause><clause id="art17-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir151">1. Il presente titolo, in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 112 del decreto legislativo e dell’articolo 13, comma 1, lettera e) della legge regionale, disciplina le modalità per l’utilizzazione agronomica:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art17-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir152">a) degli effluenti di allevamento;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art17-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir153">b) delle acque di vegetazione ai sensi dell’articolo 12, commi 1, lettera b) e 4 della legge regionale;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art17-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir154">c) delle acque reflue agroalimentari.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art17-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir155">2. L’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue agroalimentari disciplinata dal presente titolo è finalizzata all’utilizzo delle acque reflue a fini fertirrigui per il recupero delle sostanze nutritive e ammendanti.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art17-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir156">3. La mancata applicazione delle norme di cui al presente titolo determina l’obbligo di smaltimento secondo le norme previste per lo scarico di acque reflue o per lo smaltimento dei rifiuti.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art17-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir157">4. L’utilizzazione dello stallatico effettuata ai sensi del presente titolo non necessita del documento commerciale, dell’autorizzazione sanitaria, dell’identificazione specifica, del riconoscimento degli impianti di immagazzinaggio di cui all’articolo 21 del reg. (CE) 1069/2009.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art18"><num>Art. 18</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art23" id="67">articolo 23 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art18-cla1"><num>1.</num><content><p>L’articolo 23 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art18-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir158">“Art. 23 - Criteri generali per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir159">1. L’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento è consentita a condizione che:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir160">a) sia garantita la tutela dei corpi idrici e, per gli stessi, il non pregiudizio del raggiungimento degli obiettivi di qualità di cui al titolo II della parte III del decreto legislativo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir161">b) sia prodotto un effetto concimante o ammendante del terreno;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir162">c) sia assicurata l’adeguatezza ai fabbisogni della coltura dei quantitativi di azoto;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir163">d) siano rispettati i tempi di distribuzione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir164">e) siano rispettate le norme igienico sanitarie, di tutela ambientale e urbanistiche. </quotedText></p></content></clause><clause id="art18-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir165">2. La distribuzione degli effluenti di allevamento deve essere realizzata, ai fini del massimo contenimento della lisciviazione dei nitrati al di sotto delle radici e dei rischi di ruscellamento di composti azotati, attraverso una valutazione dell’umidità del suolo, privilegiando i metodi a maggiore efficienza, come previsto dal CBPA.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir166">3. La scelta delle tecniche di distribuzione deve tenere conto:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir167">a) delle caratteristiche idrogeologiche e geomorfologiche del sito;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir168">b) delle caratteristiche pedologiche e delle condizioni del suolo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir169">c) del tipo di effluente;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir170">d) delle colture praticate e della loro fase vegetativa.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir171">4. Le tecniche di distribuzione degli effluenti di allevamento devono:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir172">a)contenere la formazione e la diffusione, per deriva, di aerosol verso aree non interessate da attività agricola;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir173">b) favorire l’effettiva incorporazione nel suolo dei liquami e dei loro assimilati simultaneamente allo spandimento e comunque entro un periodo di tempo successivo idoneo a ridurre le perdite di ammoniaca per volatilizzazione, il rischio di ruscellamento, la lisciviazione e la formazione di odori sgradevoli, fatti salvi i casi di distribuzione in copertura;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir174">c) assicurare l’elevata utilizzazione degli elementi nutritivi;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir175">d) assicurare lo spandimento del liquame con sistemi di erogazione a pressione tali da non </quotedText><quotedText id="mod0-vir176">determinare la polverizzazione del getto;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla20"><content><p><quotedText id="mod0-vir177">e) garantire l’uniformità di applicazione dell’effluente;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla21"><content><p><quotedText id="mod0-vir178">f) prevenire la percolazione dei nutrienti nei corpi idrici sotterranei.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla22"><content><p><quotedText id="mod0-vir179">5. Nei suoli soggetti a forte erosione, nel caso di utilizzazione agronomica degli effluenti al di fuori del periodo di durata della coltura principale, la fertirrigazione può essere effettuata ove è garantita una copertura dei suoli tramite vegetazione spontanea, colture di copertura o, in alternativa, altre pratiche colturali atte a ridurre la lisciviazione dei nitrati.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla23"><content><p><quotedText id="mod0-vir180">6. L’applicazione al suolo degli effluenti di allevamento deve essere effettuata nel rispetto del bilancio dell’azoto delle colture e dei periodi compatibili con le esigenze delle stesse. In particolare le quantità impiegate devono tenere conto:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla24"><content><p><quotedText id="mod0-vir181">a) del reale fabbisogno delle colture;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla25"><content><p><quotedText id="mod0-vir182">b) della mineralizzazione netta dei suoli;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla26"><content><p><quotedText id="mod0-vir183">c) degli apporti degli organismi azoto – fissatori.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla27"><content><p><quotedText id="mod0-vir184">7. La quantità di azoto totale al campo apportata da effluenti di allevamento non deve superare il valore di 340 chilogrammi per ettaro e per anno.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla28"><content><p><quotedText id="mod0-vir185">8. La quantità di cui al comma 7 deve essere determinata come quantitativo medio aziendale, calcolato sulla base dei valori di cui all’allegato 4, tabella 2 del presente regolamento, comprensiva delle deiezioni depositate dagli animali quando sono tenuti al pascolo e degli eventuali fertilizzanti organici derivanti dagli effluenti di allevamento di cui al </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010/75/main" id="69"><quotedText id="mod0-vir186">d.lgs.75/2010</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir187">.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla29"><content><p><quotedText id="mod0-vir188">9. Per le aziende di cui all’articolo 29, comma 1, lettera a) le dosi di effluente di allevamento applicate e l’eventuale integrazione di fertilizzanti azotati devono essere giustificate dal piano di utilizzazione agronomica (PUA), da compilare secondo le modalità previste dall’allegato 4, capo 1 del presente regolamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art18-cla30"><content><p><quotedText id="mod0-vir189">10. Il PUA si basa sull’equazione di bilancio tra gli apporti di elementi fertilizzanti azotati e le asportazioni dell’elemento da parte della coltura ed ha validità per un periodo non </quotedText><quotedText id="mod0-vir190">superiore a cinque anni dalla comunicazione.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art19"><num>Art. 19</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art24" id="70">articolo 24 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art19-cla1"><num>1.</num><content><p>L’articolo 24 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art19-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir191">“Art. 24 - Divieti di utilizzazione agronomica dei letami</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir192">1. L’utilizzo dei letami è vietato nelle seguenti situazioni:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir193">a) sulle superfici non interessate dall’attività agricola, fatta eccezione per le aree a verde pubblico e privato e per le aree soggette a recupero e ripristino ambientale;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir194">b) nei boschi, a esclusione degli effluenti rilasciati dagli animali nell’allevamento brado;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir195">c) sui terreni gelati, innevati, con falda acquifera affiorante, con frane in atto e terreni saturi d’acqua, fatta eccezione per i terreni adibiti a colture che richiedono la somministrazione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir196">d) in tutte le situazioni in cui l’autorità competente provvede a emettere specifici provvedimenti di divieto o di prescrizione in ordine alla prevenzione di malattie infettive, infestive e diffusive per gli animali, per l’uomo e per la difesa dei corpi idrici;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir197">e) nelle zone di rispetto primarie delle aree di salvaguardia di cui all’</quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2004-07-27/38/main#art18" id="72"><quotedText id="mod0-vir198">articolo 18 della legge regionale 27 luglio 2004, n. 38</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir199"> (Norme per la disciplina della ricerca, della coltivazione e della utilizzazione delle acque minerali, di sorgente e termali) con un minimo di 200 metri di raggio dal punto di captazione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir200">f) nelle aree di salvaguardia di cui all’articolo 94 del decreto legislativo, nelle more della disciplina </quotedText><quotedText id="mod0-vir201">regionale di cui all’articolo 94, comma 5, lettera d) dello stesso.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir202">2. L’utilizzo dei letami è inoltre vietato entro 5 metri di distanza dalle sponde dei corpi idrici tipizzati di cui all’articolo 2, comma 1, lettera x ter) della legge regionale come individuati dalla Giunta regionale, fatte salve le disposizioni diverse che il comune può disporre in ragione di particolari </quotedText><quotedText id="mod0-vir203">condizioni locali.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir204">3. Le disposizioni di cui al comma 2 non si applicano ai canali artificiali a esclusivo utilizzo di una o più aziende, purché non connessi ai corpi idrici naturali e ai canali arginati.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir205">4. Le distanze dai corpi idrici sono misurate:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir206">a) per i corsi di acqua in senso orizzontale a partire dal piede interno dell’argine o in mancanza di esso dal ciglio di sponda del corso;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir207">b) per le acque marino – costiere e quelle lacuali dall’inizio dell’arenile.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art19-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir209">5. L’utilizzo dei letami è altresì vietato dal 1° luglio al 31 agosto di ogni anno, salvo tempestiva lavorazione meccanica del terreno.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art20"><num>Art. 20</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art24bis" id="73">articolo 24 bis nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art20-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 24 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art20-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir210">“Art. 24 bis  - Divieti di utilizzazione agronomica dei liquami</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir211">1. Fatti salvi i divieti di cui all’articolo 24, comma 1 l’utilizzo dei liquami è vietato:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir212">a) su terreni con pendenza media superiore al 10 per cento, salvo quanto disposto dal comma 6;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir213">b) nei casi in cui i liquami possono venire a diretto contatto con i prodotti destinati al consumo umano;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir214">c) in orticoltura, a coltura presente, nonché su colture da frutto, a meno che il sistema </quotedText><quotedText id="mod0-vir215">di distribuzione non consenta di salvaguardare integralmente la parte aerea delle piante;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir216">d) dopo l’impianto della coltura nelle aree adibite a parchi, giardini pubblici o campi da gioco, utilizzate per ricreazione o destinate in genere a uso pubblico;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir217">e) con un interramento oltre i 40 centimetri di terreno, al fine di ridurre il percolamento degli elementi nutritivi verso la falda acquifera.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir218">2. L’utilizzo dei liquami è altresì vietato:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir219">a) entro 10 metri dalle sponde dei corpi idrici tipizzati di cui all’articolo 2, comma 1, lettera x ter) della legge regionale come individuati dalla Giunta regionale;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir220">b) entro 50 metri in prossimità delle strade statali, regionali e provinciali e abitazioni esterne all’azienda agricola a eccezione delle superfici nelle zone a prevalente o esclusiva funzione agricola e le relative sottozone, qualora il liquame è interrato entro dodici ore dallo spandimento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir221">3. Le disposizioni di cui al comma 2, lettera a) non si applicano ai canali artificiali a esclusivo utilizzo di una o più aziende, purché non connessi ai corpi idrici naturali e ai canali arginati.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir222">4. Le distanze dai corpi idrici sono misurate:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir223">a) per i corsi d’acqua in senso orizzontale a partire dal piede interno dell’argine o in mancanza di esso dal ciglio di sponda del corso;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir224">b) per le acque marino – costiere e quelle lacuali dall’inizio dell’arenile.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir226">5. L’utilizzo dei liquami è vietato inoltre:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir227">a) dal 1° luglio al 31 agosto di ogni anno, salvo tempestiva lavorazione meccanica del terreno;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir228">b) su colture foraggiere, nelle tre settimane precedenti lo sfalcio del foraggio o il pascolamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir229">6. La distribuzione del liquame nell’ambito della superficie oggetto di spandimento può avvenire per pendenze superiori al 10 per cento fino a un massimo del 25 per cento, in presenza di sistemazioni idrauliche agrarie, rispettando almeno una delle seguenti condizioni:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla20"><content><p><quotedText id="mod0-vir230">a) il liquame è distribuito in almeno due volte con un intervallo di tempo superiore a ventiquattro ore su terreni non saturi di acqua, utilizzando bassa pressione e interramento entro le dodici ore dalla distribuzione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla21"><content><p><quotedText id="mod0-vir231">b) liquame è distribuito in almeno due volte su terreni non saturi di acqua, a raso in bande o superficiale a bassa pressione con un intervallo di tempo superiore a cinque giorni su colture seminative, di secondo raccolto, permanenti o prative;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art20-cla22"><content><p><quotedText id="mod0-vir232">c) presenza di terreno inerbito artificialmente o naturalmente e l’assenza di fenomeni di ruscellamento.“.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art21"><num>Art. 21</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art25" id="75">articolo 25 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art21-cla1"><num>1.</num><content><p>Il comma 2 dell’articolo 25 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art21-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir233">“2. L’elenco indicativo dei trattamenti di cui al comma 1 è riportato nell’allegato 4, tabella 1 del presente regolamento. E’ consentito l’utilizzo di tipologie di trattamento diverse da quelle indicate nella citata tabella a condizione di garantire prestazioni non inferiori a quelle dei trattamenti di cui alla tabella stessa.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art21-cla3"><num>2.</num><content><p>Il comma 3 dell’articolo 25 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art21-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir234">“3. I trattamenti non devono comportare l’addizione agli effluenti di allevamento di </quotedText><quotedText id="mod0-vir235">sostanze che, in ragione della loro natura o concentrazione, possono potenzialmente essere dannose per il suolo, le colture, gli animali e l’uomo.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art22"><num>Art. 22</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art26" id="77">articolo 26 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art22-cla1"><num>1.</num><content><p>Il comma 1 dell’articolo 26 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art22-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir236">“1. Gli effluenti di allevamento destinati all’utilizzazione agronomica devono essere </quotedText><quotedText id="mod0-vir237">raccolti in contenitori per lo stoccaggio dimensionati secondo i parametri indicati nell’allegato 4, capi 3 e 4, del presente regolamento, al fine di garantire una capacità sufficiente a raccogliere e conservare gli effluenti di allevamento prodotti nei periodi in cui l’impiego agricolo è limitato o impedito da motivazioni agronomiche, climatiche o normative.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art22-cla3"><num>2.</num><content><p>Il comma 2 dell’articolo 26 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art22-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir238">“2. Lo stoccaggio dei materiali palabili e non palabili deve avvenire secondo le modalità e i criteri di cui all’allegato 4, capi 2 e 4 del presente regolamento.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art22-cla5"><num>3.</num><content><p>Il comma 3 dell’articolo 26 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art22-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir239">“3. I liquidi di sgrondo dei materiali palabili vengono assimilati, per quanto riguarda il periodo di stoccaggio, ai materiali non palabili secondo le modalità previste nell’allegato 4, capo 4 del presente regolamento.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art22-cla7"><num>4.</num><content><p>Il comma 4 dell’articolo 26 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art22-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir240">“4. I liquami e i letami prodotti da allevamenti con produzione annua di azoto inferiore a 600 chilogrammi devono essere raccolti e conservati prima dello spandimento secondo le modalità previste dalle disposizioni locali vigenti in materia e, comunque, in modo da non costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e da non provocare l’inquinamento delle acque superficiali e del sottosuolo.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art22-cla9"><num>5.</num><content><p>Dopo il comma 4 dell’articolo 26 del d.p.g.r. 46/R/2008 è aggiunto il seguente:</p></content></clause><clause id="art22-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir241">“4 bis. Per le lettiere degli allevamenti avicoli a ciclo produttivo inferiore a novanta giorni si applicano le disposizioni di cui all’allegato 4, capi 2 e 3 del presente regolamento.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art23"><num>Art. 23</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art27" id="79">articolo 27 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art23-cla1"><num>1.</num><content><p>Il comma 1 dell’articolo 27 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art23-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir242">“1. L’accumulo temporaneo di letami e di lettiere esauste di allevamento di avicunicoli, esclusi gli altri materiali assimilati, definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera l), è praticato ai soli fini dell’utilizzazione agronomica e deve avvenire sui terreni utilizzati per lo spandimento. La quantità di letame accumulato deve essere funzionale alle esigenze delle colture.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art23-cla3"><num>2.</num><content><p>Il comma 2 dell’articolo 27 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art23-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir243">“2. L’accumulo temporaneo non è ammesso a distanza inferiore a:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art23-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir244">a) 5 metri dalle scoline;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art23-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir245">b) 40 metri dalle sponde dei corpi idrici tipizzati di cui all’articolo 2, comma 1, lettera x ter) della legge regionale come individuati dalla Giunta regionale, fatte salve disposizioni diverse che il comune può disporre in ragione di particolari condizioni;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art23-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir246">c) 40 metri dalle zone umide individuate ai sensi della Convenzione di Ramsar del 2 febbraio 1971, quali il Padule Diaccia Botrona, il Lago di Burano, la Laguna di Orbetello, il padule di Bolgheri così come individuate dalla deliberazione della Giunta regionale 15 marzo 2004 n. 231.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art23-cla8"><num>3.</num><content><p>Il comma 4 dell’articolo 27 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art23-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir247">“4. L’accumulo temporaneo è ammesso su terreni con un adeguato coefficiente di </quotedText><quotedText id="mod0-vir248">permeabilità di K minore di 10-7 cm/s.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art23-cla10"><num>4.</num><content><p>Il comma 5 dell’articolo 27 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art23-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir249">“5. L’accumulo temporaneo è ammesso per un periodo non superiore a novanta giorni e solo dopo uno stoccaggio di almeno novanta giorni.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art24"><num>Art. 24</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art28" id="81">articolo 28 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art24-cla1"><num>1. </num><content><p>L’articolo 28 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art24-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir250">“Art. 28 - Criteri generali per l’utilizzazione agronomica delle acque reflue agroalimentari</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir251">1. L’utilizzazione agronomica delle acque reflue agroalimentari di cui all’articolo 21, comma 1, lettera c) è consentita se sono garantiti:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir252">a) la tutela dei corpi idrici e, per gli stessi il non pregiudizio del raggiungimento degli obiettivi di qualità di cui al titolo II della parte III del decreto legislativo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir253">b) l’effetto concimante o ammendante o irriguo sul suolo e la commisurazione della quantità di azoto efficiente e di acqua applicata ai fabbisogni quantitativi e temporali delle colture;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir254">c) il rispetto delle norme igienico sanitarie, di tutela ambientale e urbanistiche.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir255">2. E’ esclusa l’utilizzazione agronomica:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir256">a) delle acque derivanti dal lavaggio degli spazi esterni non connessi al ciclo produttivo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir257">b) per il settore vitivinicolo, delle acque derivanti da processi enologici speciali come ferrocianurazione e desolforazione dei mosti muti, produzione di mosti concentrati e di mosti concentrati rettificati;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir258">c) per il settore lattiero – caseario, nelle aziende che trasformano un quantitativo di latte superiore a 100.000 litri all’anno, del siero di latte, del latticello, della scotta e delle acque di processo delle paste filate. </quotedText></p></content></clause><clause id="art24-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir259">3. Salvo quanto disposto al comma 2, lettera c), per le aziende che trasformano quantitativi superiori a 100.000 litri l’anno, l’utilizzazione agronomica delle acque reflue addizionate con siero, scotta, latticello e acque di processo delle paste filate, è consentita solo su terreni agricoli con le seguenti caratteristiche:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir260">a) pH superiore a 8.0;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir261">b) calcare totale non inferiore al 20 per mille;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir262">c) buona areazione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir263">d) falda al di sotto dei 20 metri;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir264">e) tali da evitare il ruscellamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir265">4. La scelta delle tecniche di distribuzione deve tenere conto delle caratteristiche idrogeologiche, geomorfologiche e pedologiche del sito, delle condizioni del suolo, del tipo di acqua, delle colture praticate e della loro fase vegetativa. La tecnica prescelta deve comunque assicurare:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir266">a) il contenimento della formazione e della diffusione, per deriva, di aerosol verso aree non interessate da attività agricola, comprese le abitazioni isolate e le vie pubbliche di traffico veicolare;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir267">b) la prevenzione del rischio di ruscellamento, di lisciviazione e di percolazione dei nutrienti nei corpi idrici sotterranei;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla20"><content><p><quotedText id="mod0-vir268">c) la formazione di odori sgradevoli;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla21"><content><p><quotedText id="mod0-vir269">d) l’elevata utilizzazione degli elementi nutritivi;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla22"><content><p><quotedText id="mod0-vir270">e) l’uniformità di applicazione delle acque.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla23"><content><p><quotedText id="mod0-vir271">5. La distribuzione delle acque reflue agroalimentari deve essere realizzata ai fini del massimo contenimento della lisciviazione dei nitrati al di sotto delle radici e dei rischi di </quotedText><quotedText id="mod0-vir272">ruscellamento di composti azotati. </quotedText></p></content></clause><clause id="art24-cla24"><content><p><quotedText id="mod0-vir273">6. Nel caso di utilizzazione agronomica delle acque reflue agroalimentari al di fuori del periodo di durata della coltura principale, nei suoli soggetti a forte erosione, la fertirrigazione può essere effettuata solo ove sia garantita una copertura dei suoli tramite vegetazione spontanea, coltura intercalare o di copertura o, in alternativa, altre pratiche colturali atte a ridurre la lisciviazione dei nitrati.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla25"><content><p><quotedText id="mod0-vir274">7. Le tecniche di distribuzione delle acque reflue devono essere finalizzate a massimizzare l’efficienza dell’acqua e dell’azoto in funzione del fabbisogno delle colture.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla26"><content><p><quotedText id="mod0-vir275">8. Le dosi di applicazione non devono essere comunque superiori a un terzo del fabbisogno irriguo delle colture, indicate nella tabella dell’allegato 4, capo 6, comma 5 del presente regolamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla27"><content><p><quotedText id="mod0-vir276">9. L’utilizzazione agronomica delle acque reflue agroalimentari deve avvenire con metodi irrigui che assicurano un’elevata efficienza distributiva delle acque, applicando per ogni intervento volumi adeguati a riportare alla capacità idrica di campo lo strato di terreno maggiormente esplorato dalle radici della coltura, al fine di limitare le perdite dal sistema suolo – pianta.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla28"><content><p><quotedText id="mod0-vir277">10. L’utilizzazione agronomica delle acque reflue agroalimentari deve avvenire previa verifica del livello di salinità delle stesse, in particolare, di quelle prodotte da caseifici e stabilimenti per la lavorazione di carne essiccata, affumicata, salata e insaccati il cui livello di salinità espressa come rapporto di adsorbimento di sodio (sodium adsorpion ratio – SAR) è inferiore a 10.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla29"><content><p><quotedText id="mod0-vir278">11. Alle acque reflue agroalimentari si applicano i divieti e le disposizioni di utilizzazione già previsti per i liquami all’articolo 24 bis.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla30"><content><p><quotedText id="mod0-vir279">12. Per i contenitori ove avvengono lo stoccaggio e il trattamento delle acque reflue agroalimentari devono essere rispettare le disposizioni di cui all’allegato 4, capo 6 del presente regolamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art24-cla31"><content><p><quotedText id="mod0-vir280">13. Per le acque reflue possono essere previste forme di utilizzazione di indirizzo agronomico diverse da quelle considerate, quali la veicolazione dei prodotti fitosanitari o fertilizzanti.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art25"><num>Art. 25</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art29" id="83">articolo 29 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art25-cla1"><num>1. </num><content><p>L’articolo 29 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art25-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir281">“Art. 29 - Comunicazione ai fini dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle </quotedText><quotedText id="mod0-vir282">acque reflue agroalimentari</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir283">1. L’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento deve essere comunicata dal soggetto produttore o utilizzatore al comune nel quale ricade il centro aziendale, secondo le seguenti modalità:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir284">a) le imprese con produzione e utilizzazione superiore a 41.500 chilogrammi di azoto al campo per anno da effluenti di allevamento devono presentare la comunicazione, avente il contenuto di cui all’allegato 4, capo 5, comma 1 del presente regolamento, unitamente al PUA di cui all’articolo 23, commi 9 e 10;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir285">b) le imprese con produzione o utilizzazione uguale o inferiore a 41.500 chilogrammi e superiore a 6.000 chilogrammi di azoto al campo per anno da effluenti di allevamento, devono presentare la comunicazione avente il contenuto di cui all’allegato 4, capo 5, comma 1 del presente regolamento;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir286">c) le imprese con produzione o utilizzazione uguale o inferiore a 6.000 chilogrammi e uguale o superiore a 3.000 chilogrammi di azoto al campo per anno da effluenti di allevamento, devono presentare la comunicazione semplificata avente il contenuto di cui all’allegato 4, capo 5, </quotedText><quotedText id="mod0-vir287">comma 2 del presente regolamento;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir288">d) le imprese di produzione o utilizzazione inferiori a 3.000 chilogrammi di azoto al campo per anno da effluenti di allevamento, sono esonerate dalla presentazione della comunicazione e del PUA.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir289">2. La comunicazione per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento deve essere presentata ogni anno, almeno trenta giorni prima dell’inizio delle attività di spandimento. Il soggetto utilizzatore è inoltre tenuto a comunicare al comune nel quale ricade il centro aziendale gli eventuali aggiornamenti riguardanti i dati sulla tipologia, la quantità e le caratteristiche degli allevamenti, nonché sui terreni destinati all’utilizzo contenuti nel PUA presentato nelle annate precedenti.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir290">3. Qualora le fasi di produzione, di trattamento, di stoccaggio e di spandimento degli effluenti di allevamento sono effettuate da soggetti diversi, la comunicazione, con le modalità di cui al comma 1, lettere a), b) e c) è effettuata:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir291">a) dall’utilizzatore al comune in cui ricadono i siti di spandimento, indicando la provenienza dell’effluente di allevamento utilizzato;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir292">b) dal produttore al comune in cui ricade il centro aziendale, per le sole attività relative alla produzione di effluenti di allevamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir293">4. Nel caso di particolari modalità di gestione e trattamento degli effluenti la quantità e le caratteristiche degli stessi possono essere determinate senza utilizzare i valori di cui all’allegato 4, tabella 3 del presente regolamento. Alla comunicazione deve, in tal caso, essere allegata una relazione tecnica corredata da dati rilevati direttamente in azienda, derivanti dall’attuazione di uno specifico piano di campionamento di cui è fornita dettagliata descrizione nella stessa relazione tecnica.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art25-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir294">5. La comunicazione semplificata per l’utilizzazione agronomica delle acque reflue agroalimentari, di cui all’allegato 4, capo 5, comma 3, del presente regolamento, deve essere presentata ogni anno al comune nel quale ricade il centro aziendale, dal legale rappresentante dell’azienda che le produce e intende utilizzarle, almeno trenta giorni prima dell’inizio dell’attività di utilizzazione.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art26"><num>Art. 26</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art33" id="85">articolo 33 del d.p.g.r. 46/R/2008 </ref></heading><clause id="art26-cla1"><num>1.</num><content><p>La lettera a) del comma 1 dell’articolo 33 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art26-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir295">“a) entro 10 metri dalle sponde dei corpi idrici tipizzati di cui all’articolo 2, comma 1, lettera x ter) della legge regionale come individuati dalla Giunta regionale e dagli inghiottitoi e doline ove non diversamente specificato dagli strumenti di pianificazione.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art26-cla3"><num>2.</num><content><p>La lettera h) del comma 1 dell’articolo 33 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art26-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir296">“h) nelle zone di rispetto primarie delle aree di salvaguardia di cui all’</quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2004/38/main#art18" id="86"><quotedText id="mod0-vir297">articolo 18 della l.r. 38/2004</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir298"> con un minimo di 200 metri di raggio dal punto di captazione e nelle aree di salvaguardia di cui all’articolo 94 del decreto legislativo nelle more della disciplina di cui all’articolo 94, comma 5, lettera d) dello stesso.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art27"><num>Art. 27</num><heading>- Modifica all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/Rart36/main" id="87">articolo 36 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art27-cla1"><num>1.</num><content><p>Al comma 3 dell’articolo 36 del d.p.g.r. 46/R/2008 le parole: “31 gennaio” sono sostituite con: “15 marzo”.</p></content></clause></article><article id="art28"><num>Art. 28</num><heading>- Inserimento del titolo IV bis nel <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main" id="89">d.p.g.r. 46/R/200</ref>8</heading><clause id="art28-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo il titolo IV del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art28-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir299">“Titolo IV bis – Zone vulnerabili da nitrati – Programma d’azione obbligatorio”</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art29"><num>Art. 29</num><heading>- Inserimento del capo I nel titolo IV bis del <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main" id="90">d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art29-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo il titolo IV bis del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art29-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir300">“Capo I – Ambito di applicazione”</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art30"><num>Art. 30</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art36bis" id="91">articolo 36 bis nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art30-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art30-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir301">“Art. 36 bis - Ambito di applicazione</quotedText> </p></content></clause><clause id="art30-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir302">1. Il presente titolo definisce il programma d’azione obbligatorio per la tutela e il risanamento delle acque dai nitrati di origine agricola e si applica alle zone vulnerabili perimetrate.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art30-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir303">2. L’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue agroalimentari disciplinata dal presente titolo è finalizzata all’utilizzo delle acque a fini irrigui per il recupero delle sostanze nutritive e ammendanti.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art31"><num>Art. 31</num><heading>- Inserimento del capo II nel titolo IV bis del d.p.g.r. 46/R/2008</heading><clause id="art31-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 bis del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente capo:</p></content></clause><clause id="art31-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir304">“Capo II – Procedure e modalità per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue agroalimentari nelle zone vulnerabili da nitrati”</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art32"><num>Art. 32</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art36ter" id="93">articolo 36 ter nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art32-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 bis del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art32-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir305">“Art. 36 ter - Disposizioni di rinvio</quotedText> </p></content></clause><clause id="art32-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir306">1. Nelle zone vulnerabili da nitrati si applicano:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art32-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir307">a) i criteri per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e degli ammendanti organici di cui all’articolo 23, commi da 1 a 5;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art32-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir308">b) le disposizioni relative alle modalità di trasporto degli effluenti di allevamento e delle acque </quotedText><quotedText id="mod0-vir309">reflue agroalimentari di cui all’articolo 22;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art32-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir310">c) i criteri generali per l’utilizzazione delle acque reflue agroalimentari di cui all’articolo 28;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art32-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir311">d) le disposizioni relative ai trattamenti degli effluenti di allevamento di cui all’articolo 25;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art32-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir312">e) le disposizioni relative all’accumulo temporaneo di letami di cui all’articolo 27;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art32-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir313">f) le disposizioni relative alle caratteristiche dello stoccaggio e dell’accumulo dei materiali palabili e non palabili di cui all’articolo 26, commi 1, 2, 3, 4 e 4 bis.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art33"><num>Art. 33</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art36quater" id="95">articolo 36 quater nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art33-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 ter del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art33-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir314">“Art. 36 quater - Criteri per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir315">e l’utilizzo dei concimi azotati e degli ammendanti organici</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir316">1. Nelle zone vulnerabili da nitrati si applicano i criteri generali per l’utilizzazione agronomica degli effluenti dì allevamento di cui all’articolo 23, commi da 1 a 5.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir317">2. L’utilizzazione degli effluenti d’allevamento e l’utilizzo dei concimi azotati e degli </quotedText><quotedText id="mod0-vir318">ammendanti organici deve essere effettuata nel rispetto del bilancio dell’azoto delle colture e nei periodi compatibili con le esigenze delle stesse. In particolare le quantità impiegate devono tenere conto:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir319">a) del reale fabbisogno delle colture;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir320">b) della mineralizzazione netta dei suoli;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir321">c) degli apporti degli organismi azoto – fissatori.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir322">3. Le tecniche di distribuzione devono inoltre assicurare:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir323">a) la corretta applicazione al suolo sia di concimi azotati e di ammendanti organici di cui al </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010/75/main" id="97"><quotedText id="mod0-vir324">d.lgs. 75/2010</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir325">, sia di effluenti di allevamento conformemente alle disposizioni di cui al CBPA;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir326">b) l’utilizzazione degli elementi nutritivi in misura elevata, ottenibile con un insieme di buone pratiche che comprendono la somministrazione dei fertilizzanti azotati il più vicino possibile al momento della loro utilizzazione, il frazionamento della dose con il ricorso a più applicazioni ripetute nell’anno e il ricorso a mezzi di spandimento atti a minimizzare le emissioni di azoto in atmosfera;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir327">c) l’adozione di pratiche irrigue conformi alle disposizioni di cui al CBPA.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir328">4. La quantità di effluente di allevamento non deve in ogni caso determinare un apporto di azoto superiore a 170 chilogrammi per ettaro e per anno.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir329">5. Le quantità di cui al comma 4 devono essere determinate come quantitativo medio aziendale, calcolato sulla base dei valori di cui all’allegato 4 del presente regolamento, comprensive delle deiezioni depositate dagli animali quando sono tenuti al pascolo e degli eventuali fertilizzanti organici derivanti dagli effluenti di allevamento di cui al </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010/75/main" id="98"><quotedText id="mod0-vir330">d.lgs.75/2010</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir331">.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir332">6. Per le aziende di cui all’articolo 36 nonies, comma 2, lettera a) le dosi di effluente di allevamento applicate e l’eventuale integrazione di fertilizzanti azotati devono essere giustificate dal PUA, da compilare secondo le modalità previste dall’allegato 4 del presente regolamento </quotedText></p></content></clause><clause id="art33-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir333">7. Il PUA si basa sull’equazione di bilancio fra gli apporti di elementi fertilizzanti azotati e le asportazioni dell’elemento da parte della coltura ed ha validità per un periodo non superiore a cinque anni dalla comunicazione.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art33-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir334">8. Oltre alla redazione del PUA, l’impresa deve provvedere alla registrazione delle date di esecuzione degli interventi di fertilizzazione al fine di verificare il rispetto degli obblighi previsti dal presente regolamento.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art34"><num>Art. 34</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art36quinquies" id="99">articolo 36 quinquies nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art34-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 quater del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art34-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir335">“Art. 36 quinquies - Divieti relativi all’utilizzazione agronomica dei letami e all’utilizzo dei fertilizzanti azotati e degli ammendanti organici</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir336">1. L’utilizzazione agronomica dei letami è vietata nei casi di cui all’articolo 24, comma 1.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir337">2. L’utilizzazione agronomica dei letami è altresì vietata su terreni con pendenza media, riferita a </quotedText><quotedText id="mod0-vir338">un’area aziendale omogenea oggetto di spandimento, superiore al 25 per cento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir339">3. L’utilizzazione agronomica dei letami e l’utilizzo dei fertilizzanti azotati e degli ammendanti organici è vietata entro:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir340">a) 10 metri dalle sponde dei corpi idrici di cui all’articolo 2, comma 1, lettera x ter) della legge regionale, come individuati dalla Giunta regionale;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir341">b) 25 metri di distanza:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir342">1) dall’inizio dell’arenile per le acque lacuali, marino – costiere e di transizione, risultanti come corpi idrici tipizzati di cui all’articolo 2, comma 1, lettera x ter) della legge regionale, come individuati dalla Giunta regionale;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir343">2) nelle zone umide individuate ai sensi della Convenzione di Ramsar del 2 febbraio 1971, quali il Padule Diaccia Botrona, il Lago di Burano, la Laguna di Orbetello, il padule di Bolgheri così come individuate dalla deliberazione della Giunta regionale 15 marzo 2004 n. 231.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir344">4. Nelle fasce di divieto è obbligatoria una copertura vegetale permanente, anche spontanea o tramite coltura intercalare, coltura di copertura, quali catch – crops, sovescio, prato, prato – pascolo, pascolo o normale coltura in rotazione.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir345">5. Le disposizioni di cui al comma 3, lettera a) non si applicano ai canali artificiali a esclusivo utilizzo di una o più aziende, purché non connessi ai corpi idrici naturali, e ai canali arginati.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir346">6. Le distanze dai corpi idrici sono misurate:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir347">a) per i corsi di acqua in senso orizzontale a partire dal piede interno dell’argine o in mancanza di esso dal ciglio di sponda del corso;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir348">b) per le acque marino – costiere e quelle lacuali dall’inizio dell’arenile.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir349">7. L’utilizzo dei concimi azotati e degli ammendanti organici di cui al </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010/75/main" id="101"><quotedText id="mod0-vir350">d.lgs. 75/2010</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir351"> è vietato nelle ventiquattro ore precedenti l’intervento irriguo, nel caso di irrigazione a scorrimento per i concimi non interrati.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir352">8. L’utilizzazione agronomica dei letami e dei materiali ad essi assimilati e l’utilizzo dei concimi azotati, degli ammendanti organici, di cui al </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010/75/main" id="102"><quotedText id="mod0-vir353">d.lgs. 75/2010</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir354"> sono vietati nella stagione autunno – invernale:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir355">a) a partire dal 1° dicembre per novanta giorni;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir356">b) a partire dal 1° novembre per centoventi giorni, per le deiezioni avicunicole essiccate con processo rapido a tenore di sostanza secca superiore al 65 per cento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir357">9. L’utilizzazione agronomica dei letami e dei materiali ad essi assimilati è altresì vietata dal 1° luglio al 31 agosto di ogni anno, salva tempestiva lavorazione meccanica del terreno.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla20"><content><p><quotedText id="mod0-vir358">10. Per le coltivazioni annuali che vengono seminate o trapiantate nella stagione autunno – invernale, quali quelle orticole, floricole, vivaistiche, cerealicole e generalmente per i seminativi vernini il periodo di divieto di cui al comma 8, può essere anticipato o ritardato fino a un massimo di trenta giorni rispetto al 1° dicembre o al 1° novembre, purché venga rispettato un tempo complessivo di sospensione pari a novanta giorni. La variazione del periodo di divieto deve essere riportata nel piano di concimazione di cui all’articolo 36 septies, comma 1 o nel PUA, di cui </quotedText><quotedText id="mod0-vir359">all’articolo 23, commi 9 e 10.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla21"><content><p><quotedText id="mod0-vir360">11. In presenza di colture ortofloricole in pieno campo, che utilizzano l’azoto in misura significativa anche nella stagione autunno – invernale, è possibile interrompere il divieto di utilizzo dei concimi azotati, di cui al comma 8, nel periodo 1° - 15 dicembre e 15 – 30 gennaio. In tal caso il periodo di sospensione di novanta giorni deve tener conto del numero dei giorni effettivi di interruzione del divieto.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art34-cla22"><content><p><quotedText id="mod0-vir361">12. Per le coltivazioni protette il periodo di divieto di cui al comma 8 non si applica qualora la </quotedText><quotedText id="mod0-vir362">somministrazione di letami e dei materiali a essi assimilati, di concimi azotati e degli </quotedText><quotedText id="mod0-vir363">ammendanti organici di cui al </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2010/75/main" id="103"><quotedText id="mod0-vir364">d.lgs. 75/2010</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir365"> è strettamente correlata al loro fabbisogno.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art35"><num>Art. 35</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art36sexies" id="104">articolo 36 sexies nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art35-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 quinquies del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art35-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir366">“Art. 36 sexies - Divieti di utilizzazione agronomica dei liquami</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir367">1. L’utilizzazione agronomica dei liquami è vietato nei casi di cui all’articolo 24 bis, commi 1 e 5.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir368">2. L’utilizzazione agronomica dei liquami è altresì vietata:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir369">a) su terreni con pendenza media, riferita a un’area aziendale omogenea oggetto di spandimento, superiore al 10 per cento, salvo quanto previsto al comma 4;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir370">b) entro 10 metri dalle sponde dei corpi idrici tipizzati di cui all’articolo 2, comma 1, lettera x ter), della legge regionale come individuati dalla Giunta regionale;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir371">c) entro 30 metri di distanza:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir372">1) dall’inizio dell’arenile delle acque marino – costiere, lacuali e di transizione risultanti come corpi idrici di cui all’articolo 2, comma 1, lettera x ter) della legge regionale come individuati dalla Giunta regionale;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir373">2) nelle zone umide individuate ai sensi della Convenzione di Ramsar del 2 febbraio 1971, quali il Padule Diaccia Botrona, il Lago di Burano, la Laguna di Orbetello, il padule di Bolgheri così come individuate dalle deliberazione della Giunta regionale 15 marzo 2004, n. 231;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir374">d) entro 50 metri dalle strade statali, regionali, provinciali e dalle abitazioni esterne all’azienda agricola, a eccezione delle superfici nelle zone a prevalente o esclusiva funzione agricola e le relative sottozone qualora il liquame è interrato entro dodici ore dallo spandimento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir375">3. Nelle fasce di divieto è obbligatoria una copertura vegetale permanente anche spontanea o tramite coltura intercalare, coltura di copertura, quali catch – crops, sovescio, prato, prato – pascolo, pascolo o normale coltura in rotazione e, ove possibile, è raccomandata la costituzione di siepi o altre superfici boscate.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir376">4. Le disposizioni del comma 2, lettera b) non si applicano ai canali artificiali a esclusivo utilizzo di una o più aziende, purché non connessi ai corpi idrici naturali e ai canali arginati.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir377">5. Le distanze dai corpi idrici sono misurate:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir378">a) per i corsi di acqua in senso orizzontale a partire dal piede interno dell’argine o in mancanza di esso dal ciglio di sponda del corso;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir379">b) per le acque marino-costiere e quelle lacuali dall’ inizio dell’arenile.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir380">6. La distribuzione del liquame nell’ambito della superficie oggetto di spandimento può avvenire per pendenze superiori al 10 per cento fino ad un massimo del 20 per cento rispettando almeno una delle seguenti condizioni:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir381">a) liquame distribuito in almeno due volte con intervallo di tempo superiore a ventiquattro ore su terreni non saturi di umidità utilizzando bassa pressione ed interramento entro le dodici ore dalla </quotedText><quotedText id="mod0-vir382">distribuzione; questa pratica eseguita generalmente in presemina. Ogni volta non può essere superata la quantità di liquame corrispondente a 100 chilogrammi di azoto per ettaro di superficie interessata dalla distribuzione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir383">b) su terreni non saturi di acqua, spargimento del liquame a raso in bande o superficiale a bassa pressione almeno in due frazioni con intervallo di tempo superiore a cinque giorni su colture seminative, di secondo raccolto, permanenti o prative; questa pratica è generalmente eseguita in copertura;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir384">c) presenza di terreno inerbito artificialmente o naturalmente e l’assenza di fenomeni di ruscellamento;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla20"><content><p><quotedText id="mod0-vir385">d) presenza di sistemazioni idraulico – agrarie e l’assenza di fenomeni di ruscellamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla21"><content><p><quotedText id="mod0-vir386">7. La distribuzione di liquami tramite mezzi che contemporaneamente li </quotedText><quotedText id="mod0-vir387">distribuiscono e li interrano permette di utilizzare terreni con pendenze fino al 25 per cento, se sono rispettate almeno una delle condizioni di cui al comma 6, e quando il quantitativo di azoto annuale, comunque non superiore a 170 chilogrammi di azoto per gli effluenti di allevamento, non supera i 210 chilogrammi per ettaro.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla22"><content><p><quotedText id="mod0-vir388">8. L’utilizzo dei liquami è altresì vietato nei seguenti periodi:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla23"><content><p><quotedText id="mod0-vir389">a) dal 1° dicembre alla fine di febbraio nei terreni con prati, cereali autunno – vernini, colture ortive, arboree con inerbimento permanente;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla24"><content><p><quotedText id="mod0-vir390">b) dal 1° novembre alla fine di febbraio nei terreni destinati al altre colture.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla25"><content><p><quotedText id="mod0-vir391">9. Per le coltivazioni annuali, che vengono seminate o trapiantate nella stagione autunno – invernale, quali quelle orticole, floricole, vivaistiche, cerealicole e per i seminativi vernini, il periodo di divieto di cui al comma 8 può essere anticipato o ritardato a livello aziendale fino a un massimo di trenta giorni rispetto al 1° dicembre o al 1° novembre, se è rispettato un tempo complessivo di sospensione pari, rispettivamente, a novanta e centoventi giorni. La variazione del periodo di divieto deve essere riportata nel piano di concimazione di cui all’articolo 36 septies, comma 1, o nel PUA di cui all’articolo 23, commi 9 e 10.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art35-cla26"><content><p><quotedText id="mod0-vir392">10. Per le coltivazioni protette, qualora la somministrazione di liquami è strettamente correlata al loro fabbisogno, il periodo di divieto di cui al comma 8 non si applica.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art36"><num>Art. 36</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art36septies" id="106">articolo 36 septies nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art36-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 sexies del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art36-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir393">“Art. 36 septies - Norme tecniche per la gestione della fertilizzazione azotata di sintesi</quotedText> </p></content></clause><clause id="art36-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir394">1. Le imprese agricole che non devono presentare il PUA, devono determinare le quantità di azoto da distribuire alle singole colture praticate in azienda elaborando, secondo le modalità di cui all’allegato 4, capo 1 del presente regolamento, un piano di concimazione, che deve essere conservato in azienda. Oltre al piano di concimazione l’impresa deve registrare le date di esecuzione degli interventi di fertilizzazione e le modalità di frazionamento, al fine di verificare il rispetto degli obblighi previsti dal presente articolo.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art36-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir395">2. La predisposizione del piano di concimazione è obbligatoria per coloro che conducono a qualsiasi titolo una superficie complessiva superiore a 2.000 metri quadrati per colture in pieno campo e arboree e a 200 metri quadrati in coltura protetta, anche nel caso di utilizzo di azoto organico da effluenti di allevamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art36-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir396">3. Per ridurre al minimo le perdite d’azoto per lisciviazione e ottimizzare l’efficienza della concimazione, è necessario distribuire l’azoto nelle fasi di maggiore necessità delle colture, favorendo il frazionamento del quantitativo totale in più distribuzioni.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art36-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir397">4. Le concimazioni azotate devono essere eseguite in generale in presenza della coltura; possono essere eseguite in presemina o al momento delle semina purché:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art36-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir398">a)sia limitato al massimo il periodo intercorrente tra fertilizzazione e semina;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art36-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir399">b)la somministrazione di azoto eseguita per le colture autunno – vernine non è superiore al 30 per cento del quantitativo di azoto complessivamente necessario alla coltura.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art36-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir400">5. Non sono ammessi apporti in un’unica soluzione superiori al 60 per cento del quantitativo di azoto necessario alla coltura, calcolati secondo le modalità previste nell’allegato 4, </quotedText><quotedText id="mod0-vir401">capo 1 del presente regolamento. E’ consentita la somministrazione in un’unica soluzione delle quantità di </quotedText><quotedText id="mod0-vir402">azoto necessarie alla coltura, calcolate secondo le modalità previste all’allegato 4, capo 1 del presente regolamento, quando queste risultano inferiori a 50 chilogrammi di azoto per ettaro.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art36-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir403">6. Per le colture primaverili – estive non sono ammessi apporti in un’unica soluzione superiori a 100 chilogrammi di azoto per ettaro. Il presente comma non si applica alle colture che </quotedText><quotedText id="mod0-vir404">presentano fabbisogni in azoto per ettaro superiori a 170 chilogrammi.”. </quotedText></p></content></clause></article><article id="art37"><num>Art. 37</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art36octies" id="108">articolo 36 octies nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art37-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 septies del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art37-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir405">“Art. 36 octies - Adeguamento dei contenitori dello stoccaggio dei materiali palabili e non palabili</quotedText> </p></content></clause><clause id="art37-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir406">1. Nelle zone vulnerabili di nuova perimetrazione l’adeguamento dei contenitori dello stoccaggio deve essere effettuato entro due anni dalla data di perimetrazione.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art38"><num>Art. 38</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art36nonies" id="110">articolo 36 nonies nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art38-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 octies del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art38-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir407">“Art. 36 nonies - Comunicazione ai fini dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir408">e delle acque reflue agroalimentari</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir409">1. All’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento si applicano le disposizioni dell’articolo 29, commi 2 e 4.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir410">2. L’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento deve essere comunicata dal soggetto produttore o utilizzatore al comune nel quale ricade il centro aziendale, secondo le seguenti modalità:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir411">a) le imprese con produzione o utilizzazione di azoto superiore a 3.000 chilogrammi di azoto per anno da effluenti di allevamento devono presentare la comunicazione avente il contenuto di cui all’allegato 4, capo 5, comma 1, del presente regolamento unitamente al PUA di cui all’articolo 36 quater, commi 6 e 7;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir412">b) le imprese con produzione o utilizzazione di azoto superiore o uguale a 600 chilogrammi e inferiore o uguale a 3.000 chilogrammi di azoto per anno da effluenti di allevamento devono presentare solo la comunicazione semplificata avente il contenuto rispettivamente di cui all’allegato 4, capo 5, comma 2 o 3 del presente regolamento;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir413">c) le imprese con produzione o utilizzazione inferiore a 600 chilogrammi di azoto per anno da effluenti di allevamento sono esonerate dalla presentazione della comunicazione.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir414">3. Qualora le fasi di produzione, di trattamento, di stoccaggio e di spandimento degli effluenti di allevamento sono effettuate da soggetti diversi, la comunicazione, con le modalità di cui al comma 2, lettere a) e b) è effettuata:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir415">a) dall’utilizzatore al comune in cui ricadono i siti di spandimento, indicando la provenienza dell’effluente di allevamento utilizzato;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir416">b) dal produttore al comune in cui ricade il centro aziendale, per le sole attività relative alla produzione di effluenti di allevamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art38-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir417">4. Per la comunicazione relativa all’utilizzazione agronomica delle acque reflue agroalimentari si </quotedText><quotedText id="mod0-vir418">applicano le disposizioni di cui all’articolo 29, comma 5.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art39"><num>Art. 39</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art36decies" id="112">articolo 36 decies nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art39-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 36 nonies del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art39-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir419">“Art. 36 decies - Controlli e monitoraggio</quotedText> </p></content></clause><clause id="art39-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir420">1. La Regione predispone un piano di controllo sulle modalità di utilizzazione agronomica degli </quotedText><quotedText id="mod0-vir421">effluenti di allevamento e dei concimi azotati e degli ammendanti organici.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art39-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir422">2. Il piano di controllo prevede sopralluoghi nelle imprese che sono tenute alla </quotedText><quotedText id="mod0-vir423">presentazione del PUA o della comunicazione, prendendo in considerazione i seguenti elementi:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art39-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir424">a) effettiva utilizzazione di tutta la superficie a disposizione indicata nel PUA;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art39-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir425">b) presenza delle colture indicate;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art39-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir426">c) rispondenza dei mezzi e delle modalità di spandimento dichiarate.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art39-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir427">3. L’attività di controllo, in base al piano predisposto dalla Regione, deve tenere conto di tutte le tipologie di impresa presenti all’interno delle zone vulnerabili individuate dalla Regione, indipendentemente dalla tipologia di azoto utilizzato.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art39-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir428">4. Ai fini della verifica della concentrazione di nitrati nelle acque superficiali e sotterranee e della valutazione dello stato trofico delle acque lacustri, di transizione, marino – costiere, la Regione, sulla base di un programma di monitoraggio, effettua i controlli in stazioni di campionamento rappresentative delle acque superficiali interne, delle acque sotterranee e delle acque estuarine e costiere.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art39-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir429">5. La frequenza dei controlli deve garantire l’acquisizione di dati sufficienti a evidenziare la tendenza della concentrazione dei nitrati, al fine della designazione di ulteriori zone vulnerabili e della valutazione dell’efficacia del programma d’azione obbligatorio per le zone vulnerabili, contenuto nelle disposizioni del presente regolamento.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art39-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir430">6. Le informazioni sullo stato di attuazione del programma d’azione obbligatorio per le zone vulnerabili contenuto nelle disposizioni del presente regolamento sono trasmesse al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, secondo le modalità e le scadenza temporali di cui alle schede 27, 27 bis, 28, 29, 30 e 31 del decreto ministeriale 18 settembre 2002 (Modalità di informazione sullo stato di qualità delle acque, ai sensi dell'</quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/1999-05-11/152/main#art3-com7" id="114"><quotedText id="mod0-vir431">articolo 3, comma 7, del d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir432">).”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art40"><num>Art. 40</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art38" id="115">articolo 38 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art40-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo il comma 2 dell’ articolo 38 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art40-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir433">“2 bis. Le disposizioni di cui al comma 2 sono considerate già soddisfatte negli stabilimenti dove sia presente un sistema di riutilizzo, anche consortile, delle acque reflue o meteoriche.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art40-cla3"><num>2.</num><content><p>Al comma 4 dell’articolo 38 del d.p.g.r. 46/R/2008 le parole <quotedText id="mod0-vir434">“di entrata in vigore del presente regolamento”</quotedText> sono sostituite con le seguenti: <quotedText id="mod0-vir435">“del 18 marzo 2011”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art41"><num>Art. 41</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art39" id="117">articolo 39 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art41-cla1"><num>1.</num><content><p>L’articolo 39 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art41-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir436">“Art. 39 - Acque meteoriche contaminate (AMC)</quotedText> </p></content></clause><clause id="art41-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir437">1. Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera e) della legge regionale, le attività che presentano oggettivo rischio di trascinamento, nelle acque meteoriche, di sostanze pericolose o di sostanze in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali sono:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art41-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir438">a) le attività produttive indicate nell’allegato 5, tabella 5 del presente regolamento, disciplinate </quotedText><quotedText id="mod0-vir439">dall’articolo 43, salvo che sia dimostrata l’esistenza di una delle seguenti condizioni :</quotedText> </p></content></clause><clause id="art41-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir440">1) le lavorazioni caratterizzanti il ciclo produttivo sono svolte completamente sotto </quotedText><quotedText id="mod0-vir441">coperture e le altre attività connesse al ciclo produttivo effettuate sui piazzali si svolgono in modo tale da non dar luogo a dilavamento di sostanze pericolose;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art41-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir442">2) le attività  sono dotate di sistemi di raccolta delle AMC atti a non generare scarichi;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art41-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir443">b) le aree di cava, le miniere ed i cantieri di cui all’allegato 5, tabella 6 del presente regolamento, </quotedText><quotedText id="mod0-vir444">rispettivamente disciplinati dagli articoli 40, 40 bis e 40 ter.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art41-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir445">2. Il calcolo delle superfici scolanti avviene, con le modalità previste dall’allegato 5, capo 1 del presente regolamento.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art42"><num>Art. 42</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art40" id="119">articolo 40 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art42-cla1"><num>1.</num><content><p>L’articolo 40 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art42-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir446">“Art. 40 -  Disposizioni sulle cave </quotedText></p></content></clause><clause id="art42-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir447">1. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione allo scarico, i titolari delle attività di cava di cui all’allegato 5, tabella 6, punto 2 del presente regolamento presentano un piano di gestione delle acque meteoriche comprendente le informazioni di cui al capo 2 dell’ allegato 5 medesimo. L’ente competente valuta il piano e prescrive, nell’autorizzazione allo scarico, le modalità di gestione delle AMD ritenute necessarie alla tutela del corpo recettore.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir448">2. Il piano di gestione di cui al comma 1 è parte integrante del progetto di cui all'</quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/1998-11-03/78/main#art12-com2" id="121"><quotedText id="mod0-vir449">articolo 12, comma 2, della legge regionale 3 novembre 1998, n. 78</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir450"> (Testo unico in materia di cave, torbiere, miniere, recupero di aree scavate e riutilizzo di residui recuperabili). L’acquisizione dell' autorizzazione di cui al comma 1 rimane disciplinata dalle disposizioni procedurali previste dagli articoli 12 e 13 </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/1998/78/main" id="122"><quotedText id="mod0-vir451">della citata l.r. 78/1998</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir452">. </quotedText></p></content></clause><clause id="art42-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir453">3. Ai fini dell’applicazione del presente articolo, all’interno delle aree di cava si identificano i seguenti ambiti principali:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir454">a) area di coltivazione attiva in cui vengono realizzati interventi di movimentazione e di prelievo dei materiali di interesse estrattivo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir455">b) area impianti in cui, in continuità funzionale con l’area di coltivazione attiva, possono essere presenti zone destinate alla viabilità interna alla cava, ai servizi di cantiere, quali uffici, manufatti per il deposito di macchine, attrezzature, ed in cui vengono svolte le attività di lavorazione dei materiali estratti;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir456">c) area adibita all’accumulo o al deposito dei rifiuti di estrazione di cui all’</quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2008-05-30/117/main#art3-com1-let18" id="123"><quotedText id="mod0-vir457">articolo 3, comma 1, lettera r) del decreto legislativo 30 maggio 2008, n.117</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir458"> (Attuazione della direttiva 2006/21/CE relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive e che modifica la direttiva 2004/35/CE).</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir459">4. Ferme restando le disposizioni di cui al </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2008/117/main" id="124"><quotedText id="mod0-vir460">d.lgs.117/2008</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir461">, nelle cave:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir462">a) devono essere approntati gli opportuni interventi per evitare che le AMD, derivanti dall’area esterna all’area di coltivazione attiva e all'area impianti, entrino all’interno di queste ultime e vengano in contatto con le acque derivanti dalle stesse; </quotedText></p></content></clause><clause id="art42-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir463">b) le operazioni di rimozione della copertura vegetale e del suolo devono essere limitate allo stretto necessario e devono durare il minor tempo possibile in relazione alle necessità di svolgimento dei lavori di coltivazione, assumendo, come necessità primaria, tecniche di ripristino delle aree non più soggette all’attività estrattiva, attuate contestualmente o per fasi immediatamente successive alla coltivazione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir464">c) i cumuli di copertura vegetale e del suolo devono essere distinti gli uni dagli altri e devono essere protetti sia dal dilavamento causato dalle acque meteoriche, sia da eventuali contaminazioni di altre acque;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir465">d) ai fini della limitazione del trasporto di solidi sospesi da parte delle acque </quotedText><quotedText id="mod0-vir466">meteoriche, nelle zone non più coltivate, il progetto di risistemazione di cui all’</quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/1998/78/main#art12-com2-let4" id="125"><quotedText id="mod0-vir467">articolo 12, comma 2, lettera d), della l.r. 78/1998</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir468"> deve, in via prioritaria, prevedere il ripristino dell’inerbimento efficace del suolo e successivamente, attuare le misure necessarie alla ricrescita della copertura arbustiva ed arborea;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir469">e) all’interno dell’area impianti deve essere organizzato un sistema di raccolta e convogliamento delle acque meteoriche dilavanti, con separazione delle AMPP e loro trattamento, provvedendo per quanto possibile, ad avviare le acque raccolte e trattate al riuso all’interno della </quotedText><quotedText id="mod0-vir470">cava.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir471">5. Per le cave di materiali da taglio le norme di cui al comma 4, lettere a), d) ed e), devono essere applicate, per quanto possibile, in relazione alla necessità di privilegiare quegli interventi che conseguono il miglior rapporto tra costi sostenuti e benefici ambientali, ottenuti tenendo conto dei seguenti criteri:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir472">a) l’effettivo rischio di ruscellamento di solidi sospesi ed altri inquinanti nelle AMD in relazione alle procedure ed alle condizioni di coltivazione delle diverse zone della cava ed allo stato delle loro superfici;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir473">b) l’oggettiva realizzabilità delle opere anche in relazione alla posizione dell’ area di coltivazione nel contesto del territorio che la accoglie (sommitale, fondovalle, mezza costa, pianura);</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir474">c) la possibilità di realizzare, in tutto o in parte, il sistema di cui al comma 4, lettera e), anche per mezzo di apprestamenti provvisionali in relazioni alle condizioni di coltivazione.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art42-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir475">6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle acque utilizzate per il taglio e la lavorazione dei materiali estratti.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art43"><num>Art. 43</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art40bis" id="126">articolo 40 bis del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art43-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 40 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art43-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir476">“Art. 40 bis - Disposizioni sulle miniere coltivate in superficie</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir477">1. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione allo scarico, i titolari delle attività di miniere di cui all’allegato 5, tabella 6, punto 3 del presente regolamento presentano un piano di gestione delle acque meteoriche comprendente le informazioni di cui al capo 2 dell’allegato 5 medesimo. L’ente competente valuta il piano e prescrive, nell’autorizzazione allo scarico, le modalità di gestione delle AMD ritenute necessarie alla tutela del corpo recettore.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir478">2. Il piano di gestione di cui al comma 1 è parte integrante del programma dei lavori di cui all'</quotedText><ref href="/it/decreto/presidente.repubblica/1994-04-18/382/main#art11-com1" id="128"><quotedText id="mod0-vir479">articolo 11, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994 n. 382</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir480"> (Disciplina dei procedimenti di conferimento dei permessi di ricerca e di concessioni di coltivazione di giacimenti minerari di interesse nazionale e di interesse locale). L’acquisizione dell’autorizzazione allo scarico di cui al comma 1 rimane disciplinata dalle disposizioni procedurali previste dagli articoli 13 e 14 </quotedText><ref href="/it/decreto/presidente.repubblica/1994/382/main" id="129"><quotedText id="mod0-vir481">del d.p.r. 382/1994</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir482">.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir483">3. Ai fini dell’applicazione del presente articolo, all’interno delle aree soggette a concessione mineraria, sono identificati i seguenti ambiti:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir484">a) area di coltivazione attiva in cui vengono realizzati interventi di movimentazione e di prelievo dei materiali di interesse estrattivo;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir485">b) area impianti in cui, in continuità funzionale con l’area di coltivazione attiva, possono essere presenti zone destinate alla viabilità interna alla miniera, ai servizi di cantiere, quali uffici, manufatti per il deposito di macchine, attrezzature, ed in cui vengono svolte  le attività di lavorazione dei materiali estratti;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir486">c) area adibita all’accumulo o al deposito dei rifiuti di estrazione di cui all’</quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2008/117/main#art3-com1-let18" id="130"><quotedText id="mod0-vir487">articolo 3, comma 1, lettera r) del d.lgs. 117/2008</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir488">. </quotedText></p></content></clause><clause id="art43-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir489">4. Ferme restando le disposizioni di cui al </quotedText><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2008/117/main" id="131"><quotedText id="mod0-vir490">d.lgs.117/2008</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir491">, nelle miniere di cui al presente articolo:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir492">a) devono essere approntati gli opportuni interventi di regimazione per evitare che le AMD, derivanti dalle aree di miniera soggette a concessione ed esterne all’area di coltivazione attiva e all'area impianti, entrino all’interno di queste ultime e vengano in contatto con le acque derivanti dalle stesse;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir493">b) le operazioni di rimozione della copertura vegetale e del suolo devono essere limitate allo stretto necessario e devono durare il minor tempo possibile, in relazione alle necessità di svolgimento dei lavori di coltivazione, assumendo come necessità primaria tecniche di ripristino delle aree non più soggette all’attività estrattiva, attuate contestualmente o per fasi immediatamente successive alla </quotedText><quotedText id="mod0-vir494">coltivazione;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir495">c) i cumuli di copertura vegetale e del suolo devono essere distinti gli uni dagli altri e devono essere protetti sia dal dilavamento causato dalle acque meteoriche, sia da eventuali contaminazioni di altre acque;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir496">d) ai fini della limitazione del trasporto di solidi sospesi da parte delle acque meteoriche, nelle zone non più coltivate, il programma di ripristino delle aree coltivate previsto nel decreto di concessione deve, in via prioritaria, prevedere il ripristino dell’inerbimento efficace del suolo, e, successivamente, attuare le misure necessarie alla ricrescita della copertura arbustiva ed arborea;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir497">e) all’interno dell’area impianti deve essere organizzato un sistema di raccolta e convogliamento delle acque meteoriche dilavanti, con separazione delle AMPP e loro trattamento, provvedendo, per quanto possibile, ad avviare le acque raccolte e trattate al riuso all’interno della miniera.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir498">5. Per miniere di materiali da taglio, le norme di cui al comma 4, lettere a), d) ed e), devono essere applicate per quanto possibile, in relazione alla necessità di privilegiare quegli interventi che conseguono il miglior rapporto tra costi sostenuti e benefici ambientali ottenuti tenendo conto dei seguenti criteri:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir499">a) l'effettivo rischio di ruscellamento di solidi sospesi ed altri inquinanti nelle AMD, in relazione alle procedure ed alle condizioni di coltivazione delle diverse zone della miniera ed allo stato delle loro superfici;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir500">b) l’oggettiva realizzabilità delle opere, anche in relazione alla posizione dell’area di coltivazione nel contesto del territorio che la accoglie (sommitale, fondovalle, mezza costa, pianura);</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir501">c) la possibilità di realizzare, in tutto o in parte, il sistema di cui al comma 4, lettera e), anche per mezzo di apprestamenti provvisionali in relazioni alle condizioni di coltivazione.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art43-cla19"><content><p><quotedText id="mod0-vir502">6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle acque utilizzate per il taglio e la lavorazione dei materiali estratti.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art44"><num>Art. 44</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art40ter" id="132">articolo 40 ter del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art44-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 40 bis del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art44-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir503">“Art. 40 ter - Disposizioni sui cantieri</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir504">1. Ai fini del rilascio dell’autorizzazione allo scarico, i titolari dei cantieri di cui all’allegato 5, tabella 6, punto 1 del presente regolamento presentano un piano di gestione delle acque meteoriche comprendente le informazioni di cui al capo 2 dell’allegato 5 medesimo. L’ente competente valuta il piano e prescrive nell’autorizzazione le modalità di gestione delle AMPP ritenute necessarie alla tutela del corpo recettore definendo i termini di adeguamento alle dette prescrizioni.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir505">2. Nell’autorizzazione di cui al comma 1, l’ente competente può stabilire specifiche </quotedText><quotedText id="mod0-vir506">prescrizioni per la gestione delle aliquote AMC, ulteriori rispetto alle AMPP, qualora risulti comunque necessario a garantire il conseguimento o mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale o per specifica destinazione di cui all’articolo 76 del decreto legislativo.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir507">3. In caso di cantieri connessi alla realizzazione di opere, infrastrutture e impianti soggetti alla valutazione di impatto ambientale (VIA), le prescrizioni di cui ai commi 1 e 2 sono dettate dall’ente competente, nell’ambito del relativo procedimento di VIA. Restano comunque </quotedText><quotedText id="mod0-vir508">fermi i poteri di </quotedText><quotedText id="mod0-vir509">vigilanza e controllo dell’ente competente.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir510">4. Dalle attività di cantiere di cui all'allegato 5, tabella 6, punto 1 del presente regolamento, sono esclusi:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir511">a) i cantieri per l’ordinaria manutenzione stradale e delle infrastrutture a rete;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir512">b) i cantieri che ospitano i soli alloggiamenti degli addetti e le connesse strutture assistenziali ed </quotedText></p></content></clause><clause id="art44-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir513">uffici.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir514">5. Sono altresì escluse dall’attività di cantiere di cui all’allegato 5, tabella 6, punto 1 del presente regolamento le aree operative permeabili, utilizzate limitatamente al tempo necessario all’esecuzione di singole lavorazioni o alla realizzazione di manufatti costituenti parti di opere, infrastrutture od impianti, tra i quali costruzione di rilevati, scavi di trincee e fondazioni, costruzioni di piste e viabilità di area operativa, ivi compresi gli spazi provvisoriamente occupati da mezzi operativi o apprestamenti occorrenti a tali esecuzioni e realizzazioni. </quotedText></p></content></clause><clause id="art44-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir515">6. I cantieri e le aree operative di cui al comma 4 e 5, sono previamente individuate nella richiesta di autorizzazione dell’opera, infrastruttura  o impianto alla cui realizzazione concorrono o, in caso di opera infrastruttura o impianto soggetto alla procedura di VIA, nella richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir516">7. Nell’ambito dei procedimenti di cui al comma 6, l’ente competente si esprime in ordine: </quotedText></p></content></clause><clause id="art44-cla13"><content><p><quotedText id="mod0-vir517">a) alla corretta individuazione dei cantieri e delle aree da escludere dalle attività di cui all’allegato 5, tabella 6, punto 1 del presente regolamento;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla14"><content><p><quotedText id="mod0-vir518">b) all’applicabilità delle ipotesi di esclusione di cui al comma 4, nei casi in cui sia evidenziato il rischio di compromissione del raggiungimento o del mantenimento degli obiettivi di qualità di cui alla articolo 76 del decreto legislativo.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla15"><content><p><quotedText id="mod0-vir519">8. In tutte le aree del cantiere, ivi comprese quelle escluse ai sensi dei commi 4 e 5:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla16"><content><p><quotedText id="mod0-vir520">a) l’avanzamento dei lavori deve essere condotto, compatibilmente con lo stato dei luoghi, in modo da limitare l’ingresso delle AMD dalle aree esterne al cantiere stesso;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla17"><content><p><quotedText id="mod0-vir521">b) le operazioni di rimozione della copertura vegetale e del suolo devono essere limitate allo stretto necessario e devono durare il minor tempo possibile in relazione alle necessità di svolgimento dei lavori.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art44-cla18"><content><p><quotedText id="mod0-vir522">9. All’interno del cantiere, con esclusione dei cantieri e delle aree operative di cui ai commi 4 e 5, deve essere organizzato un sistema di raccolta e convogliamento delle acque meteoriche dilavanti, con separazione delle AMPP e loro trattamento, provvedendo, per quanto possibile, ad avviare le acque raccolte e trattate al riuso.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art45"><num>Art. 45</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art41" id="134">articolo 41 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art45-cla1"><num>1.</num><content><p>La rubrica dell’articolo 41 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art45-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir523">“Indicazioni per il recapito delle AMPP di cui all’articolo 8, commi 3 e 4 della legge regionale”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art45-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir524">2. Al comma 1 dell’articolo 41 del d.p.g.r. 46/R/2008 le parole “diverse da quelle di cui </quotedText><quotedText id="mod0-vir525">all’articolo 8, comma 8 della legge regionale” sono sostituite con le seguenti: “derivanti dalle attività indicate all’articolo 39, comma 1”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art45-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir526">3. Dopo il comma 1 dell’articolo 41 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente: </quotedText></p></content></clause><clause id="art45-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir527">“2. Nei casi di cui al comma 1, lettere a) e b), in presenza di aree caratterizzate da elevata densità di insediamenti produttivi, è ammessa la raccolta e il trasferimento delle AMPP </quotedText><quotedText id="mod0-vir528">verso un sistema depurativo unico per il loro trattamento centralizzato.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art46"><num>Art. 46</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art42" id="136">articolo 42 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art46-cla1"><num>1.</num><content><p>La rubrica dell’articolo 42 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:</p></content></clause><clause id="art46-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir529">“Indirizzi per la gestione delle AMPP di cui all’articolo 8, commi 8 e 9 della legge regionale”</quotedText> </p></content></clause><clause id="art46-cla3"><num>2.</num><content><p>Il comma 1 dell’articolo 42 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art46-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir530">“ 1. Per le AMPP assimilate alle acque meteoriche dilavanti non contaminate (AMDNC), e scaricate nella pubblica fognatura, il gestore del SII, dopo aver valutato l’ammissibilità di tale scarico in termini di compatibilità con il sistema fognario depurativo, può richiedere all’AIT di prescrivere  al titolare dello scarico il conferimento delle stesse in tempi differenziati rispetto al </quotedText><quotedText id="mod0-vir531">momento della loro formazione per garantire:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art46-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir532">a) l'integrità del sistema fognario e depurativo ricevente;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art46-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir533">b) il rispetto della qualità dello scarico finale ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art46-cla7"><num>2.</num><content><p>Il comma 2 dell’articolo 42 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art46-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir534">“ 2. L’AIT, nel definire le modalità del conferimento differenziato di cui al comma 1, deve tenere conto:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art46-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir535">a) dei vincoli posti nelle aree urbane dagli strumenti urbanistici nonché dell’effettiva disponibilità nello stabilimento degli spazi necessari alla realizzazione delle opere necessarie senza compromissione dell’ attività produttiva;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art46-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir536">b) del miglior rapporto tra costo da sostenere e gli effettivi benefici ambientali conseguibili, in relazione all’impatto delle AMDNC derivanti dallo stabilimento sul sistema fognario e depurativo al quale è allacciato.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art47"><num>Art. 47</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art43" id="138">articolo 43 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art47-cla1"><num>1.</num><content><p>L’articolo 43 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art47-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir537">“Art. 43 - Disposizioni per le attività di cui all'allegato 5, tabella 5</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir538">1. Ai fini dell’autorizzazione allo scarico, i titolari delle attività di cui all’allegato 5, tabella 5 del presente regolamento presentano un piano di gestione delle acque meteoriche comprendente le informazioni di cui al capo 2 dell’allegato 5 medesimo.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir539">2. L‘ente competente al rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 1, valuta il piano di gestione ed individua le modalità gestionali delle AMC necessarie per garantire l’integrità del sistema fognario e depurativo ricevente o la tutela delle acque dei corpi recettori finali, ai fini del raggiungimento o mantenimento degli obiettivi di qualità ambientale o per specifica destinazione dei corpi idrici recettori e, in particolare, può disporre nell’autorizzazione:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir540">a)l’estensione dei trattamenti previsti per le AMPP anche ad ulteriori aliquote di AMC, oltre le AMPP stesse comunque formatisi nello stabilimento;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir541">b)ulteriori e specifici trattamenti per le AMC;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir542">c)il trattamento delle AMPP come rifiuti ai sensi della normativa vigente in </quotedText><quotedText id="mod0-vir543">specifiche e dimostrate situazioni di pericolo per l’ambiente, le risorse idropotabili e la salute.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla8"><content><p><quotedText id="mod0-vir544">3. Nell’ambito dell’autorizzazione di cui al comma 1, l’ente competente stabilisce un termine, non superiore a quattro anni, in relazione alla complessità dell’intervento, per l’esecuzione degli eventuali adeguamenti impiantistici necessari al rispetto delle prescrizioni.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla9"><content><p><quotedText id="mod0-vir545">4. Fino alla scadenza dei termini previsti nelle disposizioni autorizzative di cui al </quotedText><quotedText id="mod0-vir546">comma 3, lo scarico delle acque prosegue nel rispetto delle prescrizioni dell’autorizzazione vigente.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla10"><content><p><quotedText id="mod0-vir547">5. Ai fini della verifica delle condizioni di esclusione di cui all’ articolo 39, comma 1, lettera a), numeri 1) e 2), il titolare dell’ attività presenta istanza all’ente competente allo scarico. Nel caso di esito positivo della verifica, le AMPP derivanti da dette attività sono assimilate alle AMDNC e non </quotedText><quotedText id="mod0-vir548">sono soggette alle disposizioni di cui al presente articolo.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir549">6. Le modalità di trattamento delle AMD di cui al presente articolo, derivanti da stabilimenti sottoposti alla normativa relativa all'autorizzazione ambientale integrata di cui alla parte II del decreto legislativo, sono valutate e disciplinate nell’ ambito delle procedure e degli atti di autorizzazione ambientale integrata che dispone anche in merito agli eventuali adeguamenti impiantistici necessari al rispetto delle previsioni di cui al presente titolo.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art47-cla12"><content><p><quotedText id="mod0-vir550">7. L’ente competente, al rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 1, per le attività che alla data di entrata in vigore del presente regolamento già attuano un trattamento delle AMC, valuta la </quotedText><quotedText id="mod0-vir551">possibilità di confermare la quantità di AMC già individuata ed il sistema di convogliamento e di trattamento esistente, sempreché siano garantite le condizioni di cui al comma 2.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art48"><num>Art. 48</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art45" id="140">articolo 45 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art48-cla1"><num>1.</num><content><p>Il comma 3 dell’articolo 45 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art48-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir552">“3. Per gli scaricatori di piena la classificazione avviene in base alla tipologia di utenza che scarica, nella rete o porzione di rete, a monte della sezione di distacco dello scaricatore come risultante dalle autorizzazioni allo scarico rilasciate dall’AIT o dagli allacci concessi dal gestore del SII.  L’AIT e ARPAT forniscono al gestore del SII le informazioni, in loro possesso, da questo richieste ai fini della classificazione.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art48-cla3"><num>2.</num><content><p>Il comma 4 dell’articolo 45 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente : </p></content></clause><clause id="art48-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir553">“ 4. Il gestore del SII nel compiere la classificazione degli scaricatori di piena si attiene ai seguenti criteri:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art48-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir554">a) la classificazione di una porzione di rete non si riflette sulla classificazione delle porzioni di rete a valle della sezione di distacco dello scaricatore;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art48-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir555">b) ai fini dell’attribuzione della classificazione B2, sono prese in considerazione le sostanze inserite nel ciclo produttivo come materia prima e addotte allo scarico o presenti nello scarico come risultante del ciclo produttivo; per la classificazione non sono considerate le sostanze per le quali è dimostrato, già al momento dello scarico in fognatura, il rispetto dei limiti per lo scarico in acque superficiali.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art49"><num>Art. 49</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art48" id="142">articolo 48 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art49-cla1"><num>1.</num><content><p>Alla lettera a) del comma 2 dell’articolo 48 del d.p.g.r. 46/R/2008 le parole <quotedText id="mod0-vir556">“11, comma 8”</quotedText> sono sostituite con le seguenti: <quotedText id="mod0-vir557">“2, comma 1 bis”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art49-cla2"><num>2.</num><content><p>Alla lettera d) del comma 2 dell'articolo 48 del d.p.g.r. 46/R/2008, dopo le parole <quotedText id="mod0-vir558">“all'effettuazione dei lavaggi”</quotedText> sono inserite le seguenti: <quotedText id="mod0-vir559">“che contengono sostanze di cui allegato 5, tabella 5 della parte III del decreto legislativo, o che comunque compromettono il raggiungimento degli obiettivi di qualità del corpo idrico recettore.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art50"><num>Art. 50</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art49" id="144">articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art50-cla1"><num>1.</num><content><p>Il comma 1 dell’articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art50-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir560">“1. La provincia, nel disciplinare di concessione che autorizza il prelievo delle acque successivamente restituite, stabilisce, sentito il parere dell’AIT per i rilasci di cui agli articoli 50, 51, e 52, le condizioni di restituzione ai sensi dell’articolo 11 della legge regionale e di quanto previsto dal presente titolo e ne trasmette copia all’ARPAT.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art50-cla3"><num>2.</num><content><p>Dopo il comma 1 dell’articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art50-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir561">“1 bis. Il comune stabilisce, per i rilasci di cui all’articolo 52 bis, le condizioni di restituzione in conformità a quanto previsto dai commi 2, 3, 4, 5, e 6, nonché dall'articolo 11 bis della legge regionale.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art50-cla5"><num>3.</num><content><p>Al comma 3 dell’articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008 le parole <quotedText id="mod0-vir562">“La provincia“</quotedText> sono sostituite dalle parole <quotedText id="mod0-vir563">“ L’ ente competente”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art50-cla6"><num>4.</num><content><p>Il comma 4 dell’articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente: </p></content></clause><clause id="art50-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir564">“4. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale o per specifica destinazione, l’acqua restituita non può contenere sostanze o gruppi di sostanze in quantità superiore a quanto stabilito dall’ente competente ai sensi dei commi 1 e 1 bis, sulla base delle disposizioni di cui agli articoli 50, 51, 52 e 52 bis e, comunque, nel rispetto di quanto stabilito al comma 5.”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art50-cla8"><num>5.</num><content><p>Al comma 5 dell’articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008 la parola <quotedText id="mod0-vir565">“presa”</quotedText> è sostituita dalla parola <quotedText id="mod0-vir566">“restituzione”</quotedText> .</p></content></clause><clause id="art50-cla9"><num>6.</num><content><p>Alla lettera c) del comma 6 dell’articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008 le parole <quotedText id="mod0-vir567">“fluenti nel”</quotedText> sono sostituite dalla parola <quotedText id="mod0-vir568">“del”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art50-cla10"><num>7.</num><content><p>La lettera d) del comma 6 dell’articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente: </p></content></clause><clause id="art50-cla11"><content><p><quotedText id="mod0-vir569">“ d) la caratterizzazione ambientale del corpo idrico e, per i corpi idrici fluenti, delle acque a valle del punto di restituzione per una lunghezza, di norma, di almeno un chilometro. Per gli impianti di produzione idroelettrica la caratterizzazione non è necessaria quando la potenza installata sia inferiore a 3 MW;”</quotedText> </p></content></clause><clause id="art50-cla12"><num>8.</num><content><p>Al numero 2 della lettera e) del comma 6 dell’articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008 le parole <quotedText id="mod0-vir570">“ del tratto fluviale interessato” </quotedText>sono sostituite dalle parole: <quotedText id="mod0-vir571">“ della parte del corpo idrico interessata”.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art50-cla13"><num>9.</num><content><p>Al numero 3 della lettera e) del comma 6 dell’articolo 49 del d.p.g.r. 46/R/2008 le parole <quotedText id="mod0-vir572">“sistema fluviale”</quotedText> sono sostituite dalle parole: <quotedText id="mod0-vir573">“corpo idrico.”</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art51"><num>Art. 51</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art50" id="146">articolo 50 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art51-cla1"><num>1.</num><content><p>Al  comma 1 dell’articolo 50 del d.p.g.r. 46/R/2008 le parole <quotedText id="mod0-vir574">“corpi idrici fluenti”</quotedText> sono sostituite con le seguenti: <quotedText id="mod0-vir575">“corsi d’acqua”</quotedText> .</p></content></clause><clause id="art51-cla2"><num>2.</num><content><p>Il comma 4 dell’articolo 50 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art51-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir576">“4. Il rilascio di acque di restituzione dai serbatoi di accumulo delle opere di captazione di acque di sorgente o pozzo del SII, si intendono sempre consentiti trascorsi trenta giorni dalla loro comunicazione all’ARPAT. Gli sfiori per troppo pieno sono sempre ammessi.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art52"><num>Art. 52</num><heading>- Sostituzione dell'<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art52" id="148">articolo 52 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art52-cla1"><num>1.</num><content><p>L’ articolo 52 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente: </p></content></clause><clause id="art52-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir577">“Art. 52 - Condizioni per il rilascio delle acque di restituzione da sondaggi e perforazioni di cui all'articolo 2 comma 1, lettera c), numero 1 della legge regionale </quotedText></p></content></clause><clause id="art52-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir578">1. Le acque sotterranee naturali intercettate durante l’esecuzione delle perforazioni e non miscelate con le acque di cui all'articolo 52 ter o altre acque, sono considerate acque di restituzione e devono essere in via principale ricondotte al reticolo idrico di provenienza, salvo diverso uso assentito in base alla normativa vigente.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art52-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir579">2. Le acque sotterranee derivanti dalle operazioni funzionali alla messa in esercizio dei pozzi, successive alla fase di perforazione, sono da considerare acque di restituzione e sono </quotedText><quotedText id="mod0-vir580">soggette a quanto previsto ai commi 3 e 4.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art52-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir581">3. All’atto della richiesta del permesso di ricerca di cui al r.d. 1775/1933 alla provincia, il richiedente specifica le operazioni funzionali alla messa in esercizio del pozzo che prevede di effettuare e le modalità di gestione delle acque di cui ai commi 1 e 2 e all'articolo 52 ter, al fine di non arrecare danno al corpo idrico ricevente.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art52-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir582">4. La provincia, vista la documentazione di cui al comma 3, provvede a dettare le prescrizioni necessarie al fine della tutela della qualità delle acque del corpo idrico ricevente.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art53"><num>Art. 53</num><heading>- Inserimento dell' <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art52bis" id="150">articolo 52 bis nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art53-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 52 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art53-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir583">“Art. 52 bis - Condizioni per il rilascio delle acque di restituzione da sondaggi e perforazioni di cui all'articolo 2 comma 1, lettera c), numero 2 della legge regionale </quotedText></p></content></clause><clause id="art53-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir584">1. Le acque sotterranee derivanti dalle operazioni funzionali alla messa in esercizio dei pozzi, successive alla fase di perforazione, sono da considerare acque di restituzione e sono soggette a quanto previsto ai commi 2 e 3.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art53-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir585">2. All’atto della richiesta del permesso di ricerca di cui alla </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2004/38/main" id="152"><quotedText id="mod0-vir586">l.r. 38/2004</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir587"> al comune, il richiedente specifica le operazioni funzionali alla messa in esercizio del pozzo che prevede di effettuare e le modalità di gestione delle acque di cui al comma 1 e di cui all'articolo 52 ter.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art53-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir588">3. Il comune, vista la documentazione di cui al comma 2 ed acquisito il parere dell’ARPAT, provvede nel permesso di ricerca a dettare le prescrizioni necessarie al fine della tutela della qualità delle acque del corpo idrico ricevente. Copia del permesso è trasmessa all'ARPAT a cura del comune.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art54"><num>Art. 54</num><heading>- Inserimento dell'<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art52ter" id="153">articolo 52 ter nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art54-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 52 bis del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art54-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir589">“Art. 52 ter - Acque da sondaggi e perforazioni escluse dalla disciplina delle acque di restituzione. </quotedText></p></content></clause><clause id="art54-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir590">1. Ai sensi dell'articolo 2, comma 1 bis, lettera c) della legge regionale, le disposizioni di cui agli articoli 52 e 52 bis non si applicano alle acque utilizzate nei processi di perforazione al fine di permettere l’esecuzione della perforazione stessa o di altre operazioni funzionali alla sua esecuzione, in quanto acque di processo che restano conseguentemente assoggettate alla disciplina degli scarichi delle acque reflue industriali o dei rifiuti in relazione alla modalità di gestione attuata.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art55"><num>Art. 55</num><heading>- Sostituzione dell'<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art53" id="155">articolo 53 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art55-cla1"><num>1.</num><content><p>L’articolo 53 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art55-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir591">“Art. 53 - Criteri tecnici per l’identificazione di corpi idrici superficiali </quotedText></p></content></clause><clause id="art55-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir592">1. Esclusivamente ai fini dell'applicazione del presente regolamento, sono considerati corpi idrici superficiali: </quotedText></p></content></clause><clause id="art55-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir593">a) tutti gli elementi del reticolo idrografico rappresentati sulla carta tecnica regionale, alla scala di maggior dettaglio disponibile in loco, collegati ad un reticolo di flusso idrico che </quotedText><quotedText id="mod0-vir594">adduca ad un corpo idrico chiaramente identificato nella carta tecnica regionale (CTR) consultabile presso gli enti locali o sul sito internet della Regione Toscana;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art55-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir595">b) altri elementi del reticolo idrografico non rappresentati nella CTR, che siano collegati in modo permanente a quelli rappresentati nella stessa. </quotedText></p></content></clause><clause id="art55-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir596">2. Ai fini dell’autorizzazione di nuovi scarichi sono considerati corpi idrici superficiali solo quelli di cui alla lettera a) del comma 1.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art55-cla7"><content><p><quotedText id="mod0-vir597">3. Ai fini dell’autorizzazione di scarichi in essere, se ricompresi tra quelli inclusi nell’accordo di programma di cui all’articolo 26 della legge regionale, sono considerati corpi idrici superficiali quelli di cui alle lettere a) e b) del comma 1.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art56"><num>Art. 56</num><heading>- Inserimento del Capo I bis nel titolo VIII del <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main" id="157">d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art56-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 54 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art56-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir598">“Capo I bis – Norme finali in materia di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue agroalimentari.”</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art57"><num>Art. 57</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art54bis" id="158">articolo 54 bis nel d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art57-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l'articolo 54 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art57-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir599">“Art. 54 bis - Norme finali in materia di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue agroalimentari</quotedText> </p></content></clause><clause id="art57-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir600">1. Per quanto non previsto dai titoli IV e IV bis del presente regolamento valgono le disposizioni di cui al decreto ministeriale 7 aprile 2006 (Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, di cui all’articolo 38 del d.lgs. </quotedText><quotedText id="mod0-vir601">11 maggio 1999, n. 152).</quotedText> </p></content></clause><clause id="art57-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir602">2. Nelle zone vulnerabili da nitrati istituite successivamente all’entrata in vigore del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 17 dicembre 2012, n. 76/R (Modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 settembre 2008, n. 46/R - Regolamento di attuazione </quotedText><ref href="/it/legge/regione.toscana/2006-05-31/20/main" id="160"><quotedText id="mod0-vir603">della legge regionale 31 maggio 2006, n. 20</quotedText></ref><quotedText id="mod0-vir604"> "Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento") le disposizioni del titolo IV bis si applicano trascorsi trecentosessantacinque giorni dalla loro perimetrazione.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art58"><num>Art. 58</num><heading>- Modifiche alla rubrica del capo II del titolo VIII del <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main" id="161">d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art58-cla1"><num>1.</num><content><p>La rubrica del capo II del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituita dalla seguente:  <quotedText id="mod0-vir605">“ Ulteriori norme transitorie”</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art59"><num>Art. 59</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art55" id="162">articolo 55 del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art59-cla1"><num>1.</num><content><p>Il comma 2 dell’articolo 55 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="art59-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir606">“2. Fino alla scadenza del termine previsto dall’articolo 26 comma 2 della legge regionale per la stipula degli accordi e contratti di programma è autorizzata la prosecuzione dello scarico delle acque reflue urbane da parte dei sistemi impiantistici a servizio degli agglomerati di cui all’articolo 26, comma 1 della legge regionale.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art60"><num>Art. 60</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art55bis" id="164">articolo 55 bis del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art60-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’articolo 55 del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art60-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir607">“Art 55 bis - Norma transitoria in materia di classificazione dello stato ambientale delle acque superficiali</quotedText> </p></content></clause><clause id="art60-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir608">1. A far data dal 31 dicembre 2015, per la definizione dello stato di qualità ambientale delle acque superficiali, di cui all'articolo 74, comma 2, lettera p) del decreto legislativo, deve prendersi a riferimento la classificazione definita dalla Regione sulla base del monitoraggio </quotedText><quotedText id="mod0-vir609">effettuato da ARPAT ai sensi delle disposizioni regionali di attuazione degli allegati 1 e 3 al decreto legislativo.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art60-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir610">2. Fino alla data di cui al comma 1, per la definizione dello stato di qualità ambientale delle acque superficiali si prende a riferimento la classificazione contenuta nel piano di gestione di cui all'articolo 117 del decreto legislativo.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art61"><num>Art. 61</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art55ter" id="166">articolo 55 ter del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art61-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’ articolo 55 bis del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art61-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir611">“ Art 55 ter - Norma transitoria per la gestione delle acque meteoriche nei cantieri</quotedText> </p></content></clause><clause id="art61-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir612">1. Fermi restando gli esiti della VIA, le disposizioni di esclusione dall’attività di cantiere di cui all’articolo 40 ter, commi 4 e 5, si applicano ai progetti e alle loro varianti in corso d’opera, già approvati o in corso di realizzazione all’entrata in vigore del d.p.g.r. 76/R/2012, previa  specifica  richiesta inoltrata dal soggetto proponente del progetto o della variante, o, nel caso di lavori già in corso, dall’esecutore degli stessi.</quotedText> </p></content></clause><clause id="art61-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir613">2. La richiesta di cui al comma 1 è presentata, entro e non oltre sessanta giorni dall’entrata in </quotedText><quotedText id="mod0-vir614">vigore del d.p.g.r. 76/R/2012 all’ente competente che si esprime nei successivi sessanta giorni.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art62"><num>Art. 62</num><heading>- Inserimento dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main#art55quater" id="168">articolo 55 quater del d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art62-cla1"><num>1.</num><content><p>Dopo l’ articolo 55 ter del d.p.g.r. 46/R/2008 è inserito il seguente:</p></content></clause><clause id="art62-cla2"><content><p><quotedText id="mod0-vir615">“ Art. 55 quater - Norma transitoria per la gestione delle acque meteoriche delle miniere coltivate in superficie</quotedText> </p></content></clause><clause id="art62-cla3"><content><p><quotedText id="mod0-vir616">1. I titolari degli stabilimenti esistenti di cui all’articolo 40 bis presentano la richiesta di autorizzazione allo scarico ed il contestuale piano di gestione delle AMD, ai sensi del medesimo </quotedText><quotedText id="mod0-vir617">articolo con le seguenti modalità:</quotedText> </p></content></clause><clause id="art62-cla4"><content><p><quotedText id="mod0-vir618">a) contestualmente alla prima richiesta di rinnovo delle autorizzazioni allo scarico di altre acque reflue derivanti dal medesimo stabilimento;</quotedText> </p></content></clause><clause id="art62-cla5"><content><p><quotedText id="mod0-vir619">b) ove non esistano autorizzazioni allo scarico di altre acque reflue derivanti dal medesimo stabilimento, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del d.p.g.r. 76/R/2012. </quotedText></p></content></clause><clause id="art62-cla6"><content><p><quotedText id="mod0-vir620">2. Si ritengono autorizzati, fino al rinnovo di cui al comma 1, lettera a), gli scarichi di AMD esplicitamente disciplinati nelle autorizzazioni esistenti allo scarico di altre acque derivanti dal medesimo stabilimento.”.</quotedText> </p></content></clause></article><article id="art63"><num>Art. 63</num><heading>- Sostituzione degli allegati 1, 2, 3, 4 e 5 al <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2008-09-08/46/R/main" id="170">d.p.g.r. 46/R/2008</ref></heading><clause id="art63-cla1"><num>1.</num><content><p>L’allegato 1 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dall’allegato 1 al presente regolamento.</p></content></clause><clause id="art63-cla2"><num>2.</num><content><p>L’allegato 2 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dall’allegato 2 al presente regolamento.</p></content></clause><clause id="art63-cla3"><num>3.</num><content><p>L’allegato 3 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dall’allegato 3 al presente regolamento.</p></content></clause><clause id="art63-cla4"><num>4.</num><content><p>L’allegato 4 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dall’allegato 4 al presente regolamento.</p></content></clause><clause id="art63-cla5"><num>5.</num><content><p>L’allegato 5 del d.p.g.r. 46/R/2008 è sostituito dall’allegato 5 al presente regolamento.</p></content></clause></article></chapter><chapter id="chp2"><num>CAPO II</num><heading>- Disposizioni transitorie e finali</heading><article id="art64"><num>Art. 64</num><heading>- Abrogazioni</heading><clause id="art64-cla1"><num>1.</num><content><p>Il regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 13 luglio 2006, n. 32/R (Regolamento recante definizione del programma d’azione obbligatorio per le zone vulnerabili di cui all’<ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2006-04-03/152/main#art92-com6" id="171">articolo 92, comma 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152</ref> “Norme in materia ambientale” in attuazione della direttiva del Consiglio 91/676/CEE del 12 dicembre 1991) è abrogato.</p></content></clause></article><article id="art65"><num>Art. 65</num><heading>- Entrata in vigore</heading><clause id="art65-cla1"><num>1.</num><content><p>Il presente regolamento, dichiarato urgente, entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione Toscana (BURT).</p></content></clause></article></chapter></body><conclusions xmlns="" period="20121221"><p>Firenze
                  </p></conclusions></akomaNtoso>
