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<akomaNtoso xmlns="http://www.akomantoso.org/2.0"><act xmlns="" contains="originalVersion" name="legge"/><meta xmlns=""><publication date="2004-11-24" name="Bollettino Ufficiale" showAs="BUR" number="46"/><identification source="#somebody"><FRBRWork><FRBRthis value="/it/legge/2004-11-15/63/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2004-11-15/63"/><FRBRdate date="2004-11-15" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRcountry value="it"/></FRBRWork><FRBRExpression><FRBRthis value="/it/legge/2004-11-15/63/ita@/main"/><FRBRuri value="/it/legge/2004-11-15/63/ita@"/><FRBRdate date="2004-11-15" name="generation"/><FRBRauthor href="#regione"/><FRBRlanguage value="ita"/></FRBRExpression><FRBRManifestation><FRBRthis value="/it/legge/2004-11-15/63/ita@/main.xml"/><FRBRuri value="/it/legge/2004-11-15/63/ita@/main.akn"/><FRBRdate date="2004-11-15" name="XMLConversation"/><FRBRauthor href="#regione"/></FRBRManifestation></identification><lifecycle source="#somebody"><eventRef date="2004-11-24" 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e attività culturali" showAs="Beni e attività culturali" dictionary="Toscana" id="180.110"/><keyword value="Formazione e orientamento professionale" showAs="Formazione e orientamento professionale" dictionary="Toscana" id="190.140"/></classifications></meta><preface xmlns=""><block name="preface"><docType>Legge regionale</docType><docDate date="2004-11-15">15 novembre 2004</docDate><docNumber>63</docNumber><docTitle>Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.</docTitle><docCommittee>REGIONE TOSCANA</docCommittee></block></preface><body xmlns=""><chapter id="chp1"><num>Capo I </num><heading>- PRINCIPI GENERALI</heading><article id="art1"><num>Art. 1 </num><heading>- Finalità</heading><clause id="art1-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione Toscana adotta, in attuazione dell'<ref href="/it/costituzione/stato///main#art3" id="2">articolo 3 della Costituzione</ref>, politiche finalizzate a consentire a ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, e promuove il superamento delle situazioni di discriminazione.</p></content></clause><clause id="art1-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione Toscana garantisce il diritto all'autodeterminazione di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale e alla propria identità di genere.</p></content></clause><clause id="art1-cla3"><num>3. </num><content><p>La Regione Toscana garantisce l'accesso a parità di condizioni agli interventi e ai servizi ricompresi nella potestà legislativa regionale, senza alcuna discriminazione determinata dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.</p></content></clause></article></chapter><chapter id="chp2"><num>Capo II </num><heading>- DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FORMAZIONE</heading><section id="cap2-sec1"><num>Sezione I - DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE E POLITICHE DEL LAVORO</num><article id="art2"><num>Art. 2 </num><heading>- Interventi in materia di politiche del lavoro e integrazione sociale</heading><clause id="art2-cla1"><num>1. </num><content><p>Il piano di indirizzo generale integrato di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art31-com3" id="4">articolo 31 , comma 3, della legge regionale 26 luglio 2002, n. 32</ref>(Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro) favorisce l'integrazione sociale anche mediante specifiche politiche del lavoro, nel rispetto dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere.</p></content></clause><clause id="art2-cla2"><num>2. </num><content><p>Il sistema regionale per l'impiego disciplinato dalla l.r. 32/2002 sostiene le politiche per l'inserimento lavorativo delle persone discriminate per motivi derivanti dall'orientamento sessuale o dalla identità di genere.</p></content></clause><clause id="art2-cla3"><num>3. </num><content><p>I transessuali e i "transgender" sono destinatari di specifiche politiche regionali del lavoro, quali soggetti esposti al rischio di esclusione sociale di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002/32/main#art21-com2-let3" id="6">articolo 21 , comma 2, lettera c), della l.r. 32/2002</ref>.</p></content></clause></article><article id="art3"><num>Art. 3 </num><heading>- Uguaglianza di opportunità nell'accesso ai percorsi formativi</heading><clause id="art3-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione e le province garantiscono opportune misure di accompagnamento anche al fine di assicurare percorsi di formazione e di riqualificazione alle persone che risultino discriminate o esposte al rischio di esclusione sociale per motivi derivanti dall'orientamento sessuale o dalla identità di genere.</p></content></clause></article><article id="art4"><num>Art. 4 </num><heading>- Promozione della cultura professionale e dell'imprenditorialità</heading><clause id="art4-cla1"><num>1. </num><content><p>In coerenza con le strategie dell'Unione europea per lo sviluppo delle risorse umane, la Regione e le province favoriscono l'accrescimento della cultura professionale correlata all'acquisizione positiva dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere di ciascuno.</p></content></clause><clause id="art4-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione e le province, anche attraverso il sistema regionale per l'impiego, supportano gli utenti nell'individuazione e costruzione di percorsi di formazione e inserimento lavorativo che valorizzino le qualità individuali e li indirizzano agli strumenti per la promozione e l'avvio di nuove imprese.</p></content></clause></article><article id="art5"><num>Art. 5 </num><heading>- Responsabilità sociale delle imprese</heading><clause id="art5-cla1"><num>1. </num><content><p>Le associazioni rappresentative dei diversi orientamenti sessuali e identità di genere, che non abbiano fini di lucro, sono da considerarsi parte interessata ai sensi della definizione 6 della norma "Social Accountability (SA) 8000".</p></content></clause><clause id="art5-cla2"><num>2. </num><content><p>L'azienda in possesso della certificazione "Social Accountability (SA) 8000" deve consentire ai soggetti di cui al comma 1 lo svolgimento di verifiche di conformità delle condizioni di lavoro presso l'azienda ai criteri di cui al punto 5 (Discriminazione) di "Social Accountability (SA) 8000".</p></content></clause><clause id="art5-cla3"><num>3. </num><content><p>La Commissione regionale permanente tripartita di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002/32/main#art23" id="8">articolo 23 della l.r. 32/2002</ref>, anche su segnalazione motivata di una delle associazioni di cui al comma 1, propone alle aziende inadempienti le azioni correttive ai sensi della definizione 5 di "Social Accountability (SA) 8000" ed i rimedi opportuni.</p></content></clause></article></section><section id="cap2-sec2"><num>Sezione II - DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FORMAZIONE DEL PERSONALE REGIONALE</num><article id="art6"><num>Art. 6 </num><heading>- Formazione del personale</heading><clause id="art6-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione promuove l'adozione di modalità linguistiche e comportamentali ispirate alla considerazione e rispetto per ogni orientamento sessuale e identità di genere e individua altresì l'adozione di tali modalità tra gli obiettivi delle attività di formazione del personale dei suoi uffici ed enti.</p></content></clause><clause id="art6-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione attiva iniziative specifiche ed emana direttive da inserire nella programmazione delle attività di cui al comma 1.</p></content></clause><clause id="art6-cla3"><num>3. </num><content><p>Gli organi regionali tengono conto dei principi di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2004-11-15/63/main#art1" id="10">articolo 1</ref>nella redazione di codici di comportamento dei propri dipendenti.</p></content></clause></article></section></chapter><chapter id="chp3"><num>Capo III </num><heading>- DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SANITA' E ASSISTENZA</heading><article id="art7"><num>Art. 7 </num><heading>- Consenso informato ai trattamenti terapeutici<noteRef href="not1" marker="(1)"/></heading><clause id="art7-cla1"><num>1. </num><content><p>Ciascuno ha diritto di designare la persona a cui gli operatori sanitari devono riferirsi per riceverne il consenso a un determinato trattamento terapeutico, qualora l'interessato versi in condizione di incapacità naturale e il pericolo di un grave pregiudizio alla sua salute o alla sua integrità fisica giustifichi l'urgenza e indifferibilità della decisione.</p></content></clause><clause id="art7-cla2"><num>2. </num><content><p>La disposizione di cui al comma 1 non si applica ai minori di anni diciotto.</p></content></clause><clause id="art7-cla3"><num>3. </num><content><p>Nel caso di ricovero ospedaliero in strutture pubbliche o private è fatto obbligo agli operatori sanitari di verificare l'avvenuta manifestazione della dichiarazione, di cui al comma 1, e di darvi attuazione.</p></content></clause><clause id="art7-cla4"><num>4. </num><content><p>La manifestazione di volontà, di cui al comma 1, garantisce altresì alla persona designata di prestare assistenza al malato in ogni fase della degenza, nel rispetto delle modalità definite dai regolamenti delle strutture di ricovero e cura.</p></content></clause><clause id="art7-cla5"><num>5. </num><content><p>La richiesta di un trattamento sanitario, che abbia ad oggetto la modificazione dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere per persona maggiore degli anni diciotto, deve provenire personalmente dall'interessato, il quale deve preventivamente ricevere un'adeguata informazione in ordine allo scopo e natura dell'intervento, alle sue conseguenze ed ai suoi rischi.</p></content></clause></article><article id="art8"><num>Art. 8 </num><heading>- Modalità attuative<noteRef href="not1" marker="(1)"/></heading><clause id="art8-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione, con proprio regolamento, disciplina le modalità per rendere la dichiarazione di volontà di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2004-11-15/63/main#art7" id="12">articolo 7</ref>, comma 1.</p></content></clause><clause id="art8-cla2"><num>2. </num><alinea><content><p>Il regolamento disciplina in particolare: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p>la forma della dichiarazione; </p></content></list><list><num>b)</num><content><p>le procedure per l'acquisizione della dichiarazione da parte delle strutture sanitarie competenti; </p></content></list><list><num>c)</num><content><p>le modalità attraverso le quali la persona che deve essere sottoposta a un determinato trattamento terapeutico, qualora non abbia reso la dichiarazione di cui al comma 1 nella forma e secondo le procedure di cui alle lettere a) e b), può rendere una dichiarazione di volontà di contenuto ed effetti equivalenti, da registrare nella cartella clinica; </p></content></list><list><num>d)</num><content><p>l'informazione agli utenti; </p></content></list><list><num>e)</num><content><p>la costituzione e la gestione di una banca dati; </p></content></list><list><num>f)</num><content><p>le garanzie a tutela della "privacy" degli utenti. </p></content></list></clause></article><article id="art9"><num>Art. 9 </num><heading>- Patologie invalidanti</heading><clause id="art9-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione garantisce il diritto di condurre un'esistenza libera e dignitosa a tutte le persone affette da patologie che comportino, anche in via temporanea, significative riduzioni dell'autosufficienza e necessità continuativa di prestazioni ospedaliere.</p></content></clause><clause id="art9-cla2"><num>2. </num><alinea><content><p>La Regione inserisce tra gli obiettivi della programmazione sanitaria: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p>la promozione di campagne di prevenzione specificamente orientate a categorie di cittadini sovraesposti all'insorgenza delle patologie, di cui al comma 1; </p></content></list><list><num>b)</num><content><p>l'attuazione di interventi per il mantenimento dell'autonomia e dell'autosufficienza residua e per l'eventuale recupero degli esiti invalidanti; </p></content></list><list><num>c)</num><content><p>la realizzazione di un sistema di servizi di assistenza domiciliare integrata e di ospedalizzazione domiciliare. </p></content></list></clause></article><article id="art10"><num>Art. 10 </num><heading>- Compiti delle aziende unità sanitarie locali in materia di scelta dell'orientamento sessuale o della identità di genere</heading><clause id="art10-cla1"><num>1. </num><content><p>Le aziende unità sanitarie locali (aziende USL) assicurano adeguati interventi di informazione, consulenza e sostegno per rimuovere gli ostacoli alla libertà di scelta della persona circa il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere.</p></content></clause><clause id="art10-cla2"><num>2. </num><content><p>Le aziende USL e le altre amministrazioni pubbliche promuovono altresì il confronto culturale sulle tematiche familiari per favorire, senza pregiudizio delle diverse identità e dei diversi orientamenti sessuali, l'eguaglianza di opportunità di ogni genitore nell'assunzione di compiti di cura ed educazione dei propri figli nel rispetto dei diritti dei minori.</p></content></clause></article><article id="art11"><num>Art. 11 </num><heading>- Finanziamento degli interventi e convenzionamento con associazioni private</heading><clause id="art11-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione promuove l'attivazione degli interventi, di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2004-11-15/63/main#art10" id="14">articolo 10</ref>, destinando appositi fondi del piano sanitario regionale.</p></content></clause><clause id="art11-cla2"><num>2. </num><content><p>Allo scopo di promuovere iniziative di particolare rilievo sociale sui temi della discriminazione e di istituire circuiti di informazione e di solidarietà tra gli utenti, le aziende USL possono stipulare convenzioni con le associazioni e i gruppi rappresentativi dei diversi orientamenti sessuali e identità di genere.</p></content></clause></article></chapter><chapter id="chp4"><num>Capo IV </num><heading>- DISPOSIZIONI IN MATERIA DI COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI</heading><article id="art12"><num>Art. 12 </num><heading>- Funzioni del Comitato regionale per le comunicazioni</heading><clause id="art12-cla1"><num>1. </num><content><p>Il Comitato regionale per le comunicazioni (CORECOM) tiene conto dei principi di cui all'articolo 1 nell'esercizio delle funzioni proprie, attribuite dall' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-06-25/22/main#art29" id="16">articolo 29 della legge regionale 25 giugno 2002, n. 22</ref>(Norme e interventi in materia di informazione e comunicazione. Disciplina del Comitato regionale per le comunicazioni).</p></content></clause></article><article id="art13"><num>Art. 13 </num><heading>- Monitoraggio</heading><clause id="art13-cla1"><num>1. </num><content><p>Il CORECOM, nell'ambito delle funzioni di monitoraggio di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002/22/main#art29-com1-let1-num5" id="18">articolo 29 , comma 1, lettera a), numero 5), della l.r. 22/2002</ref>, effettua la rilevazione sui contenuti della programmazione televisiva e radiofonica regionale e locale eventualmente discriminatori rispetto alla pari dignità riconosciuta ai diversi orientamenti sessuali e identità di genere della persona.</p></content></clause></article><article id="art14"><num>Art. 14 </num><heading>- Accesso</heading><clause id="art14-cla1"><num>1. </num><content><p>Il CORECOM, nell'ambito delle funzioni di disciplina dell'accesso radiofonico e televisivo regionale, di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002/22/main#art29-com1-let2-num1" id="20">articolo 29 , comma 1, lettera b), numero 1), della l.r. 22/2002</ref>, garantisce adeguati spazi di informazione ed espressione in ordine alla trattazione delle tematiche di cui alla presente legge.</p></content></clause></article></chapter><chapter id="chp5"><num>Capo V </num><heading>- DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ATTIVITA' CULTURALI, TURISTICHE E COMMERCIALI</heading><article id="art15"><num>Art. 15 </num><heading>- Promozione di eventi culturali</heading><clause id="art15-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, favoriscono l'offerta di eventi culturali e forme di intrattenimento aperte ai diversi stili di vita, così come caratterizzati, tra l'altro, dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere, dalle condizioni personali, opinioni religiose e identità etniche degli utenti.</p></content></clause></article><article id="art16"><num>Art. 16 </num><heading>- Divieto di discriminazione nei pubblici esercizi e nei servizi turistici e commerciali<noteRef href="not1" marker="(1)"/></heading><clause id="art16-cla1"><num>1. </num><content><p>Gli esercenti di pubblici esercizi non possono rifiutare le loro prestazioni, né erogarle a condizioni deteriori rispetto a quelle praticate alla generalità degli utenti senza un legittimo motivo e in particolare, fra l'altro, per motivi riconducibili all'orientamento sessuale o all'identità di genere.</p></content></clause><clause id="art16-cla2"><num>2. </num><content><p>Il divieto di cui al comma 1 è esteso agli esercenti di professioni turistiche e di imprese commerciali.</p></content></clause><clause id="art16-cla3"><num>3. </num><content><p>Le funzioni di vigilanza e di controllo sulla osservanza dei divieti, di cui ai commi 1 e 2, sono esercitate dai comuni.</p></content></clause><clause id="art16-cla4"><num>4. </num><content><p>Chiunque contravvenga ai divieti di cui ai commi 1 e 2, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 516,00 euro a un massimo di 3.098,00 euro.</p></content></clause></article></chapter></body><conclusions xmlns="" period="20100910"><p>Firenze
                  </p></conclusions></akomaNtoso>
