Lo Statuto è stato approvato dal Consiglio regionale con prima deliberazione in data 6 maggio 2004, con seconda deliberazione in data 19 luglio 2004, ai sensi dell’articolo 123, secondo comma, della Costituzione; pubblicato sul BURT n. 12 dell’ 11 febbraio 2005, parte prima. La Corte costituzionale si è espressa con sentenza n. 372 del 29 novembre 2004 dichiarando inammissibili le questioni di legittimità costituzionali sollevate nei confronti dell’articolo 3, comma 6, dell’articolo 4, comma 1, lettere h), l), m), n), o), p); non fondate le questioni relative agli articoli 32, comma 2; 54, commi 1 e 3; 63, comma 2; 64, comma 2; 70, comma 1; 75, comma 4.

Comma prima sostituito con legge statutaria regionale 8 gennaio 2010, n. 1, art. 1, ed ora così sostituito con legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18, art. 1.

Periodo prima sostituito con legge statutaria regionale 8 gennaio 2010, n. 1, art. 2, ed ora comma interamente sostituito con legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18, art. 5.

Comma abrogato con legge statutaria regionale 8 gennaio 2010, n. 1, art. 2.

Comma aggiunto con legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18, art. 1.

Comma così sostituito con legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18, art. 2.

Comma così sostituito con legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18, art. 3.

Parole così sostituite con legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18, art. 3.

Parole soppresse con legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18, art. 4.

L’efficacia dell’art. 6, comma 2 è differita ai sensi dell’art. 6 della legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18:“ 1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 3, 4 e 5 sono efficaci con il primo rinnovo del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale successivi alla data di entrata in vigore della presente legge statutaria”.Sino al termine indicato trova applicazione il previgente art. 6, comma 2: “ Il Consiglio regionale è composto da cinquantatre consiglieri, fatti salvi gli effetti dell’applicazione della legge elettorale”.

L’efficacia dell’art. 6, comma 2 bis è differita ai sensi dell’art. 6 della legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18:“ 1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 3, 4 e 5 sono efficaci con il primo rinnovo del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale successivi alla data di entrata in vigore della presente legge statutaria”.Sino al termine indicato trova applicazione il previgente art. 31, comma 2: “Il presidente della giunta fa parte del consiglio ed entra in carica all’atto della proclamazione”.

Si veda l'articolo 10 bis della l.r. 9 gennaio 2009 n.3, introdotto dalla l.r. 27 dicembre 2012,n. 85.

L’efficacia dell’articolo 14, comma 1 è differita ai sensi dell’art. 6 della legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18:“ 1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 3, 4 e 5 sono efficaci con il primo rinnovo del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale successivi alla data di entrata in vigore della presente legge statutaria”.Sino al termine indicato trova applicazione il previgente art. 14, comma 1: “ L’ufficio di presidenza è composto dal presidente del consiglio, da due vicepresidenti e da quattro segretari, due dei quali con funzioni di questore”.

L’efficacia dell’articolo 14, comma 2 è differita ai sensi dell’art. 6 della legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18:“ 1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 3, 4 e 5 sono efficaci con il primo rinnovo del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale successivi alla data di entrata in vigore della presente legge statutaria”.Sino al termine indicato trova applicazione il previgente art. 14, comma 2: “ I vicepresidenti, i segretari questori e i segretari sono eletti subito dopo il presidente a scrutinio segreto, con votazioni separate e con voto limitato ad un solo nominativo. Sono eletti i consiglieri che hanno ottenuto il maggior numero di voti o, a parità di voto, i più anziani di età”.

L’efficacia dell’articolo 31, comma 2 è differita ai sensi dell’art. 6 della legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18:“ 1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 3, 4 e 5 sono efficaci con il primo rinnovo del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale successivi alla data di entrata in vigore della presente legge statutaria”. Sino al termine indicato trova applicazione il previgente art. 31, comma 2: “ Il presidente della giunta fa parte del consiglio ed entra in carica all’atto della proclamazione”.

L’efficacia dell’articolo 35, comma 1 è differita ai sensi dell’art. 6 della legge statutaria regionale 24 aprile 2013, n. 18:“ 1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 3, 4 e 5 sono efficaci con il primo rinnovo del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale successivi alla data di entrata in vigore della presente legge statutaria”.Sino al termine indicato trova applicazione il previgente art. 35, comma 1: “ La giunta è composta dal presidente e da un numero di componenti, denominati assessori, non superiori a dieci”.

Nota soppressa.

Lettera inserita con legge statutaria regionale 12 gennaio 2015, n. 4, art. 1.

Parole così sostituite con legge statutaria regionale 12 gennaio 2015, n. 5, art. 1. Le modifiche così introdotte sono efficaci dalla data della prima seduta del Consiglio regionale della legislatura successiva all'entrata in vigore della legge statutaria regionale 12 gennaio 2015, n. 5, art. 2.

Comma aggiunto con legge statutaria regionale 12 gennaio 2015, n. 6, art. 1. Le modifiche così introdotte sono efficaci dalla data della prima seduta del Consiglio regionale della legislatura successiva all'entrata in vigore della legge statutaria regionale 12 gennaio 2015, n. 6, art. 3.

Comma aggiunto con legge statutaria regionale 12 gennaio 2015, n. 6, art. 2. Le modifiche così introdotte sono efficaci dalla data della prima seduta del Consiglio regionale della legislatura successiva all'entrata in vigore della legge statutaria regionale 12 gennaio 2015, n. 6, art. 3.

Comma così sostituito con legge statutaria regionale 16 giugno 2015, n. 55, art. 1.

Parole aggiunte con legge statutaria regionale 15 luglio 2015, n. 56, art. 1.

Parole aggiunte con legge statutaria regionale 15 luglio 2015, n. 57, art. 1.

Comma prima inserito con legge statutaria regionale 15 luglio 2015, n. 57, art. 1. Poi il comma è così modificato con l.r. statutaria 24 maggio 2017, n. 23, art. 1.

Lettera inserita con legge statutaria regionale 26 novembre 2018, n. 64, art. 1.

Comma inserito con legge statutaria regionale 15 gennaio 2019, n. 4, art. 1.

Lettera inserita con legge statutaria regionale 15 gennaio 2019, n. 4, art. 2.

Legge regionale11 febbraio 2005Statuto della Regione Toscana. REGIONE TOSCANA<num>Titolo I</num><heading> - LA REGIONE TOSCANA</heading><article id="art1"><num>Art. 1 </num><heading>- La Regione Toscana </heading><clause id="art1-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione Toscana rappresenta la comunità regionale ed esercita e valorizza la propria autonomia costituzionale nell'unità e indivisibilità della Repubblica italiana, sorta dalla Resistenza, e nel quadro dei principi di adesione e sostegno all'Unione europea.</p></content></clause></article><article id="art2"><num>Art. 2 </num><heading>- Territorio, capoluogo, stemma</heading><clause id="art2-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione comprende i territori delle province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena.</p></content></clause><clause id="art2-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione ha per capoluogo Firenze, dove si riuniscono di norma il consiglio e la giunta regionale.</p></content></clause><clause id="art2-cla3"><num>3. </num><content><p>Lo stemma e il gonfalone della Regione sono stabiliti con legge.</p></content></clause></article><article id="art3"><num>Art. 3 </num><heading>- Principi generali </heading><clause id="art3-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione fonda la propria azione sui valori della Costituzione italiana e sugli accordi tra gli Stati per la Costituzione europea.</p></content></clause><clause id="art3-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione opera al fine di realizzare il pieno sviluppo della persona e dei principi di libertà, giustizia, uguaglianza, solidarietà, rispetto della dignità personale e dei diritti umani.</p></content></clause><clause id="art3-cla3"><num>3. </num><content><p>La Regione sostiene i principi di sussidiarietà sociale e istituzionale; opera per l'integrazione delle politiche con le autonomie locali; riconosce e favorisce le formazioni sociali e il loro libero sviluppo.</p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3 bis.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> La Regione promuove le condizioni per uno sviluppo sostenibile per la soddisfazione dei bisogni della generazione presente e la salvaguardia della vita delle generazione future</inline>; <noteRef href="not27" marker="(27)"/></p></content></clause><clause id="art3-cla4"><num>4. </num><content><p>La Regione garantisce la partecipazione di tutti i residenti e dei toscani residenti all'estero alle scelte politiche regionali.</p></content></clause><clause id="art3-cla5"><num>5. </num><content><p>La Regione promuove l'effettivo esercizio dei diritti politici ai toscani residenti all'estero.</p></content></clause><clause id="art3-cla6"><num>6. </num><content><p>La Regione promuove, nel rispetto dei principi costituzionali, l'estensione del diritto di voto agli immigrati.</p></content></clause></article><article id="art4"><num>Art. 4 </num><heading>- Finalità principali </heading><clause id="art4-cla1"><num>1.</num><alinea><content><p> La Regione persegue, tra le finalità prioritarie:</p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p> il diritto al lavoro e ad adeguate forme di tutela della dignità dei lavoratori, il diritto alla sicurezza dei luoghi di lavoro, all'istruzione, alla formazione permanente, alla conoscenza;</p></content></list><list><num>b)</num><content><p> la promozione dei diritti al pluralismo dell'informazione e della comunicazione, dell'accesso alla cultura come bisogno individuale e valore collettivo;</p></content></list><list><num>c)</num><content><p> il diritto alla salute;</p></content></list><list><num>d)</num><content><p> il diritto dei minori ad interventi intesi a garantirne la protezione sociale;</p></content></list><list><num>e)</num><content><p> il diritto delle persone con disabilità e delle persone anziane ad interventi intesi a garantirne la vita indipendente e la cittadinanza attiva;</p></content></list><list><num>f)</num><content><p> il diritto alle pari opportunità fra donne e uomini e alla valorizzazione della differenza di genere nella vita sociale, culturale, economica e politica, anche favorendo un'adeguata rappresentanza di genere nei livelli istituzionali e di governo e negli enti pubblici;</p></content></list><list><num>g)</num><content><p> la tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio;</p></content></list><list><num>h)</num><content><p> il riconoscimento delle altre forme di convivenza;</p></content></list><list><num>i)</num><content><p> la promozione della scienza e, nel rispetto della persona umana, della libertà di ricerca scientifica;</p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">i bis)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> il diritto di fare sport per stare bene; </inline><noteRef href="not18" marker="(18)"/></p></content></list><list><num>l)</num><content><p> il rispetto dell'equilibrio ecologico, la tutela dell'ambiente e del patrimonio naturale, la conservazione della biodiversità, la promozione della cultura del rispetto per gli animali;</p></content></list><list><num>m)</num><content><p> la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico;</p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">m bis)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> la tutela e la valorizzazione dei beni comuni, intesi quali beni materiali, immateriali e digitali che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali della persona, al benessere individuale e collettivo, alla coesione sociale e alla vita delle generazioni future e la promozione di forme diffuse di partecipazione nella gestione condivisa e nella fruizione dei medesimi</inline>; <noteRef href="not26" marker="(26)"/></p></content></list><list><num>n)</num><content><p> la promozione dello sviluppo economico e di un contesto favorevole alla competitività delle imprese, basato sull'innovazione, la ricerca e la formazione, nel rispetto dei principi di coesione sociale e di sostenibilità dell'ambiente;</p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">n bis)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> la promozione dell’economia circolare, quale modello economico idoneo a rigenerarsi da solo, attraverso la valorizzazione degli scarti di consumo, l’estensione del ciclo vita dei prodotti, la condivisione delle risorse, l’impiego di materie prime seconde e l’uso di energia da fonti rinnovabili</inline>; <noteRef href="not28" marker="(28)"/></p></content></list><list><num>o)</num><content><p> la valorizzazione della libertà di iniziativa economica pubblica e privata, del ruolo e della responsabilità sociale delle imprese;</p></content></list><list><num>p)</num><content><p> la promozione della cooperazione come strumento di democrazia economica e di sviluppo sociale, favorendone il potenziamento con i mezzi più idonei;</p></content></list><list><num>q)</num><content><p> la tutela e la promozione dell'associazionismo e del volontariato;</p></content></list><list><num>r)</num><content><p> la promozione dei valori della pace, della solidarietà, del dialogo tra popoli, culture e religioni;</p></content></list><list><num>s)</num><content><p> il rifiuto di ogni forma di xenofobia e di discriminazione legata all'etnia, all'orientamento sessuale e a ogni altro aspetto della condizione umana e sociale;</p></content></list><list><num>t)</num><content><p> l'accoglienza solidale delle persone immigrate, secondo i principi del pluralismo delle culture, del reciproco rispetto e dell'integrazione sociale;</p></content></list><list><num>u)</num><content><p> la promozione e il sostegno delle iniziative contro la pena di morte, la tortura, la riduzione in schiavitù, le mutilazioni del corpo, ogni altra offesa alla dignità della persona;</p></content></list><list><num>v)</num><content><p> il riconoscimento dell'autonomia delle comunità locali, la promozione del sistema delle autonomie, la valorizzazione delle distinte identità culturali, sociali ed economiche del territorio regionale, la tutela dei comuni minori, dei territori montani e insulari;</p></content></list><list><num>z)</num><content><p> la semplicità dei rapporti tra cittadini, imprese ed istituzioni a tutti i livelli e la realizzazione del principio di buona amministrazione, secondo criteri di imparzialità, trasparenza, equità.</p></content></list></clause></article><article id="art5"><num>Art. 5 </num><heading>- Verifica dei principi e dei diritti </heading><clause id="art5-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione assume a base della sua azione i principi e i diritti del presente titolo, dei quali verifica periodicamente lo stato di attuazione.</p></content></clause></article><num>Titolo II</num><heading> - GLI ORGANI DELLA REGIONE</heading><chapter id="chp1"><num>Capo I </num><heading>- Il consiglio</heading><section id="sec1"><num>Sezione I </num><heading>- Elezioni e funzioni</heading><article id="art6"><num>Art. 6 </num><heading>- Elezione</heading><clause id="cla"><num>1. </num><content><p>Il consiglio regionale è eletto a suffragio universale e diretto con le modalità previste dalla legge elettorale regionale.</p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il numero dei consiglieri regionali è quaranta.</inline> <noteRef href="not2" marker="(2)"/> <noteRef href="not10" marker="(10)"/></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2 bis.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Fa inoltre parte del consiglio regionale il presidente della giunta regionale.</inline> <noteRef href="not5" marker="(5)"/> <noteRef href="not11" marker="(11)"/></p></content></clause></article><article id="art7"><num>Art. 7 </num><heading>- Entrata in carica e durata</heading><clause id="art7-cla1"><num>1. </num><content><p>I consiglieri regionali entrano in carica all'atto della proclamazione. Esercitano le loro funzioni a partire dalla prima seduta del nuovo consiglio e fino alla prima seduta del consiglio della legislatura successiva, salvo i casi di cessazione anticipata.</p></content></clause><clause id="art7-cla2"><num>2. </num><content><p>Il consiglio convalida l'elezione entro sessanta giorni dalla sua prima seduta, con le modalità stabilite dal regolamento interno.</p></content></clause></article><article id="art8"><num>Art. 8 </num><heading>- Insediamento del consiglio</heading><clause id="art8-cla1"><num>1. </num><content><p>Il consiglio tiene la prima seduta non oltre il decimo giorno successivo alla proclamazione degli eletti ed è convocato dal consigliere più anziano d'età. Scaduto il termine, il consiglio è convocato da un quinto dei consiglieri.</p></content></clause><clause id="art8-cla2"><num>2. </num><content><p>La presidenza del consiglio è assunta provvisoriamente dal consigliere più anziano d'età e i due consiglieri più giovani di età svolgono le funzioni di segretari.</p></content></clause><clause id="art8-cla3"><num>3. </num><content><p>Il consiglio procede, come suo primo atto, alla elezione al proprio interno del presidente del consiglio e dell'ufficio di presidenza.</p></content></clause></article><article id="art9"><num>Art. 9 </num><heading>- Prerogative dei consiglieri</heading><clause id="art9-cla1"><num>1. </num><content><p>I consiglieri regionali rappresentano l'intera Regione senza vincolo di mandato e non possono essere chiamati a rispondere per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.</p></content></clause><clause id="art9-cla2"><num>2. </num><content><p>Ogni consigliere ha diritto, per l'espletamento del mandato, di accedere agli uffici della Regione e di ottenere la documentazione e le informazioni in loro possesso, nel rispetto delle norme a tutela della riservatezza e con obbligo di osservare il segreto nei casi previsti dalla legge.</p></content></clause><clause id="art9-cla3"><num>3. </num><content><p>I consiglieri esercitano il diritto del comma 2 anche nei confronti degli uffici degli enti, aziende ed organismi di diritto pubblico dipendenti dalla Regione.</p></content></clause><clause id="art9-cla4"><num>4. </num><content><p>La Regione promuove l'accesso dei consiglieri presso altri enti e organismi pubblici e privati per ottenere le informazioni utili all'espletamento del mandato.</p></content></clause><clause id="art9-cla5"><num>5. </num><content><p>Ogni consigliere può presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno e risoluzioni nei modi e nei tempi previsti dal regolamento interno, che fissa termini tassativi per le risposte della giunta.</p></content></clause><clause id="art9-cla6"><num>6. </num><content><p>I consiglieri hanno i poteri di iniziativa previsti dall' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-11//main#art23" id="30">articolo 23</ref> ed esercitano le altre funzioni ad essi attribuite dallo Statuto, dalle leggi e dai regolamenti.</p></content></clause><clause id="art9-cla7"><num>7. </num><content><p><inline name="inlinea0">La legge regionale disciplina l'indennità, anche differita, dei consiglieri regionali ed i rimborsi spese. La legge regionale disciplina anche, negli ambiti di propria competenza, forme di trattamento su base contributiva a beneficio dei consiglieri cessati dal mandato.</inline> <noteRef href="not6" marker="(6)"/> <noteRef href="not12" marker="(12)"/></p></content></clause><clause id="art9-cla8"><num>8. </num><content><p>Sono assicurati ai consiglieri servizi comuni e dotazioni individuali delle risorse necessarie al pieno esercizio delle funzioni.</p></content></clause></article><article id="art10"><num>Art. 10 </num><heading>- Ruolo delle minoranze </heading><clause id="art10-cla1"><num>1. </num><content><p>Il ruolo delle minoranze è garantito nella programmazione dei lavori consiliari, nella disciplina dei tempi per l'esame nel merito delle proposte e per le risposte agli atti di sindacato ispettivo, nella normativa relativa alla costituzione delle commissioni d'inchiesta, alle nomine di competenza consiliare, alla composizione degli organismi con funzioni di vigilanza e controllo.</p></content></clause><clause id="art10-cla2"><num>2. </num><content><p>Il regolamento interno <inline name="inlinea0">può prevedere </inline><noteRef href="not19" marker="(19)"/> la istituzione di un portavoce dell'opposizione, espresso dai gruppi consiliari della coalizione di minoranza maggiormente rappresentativa, <inline name="inlinea0">garantendone </inline><noteRef href="not19" marker="(19)"/> le funzioni.</p></content></clause></article><article id="art11"><num>Art. 11 </num><heading>- Funzioni del consiglio</heading><clause id="art11-cla1"><num>1. </num><content><p>Il consiglio regionale rappresenta la comunità toscana, è l'organo legislativo, indica l'indirizzo politico e programmatico della Regione e ne controlla l'attuazione.</p></content></clause><clause id="art11-cla2"><num>2. </num><content><p>Il consiglio approva le leggi; i regolamenti di propria competenza; il programma di governo; gli atti della programmazione regionale, generale e di settore; gli atti della pianificazione territoriale regionale; i bilanci preventivi e, nei casi previsti dalla legge, le loro variazioni; i rendiconti della Regione; gli atti di indirizzo nei confronti degli organi di governo regionali per tutti i settori d'intervento e per le relazioni internazionali; gli accordi conclusi dalla Regione con altri Stati e le intese con enti territoriali interni ad essi; i rendiconti degli enti, delle aziende e degli altri organismi dipendenti dalla Regione.</p></content></clause><clause id="art11-cla3"><num>3. </num><content><p>Il consiglio concorre alla concertazione sugli atti di propria competenza e alla formazione degli atti comunitari, degli accordi con lo Stato, degli atti di intervento della Regione nella programmazione nazionale, degli atti interregionali.</p></content></clause><clause id="art11-cla4"><num>4. </num><content><p>Il consiglio verifica la gestione complessiva della attività economica e finanziaria della Regione; la rispondenza dei risultati delle politiche regionali agli obiettivi di governo; i risultati gestionali degli enti, delle aziende e degli altri organismi dipendenti dalla Regione, nelle forme previste dalla legge; verifica inoltre, almeno annualmente, lo stato di attuazione degli atti della programmazione pluriennale.</p></content></clause><clause id="art11-cla5"><num>5. </num><content><p>Il consiglio propone i disegni di legge al Parlamento; esprime pareri alla giunta sui bilanci preventivi degli enti, delle aziende e degli altri organismi dipendenti dalla Regione; assicura la qualità delle fonti normative regionali.</p></content></clause><clause id="art11-cla6"><num>6. </num><content><p>Il consiglio, come organo di rappresentanza della comunità regionale, promuove l'attuazione dei principi e l'effettività dei diritti sanciti dallo Statuto e compie le relative verifiche; delibera in materia di referendum popolari; esprime i pareri previsti dagli articoli 132 e 133 della Costituzione; nomina i rappresentanti della Regione, quando non diversamente disposto dallo Statuto o, in rapporto agli interessi tutelati, dalla legge; mantiene rapporti con le autorità indipendenti e con gli organismi d i rappresentanza politica nazionali ed esteri; favorisce la partecipazione dei cittadini e dei residenti in Toscana alle proprie attività.</p></content></clause><clause id="art11-cla7"><num>7. </num><content><p>Il consiglio esercita le altre funzioni ad esso attribuite dalla Costituzione e dallo Statuto, ovvero previste dalle fonti normative regionali in conformità ai criteri statutari di riparto delle funzioni tra gli organi della Regione.</p></content></clause><clause id="art11-cla8"><num>8. </num><content><p>Le competenze del consiglio non possono essere esercitate dagli organi di governo della Regione, né in via d'urgenza, né per delega.</p></content></clause></article></section><section id="sec2"><num>Sezione II </num><heading>- Organizzazione</heading><article id="art12"><num>Art. 12 </num><heading>- Presidente del consiglio regionale </heading><clause id="art12-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presidente del consiglio regionale è eletto, a scrutinio segreto, a maggioranza dei tre quarti dei componenti il consiglio; al secondo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei due terzi; dal terzo, è sufficiente la maggioranza dei componenti.</p></content></clause><clause id="art12-cla2"><num>2. </num><content><p>Il presidente del consiglio dura in carica trenta mesi ed è rieleggibile.</p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2 bis.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Il regolamento interno disciplina i casi di cessazione anticipata dalla carica del presidente del consiglio per dimissioni, decadenza, mozione di sfiducia o altra causa. </inline><noteRef href="not20" marker="(20)"/></p></content></clause></article><article id="art13"><num>Art. 13 </num><heading>- Funzioni del presidente del consiglio</heading><clause id="art13-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presidente rappresenta il consiglio regionale, lo convoca e ne dirige i lavori, cura le relazioni del consiglio con le istituzioni e gli organismi esterni regionali, nazionali e internazionali.</p></content></clause><clause id="art13-cla2"><num>2. </num><content><p>Il presidente del consiglio convoca e presiede l'ufficio di presidenza; programma i lavori del consiglio; garantisce l'esercizio dei diritti dei consiglieri e il ruolo dell'opposizione; rappresenta il consiglio in giudizio, nei casi previsti dalla legge, per gli atti rientranti nell'autonomia organizzativa del consiglio; dichiara la improcedibilità delle proposte di legge regionale, nei casi previsti dallo Statuto e dal regolamento interno; dichiara la cessazione degli organi regionali, nei casi previsti dalla Costituzione e dallo Statuto; esercita le altre funzioni ad esso attribuite dallo Statuto, dalle leggi regionali, dal regolamento interno.</p></content></clause><clause id="art13-cla3"><num>3. </num><content><p>Il presidente del consiglio chiede al presidente della giunta lo svolgimento di comunicazioni al consiglio sullo stato di attuazione delle politiche regionali.</p></content></clause><clause id="art13-cla4"><num>4. </num><content><p>Il presidente del consiglio non fa parte delle commissioni consiliari.</p></content></clause></article><article id="art14"><num>Art. 14 </num><heading>- Ufficio di presidenza </heading><clause id="art14-cla1"><num>1. </num><content><p><inline name="inlinea0">L'ufficio di presidenza è composto dal presidente del consiglio, da due vicepresidenti e da due segretari.</inline> <noteRef href="not7" marker="(7)"/> <noteRef href="not13" marker="(13)"/></p></content></clause><clause id="art14-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">I vicepresidenti e i segretari</inline> <noteRef href="not8" marker="(8)"/> <noteRef href="not14" marker="(14)"/> sono eletti subito dopo il presidente a scrutinio segreto, con votazioni separate e con voto limitato ad un solo nominativo. Sono eletti i consiglieri che hanno ottenuto il maggior numero di voti o, a parità di voto, i più anziani di età.</p></content></clause><clause id="art14-cla3"><num>3. </num><content><p>L'ufficio di presidenza dura in carica trenta mesi ed è rieleggibile.</p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3 bis.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Il regolamento interno disciplina i casi di cessazione anticipata dalla carica dei componenti dell’ufficio di presidenza per dimissioni, decadenza, mozione di sfiducia o altra causa. </inline><noteRef href="not21" marker="(21)"/></p></content></clause></article><article id="art15"><num>Art. 15 </num><heading>- Funzioni dell'ufficio di presidenza</heading><clause id="art15-cla1"><num>1. </num><content><p>L'ufficio di presidenza coadiuva il presidente nell'esercizio dei suoi compiti; propone il bilancio autonomo del consiglio; definisce gli obiettivi e gli indirizzi per l'organizzazione degli uffici consiliari e per la gestione del personale; nomina il segretario generale del consiglio, su proposta del presidente; verifica i risultati della gestione consiliare; esercita le altre funzioni ad esso attribuite dallo Statuto, dalle leggi, dal regolamento interno del consiglio.</p></content></clause></article><article id="art16"><num>Art. 16 </num><heading>- Gruppi consiliari</heading><clause id="art16-cla1"><num>1. </num><content><p>I consiglieri si organizzano in gruppi politici.</p></content></clause><clause id="art16-cla2"><num>2. </num><content><p>Ogni gruppo è formato da almeno due consiglieri; può essere formato anche da un consigliere, se esso sia l'unico eletto di una lista presentata alle elezioni regionali, <inline name="inlinea0">oppure l’unico rimanente, per effetto di successive riduzioni di componenti, di un gruppo in origine costituito da più eletti di una lista presentata alle elezioni regionali.</inline> <noteRef href="not23" marker="(23)"/></p></content></clause><clause id="art16-cla3"><num>3. </num><content><p>Il consigliere che non fa parte di altri gruppi entra a far parte del gruppo misto.</p></content></clause><clause id="art16-cla4"><num>4. </num><content><p>La Regione dispone, per lo svolgimento delle funzioni dei gruppi consiliari e in rapporto alla consistenza dei medesimi, l'assegnazione di contributi finanziari, di personale, locali, servizi.</p></content></clause><clause id="art16-cla5"><num>5. </num><content><p>L'assegnazione dei contributi e le modalità di rendicontazione sono disciplinate dalla legge.</p></content></clause></article><article id="art17"><num>Art. 17 </num><heading>- Presidenti dei gruppi consiliari</heading><clause id="art17-cla1"><num>1. </num><content><p>I presidenti rappresentano i gruppi consiliari, rispondono della loro gestione, esercitano le funzioni stabilite dallo Statuto e dal regolamento interno del consiglio.</p></content></clause><clause id="art17-cla2"><num>2. </num><content><p>La conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari collabora con il presidente del consiglio e l'ufficio di presidenza per la organizzazione delle attività e dei lavori consiliari.</p></content></clause></article><article id="art18"><num>Art. 18 </num><heading>- Commissioni consiliari</heading><clause id="art18-cla1"><num>1. </num><content><p>Il consiglio istituisce commissioni permanenti nel numero e con le competenze stabilite dal suo regolamento.</p></content></clause><clause id="art18-cla2"><num>2. </num><content><p>Il consiglio può istituire commissioni speciali per oggetti e tempi determinati.</p></content></clause><clause id="art18-cla3"><num>3. </num><content><p>Le commissioni consiliari sono composte in relazione all'entità numerica dei gruppi, secondo le norme del regolamento.</p></content></clause><clause id="art18-cla4"><num>4. </num><content><p>Ogni consigliere fa parte di una commissione permanente e può partecipare ai lavori di tutte le commissioni, con diritto di parola e di proposta.</p></content></clause><clause id="art18-cla5"><num>5. </num><content><p>Il presidente della giunta non fa parte delle commissioni. Il presidente e i componenti della giunta hanno diritto e, se richiesti, l'obbligo di intervenire alle sedute delle commissioni, con diritto di parola e di proposta.</p></content></clause></article><article id="art19"><num>Art. 19 </num><heading>- Poteri delle commissioni permanenti</heading><clause id="art19-cla1"><num>1. </num><content><p>Le commissioni permanenti esercitano, nelle materie di loro competenza, le funzioni istruttorie e referenti. Esercitano anche funzioni redigenti, nei casi previsti dal regolamento, se lo disponga il consiglio con voto unanime.</p></content></clause><clause id="art19-cla2"><num>2. </num><content><p>Le commissioni hanno, nelle stesse materie, funzioni di monitoraggio, valutazione e controllo, anche di tipo economico-finanziario, sugli effetti prodotti dalle politiche regionali, sull'attuazione degli atti consiliari di indirizzo e di programmazione, sull'applicazione dei diritti e dei principi sanciti dal titolo primo.</p></content></clause><clause id="art19-cla3"><num>3. </num><content><p>Le commissioni, per l'esercizio delle loro funzioni, svolgono indagini conoscitive, si avvalgono di esperti ed organismi scientifici, agenzie, consultano enti, organizzazioni, associazioni, tengono rapporti con questi soggetti e promuovono la partecipazione dei cittadini e dei residenti in Toscana.</p></content></clause><clause id="art19-cla4"><num>4. </num><content><p>Le commissioni hanno i diritti e gli obblighi previsti dall' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-11//main#art9" id="31">articolo 9</ref> , commi 2 e 3, possono disporre ispezioni, ottenere l'esibizione di atti e documenti, convocare il personale degli uffici, che è tenuto a presentarsi e non può opporre il segreto d'ufficio.</p></content></clause><clause id="art19-cla5"><num>5. </num><content><p>Le commissioni esprimono pareri sugli atti di competenza degli organi di governo regionale, nei casi previsti dallo Statuto.</p></content></clause><clause id="art19-cla6"><num>6. </num><content><p>Sono previste forme di pubblicità delle sedute delle commissioni permanenti.</p></content></clause></article><article id="art20"><num>Art. 20 </num><heading>- Commissione di controllo</heading><clause id="art20-cla1"><num>1. </num><content><p>Una commissione permanente, presieduta da un consigliere di opposizione e istituita ai sensi dell' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-11//main#art18" id="32">articolo 18</ref> , ha compiti di controllo sullo stato di attuazione delle politiche regionali e sulla coerenza degli atti con la programmazione regionale, generale e di settore.</p></content></clause><clause id="art20-cla2"><num>2. </num><content><p>La commissione, ai fini del comma 1, esprime pareri preventivi sulla coerenza degli atti con la programmazione regionale: se il parere è negativo, l'atto è dichiarato improcedibile, salvo espressa conferma dell'organo che l'ha deliberato.</p></content></clause><clause id="art20-cla3"><num>3. </num><content><p>La commissione ha anche funzioni referenti sui rendiconti degli organi regionali e funzioni di vigilanza sulla gestione del patrimonio regionale e sulle altre attività regionali e degli enti dipendenti dalla Regione indicate dal regolamento interno del consiglio.</p></content></clause><clause id="art20-cla4"><num>4. </num><content><p>Il regolamento interno del consiglio disciplina la composizione della commissione, della quale possono far parte anche consiglieri assegnati ad altre commissioni permanenti.</p></content></clause></article><article id="art21"><num>Art. 21 </num><heading>- Commissioni d'inchiesta</heading><clause id="art21-cla1"><num>1. </num><content><p>Il consiglio può istituire commissioni d'inchiesta su questioni relative a materie di interesse regionale.</p></content></clause><clause id="art21-cla2"><num>2. </num><content><p>Le commissioni d'inchiesta sono istituite anche senza voto consiliare, quando ne facciano richiesta almeno un quinto dei consiglieri.</p></content></clause><clause id="art21-cla3"><num>3. </num><content><p>Non possono essere attive nello stesso tempo più di due commissioni d'inchiesta istituite senza il voto consiliare.</p></content></clause><clause id="art21-cla4"><num>4. </num><content><p>I componenti della giunta regionale intervengono alle sedute delle commissioni d'inchiesta quando ne sono richiesti.</p></content></clause><clause id="art21-cla5"><num>5. </num><content><p>Il regolamento interno del consiglio disciplina la nomina, la composizione, i poteri e le modalità di funzionamento delle commissioni d'inchiesta.</p></content></clause></article></section><section id="sec3"><num>Sezione III </num><heading>- Funzionamento</heading><article id="art22"><num>Art. 22 </num><heading>- Regolamento interno del consiglio</heading><clause id="art22-cla1"><num>1. </num><content><p>Il consiglio approva un regolamento interno di disciplina dell'organizzazione e del funzionamento delle attività consiliari.</p></content></clause><clause id="art22-cla2"><num>2. </num><content><p>Il regolamento è approvato con la maggioranza dei tre quarti dei componenti il consiglio nella prima votazione, con la maggioranza dei due terzi nelle successive due votazioni e con la maggioranza dei componenti il consiglio a partire dalla quarta votazione.</p></content></clause></article><article id="art23"><num>Art. 23 </num><heading>- Potere di iniziativa</heading><clause id="art23-cla1"><num>1. </num><content><p>L'iniziativa delle leggi e degli altri atti di competenza del consiglio appartiene a ciascun consigliere, alla giunta e ai soggetti ai quali sia conferita dallo Statuto.</p></content></clause><clause id="art23-cla2"><num>2. </num><content><p>L'iniziativa degli atti interni del consiglio è riservata ai consiglieri.</p></content></clause><clause id="art23-cla3"><num>3. </num><content><p>L'iniziativa dei bilanci regionali e del rendiconto è riservata alla giunta.</p></content></clause></article><article id="art24"><num>Art. 24 </num><heading>- Programmazione dei lavori</heading><clause id="art24-cla1"><num>1. </num><content><p>I lavori del consiglio e delle commissioni sono programmati, nelle forme e con le modalità stabilite dal regolamento interno.</p></content></clause><clause id="art24-cla2"><num>2. </num><content><p>Il calendario periodico dei lavori del consiglio è definito dal presidente del consiglio con il concorso dell'ufficio di presidenza, dei presidenti dei gruppi e delle commissioni consiliari, della giunta e, in casi particolari, di altri organi.</p></content></clause><clause id="art24-cla3"><num>3. </num><content><p>Il regolamento interno prevede, in casi straordinari di necessità e urgenza, l'esame diretto delle proposte in consiglio.</p></content></clause><clause id="art24-cla4"><num>4. </num><content><p>Speciali sedute o sessioni del consiglio sono dedicate all'esame di argomenti di rilevante interesse generale.</p></content></clause></article><article id="art25"><num>Art. 25 </num><heading>- Convocazione</heading><clause id="art25-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presidente del consiglio convoca il consiglio e ne stabilisce l'ordine del giorno, con il concorso dell'ufficio di presidenza, dei presidenti dei gruppi consiliari, della giunta.</p></content></clause><clause id="art25-cla2"><num>2. </num><content><p>Il consiglio, nei casi d'urgenza, è convocato entro cinque giorni dalla data della richiesta.</p></content></clause><clause id="art25-cla3"><num>3. </num><content><p>Il regolamento interno stabilisce ulteriori modalità per la convocazione del consiglio, che è disposta anche su richiesta del presidente della giunta o di un quinto dei consiglieri o dei presidenti di almeno tre gruppi consiliari cui aderiscano nel complesso non meno di un quinto dei consiglieri.</p></content></clause></article><article id="art26"><num>Art. 26 </num><heading>- Modalità delle deliberazioni</heading><clause id="art26-cla1"><num>1. </num><content><p>Il consiglio delibera validamente con la partecipazione al voto della maggioranza dei suoi componenti e con il voto favorevole della maggioranza dei votanti.</p></content></clause><clause id="art26-cla2"><num>2. </num><content><p>Sono fatte salve le diverse maggioranze stabilite dalla Costituzione e dallo Statuto.</p></content></clause><clause id="art26-cla3"><num>3. </num><content><p>Il consiglio vota a scrutinio palese, eccettuati i casi di voto segreto previsti dal regolamento.</p></content></clause></article><article id="art27"><num>Art. 27 </num><heading>- Pubblicità delle riunioni</heading><clause id="art27-cla1"><num>1. </num><content><p>Le sedute del consiglio sono pubbliche, eccettuati i casi previsti dal regolamento interno.</p></content></clause></article><article id="art28"><num>Art. 28 </num><heading>- Autonomia del consiglio</heading><clause id="art28-cla1"><num>1. </num><content><p>Il consiglio ha autonomia di bilancio, contabile, funzionale e organizzativa.</p></content></clause><clause id="art28-cla2"><num>2. </num><content><p>L'ordinamento contabile del consiglio è disciplinato con apposito regolamento interno, nel quadro dei principi della legge di contabilità regionale.</p></content></clause><clause id="art28-cla3"><num>3. </num><content><p>Gli uffici consiliari garantiscono l'assistenza tecnica all'esercizio delle funzioni del consiglio.</p></content></clause><clause id="art28-cla4"><num>4. </num><content><p>Il personale appartiene al ruolo organico degli uffici del consiglio.</p></content></clause></article></section></chapter><chapter id="chp2"><num>Capo II - </num><heading>Il Governo</heading><section id="sec1"><num>Sezione I </num><heading>- Gli organi</heading><article id="art29"><num>Art. 29 </num><heading>- Organi di governo</heading><clause id="art29-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presidente della giunta e la giunta sono gli organi di governo della Regione.</p></content></clause></article><article id="art30"><num>Art. 30 </num><heading>- Indennità</heading><clause id="art30-cla1"><num>1. </num><content><p>Le disposizioni dell' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-11//main#art9" id="33">articolo 9</ref> , comma 7, si applicano anche ai componenti degli organi di governo.</p></content></clause></article></section><section id="sec2"><num>Sezione II </num><heading>- Il presidente della giunta</heading><article id="art31"><num>Art. 31 </num><heading>- Elezione</heading><clause id="art31-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presidente della giunta è eletto a suffragio universale e diretto, contestualmente al consiglio e con le modalità previste dalla legge elettorale regionale.</p></content></clause><clause id="art31-cla2"><num>2. </num><content><p>Il presidente della giunta <noteRef href="not9" marker="(9)"/> <noteRef href="not15" marker="(15)"/> entra in carica all'atto della proclamazione.</p></content></clause><clause id="art31-cla3"><num>3. </num><content><p>Il presidente della giunta non partecipa alla votazione per l'elezione del presidente del consiglio e dell'ufficio di presidenza.</p></content></clause></article><article id="art32"><num>Art. 32 </num><heading>- Programma di governo e formazione della giunta</heading><clause id="art32-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presidente della giunta, nella prima seduta del consiglio, illustra il programma di governo e presenta il vicepresidente e gli altri componenti della giunta.</p></content></clause><clause id="art32-cla2"><num>2. </num><content><p>Il programma di governo è approvato entro dieci giorni dalla sua illustrazione.</p></content></clause><clause id="art32-cla3"><num>3. </num><content><p>Il presidente nomina il vicepresidente e gli altri componenti della giunta dopo l'approvazione del programma di governo o comunque decorso il termine del comma 2.</p></content></clause><clause id="art32-cla4"><num>4. </num><content><p>Il presidente, fino alla nomina della giunta, ne esercita le funzioni.</p></content></clause></article><article id="art33"><num>Art. 33 </num><heading>- Durata in carica</heading><clause id="art33-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presidente della giunta dura in carica l'intera legislatura ed esercita le funzioni fino alla proclamazione del nuovo presidente.</p></content></clause><clause id="art33-cla2"><num>2. </num><content><p>Il presidente cessa anticipatamente dall'incarico nei casi previsti dalla Costituzione.</p></content></clause><clause id="art33-cla3"><num>3. </num><content><p>La sfiducia nei confronti del presidente è espressa mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei componenti il consiglio e approvata per appello nominale con il voto della maggioranza dei componenti il consiglio. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione o dopo venti giorni da questa.</p></content></clause><clause id="art33-cla4"><num>4. </num><content><p>Le dimissioni del presidente, presentate al presidente del consiglio, sono discusse in un'apposita seduta del consiglio e diventano efficaci decorsi venti giorni dalla presentazione. Entro questo termine le dimissioni possono essere ritirate.</p></content></clause><clause id="art33-cla5"><num>5. </num><content><p>Le altre cause di cessazione del presidente sono accertate dal consiglio, nelle forme e con le modalità disciplinate dalla legge.</p></content></clause><clause id="art33-cla6"><num>6. </num><content><p>La cessazione anticipata del presidente comporta le dimissioni della giunta e, nei casi previsti dalla Costituzione, lo scioglimento del consiglio, con l'indizione entro tre mesi di nuove elezioni.</p></content></clause><clause id="art33-cla7"><num>7. </num><content><p>Il consiglio e la giunta, presieduta dal vicepresidente, esercitano le funzioni per il periodo successivo alla cessazione anticipata del presidente, rispettivamente fino alla prima seduta del nuovo consiglio e fino alla proclamazione del nuovo presidente.</p></content></clause><clause id="art33-cla8"><num>8. </num><content><p>Le disposizioni del comma precedente non si applicano nei casi di scioglimento e rimozione previsti dall'<ref href="/it/costituzione/stato///main#art126-com1" id="34">articolo 126, comma primo, della Costituzione</ref> .</p></content></clause></article><article id="art34"><num>Art. 34 </num><heading>- Funzioni</heading><clause id="art34-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presidente della giunta rappresenta la Regione, dirige la politica della giunta e ne è responsabile, promulga le leggi ed emana i regolamenti.</p></content></clause><clause id="art34-cla2"><num>2. </num><content><p>Il presidente convoca e presiede la giunta; nomina e revoca i componenti della giunta e assegna ad essi i rispettivi incarichi, dandone comunicazione motivata al consiglio; predispone il programma di governo e ne cura l'attuazione; adotta i provvedimenti d'urgenza di competenza regionale previsti dalla legge; provvede alle nomine di competenza degli organi di governo regionali, dandone comunicazione motivata al consiglio; promuove i giudizi di legittimità costituzionale e solleva i conflitti di attribuzione, informandone preventivamente il consiglio; esercita le altre funzioni ad esso attribuite dalla Costituzione e dallo Statuto, ovvero previste dalle fonti normative regionali in conformità ai criteri statutari di riparto delle funzioni tra gli organi regionali.</p></content></clause></article></section><section id="sec3"><num>Sezione III </num><heading>- La giunta</heading><article id="art35"><num>Art. 35 </num><heading>- Composizione</heading><clause id="art35-cla1"><num>1. </num><content><p><inline name="inlinea0">La giunta è composta dal presidente e da un numero di componenti, denominati assessori, non superiore a otto.</inline> <noteRef href="not3" marker="(3)"/> <noteRef href="not16" marker="(16)"/></p></content></clause><clause id="art35-cla2"><num>2. </num><content><p>Gli assessori sono nominati dal presidente della giunta.</p></content></clause><clause id="art35-cla3"><num>3. </num><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato.</inline> <noteRef href="not4" marker="(4)"/></p></content></clause><clause id="art35-cla4"><num>4. </num><content><p>Il vicepresidente sostituisce il presidente nei casi di assenza e negli altri casi in cui questi non possa esercitare temporaneamente le proprie funzioni.</p></content></clause></article><article id="art36"><num>Art. 36 </num><heading>- Durata in carica</heading><clause id="art36-cla1"><num>1. </num><content><p>La giunta dura in carica quanto il presidente che l'ha nominata, salvo i casi di cessazione anticipata ai sensi dell' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-11//main#art33" id="35">articolo 33</ref>.</p></content></clause><clause id="art36-cla2"><num>2. </num><content><p>Il consiglio può esprimere il non gradimento nei confronti di singoli assessori, a seguito di mozione motivata sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni e dopo venti giorni dalla presentazione. Il presidente della giunta comunica entro venti giorni al consiglio le proprie motivate decisioni conseguenti all'approvazione della mozione di non gradimento.</p></content></clause></article><article id="art37"><num>Art. 37 </num><heading>- Funzioni</heading><clause id="art37-cla1"><num>1. </num><content><p>La giunta esercita le funzioni amministrative di competenza della Regione, nei limiti previsti dallo Statuto e dalla legge.</p></content></clause><clause id="art37-cla2"><num>2. </num><content><p>La giunta delibera proposte di legge; approva i regolamenti di sua competenza e delibera proposte di regolamento di competenza del consiglio; cura l'attuazione delle leggi, degli atti di programmazione e degli atti di indirizzo approvati dal consiglio; predispone e gestisce il bilancio della Regione; approva, previo parere del consiglio, i bilanci preventivi degli enti, delle aziende e degli altri organismi dipendenti dalla Regione; esercita le altre funzioni ad essa attribuite dalla Costituzione e dallo Statuto, ovvero previste dalle fonti normative regionali in conformità ai criteri statutari di riparto delle funzioni tra gli organi regionali.</p></content></clause></article><article id="art38"><num>Art. 38 </num><heading>- Organizzazione</heading><clause id="art38-cla1"><num>1. </num><content><p>La giunta esercita le sue funzioni in forma collegiale.</p></content></clause><clause id="art38-cla2"><num>2. </num><content><p>Gli assessori collaborano con il presidente della giunta; gli incarichi degli assessori possono essere modificati in ogni tempo dal presidente, che ne dà comunicazione motivata al consiglio.</p></content></clause><clause id="art38-cla3"><num>3. </num><content><p>Il funzionamento della giunta è disciplinato da regolamento interno.</p></content></clause></article></section></chapter><num>Titolo III</num><heading> - LE FONTI NORMATIVE</heading><article id="art39"><num>Art. 39 </num><heading>- Elenco delle fonti</heading><clause id="art39-cla1"><num>1. </num><content><p>Le fonti normative regionali sono lo Statuto, le leggi, i regolamenti.</p></content></clause><clause id="art39-cla2"><num>2. </num><content><p>Le leggi e i regolamenti sono motivati, nei modi previsti dalla legge.</p></content></clause></article><article id="art40"><num>Art. 40 </num><heading>- Procedimento legislativo</heading><clause id="art40-cla1"><num>1. </num><content><p>Le proposte di legge sono presentate al presidente del consiglio, che ne cura immediatamente la distribuzione ai consiglieri e l'assegnazione alle commissioni competenti.</p></content></clause><clause id="art40-cla2"><num>2. </num><content><p>Il regolamento interno del consiglio stabilisce le modalità e i termini per l'esame delle proposte nelle commissioni, prevede procedure abbreviate nei casi di urgenza, dispone la iscrizione all'ordine del giorno delle commissioni o del consiglio nei casi di inosservanza dei termini; disciplina inoltre le modalità volte ad assicurare l'esame da parte del consiglio delle proposte di iniziativa consiliare.</p></content></clause><clause id="art40-cla3"><num>3. </num><content><p>Le commissioni riferiscono al consiglio sulle proposte esaminate.</p></content></clause><clause id="art40-cla4"><num>4. </num><content><p>Il consiglio, dopo la discussione generale sulla proposta di legge, la vota articolo per articolo e, con votazione finale, nella sua interezza.</p></content></clause><clause id="art40-cla5"><num>5. </num><content><p>Il consiglio, dopo la discussione generale, nel caso di procedimento in sede redigente, esprime il voto finale sulla proposta di legge nella sua interezza.</p></content></clause></article><article id="art41"><num>Art. 41 </num><heading>- Promulgazione</heading><clause id="art41-cla1"><num>1. </num><content><p>Le leggi sono promulgate dal presidente della giunta entro dieci giorni dalla trasmissione da parte del presidente del consiglio.</p></content></clause><clause id="art41-cla2"><num>2. </num><content><p>Il termine per la promulgazione delle leggi sottoposte a procedura di assenso comunitario decorre dal ricevimento della comunicazione dell'assenso o dalla scadenza del termine previsto per la pronuncia dell'organo comunitario.</p></content></clause><clause id="art41-cla3"><num>3. </num><content><p>Il mancato assenso comunitario, anche parziale, comporta il riesame della legge, nei modi e nelle forme disciplinate dal regolamento interno del consiglio.</p></content></clause></article><article id="art42"><num>Art. 42 </num><heading>- Regolamenti</heading><clause id="art42-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione esercita il potere regolamentare mediante regolamenti di attuazione delle leggi regionali, regolamenti delegati dallo Stato, regolamenti di attuazione degli atti e delle norme comunitarie.</p></content></clause><clause id="art42-cla2"><num>2. </num><content><p>I regolamenti di attuazione delle leggi regionali sono approvati dalla giunta con il parere obbligatorio della commissione consiliare competente, che si pronuncia entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della proposta; scaduto il termine, la giunta può procedere all'approvazione del regolamento.</p></content></clause><clause id="art42-cla3"><num>3. </num><content><p>I regolamenti delegati dallo Stato sono approvati dal consiglio.</p></content></clause><clause id="art42-cla4"><num>4. </num><content><p>I regolamenti di attuazione degli atti e delle norme comunitarie sono approvati dalla giunta, con la procedura prevista al comma 2.</p></content></clause><clause id="art42-cla5"><num>5. </num><content><p>I regolamenti sono emanati dal presidente della giunta.</p></content></clause><clause id="art42-cla6"><num>6. </num><content><p>Gli organi regionali possono approvare regolamenti interni di organizzazione, nei casi previsti dallo Statuto o dalla legge.</p></content></clause></article><article id="art43"><num>Art. 43 </num><heading>- Pubblicazione ed entrata in vigore</heading><clause id="art43-cla1"><num>1. </num><content><p>Le leggi e i regolamenti sono pubblicati sul bollettino ufficiale della Regione non oltre il ventesimo giorno dalla data di promulgazione o di emanazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione, salvo il diverso termine stabilito dalla legge o dal regolamento.</p></content></clause><clause id="art43-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge prevede altre forme dirette a favorire la conoscenza e l'applicazione delle leggi e dei regolamenti.</p></content></clause></article><article id="art44"><num>Art. 44 </num><heading>- Qualità delle fonti normative</heading><clause id="art44-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione tutela la certezza del diritto e a tal fine cura la qualità delle fonti normative regionali e ne garantisce l'organicità, la chiarezza, la semplicità delle procedure.</p></content></clause><clause id="art44-cla2"><num>2. </num><content><p>E' promossa, per le finalità del primo comma, la formazione di testi unici legislativi e regolamentari per settori organici.</p></content></clause><clause id="art44-cla3"><num>3. </num><content><p>I testi unici legislativi sono approvati con legge e possono essere abrogati o modificati, anche parzialmente, solo in modo espresso.</p></content></clause><clause id="art44-cla4"><num>4. </num><content><p>Le parti del testo unico di mero coordinamento delle leggi esistenti sono approvate dal consiglio con un unico voto.</p></content></clause><clause id="art44-cla5"><num>5. </num><content><p>I testi unici regolamentari possono essere abrogati o modificati, anche parzialmente, solo in modo espresso.</p></content></clause><clause id="art44-cla6"><num>6. </num><content><p>La legge e i regolamenti interni, del consiglio e della giunta, stabiliscono gli obblighi volti a garantire la qualità delle fonti normative e le modalità di formazione, approvazione e mantenimento dei testi unici.</p></content></clause><clause id="art44-cla7"><num>7. </num><content><p>Le proposte di legge che non osservano le disposizioni stabilite a tutela della qualità della legislazione sono dichiarate improcedibili dal presidente del consiglio, d'intesa con l'ufficio di presidenza.</p></content></clause></article><article id="art45"><num>Art. 45 </num><heading>- Controllo sulle leggi</heading><clause id="art45-cla1"><num>1. </num><content><p>Le commissioni consiliari esercitano controlli preventivi e di fattibilità sulle proposte di legge e promuovono la valutazione degli effetti delle leggi su coloro che ne sono destinatari.</p></content></clause><clause id="art45-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge regionale sulla normazione disciplina l'inserimento nelle leggi, ai fini di valutarne gli effetti prodotti, di clausole volte a definire i tempi e le modalità di raccolta delle informazioni necessarie.</p></content></clause><clause id="art45-cla3"><num>3. </num><content><p>Il regolamento interno del consiglio disciplina le forme di esercizio delle funzioni previste dal presente articolo.</p></content></clause><clause id="art45-cla4"><num>4. </num><content><p>Il bilancio del consiglio garantisce, ai fini dello svolgimento delle funzioni, la disponibilità di adeguate risorse.</p></content></clause></article><num>Titolo IV</num><heading> - L'AMMINISTRAZIONE</heading><article id="art46"><num>Art. 46 </num><heading>- Programmazione</heading><clause id="art46-cla1"><num>1. </num><content><p>La programmazione è il metodo dell'attività regionale e ne determina gli obiettivi annuali e pluriennali.</p></content></clause><clause id="art46-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge disciplina gli atti della programmazione, le relative procedure, le funzioni degli organi regionali, degli enti locali e delle organizzazioni rappresentative della società toscana nel processo formativo, le modalità di integrazione con gli atti della programmazione locale, nazionale e comunitaria, le forme di partecipazione.</p></content></clause></article><article id="art47"><num>Art. 47 </num><heading>- Organismi di studio e di ricerca</heading><clause id="art47-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione cura la raccolta e la elaborazione dei dati e delle informazioni utili all'esercizio delle proprie funzioni.</p></content></clause><clause id="art47-cla2"><num>2. </num><content><p>Il consiglio e la giunta si avvalgono a tal fine anche di organismi autonomi a partecipazione regionale per le ricerche e la raccolta dei dati necessari all'esercizio delle rispettive funzioni e alla formazione degli atti di programmazione.</p></content></clause></article><article id="art48"><num>Art. 48 </num><heading>- Concertazione o confronto <noteRef href="not17" marker="(17)"/></heading><clause id="art48-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presidente della giunta può promuovere, su atti di iniziativa degli organi di governo, fasi formali di concertazione o di confronto con rappresentanze istituzionali e sociali, per ricercare preventive linee di intesa, nel caso di atti di competenza degli organi di governo, ovvero per verificare i rispettivi orientamenti, nel caso di atti da sottoporre all'approvazione del consiglio: in quest'ultimo caso, l'avvio delle fasi formali è preceduto da un'adeguata informazione del consiglio, che può approvar e specifici atti di indirizzo.</p></content></clause></article><article id="art49"><num>Art. 49 </num><heading>- Bilanci</heading><clause id="art49-cla1"><num>1. </num><content><p>La legge, nel rispetto dei principi di autonomia finanziaria della Regione e di coordinamento della finanza pubblica, disciplina l'ordinamento contabile della Regione, le forme di coordinamento dei bilanci con gli atti della programmazione, la data di presentazione e le modalità di approvazione dei bilanci e del rendiconto.</p></content></clause><clause id="art49-cla2"><num>2. </num><content><p>Il consiglio autorizza l'esercizio provvisorio, per un periodo non superiore a tre mesi, determinando i limiti dell'attività di spesa.</p></content></clause></article><article id="art50"><num>Art. 50 </num><heading>- Enti dipendenti</heading><clause id="art50-cla1"><num>1. </num><content><p>Le funzioni amministrative riservate alla Regione, nel rispetto del principio di sussidiarietà, possono essere esercitate anche tramite enti, aziende, agenzie e altri organismi pubblici dipendenti, istituiti e ordinati con legge regionale.</p></content></clause><clause id="art50-cla2"><num>2. </num><content><p>Le nomine regionali negli organi di amministrazione degli enti ed organismi dipendenti sono di competenza degli organi di governo e sono soggette a forme di controllo anche preventivo del consiglio.</p></content></clause></article><article id="art51"><num>Art. 51 </num><heading>- Società ed associazioni</heading><clause id="art51-cla1"><num>1. </num><content><p>La partecipazione della Regione, anche nella fase costitutiva, a società, associazioni, fondazioni e altri organismi di diritto privato è disciplinata dalla legge, che determina le competenze della giunta e del consiglio.</p></content></clause><clause id="art51-cla2"><num>2. </num><content><p>Le nomine regionali negli organi delle società e degli altri organismi a partecipazione regionale sono di competenza del consiglio, nell'esercizio delle funzioni di rappresentanza e controllo, e sono espresse in modo da garantire la presenza delle minoranze consiliari.</p></content></clause><clause id="art51-cla3"><num>3. </num><content><p>Le nomine e le designazioni per incarichi direzionali di competenza degli organi di governo sono disciplinate ai sensi dell' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-11//main#art50" id="36">articolo 50</ref> , comma 2.</p></content></clause></article><article id="art52"><num>Art. 52 </num><heading>- Uffici e personale</heading><clause id="art52-cla1"><num>1. </num><content><p>La legge stabilisce i principi dell'ordinamento degli uffici regionali.</p></content></clause><clause id="art52-cla2"><num>2. </num><content><p>Gli uffici regionali operano nell'interesse dei cittadini, secondo i principi di legalità, trasparenza, imparzialità, orientamento al risultato.</p></content></clause><clause id="art52-cla3"><num>3. </num><content><p>La Regione valorizza il personale regionale e ne cura la formazione professionale, per garantire efficacia ed efficienza all'azione amministrativa.</p></content></clause></article><article id="art53"><num>Art. 53 </num><heading>- Dirigenti</heading><clause id="art53-cla1"><num>1. </num><content><p>I dirigenti hanno il compito di realizzare gli obiettivi programmati, nel rispetto delle direttive degli organi regionali di direzione politica.</p></content></clause><clause id="art53-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge disciplina l'esercizio delle funzioni dei dirigenti, i requisiti professionali necessari, le modalità per il conferimento e la revoca degli incarichi, le responsabilità per i risultati della gestione.</p></content></clause><clause id="art53-cla3"><num>3. </num><content><p>I dirigenti delle strutture di massima dimensione sono nominati dai competenti organi regionali di direzione politica.</p></content></clause><clause id="art53-cla4"><num>4. </num><content><p>E' applicato il principio della distinzione tra i compiti degli organi di direzione politica e i compiti di gestione amministrativa dei dirigenti.</p></content></clause><clause id="art53-cla5"><num>5. </num><content><p>Gli organi regionali di direzione politica individuati dalla legge dispongono di specifici uffici per l'esercizio dei loro compiti.</p></content></clause></article><article id="art54"><num>Art. 54 </num><heading>- Procedimento amministrativo e diritto di accesso</heading><clause id="art54-cla1"><num>1. </num><content><p>Tutti hanno diritto di accedere senza obbligo di motivazione ai documenti amministrativi, nel rispetto degli interessi costituzionalmente tutelati e nei modi previsti dalla legge.</p></content></clause><clause id="art54-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge assicura il contraddittorio degli interessati alla formazione dei provvedimenti e prevede l'individuazione del responsabile della correttezza e della celerità del procedimento, la cui conclusione è garantita entro un termine certo.</p></content></clause><clause id="art54-cla3"><num>3. </num><content><p>Tutti gli atti amministrativi regionali, salvo quelli meramente esecutivi, sono motivati.</p></content></clause></article><num>Titolo V</num><heading> - ORGANI DI TUTELA E GARANZIA</heading><article id="art55"><num>Art. 55 </num><heading>- Commissione per le pari opportunità</heading><clause id="art55-cla1"><num>1. </num><content><p>La commissione per le pari opportunità fra donne e uomini è istituita con legge.</p></content></clause><clause id="art55-cla2"><num>2. </num><content><p>La commissione è organismo autonomo, con sede presso il consiglio regionale.</p></content></clause><clause id="art55-cla3"><num>3. </num><content><p>La commissione esercita funzioni consultive e di proposta nei confronti degli organi regionali, funzioni di controllo e monitoraggio sulle politiche regionali ai fini dell'applicazione dei principi di non discriminazione e di pari opportunità fra donne e uomini, funzioni di verifica sull'applicazione delle disposizioni dell'<ref href="/it/costituzione/stato///main#art117-com7" id="37">articolo 117, comma settimo, della Costituzione</ref> .</p></content></clause><clause id="art55-cla4"><num>4. </num><content><p>Il regolamento interno disciplina la partecipazione della commissione ai procedimenti consiliari.</p></content></clause></article><article id="art56"><num>Art. 56 </num><heading>- Difensore civico</heading><clause id="art56-cla1"><num>1. </num><content><p>Il difensore civico regionale garantisce a tutti la tutela non giurisdizionale nei casi di cattiva amministrazione, svolgendo anche attività di mediazione.</p></content></clause><clause id="art56-cla2"><num>2. </num><content><p>Il difensore civico interviene d'ufficio o su richiesta dei soggetti che vi hanno interesse.</p></content></clause><clause id="art56-cla3"><num>3. </num><content><p>Gli specifici compiti del difensore civico, le modalità di intervento e i relativi effetti sono disciplinati dalla legge, con riferimento, in particolare, al diritto di accesso.</p></content></clause><clause id="art56-cla4"><num>4. </num><content><p>Il difensore civico è nominato dal consiglio, con la maggioranza qualificata prevista dalla legge e con modalità che ne assicurino l'imparzialità e l'indipendenza. Dura in carica sei anni e non è rieleggibile.</p></content></clause><clause id="art56-cla5"><num>5. </num><content><p>La legge promuove la istituzione della rete di difesa civica locale.</p></content></clause><clause id="art56-cla6"><num>6. </num><content><p>Il consiglio garantisce al difensore civico autonomia di funzionamento e assegna al medesimo risorse finanziarie e di personale adeguate alle funzioni da svolgere.</p></content></clause></article><article id="art57"><num>Art. 57 </num><heading>- Collegio di garanzia</heading><clause id="art57-cla1"><num>1. </num><content><p>E' istituito, con sede presso il consiglio regionale, il collegio di garanzia statutaria, con il compito di verificare la rispondenza delle fonti normative regionali allo Statuto.</p></content></clause><clause id="art57-cla2"><num>2. </num><content><p>Il presidente della giunta, il presidente del consiglio, almeno tre presidenti di gruppi consiliari, almeno un quinto dei consiglieri regionali possono chiedere l'intervento del collegio di garanzia. La richiesta può pervenire anche dal consiglio delle autonomie locali, quando riguarda la presunta violazione delle norme statutarie in materia di enti locali.</p></content></clause><clause id="art57-cla3"><num>3. </num><content><p>Il giudizio del collegio di garanzia di non conformità allo Statuto comporta il riesame della fonte normativa, con le modalità previste dalla legge.</p></content></clause><clause id="art57-cla4"><num>4. </num><content><p>Il collegio di garanzia si pronuncia anche sulla ammissibilità dei referendum popolari e, su richiesta dei soggetti indicati al secondo comma, sui conflitti di attribuzione tra organi regionali.</p></content></clause><clause id="art57-cla5"><num>5.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il collegio di garanzia è costituito con deliberazione del consiglio regionale approvata a scrutinio segreto, con voto limitato, per ciascun consigliere regionale, a quattro componenti; è composto da sette membri di alta e riconosciuta competenza nel campo del diritto pubblico; dura in carica cinque anni e i suoi componenti non sono immediatamente rieleggibili.</inline> <noteRef href="not22" marker="(22)"/> </p></content></clause><clause id="art57-cla6"><num>6. </num><content><p>La legge disciplina il funzionamento del collegio di garanzia e ne garantisce l'autonomia e l'indipendenza, prevedendo idonee modalità di designazione dei singoli componenti.</p></content></clause></article><num>Titolo VI</num><heading> - IL SISTEMA DELLE AUTONOMIE</heading><article id="art58"><num>Art. 58 </num><heading>- Principio di sussidiarietà</heading><clause id="art58-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione conforma la propria attività al principio di sussidiarietà e opera, a tal fine, per avvicinare nella più ampia misura ai cittadini l'organizzazione della vita sociale e l'esercizio delle funzioni pubbliche.</p></content></clause></article><article id="art59"><num>Art. 59 </num><heading>- Sussidiarietà sociale</heading><clause id="art59-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione favorisce l'autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro aggregazioni per il diretto svolgimento di attività di riconosciuto interesse generale.</p></content></clause><clause id="art59-cla2"><num>2. </num><content><p>L'attuazione del principio della sussidiarietà sociale è prioritariamente diretta al miglioramento del livello dei servizi, al superamento delle disuguaglianze economiche e sociali, a favorire la collaborazione dei cittadini e delle formazioni sociali, secondo le loro specificità, ai fini della valorizzazione della persona e dello sviluppo solidale delle comunità.</p></content></clause></article><article id="art60"><num>Art. 60 </num><heading>- Autonomie funzionali</heading><clause id="art60-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione valorizza le autonomie funzionali e ne favorisce la partecipazione all'attività propria e degli enti locali.</p></content></clause></article><article id="art61"><num>Art. 61 </num><heading>- Conferenza permanente delle autonomie sociali</heading><clause id="art61-cla1"><num>1. </num><content><p>La legge disciplina la conferenza permanente delle autonomie sociali, che si riunisce in almeno tre sessioni annuali per esprimere proposte e pareri al consiglio ai fini della formazione degli atti della programmazione economica, sociale e territoriale.</p></content></clause><clause id="art61-cla2"><num>2. </num><content><p>La conferenza è convocata anche per verificare gli esiti delle politiche regionali.</p></content></clause><clause id="art61-cla3"><num>3. </num><content><p>La Regione garantisce alla conferenza l'autonomia e le risorse necessarie allo svolgimento dei compiti ad essa attribuiti.</p></content></clause><clause id="art61-cla4"><num>4. </num><content><p>La conferenza è istituita presso il consiglio regionale.</p></content></clause></article><article id="art62"><num>Art. 62 </num><heading>- Sussidiarietà istituzionale</heading><clause id="art62-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione, sulla base dei principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione, conferisce con legge agli enti locali le funzioni amministrative nelle materie di propria competenza.</p></content></clause><clause id="art62-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione, in attuazione dei principi del comma 1, sostiene l'esercizio associato delle funzioni dei comuni, promuove la collaborazione istituzionale tra i comuni, le province e la città metropolitana, valorizza il ruolo delle comunità montane e dei circondari istituiti ai sensi della legge regionale.</p></content></clause><clause id="art62-cla3"><num>3. </num><content><p>Sono riservate alla Regione le sole funzioni amministrative il cui esercizio risponde a riconosciute esigenze unitarie di livello regionale.</p></content></clause></article><article id="art63"><num>Art. 63 </num><heading>- Regolamenti degli enti locali</heading><clause id="art63-cla1"><num>1. </num><content><p>L'organizzazione e lo svolgimento delle funzioni conferite agli enti locali è disciplinato da autonomi regolamenti degli stessi enti locali.</p></content></clause><clause id="art63-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge, nei casi in cui risultino specifiche esigenze unitarie, può disciplinare l'organizzazione e lo svolgimento delle funzioni conferite per assicurare requisiti essenziali di uniformità.</p></content></clause><clause id="art63-cla3"><num>3. </num><content><p>Le fonti normative regionali, fuori dei casi previsti al comma precedente, possono disciplinare in via transitoria lo svolgimento delle funzioni conferite, in attesa di autonoma regolamentazione da parte degli enti locali.</p></content></clause></article><article id="art64"><num>Art. 64 </num><heading>- Risorse finanziarie</heading><clause id="art64-cla1"><num>1. </num><content><p>Le risorse regionali che sono destinate, in attesa della attuazione dell'<ref href="/it/costituzione/stato///main#art119" id="38">articolo 119 </ref><ref href="/it/costituzione/stato///main#art119" id="39">della Costituzione</ref> , al finanziamento delle funzioni conferite agli enti locali affluiscono ad un unico fondo, ripartito secondo criteri stabiliti dalla legge; la ripartizione è soggetta a verifiche di funzionalità della spesa condotte d'intesa con gli enti locali.</p></content></clause><clause id="art64-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge disciplina, limitatamente ai profili coperti da riserva di legge, i tributi propri degli enti locali, salva la potestà degli enti di istituirli.</p></content></clause></article><article id="art65"><num>Art. 65 </num><heading>- Concorso degli enti locali</heading><clause id="art65-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione assume gli atti della programmazione locale come rilevanti ai fini della formazione e dell'attuazione della programmazione regionale.</p></content></clause><clause id="art65-cla2"><num>2. </num><content><p>Gli enti locali partecipano alle fasi formali di concertazione o di confronto previste dall' <ref href="/it/altrefonti/regione.toscana/2005-02-11//main#art48" id="40">articolo 48</ref> e concorrono ad orientare la Regione nell'esercizio delle funzioni di loro interesse dirette alla formazione degli atti comunitari.</p></content></clause></article><article id="art66"><num>Art. 66 </num><heading>- Consiglio delle autonomie locali</heading><clause id="art66-cla1"><num>1. </num><content><p>Il consiglio delle autonomie locali, istituito con legge presso il consiglio, è l'organo di rappresentanza del sistema degli enti locali della Toscana, con funzioni consultive e di proposta.</p></content></clause><clause id="art66-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge determina la composizione, i criteri di rappresentanza territoriale e le modalità di costituzione del consiglio delle autonomie locali.</p></content></clause><clause id="art66-cla3"><num>3. </num><content><p>Il consiglio delle autonomie locali esprime parere obbligatorio sul bilancio regionale, sugli atti della programmazione regionale, sulle proposte di legge e di regolamento che riguardano l'attribuzione e l'esercizio delle competenze degli enti locali.</p></content></clause><clause id="art66-cla4"><num>4. </num><content><p>Gli organi regionali, in caso di parere del consiglio delle autonomie locali contrario o condizionato all'accoglimento di modifiche, lo possono disattendere con motivazione espressa.</p></content></clause><clause id="art66-cla5"><num>5. </num><content><p>Il consiglio delle autonomie locali può proporre al presidente della giunta, previa informazione del consiglio, il ricorso alla Corte costituzionale contro le leggi e gli atti aventi forza di legge dello Stato.</p></content></clause><clause id="art66-cla6"><num>6. </num><content><p>Le nomine e le designazioni di competenza del sistema degli enti locali di suoi rappresentanti negli organismi regionali sono attribuite al consiglio delle autonomie locali.</p></content></clause><clause id="art66-cla7"><num>7. </num><content><p>La legge assicura al consiglio delle autonomie locali le risorse necessarie allo svolgimento dei suoi compiti e garantisce l'autonomia di funzionamento dell'organo.</p></content></clause><clause id="art66-cla8"><num>8. </num><content><p>Il regolamento interno del consiglio delle autonomie locali prevede requisiti di validità delle sedute e delle deliberazioni in armonia con le corrispondenti norme del regolamento interno del consiglio regionale.</p></content></clause></article><article id="art67"><num>Art. 67 </num><heading>- Seduta congiunta</heading><clause id="art67-cla1"><num>1. </num><content><p>Il consiglio regionale e il consiglio delle autonomie locali si riuniscono in seduta congiunta almeno una volta l'anno, per l'esame di problemi di comune interesse.</p></content></clause><clause id="art67-cla2"><num>2. </num><content><p>I presidenti dei due organi fissano d'intesa l'ordine del giorno.</p></content></clause><clause id="art67-cla3"><num>3. </num><content><p>La seduta è presieduta dal presidente del consiglio regionale.</p></content></clause></article><num>Titolo VII</num><heading> - GLI ALTRI RAPPORTI ISTITUZIONALI</heading><article id="art68"><num>Art. 68 </num><heading>- Rapporti con le altre regioni</heading><clause id="art68-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione promuove intese con le altre regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni e la cura di interessi interregionali.</p></content></clause><clause id="art68-cla2"><num>2. </num><content><p>Le intese con le altre regioni sono ratificate con legge e possono prevedere anche la costituzione di organi e discipline normative comuni.</p></content></clause><clause id="art68-cla3"><num>3. </num><content><p>La Regione ricerca forme di coordinamento con le altre regioni, per favorire comuni orientamenti nei confronti dello Stato e dell'Unione europea, per ridurre gli squilibri nei livelli di sviluppo, per affermare indirizzi volti alla coesione e alla solidarietà sociale.</p></content></clause></article><article id="art69"><num>Art. 69 </num><heading>- Rapporti con lo Stato</heading><clause id="art69-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione partecipa, nelle forme previste dalla normativa vigente, al processo di formazione e di attuazione delle leggi e degli atti di governo statali, ispirandosi al principio di leale collaborazione.</p></content></clause></article><article id="art70"><num>Art. 70 </num><heading>- Rapporti con l'Unione europea</heading><clause id="art70-cla1"><num>1. </num><content><p>Gli organi di governo e il consiglio partecipano, nei modi previsti dalla legge, alle decisioni dirette alla formazione e attuazione degli atti comunitari nelle materie di competenza regionale.</p></content></clause><clause id="art70-cla2"><num>2. </num><content><p>Il presidente della giunta e il presidente del consiglio si informano reciprocamente sulle attività svolte in sede comunitaria nell'ambito delle rispettive attribuzioni.</p></content></clause></article><article id="art71"><num>Art. 71 </num><heading>- Relazioni internazionali</heading><clause id="art71-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione promuove e sviluppa relazioni internazionali, volte ad affermare, nel rispetto dell'interesse nazionale, principi di dialogo e di amicizia tra i popoli, di collaborazione e di scambio culturale, di cooperazione economica e sociale, di sostegno dei diritti e dei valori dell'identità toscana.</p></content></clause><clause id="art71-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione, nelle materie di competenza regionale, conclude accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei limiti stabiliti dalla Costituzione e dalle fonti da essa richiamate.</p></content></clause></article><num>Titolo VIII</num><heading> - LA PARTECIPAZIONE</heading><article id="art72"><num>Art. 72 </num><heading>- Principi</heading><clause id="art72-cla1"><num>1. </num><content><p>La legge promuove, secondo i principi dell' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-11//main#art3" id="41">articolo 3</ref> , la partecipazione dei cittadini, dei residenti e dei soggetti sociali organizzati, nelle diverse forme: come iniziativa autonoma verso l'amministrazione, come libero apporto propositivo alle iniziative regionali, come intervento nelle fasi formali di consultazione, come contributo alla verifica degli effetti delle politiche regionali.</p></content></clause><clause id="art72-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione, per favorire la partecipazione, garantisce politiche attive dirette alla semplicità delle procedure, alla trasparenza amministrativa, alla funzionalità degli strumenti informativi.</p></content></clause><clause id="art72-cla3"><num>3. </num><content><p>I partiti politici sono strumenti fondamentali della partecipazione.</p></content></clause></article><article id="art73"><num>Art. 73 </num><heading>- Dovere di informazione</heading><clause id="art73-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione stabilisce le modalità per rendere effettivo il diritto dei cittadini singoli e associati alla più ampia e imparziale informazione sull'attività regionale.</p></content></clause><clause id="art73-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge, al fine di favorire la partecipazione, prevede forme di pubblicità della fase istruttoria su atti di particolare interesse per la comunità regionale.</p></content></clause></article><article id="art74"><num>Art. 74 </num><heading>- Iniziativa popolare</heading><clause id="art74-cla1"><num>1. </num><content><p>L'iniziativa popolare delle leggi può essere esercitata da cinquemila elettori della regione, da almeno tre consigli comunali, da ciascun consiglio provinciale, dalla città metropolitana, dal consiglio delle autonomie locali<inline name="inlinea0">, salvi i casi di cui al comma 1 bis.</inline> <noteRef href="not24" marker="(24)"/></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1 bis.</inline></num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Nel caso di proposte di legge riguardanti l’istituzione di nuovi comuni, di fusione di comuni, di modificazione delle circoscrizioni e delle denominazioni comunali, l’iniziativa popolare può essere esercitata:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> da un numero di elettori che:</inline></p></content><num><inline name="inlinea0">1)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> in ciascun comune interessato con popolazione inferiore a cinquemila abitanti, sia pari ad almeno il 25 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del medesimo comune;</inline></p></content><num><inline name="inlinea0">2)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> in ciascun comune interessato con popolazione compresa tra cinquemila e diecimila </inline><inline name="inlinea0">abitanti, sia pari ad almeno il 20 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del medesimo comune, e sia comunque non inferiore a milleduecentocinquanta;</inline></p></content><num><inline name="inlinea0">3)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> in ciascun comune interessato con popolazione superiore a diecimila abitanti, sia pari ad almeno il 15 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del medesimo comune, e sia comunque non inferiore a duemila;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> dal consiglio o dai consigli comunali interessati.</inline> <noteRef href="not25" marker="(25)"/></p></content></list></clause><clause id="art74-cla2"><num>2. </num><content><p>I promotori sono ammessi all'esame istruttorio della proposta nei modi previsti dal regolamento interno.</p></content></clause><clause id="art74-cla3"><num>3. </num><content><p>Il consiglio vota la proposta nel merito non oltre nove mesi dalla presentazione.</p></content></clause></article><article id="art75"><num>Art. 75 </num><heading>- Referendum abrogativo</heading><clause id="art75-cla1"><num>1. </num><content><p>Il referendum abrogativo di una legge o di un regolamento regionale è indetto su richiesta di quarantamila elettori della regione.</p></content></clause><clause id="art75-cla2"><num>2. </num><content><p>Il referendum abrogativo può essere indetto anche su parti definite, purché di senso compiuto, di una legge o regolamento regionale.</p></content></clause><clause id="art75-cla3"><num>3. </num><content><p>Non possono essere sottoposti a referendum abrogativo lo Statuto, le leggi di bilancio o tributarie, i relativi regolamenti attuativi, i regolamenti interni degli organi regionali, le leggi e i regolamenti concernenti accordi o intese di carattere internazionale o con altre regioni.</p></content></clause><clause id="art75-cla4"><num>4. </num><content><p>La proposta di abrogazione soggetta a referendum è approvata se partecipa alla votazione la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni regionali e se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.</p></content></clause><clause id="art75-cla5"><num>5. </num><content><p>Nel caso di esito negativo del referendum, anche per mancato raggiungimento del quorum, le stesse norme non possono essere sottoposte a nuovo referendum abrogativo nel corso della medesima legislatura o comunque prima di tre anni dalla data della votazione.</p></content></clause></article><article id="art76"><num>Art. 76 </num><heading>- Referendum consultivo</heading><clause id="art76-cla1"><num>1. </num><content><p>Il referendum consultivo su proposte di particolare interesse per la popolazione è indetto su richiesta di trentamila elettori della regione.</p></content></clause><clause id="art76-cla2"><num>2. </num><content><p>Il consiglio, con il voto favorevole dei due terzi dei suoi componenti, può sottoporre a referendum consultivo una proposta di legge, nei modi previsti dal regolamento interno.</p></content></clause></article><article id="art77"><num>Art. 77 </num><heading>- Normativa sui referendum</heading><clause id="art77-cla1"><num>1. </num><content><p>La legge disciplina i limiti di ammissibilità, il procedimento, le modalità attuative e gli effetti dei referendum; prevede agevolazioni procedurali e forme di assistenza degli uffici regionali a favore dei promotori dei referendum.</p></content></clause><clause id="art77-cla2"><num>2. </num><content><p>La legge disciplina il referendum sulla istituzione di nuovi Comuni e sulla modifica delle circoscrizioni e denominazioni comunali e il referendum sullo Statuto regionale e sulle relative modifiche e abrogazioni.</p></content></clause></article><article id="art78"><num>Art. 78 </num><heading>- Ammissibilità dei referendum</heading><clause id="art78-cla1"><num>1. </num><content><p>I giudizi sulla regolarità e sulla ammissibilità dei referendum sono espressi dal collegio di garanzia statutaria.</p></content></clause></article><num>Titolo IX</num><heading> - NORME FINALI E TRANSITORIE</heading><article id="art79"><num>Art. 79 </num><heading>- Modifica dello Statuto</heading><clause id="art79-cla1"><num>1. </num><content><p>L'iniziativa per le modifiche statutarie spetta a ciascun consigliere e alla giunta.</p></content></clause><clause id="art79-cla2"><num>2. </num><content><p>Il regolamento del consiglio disciplina le procedure di consultazione del consiglio delle autonomie locali e degli enti e delle organizzazioni rappresentative della società toscana sulle proposte di modifica dello Statuto.</p></content></clause><clause id="art79-cla3"><num>3. </num><content><p>Sono inammissibili le proposte di abrogazione totale dello Statuto, senza sostituzione.</p></content></clause></article><article id="art80"><num>Art. 80 </num><heading>- Entrata in vigore</heading><clause id="art80-cla1"><num>1. </num><content><p>Il presente Statuto entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione del testo promulgato e dalla stessa data è abrogato lo Statuto vigente.</p></content></clause><clause id="art80-cla2"><num>2. </num><content><p>Il consiglio adegua il proprio regolamento interno entro sei mesi dalla data di entrata in vigore dello Statuto.</p></content></clause></article><article id="art81"><num>Art. 81 </num><heading>- Norme transitorie</heading><clause id="art81-cla1"><num>1. </num><content><p>L' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-11//main#art6" id="42">articolo 6</ref> , comma 2, e l' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2005-02-11//main#art35" id="43">articolo 35</ref> , comma 1 e 3, si applicano a decorrere dalla prima elezione del consiglio regionale da effettuarsi ai sensi della legge elettorale regionale.</p></content></clause><clause id="art81-cla2"><num>2. </num><content><p>I giudizi sulla regolarità e sulla ammissibilità dei referendum sono espressi dal consiglio regionale, fino alla costituzione del collegio di garanzia.</p></content></clause></article><article id="art82"><num>Art. 82 </num><heading>- Differenza di genere</heading><clause id="art82-cla1"><num>1. </num><content><p>L'uso, nel presente Statuto, del genere maschile per indicare i soggetti titolari di diritti, incarichi pubblici e stati giuridici è da intendersi riferito ad entrambi i generi e risponde pertanto solo ad esigenze di semplicità del testo.</p></content></clause></article>

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