<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?>
<akomaNtoso xmlns="http://www.akomantoso.org/2.0"><act xmlns="" contains="singleVersion" name="legge"/><meta xmlns=""><publication date="2010-01-4" name="Bollettino Ufficiale" showAs="BUR" number="1"/><identification source="#somebody"><FRBRWork><FRBRthis value="/it/legge/2009-12-30/88/R/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2009-12-30/88/R"/><FRBRdate date="2009-12-30" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRcountry value="it"/></FRBRWork><FRBRExpression><FRBRthis value="/it/legge/2009-12-30/88/R/ita@/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2009-12-30/88/R/ita@"/><FRBRdate date="2009-12-30" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRlanguage value="ita"/></FRBRExpression><FRBRManifestation><FRBRthis value="/it/legge/2009-12-30/88/R/ita@/main.xml"/><FRBRuri value="/it/legge/2009-12-30/88/R/ita@/main.akn"/><FRBRdate date="2009-12-30" name="XMLConversation"/><FRBRauthor href="#regione"/></FRBRManifestation></identification><lifecycle source="#somebody"><eventRef date="2010-01-19" id="v1" source="#ro1" type="generation"/></lifecycle><references source="#somebody"><original id="ro1" href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2009-12-30/88/R/ita@/main" showAs="Original"/><activeRef id="rp1" href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R" showAs="Other act"/><passiveRef id="rp1" href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2010-03-16/30/R" showAs="Other act"/><somebody id="somebody" href="/ontology/persons/ita/editors/somebody" showAs="somebody"/><regione id="regione" href="/ontology/organization/it/tuscan.region"/></references><notes source="#somebody"><note id="not1" class="NOTA_NDR"><p> lettera così sostituita con <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2010-03-16/30/R/main" id="1">d.p.g.r. 16 marzo 2010, n. 30/R</ref>, art. 3.</p></note></notes><classifications source="eurovoc"><keyword value="Lavoro e interventi per l’occupazione" showAs="Lavoro e interventi per l’occupazione" dictionary="Toscana" id="170.110"/><keyword value="Istruzione e diritto allo studio" showAs="Istruzione e diritto allo studio" dictionary="Toscana" id="190.110"/><keyword value="Formazione e orientamento professionale" showAs="Formazione e orientamento professionale" dictionary="Toscana" id="190.140"/></classifications></meta><preface xmlns=""><block name="preface"><docType>Regolamento</docType><docDate date="2009-12-30">30 dicembre 2009</docDate><docNumber>88/R</docNumber><docTitle>Modifiche al regolamento emanato con <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main" id="2">decreto del Presidente della Giunta regionale 8 agosto 2003, n. 47/R</ref> (Regolamento di esecuzione della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main" id="3">legge regionale 26 luglio 2002, n. 32</ref>) in materia di servizi educativi per la prima infanzia e di educazione non formale dell’infanzia, degli adolescenti, dei giovani e degli adulti.</docTitle><docCommittee>REGIONE TOSCANA</docCommittee></block></preface><preamble xmlns="" id="pre"><p>Il PRESIDENTE DELLA GIUNTA</p><p>EMANA</p><p>il seguente regolamento</p><p>PREAMBOLO</p><p>Visto l’articolo 117, comma sesto, della Costituzione;</p><p>Visto l’articolo 42 dello Statuto;</p><p>Vista la <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main" id="4">legge regionale 26 luglio 2002 n. 32</ref> (Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) ed in particolare gli articoli 3, 4, 5 e 32;</p><p>Visto il regolamento emanato con <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main" id="5">decreto del Presidente della Giunta regionale 8 agosto 2003 n. 47/R</ref> (Regolamento di esecuzione della  legge regionale 26 luglio 2002 n. 32);</p><p>Visto il parere del Comitato tecnico di direzione espresso nella seduta del 5 novembre 2009;</p><p>Visto il parere della direzione generale della Presidenza; </p><p>Vista la deliberazione della Giunta Regionale del 16 novembre 2009, n. 1031;</p><p>Visto il parere della commissione consiliare competente espresso nella seduta del 16 dicembre 2009;</p><p>Visto il parere del Consiglio delle autonomie locali espresso nella seduta del 14 dicembre 2009;</p><p>Visto l’ulteriore parere della direzione generale della Presidenza;</p><p>Vista la deliberazione della Giunta regionale del 28 dicembre 2009, n. 1288;</p><p>Considerato quanto segue</p><p>1. è necessario dare attuazione all’articolo 4 della <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main" id="6">l.r. 32/2002</ref> esplicitando e disciplinando la tipologia del nido aziendale quale servizio educativo localizzato nel luogo di lavoro o nelle immediate vicinanze, promosso da uno o più enti o aziende pubbliche o private per accogliere, anche in via non esclusiva, i figli dei lavoratori dipendenti. Per questa tipologia di servizio educativo per l’infanzia è necessario individuare le caratteristiche strutturali e qualitative;</p><p>2. dall’esperienza maturata dall’applicazione della normativa in materia è inoltre emersa la necessità di introdurre norme di semplificazione relativamente all’autorizzazione e all’accreditamento, per i quali sono individuati i termini, trenta giorni o sessanta a seconda della complessità delle operazioni di verifica da effettuare da parte del soggetto competente, per la conclusione dei relativi procedimenti al fine di attuare i principi di parità di trattamento e trasparenza, previsti dalla normativa vigente, su tutto il territorio regionale; </p><p>3. occorre accentuare e rafforzare le disposizioni in materia di sicurezza dei bambini e di qualità e flessibilità dei servizi, con particolare riferimento agli aspetti organizzativi e alla progettazione pedagogica che devono tener conto delle  esigenze legate allo sviluppo e al benessere dei bambini;</p><p>4. è opportuno individuare i servizi che non sono ricompresi nella classificazione dei servizi educativi, i cosiddetti baby parking, che assicurano un servizio di custodia e si trovano allocati per lo più presso i centri commerciali e comunque sono attrezzati per consentire  l’accoglienza e la permanenza temporanea dei bambini. Per tali servizi è rimandata ai comuni la disciplina che deve assicurare la tutela della sicurezza, l’igiene e la salute dei bambini;</p><p>5. nell’ottica di sviluppare un sistema integrato di servizi, si provvede a rafforzare per i comuni le funzioni di gestione, di  regolazione del sistema di rete, mediante il sistema di autorizzazione e di accreditamento,  ed il monitoraggio della qualità e del sistema informativo; </p><p>6. con riferimento al sistema di educazione non formale dell’infanzia, dell’adolescenza, dei giovani e degli adulti si introducono norme più stringenti per i comuni in ordine alla trasmissione al sistema informativo regionale delle informazioni che vengono utilizzate dalla Regione ai fini della valutazione e programmazione degli interventi.</p><p>Si approva il presente regolamento</p></preamble><body xmlns=""><article id="art1"><num>Art. 1</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art8" id="7">articolo 8 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1.</num><content><p> L’articolo 8 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 agosto 2003 n. 47/R/2003 ( Regolamento di esecuzione della legge regionale 26 luglio 2002 n. 32) è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir1">Art. 8 -  Classificazione dei servizi</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir2">1. I servizi educativi per la prima infanzia, di cui all’articolo 4 della l. r. 32/2002, sono classificati in:</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir3">a) nido di infanzia; </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir4">b) servizi integrativi, articolati nel modo seguente:</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir5">1) centro dei bambini e dei genitori;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir6">2) centro gioco educativo;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir7">3) nido domiciliare;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir8">c) nido aziendale.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir9">2. Non sono ricompresi nella classificazione dei servizi educativi per la prima infanzia, di cui al comma 1, i servizi di custodia, comunque denominati, ubicati in locali o spazi situati all’interno di strutture che hanno finalità di tipo commerciale ed attrezzati per consentire ai bambini attività di gioco con carattere di temporaneità e occasionalità. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir10">3. La disciplina relativa ai servizi di cui al comma 2 è stabilita dal comune territorialmente competente e deve assicurare il rispetto delle norme vigenti relative alla sicurezza e alla salute dei bambini.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art2"><num>Art. 2</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art9" id="9">articolo 9 del d.p.g.r. 47/R/ 2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>L’articolo 9 del d.p.g.r. 47/R/2003 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir11">Art. 9 - Caratteristiche e destinazioni degli edifici</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir12">1. I servizi educativi per la prima infanzia sono collocati in edifici a ciò destinati e nei quali la parte interna della struttura è separata da quella esterna.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir13">2. Nel caso in cui l'edificio non sia esclusivamente destinato a servizio educativo per la prima infanzia, al servizio educativo stesso è assicurata autonomia funzionale con una distinta via di accesso. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir14">3. I comuni individuano, in relazione alle caratteristiche dell'edificio, i casi in cui talune funzioni di quest'ultimo possono essere condivise dal servizio educativo per la prima infanzia e dagli altri servizi che utilizzano il medesimo edificio.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir15">4. I soggetti titolari e gestori dei servizi educativi per la prima infanzia sono tenuti al rispetto della normativa vigente in materia di igiene e sanità pubblica. Assicurano inoltre che gli spazi interni ed esterni, le strutture, e gli impianti siano conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza e di abbattimento delle barriere architettoniche in modo da tutelare e promuovere la sicurezza, la salute e il benessere dei bambini e del personale addetto.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir16">5. Gli arredi e i giochi devono essere conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza, e rispondenti per numero e caratteristiche all'età dei bambini e alle esigenze connesse con lo svolgimento delle specifiche attività previste dal piano educativo. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir17">6. Le aree con destinazione a parcheggi e a viabilità carrabili devono essere tenute separate dall'area di pertinenza dei bambini.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir18">7. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo non si applicano ai nidi domiciliari e ai nidi aziendali.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art3"><num>Art. 3</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art9" id="11">articolo 10 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1.</num><content><p> L’articolo 10 del d.p.g.r. 47/R/2003 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir19">Art 10 - Caratteristiche generali di qualità dei servizi</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir20">1. Il funzionamento dei servizi educativi per la prima infanzia è assicurato dagli educatori e dagli operatori ausiliari operanti presso ciascun servizio.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir21">2. I servizi educativi per la prima infanzia sono realizzati e gestiti sulla base di un progetto educativo. I soggetti gestori promuovono incontri periodici con gli educatori per aggiornare e verificare il progetto educativo.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir22">3. E' assicurata la partecipazione delle famiglie alle scelte educative, da realizzarsi mediante la previsione di incontri periodici per la presentazione del progetto educativo e della programmazione educativa alle famiglie utenti, nonché mediante la periodica verifica e valutazione delle attività e della qualità del servizio. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir23">4. I comuni, singolarmente o in forma associata, assicurano il coordinamento pedagogico della rete dei servizi educativi comunali per la prima infanzia, verificano il progetto educativo e organizzativo dei servizi educativi pubblici e privati presenti sul proprio territorio, il loro reciproco raccordo e il loro inserimento nella rete delle opportunità educative offerte ai bambini e alle famiglie, secondo principi di coerenza e continuità degli interventi e di omogeneità ed efficienza organizzativa e gestionale. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir24">5. I servizi educativi per la prima infanzia garantiscono il diritto all'inserimento e all'integrazione dei bambini diversamente abili, prevedendo un eventuale sostegno individualizzato, sulla base di uno specifico progetto educativo, elaborato in collaborazione con le aziende sanitarie locali territorialmente competenti e con i servizi sociali dei comuni.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir25">6. I comuni definiscono i criteri per favorire l'accesso ai servizi educativi dei bambini che si trovano in un nucleo familiare in condizione di disagio sociale o economico.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art4"><num>Art. 4</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art11" id="13">articolo 11 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Dopo la lettera  k) del comma 1 dell’articolo 11 del d.p.g.r.. 47/R/2003, è aggiunta la seguente lettera: </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir26">k bis) titoli equipollenti, equiparati, o riconosciuti ai sensi di legge.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art5"><num>Art. 5</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art15" id="15">articolo 15 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Il comma 5 dell’articolo 15 del d.p.g.r. 47/R/2003, è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir27">5. Il nido d’infanzia possiede una dimensione non inferiore a 6 metri quadrati moltiplicati per il numero di bambini, calcolati ai sensi del comma 2.</quotedText>”.</p></content></clause><clause id="cla"><num>2. </num><content><p>Il comma 7 dell’articolo 15 del d.p.g.r. 47/R/2003, è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir28">7. Le aree indicate al comma 6 possono essere multifunzionali. In tal caso devono essere previste zone separate per il pranzo e per il riposo.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art6"><num>Art. 6</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art16" id="17">articolo 16 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Dopo la lettera b) del comma 3 dell’articolo 16 del d.p.g.r. 47/R/2003, è inserita la seguente: </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir29">b bis) frequenza lunga antimeridiana e pomeridiana comprensiva del pasto</quotedText>.”.</p></content></clause><clause id="cla"><num>2. </num><content><p>Il comma 5 dell’articolo 16 del d.p.g.r. 47/R/2003, è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir30">5. Nel nido d’infanzia in cui risultino iscritti solamente bambini di età superiore a dodici mesi, la proporzione non è  inferiore a un educatore ogni nove bambini, calcolati ai sensi dell’articolo 15, comma 2.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art7"><num>Art. 7</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art21" id="19">articolo 21 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1.</num><content><p> L’articolo 21 del d.p.g.r. 47/R/2003 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir31">Art. 21 - Caratteristiche funzionali generali</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir32">1. Il centro gioco educativo è servizio a carattere educativo e ludico, rivolto a bambini in età compresa fra diciotto mesi e tre anni, con turni organizzati secondo criteri di massima flessibilità.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir33">2. Il centro prevede fruizioni temporanee o saltuarie nella giornata o nella settimana, anche senza la presenza dei genitori.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir34">3. Nel centro non si effettua il riposo pomeridiano.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art8"><num>Art. 8</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art22" id="21">articolo 22 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Dopo la lettera b)  del  comma 2 dell’articolo 22 del d.p.g.r. 47/R/2003, è aggiunta la seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir35">b bis) pranzo.”</quotedText>.</p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> Dopo il comma 2 dell’articolo 22 del d.p.g.r. 47/R/2003, è aggiunto il seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir36">2 bis. Le aree indicate al comma 2, lettere a) e b bis) possono essere multifunzionali. In tal caso il centro deve essere dotato di un locale dedicato al mantenimento,  riscaldamento, conservazione e  porzionamento degli alimenti.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art9"><num>Art. 9</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art23" id="23">articolo 23 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Il comma 3 dell’articolo 23 del d.p.g.r. 47/R/2003, è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir37">3. Gli spazi considerati ai fini del calcolo della proporzione fra spazio e bambino di cui al comma 2  sono quelli destinati alle attività di gioco e pranzo.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art10"><num>Art. 10</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art24" id="25">articolo 24 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Dopo il comma 2 dell’articolo 24 del d.p.g.r. 47/R/2003, è aggiunto il seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir38">2 bis. La permanenza giornaliera del bambino nel centro gioco educativo non è inferiore a tre ore.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art11"><num>Art. 11</num><heading>- Sostituzione della Sezione V del Capo I del Titolo III del <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main" id="27">d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>La Sezione V del Capo I del Titolo III del d.p.g.r. 47/R/2003è sostituita dalla seguente: </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir39">Sezione V</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir40">Nido domiciliare </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir41">Art. 25</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir42">Caratteristiche generali </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir43">1. Il comune territorialmente competente autorizza, su richiesta del soggetto ospitante, il nido presso l’abitazione della famiglia o presso altra abitazione ubicata nello stesso immobile e il nido presso l'abitazione dell'educatore o presso altra abitazione di cui l’educatore ha la disponibilità. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir44">2. Il nido domiciliare si realizza in locali di civile abitazione organizzati, durante l’orario del servizio, in modo funzionalmente autonomo e distinto dal resto dell’abitazione.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir45">3. Il servizio può essere attivato solo con la presenza  di un numero di cinque bambini in età compresa fra tre mesi e tre anni ed ha le caratteristiche di stabilità e continuatività.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir46">4. Lo spazio minimo disponibile per i bambini, escluse le zone di servizio, non può essere inferiore a venti metri quadrati. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir47">5. I comuni, singolarmente o in forma associata, verificano la conformità del servizio ai requisiti di cui ai commi 3 e 4, nonché ad ulteriori requisiti o condizioni eventualmente stabiliti dai comuni stessi, e istituiscono, aggiornano e pubblicizzano gli elenchi degli educatori idonei a svolgere il servizio dei nidi domiciliari.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir48">Art. 26</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir49">Titoli per l’esercizio della funzione di educatore del nido domiciliare </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir50">1. Il nido domiciliare è svolto da educatori in possesso dei requisiti indicati agli articoli 11 e 12.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir51">2. I comuni che promuovono il servizio di nido domiciliare  organizzano corsi di aggiornamento professionale rivolti agli educatori, al fine di assicurare la qualità del servizio stesso</quotedText>.”.</p></content></clause></article><article id="art12"><num>Art. 12</num><heading>- Inserimento della Sezione V bis del Capo I del Titolo III del <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main" id="29">d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Dopo la Sezione V del Capo I del Titolo III del d.p.g.r. 47/R/2003 è inserita la seguente Sezione: </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir52">Sezione V bis </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir53">Nido aziendale</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir54">Art. 26 bis</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir55">Standard di base e ricettività</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir56">1. Il nido aziendale, di cui all’articolo 4 della l.r. 32/2002, è un servizio educativo per la prima infanzia, collocato nei luoghi di lavoro, pubblici o privati, rivolto a bambini in età compresa fra tre mesi e tre anni. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir57">2. Lo spazio del nido aziendale è organizzato in modo funzionalmente autonomo dal resto della struttura in cui è collocato. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir58">3. La ricettività minima e massima del nido aziendale è compresa tra 19 e 50 bambini </quotedText><quotedText id="mod0-vir59">frequentanti. Nei comuni sotto i diecimila abitanti la ricettività minima del nido aziendale è ridotta a dieci bambini frequentanti.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir60">4. Il nido aziendale può essere costituito:</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir61">a) in locali interni ad aziende pubbliche e private;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir62">b) presso strutture direttamente pertinenziali o nelle immediate vicinanze alle aziende stesse.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir63">5. I nidi aziendali possono essere realizzati:</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir64">a)  all’interno di locali o strutture già esistenti;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir65">b) all’interno di locali o strutture di nuova costruzione.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir66">6. Il nido aziendale collocato all’interno di locali o strutture esistenti, è tenuto al rispetto delle disposizioni previste all’articolo 26 ter. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir67">7. Il nido aziendale collocato all’interno di locali o strutture di nuova costruzione, è tenuto al rispetto delle disposizioni previste dagli articoli 14, 15 e 16. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir68">8. I nidi aziendali pubblici e privati garantiscono una riserva di posti, pari ad almeno il dieci per cento e comunque non superiore al quarantacinque per cento della ricettività, per gli utenti residenti del comune in cui è realizzato. La riserva di posti non sussiste qualora non vi siano richieste da parte degli utenti del comune.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir69">9. Il bambino iscritto ha diritto alla frequenza indipendentemente dall'eventuale cessazione del rapporto di lavoro del genitore, fino al passaggio alla scuola dell'infanzia. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir70">10. Gli educatori devono essere in possesso dei requisiti indicati agli articoli 11 e 12. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir71">Art. 26 ter </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir72">Nidi aziendali collocati all’interno di locali o strutture esistenti </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir73">1. Ai nidi aziendali collocati all’interno di locali o strutture esistenti per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni di cui agli articoli 14, 15 e 16.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir74">2. Lo spazio minimo disponibile per i bambini all’interno del nido aziendale, non è inferiore a 4 metri quadrati moltiplicati per il numero di bambini, calcolati ai sensi dell’articolo 15 comma 2.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir75">3. Gli spazi considerati ai fini del calcolo della proporzione fra spazio e bambino di cui al comma 2 sono quelli destinati alle attività di gioco e al riposo.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir76">4. Se nell’area riservata ai servizi igienici non è presente la zona dedicata al cambio e alla pulizia dei bambini, la dimensione complessiva dei servizi igienici non è inferiore a 15 metri quadri.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir77">5. Gli spazi di cui all’articolo 14 comma 5, possono essere situati in locali che, ancorché non direttamente collegati agli spazi per i bambini, garantiscono comunque la funzionalità dell'attività.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir78">6. In ogni nido aziendale deve essere presente un'area esterna a suo uso esclusivo, anche ricavabile in aree di verde pubblico non direttamente pertinenziali alla struttura, di superficie non inferiore agli spazi destinati al gioco e al riposo.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir79">7. L’area esterna, di cui al comma 6, deve risultare accessibile, controllabile e attrezzata per la permanenza e il gioco dei bambini. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir80">8. Nel caso in cui il servizio sia impossibilitato a disporre dell’area esterna di cui al comma 6, per la presenza di rischi per la salute e la sicurezza dei bambini, il comune rilascia l’autorizzazione soltanto dopo aver accertato tale impossibilità.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art13"><num>Art. 13</num><heading>- Sostituzione del Capo II del Titolo III del <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main" id="31">d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Il Capo II  del Titolo III del d.p.g.r. 47/R/2003 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir81">Capo II</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir82">Regime di autorizzazione e di accreditamento</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir83">Sezione I</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir84">Autorizzazione al funzionamento</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir85">Art. 27</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir86">Requisiti per l’autorizzazione al funzionamento</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir87">1. I servizi educativi per la prima infanzia devono possedere i requisiti tecnico-strutturali e di qualità previsti al capo I del presente titolo.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir88">2. Tutte le tipologie di servizi educativi per la prima infanzia a titolarità di soggetti privati e pubblici diversi dai comuni sono soggette all'autorizzazione al funzionamento indipendentemente dalla loro denominazione e ubicazione. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir89">Art. 28 </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir90">Procedimento di autorizzazione</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir91">1. L’autorizzazione al funzionamento dei servizi educativi per la prima infanzia è rilasciata dal comune, nel cui territorio è ubicato il servizio interessato, entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda presentata da soggetti pubblici e privati. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir92">2. Decorso inutilmente il termine di cui al comma 1 la richiesta di autorizzazione si intende accolta.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir93">3. Il comune territorialmente competente, ai fini del rilascio dell’autorizzazione, verifica:</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir94">a) il progetto educativo;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir95">b) i requisiti tecnico-strutturali e di qualità previsti dal capo I del presente titolo; </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir96">c) l'applicazione al personale dipendente dei contratti collettivi nazionali di settore vigenti, secondo  il profilo professionale di riferimento;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir97">d) il possesso della certificazione di conformità degli impianti alle norme di legge;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir98">e) i requisiti soggettivi dell’educatore.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir99">4. L’autorizzazione è sottoposta a revoca o decadenza oltre che per i casi disciplinati dai comuni, qualora:</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir100">a) sia accertato il venir meno dei requisiti per il rilascio dell’autorizzazione;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir101">b) il soggetto gestore non provveda a fornire annualmente i dati per il sistema informativo regionale, di cui all’articolo 29;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir102">c) il soggetto gestore non consenta al comune le ispezioni o il monitoraggio dei servizi.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir103">5. I soggetti autorizzati sono tenuti a comunicare al comune tutte le variazioni che intervengono rispetto alla titolarità dell’attività, nonché quelle relative alla struttura ovvero tutte le modifiche che riguardano i requisiti dichiarati in sede di autorizzazione.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir104">6.  I soggetti autorizzati inviano, con periodicità triennale, al comune che ha rilasciato l’autorizzazione una dichiarazione sostitutiva attestante la permanenza dei requisiti posseduti al momento del rilascio comprese le eventuali variazioni intervenute e già comunicate al comune.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir105">Art.  29</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir106">Obblighi informativi dei soggetti gestori dei servizi educativi per la prima infanzia </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir107">1. I soggetti gestori di servizi educativi pubblici e privati autorizzati sono tenuti a trasmettere, al </quotedText><quotedText id="mod0-vir108">comune territorialmente competente, entro il 15 gennaio di ogni anno, i dati previsti dalla Giunta Regionale relativi ai servizi educativi autorizzati, riferiti all’anno educativo in corso aggiornati al 31 dicembre.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir109">2. I comuni inseriscono nel flusso informativo con il  sistema informativo regionale tutti i dati  riferiti ai servizi educativi per l’infanzia nell’ambito del territorio di competenza entro la data del 28 febbraio di ogni anno e, in caso di modifiche, provvedono tempestivamente ad aggiornare i dati stessi; il sistema assicura la ricomposizione informativa di cui all’articolo 18 della legge regionale 5 ottobre 2009, n. 54 (Istituzione del sistema informativo e del sistema statistico regionale. Misure per il coordinamento delle infrastrutture e dei servizi per lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza).</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir110">3. Nel caso in cui il comune territorialmente competente accerti il mancato adempimento degli obblighi previsti al comma 1, assegna un termine per provvedere alla trasmissione dei dati, decorso il quale, procede alla revoca dell’autorizzazione. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir111">4. Il mancato adempimento dell’obbligo previsto al comma 2  comporta per il comune gestore dei servizi educativi per l’infanzia la sospensione  dai finanziamenti regionali, di qualsiasi natura, nel settore dei servizi educativi per la prima infanzia, fino al 31 dicembre dell’anno in corso. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir112">Sezione II </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir113">Accreditamento</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir114">Art. 30</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir115">Requisiti  per  l'accreditamento </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir116">1. I servizi educativi per l’infanzia per i quali è richiesto l’accreditamento possiedono i requisiti richiesti per l’autorizzazione al funzionamento.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir117">2. I soggetti richiedenti l’accreditamento assicurano altresì:</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir118">a) la conformità ai requisiti di qualità definiti dai comuni per la rete dei servizi educativi comunali per la prima infanzia;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir119">b) la periodica attività di formazione e aggiornamento professionale degli educatori operanti all’interno dei servizi, sia in forma autonoma che attraverso la partecipazione a progetti di aggiornamento e qualificazione gestiti, promossi o individuati dai comuni; </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir120">c) l’utilizzo di strumenti per la valutazione della qualità delle prestazioni; </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir121">d) l’ammissione al servizio di bambini disabili o in condizioni di svantaggio sociale o economico; </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir122">e) l’esistenza di posti riservati per le emergenze.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir123">3. I servizi educativi per la prima infanzia gestiti dai comuni sono in possesso dei requisiti richiesti dal presente articolo.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir124">4. I comuni territorialmente competenti assicurano un’idonea pubblicità delle attività e delle informazioni relative ai servizi accreditati.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir125">5. I nidi domiciliari, di cui agli articoli 25 e 26, non sono soggetti all’accreditamento.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir126">6. L’accreditamento è requisito necessario per l’accesso ai contributi erogati dalla Regione Toscana.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir127">Art. 31</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir128">Disciplina dell’accreditamento </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir129">1. L’accreditamento dei servizi educativi per la prima infanzia è rilasciato dal comune,  nel cui territorio è ubicato il servizio interessato, entro trenta giorni dal ricevimento della domanda presentata da soggetti  autorizzati.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir130">2. Per i servizi di nuova realizzazione, che richiedono l’autorizzazione al funzionamento contestualmente all’accreditamento, il termine indicato al comma 1 è di sessanta giorni dal ricevimento della domanda.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir131">3. Decorso inutilmente il termine di cui ai commi 1 e 2 la richiesta di accreditamento si intende accolta.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir132">4. L’accreditamento è sottoposto a revoca  qualora il soggetto accreditato non rispetti i requisiti previsti dall’articolo 30 comma 2.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir133">5.  I soggetti accreditati inviano, con periodicità triennale, al comune che ha rilasciato l’accreditamento una dichiarazione sostitutiva attestante la permanenza dei requisiti posseduti al momento del rilascio comprese le eventuali variazioni intervenute e già comunicate al comune.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir134">6. I comuni possono stipulare convenzioni solo con i servizi pubblici e privati accreditati presenti nel proprio territorio, che ne fanno richiesta.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir135">7. I comuni, tenuto conto delle disposizioni previste nel presente regolamento, disciplinano: </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir136">a) i rapporti convenzionali con i soggetti gestori dei servizi accreditati; </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir137">b) i rapporti dei servizi accreditati con le strutture educative comunali; </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir138">c) le modalità di accesso ai servizi; </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir139">d) il sistema tariffario; </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir140">e) le modalità di controllo e accertamento della eventuale perdita dei requisiti ai fini della pronuncia di decadenza, nonché di revoca per violazione degli obblighi convenzionali.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir141">Sezione III</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir142">Funzioni di vigilanza e controllo</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir143">Art. 32</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir144">Vigilanza e controllo dei comuni</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir145">1. Il comune vigila con periodiche ispezioni sui servizi educativi per l’infanzia per accertare la permanenza dei requisiti dell’autorizzazione e dell’accreditamento. Nel caso in cui accerti il venir meno di uno o più requisiti per l’autorizzazione o per l’accreditamento, assegna al soggetto gestore un termine per l’adeguamento. Decorso inutilmente il termine assegnato il comune procede alla revoca dell’autorizzazione e dell’accreditamento. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir146">2. Il Comune  dispone ispezioni annuali nei servizi autorizzati e accreditati e disciplina forme e modalità di ispezioni occasionali al fine di verificare il benessere dei bambini, l’attuazione del progetto educativo e la soddisfazione del servizio.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir147">3. Il comune, avvalendosi del flusso informativo con il sistema informativo regionale, informa la Regione Toscana dei provvedimenti di revoca dell’accreditamento adottati che comportano la decadenza dei benefici economici eventualmente concessi.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir148">4. Qualora il comune accerti la presenza di un servizio educativo per la prima infanzia privo dell’autorizzazione al funzionamento, dispone la cessazione del servizio.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir149">Sezione IV</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir150">Finanziamenti regionali in conto capitale per gli edifici adibiti a servizi educativi per la prima infanzia</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir151">Art. 33</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir152">Destinazione degli edifici adibiti a servizio educativo per la prima infanzia</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir153">1. Gli edifici adibiti a servizi educativi per la prima infanzia, gestiti dai comuni o da altri soggetti </quotedText><quotedText id="mod0-vir154">pubblici, che hanno usufruito di finanziamenti regionali in conto capitale,  non possono essere destinati per cinque anni ad uso diverso da quello per il quale è stato concesso il  finanziamento. La Regione può consentire una diversa destinazione  nel caso in cui l'immobile sia destinato ad altro servizio per l'infanzia o l'adolescenza o sia prevista una diversa soluzione insediativa del servizio educativo. </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir155">2. Gli edifici adibiti a servizi educativi per la prima infanzia, gestiti da  soggetti privati che hanno usufruito di finanziamenti regionali in conto capitale,  non possono essere destinati per dieci anni ad uso diverso da quello per il quale è stato usufruito del finanziamento. La Regione può consentire una diversa destinazione  nel caso in cui l'immobile sia destinato ad altro servizio per l'infanzia o l'adolescenza o ad altro servizio sociale.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir156">3. Nel caso di modifica della destinazione dell’immobile  antecedente ai termini previsti ai commi 1 e 2, la Regione stabilisce, in relazione alla residua durata di destinazione dell’immobile ed all'ammontare del finanziamento concesso, la quota parte dello stesso che il beneficiario deve restituire.</quotedText>”. </p></content></clause></article><article id="art14"><num>Art. 14</num><heading>- Abrogazione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art34" id="33">articolo 34 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>L’articolo 34 del d.p.g.r.  47/R/2003 è abrogato. </p></content></clause></article><article id="art15"><num>Art. 15</num><heading>- Modifica della rubrica del Titolo IV del <ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main" id="35">d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Nella rubrica del Titolo IV del d.p.g.r.  47/R/2003, dopo le parole “<quotedText id="mod0-vir157">non formale</quotedText>” sono aggiunte le seguenti parole: “<quotedText id="mod0-vir158">dell’infanzia,</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art16"><num>Art. 16</num><heading>- Modifiche all’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art35" id="37">articolo 35 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Al comma 1 dell’articolo 35 del d.p.g.r.  47/R/2003, dopo le parole “<quotedText id="mod0-vir159">educazione non formale</quotedText>” sono aggiunte le seguenti: “<quotedText id="mod0-vir160">dell’infanzia,</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art17"><num>Art. 17</num><heading>- Sostituzione dell’<ref href="/it/regolamento.giunta/regione.toscana/2003-08-08/47/R/main#art36" id="39">articolo 36 del d.p.g.r. 47/R/2003</ref></heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>L’articolo  36  del d.p.g.r.  47/R/2003 è sostituito dal seguente:</p></content></clause><clause id="cla"><content><p>“<quotedText id="mod0-vir161">Art. 36</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir162">Funzioni dei comuni nell’organizzazione delle reti locali</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir163">1  I comuni, nella organizzazione delle reti locali:</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir164">a) svolgono le attività di cui articolo 7, comma 1 valorizzando anche il ruolo degli organismi di supporto educativo;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir165">b) gestiscono le procedure di adesione alle reti, classificando gli aderenti sulla base dei seguenti requisiti:</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir166">1) soggetti che, avendo nella propria missione istituzionale finalità educative, sono dotati di patrimoni culturali, ovvero svolgono attività di studio, di ricerca, di documentazione e divulgazione in campo letterario, scientifico, storico ed artistico, o promuovono attività nel campo delle tradizioni, del tempo libero, dello sport non agonistico;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir167">2) soggetti che hanno nella propria missione istituzionale specifiche finalità educative e che, oltre a possedere i requisiti di cui al numero 1), dispongono anche di risorse educative consistenti in personale educativo in strutture logistiche appositamente attrezzate per attività di formazione;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir168">3) soggetti, in possesso dei requisiti di cui al numero 1), che operano specificamente nel campo dell’educazione degli adolescenti e dei giovani;</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir169">c) istituiscono sistemi di valutazione delle attività, sulla base delle metodologie indicate negli atti della programmazione regionale.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir170">2. I comuni inseriscono altresì nel flusso informativo con il sistema informativo regionale, </quotedText><quotedText id="mod0-vir171">tempestivamente e comunque entro il 28 febbraio di ogni anno, i dati a consuntivo relativi ai progetti ed alle attività di continuità educativa realizzati dai centri infanzia adolescenza e famiglia (CIAF) e i dati relativi ai servizi informagiovani situati nel loro territorio aggiornati alla data del 31 dicembre dell’anno precedente.</quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir172">3. La Regione utilizza i dati, di cui al comma 2, per le proprie attività istituzionali di programmazione e valutazione degli interventi relativi all’educazione non formale, assicurando la ricomposizione informativa di cui all’articolo 18 della l.r. 54/2009 e garantendo la pubblicità in via telematica delle informazioni la cui conoscenza sia utile ai cittadini, in osservanza dei limiti previsti dalla normativa vigente ed in particolare dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione di dati personali). </quotedText></p></content></clause><clause id="cla"><content><p><quotedText id="mod0-vir173">4. Il mancato rispetto degli adempimenti previsti al comma 2, comporta la sospensione del comune inadempiente dai finanziamenti regionali, di qualsiasi natura, nel settore degli interventi di educazione non formale dell’infanzia, degli adolescenti, dei giovani e degli adulti, fino al 31 dicembre dell’anno successivo.</quotedText>”.</p></content></clause></article><article id="art18"><num>Art. 18</num><heading>- Norme transitorie</heading><clause id="art18-cla1"><num>1.</num><content><p>Le autorizzazioni e gli accreditamenti già rilasciati alla data di entrata in vigore del presente regolamento ai servizi educativi per l’infanzia pubblici e privati hanno validità fino al 31 dicembre  2010.</p></content></clause><clause id="art18-cla2"><num>2.</num><alinea><content><p>  I comuni possono prevedere una deroga per i servizi educativi per la prima infanzia, già autorizzati alla data di entrata in vigore del presente regolamento, qualora i medesimi non risultino, per condizioni oggettive, adeguabili alle seguenti disposizioni:</p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p> <inline name="inlinea0">articolo 15, comma 7, come modificato dal presente regolamento</inline>;<noteRef href="not1" marker="(1)"/></p></content></list><list><num>b)</num><content><p> articolo 22, comma 2 bis, introdotto dal presente regolamento.</p></content></list></clause><clause id="art18-cla3"><num>3.</num><content><p>Ai procedimenti di erogazione dei benefìci di natura finanziaria in corso alla data di entrata in vigore del presente regolamento non si applicano le disposizioni previste dall’articolo 33 come sostituito dal presente regolamento.</p></content></clause></article></body><conclusions xmlns="" period="20100324"><p>Firenze
                  </p></conclusions></akomaNtoso>
