Articolo prima inserito con l.r. 4 agosto 2003, n. 42, art. 1 e ora così sostituito con l.r. 24 dicembre 2003, n. 65, art. 1.

Articolo inserito con l.r. 4 agosto 2003, n. 42, art. 2, la Corte costituzionale si è espressa sulla l.r. 42/2003 con la sentenza con la sentenza n. 26 del 24 gennaio 2005, dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, che inserisce l'art. 22-ter, commi 1, 2, 3, nella legge regionale n. 32 del 2002, nella parte in cui include tra i destinatari suoi e del regolamento previsto dall'art. 22-bis, le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali esistenti nel territorio regionale.

Nota soppressa.

Articolo prima introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5, art. 1, ed ora così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 4.

Articolo prima introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5, art. 2, ed ora così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 5.

Articolo introdotto con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5, art. 3.

Parole così sostituite con l.r. 3 gennaio 2005, n. 5, art. 4.

Lettera inserita con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 1.

Articolo prima inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 2, ed ora così sostituito con l.r. 3 febbraio 2017, n. 1, art. 3.

Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 3, e ora abrogato con l.r. 7 maggio 2012, n. 16, art. 2.

Nota soppressa.

Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 5.

Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 6.

Note soppresse.

Articolo inserito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 8.

Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 9.

Comma aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 10.

Comma così sostituito con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 11.

Comma prima aggiunto con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 11, poi sostituito con l.r. 7 maggio 2012, n. 16, art. 3, di nuovo sostituito con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 13, ed ora così sostituito con l.r. 3 febbraio 2017, n. 1, art. 5.

Note soppresse.

Articolo prima sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 35, ed ora così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 14.

Note soppresse.

Parola così sostituita con l.r. 27 luglio 2007, n. 40, art. 37.

Comma così sostituito con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 1.

Articolo così sostituito con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 2.

Articolo introdotto con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 3.

Articolo introdotto con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 4.

Articolo introdotto con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 5.

Articolo introdotto con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 6.

Articolo introdotto con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 7.

Articolo introdotto con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 8.

Rubrica così sostituita con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 9.

Comma così sostituito con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 9.

Comma aggiunto con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 9.

Comma così sostituito con l.r. 19 maggio 2008, n. 26, art. 10.

Comma inserito con l.r. 21 novembre 2008,n. 62, art. 24.

Nota soppressa.

Comma aggiunto con l.r. 2 aprile 2009, n. 16, art. 16.

Nota soppressa.

Articolo prima sostituito con l.r. 5 novembre 2009, n. 63, art. 1, poi così sostituito con l.r. 23 gennaio 2013, n. 2, art. 3. Vedi anche le “Disposizioni transitorie” dell'articolo 8, comma 2, della l.r. 23 gennaio 2013, n. 2.

Comma inserito con l.r. 5 novembre 2009, n. 63, art. 2.

Parole aggiunte con l.r. 5 novembre 2009, n. 63, art. 2.

Articolo prima sostituito con l.r. 5 novembre 2009, n. 63, art.3, ed ora così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 9.

Nota soppressa.

Lettera così sostituita con l.r. 5 novembre 2009, n. 63, art. 5.

Comma così sostituito con l.r. 5 novembre 2009, n. 63, art. 6.

La Corte costituzionale con sentenza n. 120 del 25 marzo 2005 si è espressa dichiarando non fondate le questioni sollevate nei confronti degli articoli 4, comma 2, e 28, comma 2, e con sentenza n. 406 del 7 dicembre 2006 ha dichiarato infondate le questioni sollevate in merito all'articolo 2, lettera a) e d), all'articolo 3, all'articolo 5, commi 1 - 2, all'articolo 11, lettera h).

Nota soppressa.

Articolo così sostituito con l.r. 29 dicembre 2010, n. 65, art. 118.

Comma inserito con l.r. 2 maggio 2011, n. 15, art. 1.

Comma inserito con l.r. 11 maggio 2011, n. 19, art. 8.

Regolamento regionale 4 febbraio 2004, n. 7/R.

Regolamento regionale 8 agosto 2003, n. 47/R.

Articolo prima inserito con l.r. 27 gennaio 2012, n. 3, art. 1; e poi così sostituito con l.r. 16 aprile 2018, n. 15, art. 1.

Articolo inserito con l.r. 27 gennaio 2012, n. 3, art. 2; e poi così sostituito con l.r. 16 aprile 2018, n. 15, art. 2.

Articolo inserito con l.r. 27 gennaio 2012, n. 3, art. 3; e poi così sostituito con l.r. 16 aprile 2018, n. 15, art. 3.

Articolo inserito con l.r. 27 gennaio 2012, n. 3, art. 4.

Articolo inserito con l.r. 27 gennaio 2012, n. 3, art. 5.

Nota soppressa.

Comma inserito con l.r. 27 gennaio 2012, n. 3, art. 7.

Nota soppressa.

Parole così sostituite con l.r. 20 luglio 2012, n. 39, art. 11.

Comma aggiunto con l.r. 20 luglio 2012, n. 39, art. 11.

Comma aggiunto con l.r. 20 luglio 2012, n. 39, art. 11.

Comma aggiunto con l.r. 20 luglio 2012, n. 39, art. 11.

Comma aggiunto con l.r. 20 luglio 2012, n. 39, art. 11.

Comma aggiunto con l.r. 20 luglio 2012, n. 39, art. 11.

Comma aggiunto con l.r. 20 luglio 2012, n. 39, art. 11.

Articolo così sostituito con l.r. 23 gennaio 2013, n. 2, art. 1.

Articolo inserito con l.r. 23 gennaio 2013, n. 2, art. 2.

Articolo inserito con l.r. 23 gennaio 2013, n. 2, art. 4. Vedi anche le “Disposizioni transitorie” dell'articolo 8, comma 1, della l.r. 23 gennaio 2013, n. 2.

Nota soppressa.

Lettera così sostituita con l.r. 23 gennaio 2013, n. 2, art. 7.

Nota soppressa.

Regolamento regionale 30 luglio 2013, n. 41/R.

Comma inserito con l.r. 24 dicembre 2013. n. 77, art. 55.

Comma aggiunto con l.r. 24 dicembre 2013. n. 77, art. 56.

Parole aggiunte con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 1.

Lettera aggiunta con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 1.

Comma così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 2.

Comma aggiunto con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 2.

Parole aggiunte con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 3.

Comma aggiunto con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 3.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 6.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 7.

Articolo così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 8.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59 , art. 10.

Articolo così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 11.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 12.

Articolo così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 13.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 15.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 16.

Articolo così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 17.

Note soppresse.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 21.

Articolo prima inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 22; poi così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 5.

Articolo prima inserito conl.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 23; poi così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 6.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 24.

Articolo prima inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 25; poi così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 8.

Articolo inserito conl.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 26.

Articolo prima inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 27; poi così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 10.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 28.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 29.

Articolo prima inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 30; poi così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 13.

Articolo prima inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 31; poi così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 14.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 32; poi così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 16.

Articolo inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 33; poi così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 17.

Parola così sostituita con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 34.

Comma così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 35.

Parole aggiunte con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 35.

Parole così sostituite con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 36.

Parole soppresse con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 36.

Nota soppressa.

Comma inserito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 38.

Comma così sostituito con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 38.

Lettera inserita con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 38.

Articolo abrogato con l.r. 14 ottobre 2014, n. 59, art. 39.

Note soppresse.

L'efficacia degli articoli dal 21 ter al 21 quinquiesdecies è sospesa dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2018, ai sensi dell'articolo 30, comma 2, della l.r. 82/2015.

Parole aggiunte con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 1.

Comma così sostituito con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 1.

Parola così sostituita con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 1.

Lettera prima inserita con l.r. 1 febbraio 2005, n. 20, art. 1, ed ora così sostituita con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 1.

Lettera inserita con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 1.

Comma così sostituito con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 2.

Comma abrogato con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 2.

Comma così sostituito con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 2.

Comma inserito con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 2.

Comma abrogato con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 3.

Parole così sostituite con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 3.

Parole così sostituite con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 3.

Comma abrogato con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 3.

Comma aggiunto con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 3.

Lettera così sostituita con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 4.

Alinea così sostituita con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 5.

Comma abrogato con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 5.

Parole soppresse con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 6.

Nota soppressa.

Articolo inserito con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 8.

Parole inserite con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 9.

Parola inserita con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 9.

Parole inserite con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 10.

Parole inserite con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 10.

Parole inserite con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 10.

Comma inserito con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 11.

Comma abrogato con l.r. 25 gennaio 2016, n. 2, art. 12.

Nota soppressa.

Articolo inserito con l.r. 3 febbraio 2017, n. 1, art. 1.

Comma prima inserito con l.r. 3 febbraio 2017, n. 1, art. 2, ed ora così sostituito con l.r. 20 giugno 2017, n. 27, art. 1.

Comma prima inserito con l.r. 2 maggio 2011, n. 15, art. 1, ed ora così sostituito con l.r. 3 febbraio 2017, n. 1, art. 4.

Parole così sostituite con l.r. 3 febbraio 2017, n. 1, art. 5.

Comma abrogato con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 9.

Comma così sostituito con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 10.

Comma così sostituito con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 10.

Parole così sostituite con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 10.

Parole soppresse con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 11.

Parole inserite con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 11.

Comma così sostituito con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 12.

Lettera così sostituita con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 13.

Parole aggiunte con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 13.

Parole così sostituite con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 14.

Nota soppressa.

Parole aggiunte con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 16.

Comma così sostituito con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 17.

Articolo così sostituito con l.r. 31 marzo 2017, n. 15, art. 18.

Nota soppressa.

Articolo inserito con l.r. 16 aprile 2018, n. 15, art. 4.

Articolo inserito con l.r. 16 aprile 2018, n. 15, art. 5.

Parole così sostituite con l.r. 16 aprile 2018, n. 15, art. 6.

Parole così sostituite con l.r. 16 aprile 2018, n. 15, art. 7.

Lettera così sostituita con l.r. 16 aprile 2018, n. 15, art. 7.

Lettera aggiunta con l.r. 16 aprile 2018, n. 15, art. 7.

Articolo così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 1.

Articolo così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 2.

Parole così sostituite con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 3.

Parole così sostituite con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 4.

Comma abrogato con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 4.

Comma aggiunto con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 7.

Lettera così sostituita con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 9.

Parole così sostituite con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 9.

Lettera inserita con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 9.

Comma abrogato con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 9.

Articolo inserito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 11.

Rubrica così sostituita con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 12.

Parole così sostituite con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 12.

Parola così sostituita con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 12.

Comma così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 12.

Comma aggiunto con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 12.

Articolo inserito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 15.

Parole soppresse con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 18.

Articolo così sostituito con l.r. 8 giugno 2018, n. 28, art. 19.

Lettera così sostituita con l.r. 7 gennaio 2019, n. 3, art. 47.

Parole soppresse con l.r. 7 gennaio 2019, n. 3, art. 47.

Parole così sostituite con l.r. 7 gennaio 2019, n. 3, art. 48.

Parole così sostituite con l.r. 7 gennaio 2019, n. 3, art. 49.

Parole così sostituite con l.r. 7 gennaio 2019, n. 3, art. 50.

Parole così sostituite con l.r. 7 gennaio 2019, n. 3, art. 46.

Legge regionale26 luglio 200232Testo unico della normativa della Regione Toscana in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro. REGIONE TOSCANA<num>Titolo I</num><heading>- PRINCIPI GENERALI</heading><article id="art1"><num>Art. 1 </num><heading>- Oggetto e obiettivi delle politiche di intervento</heading><clause id="art1-cla1"><num>1. </num><content><p>La presente legge disciplina gli interventi che la Regione Toscana promuove per lo sviluppo dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento, della formazione professionale e dell'occupazione, al fine di costruire un sistema regionale integrato che garantisca, in coerenza con le strategie dell'Unione europea per lo sviluppo delle risorse umane, la piena realizzazione della libertà individuale e dell'integrazione sociale, nonché il diritto <inline name="inlinea0">all'orientamento e </inline><noteRef href="not131" marker="(131)"/> all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita quale fondamento necessario per il diritto allo studio e il diritto al lavoro.</p></content></clause><clause id="art1-cla2"><num>2. </num><content><p>Gli interventi di cui al comma 1 concorrono ad assicurare lo sviluppo dell'identità personale e sociale, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, dell'uguaglianza e delle pari opportunità, in relazione alle condizioni fisiche, culturali, sociali e di genere.</p></content></clause><clause id="art1-cla3"><num><inline name="inlinea0">3. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Per realizzare le finalità di cui al comma 1, la Regione determina l'allocazione delle funzioni amministrative disciplinate dalla presente legge nel rispetto dei principi di sussidiarietà e adeguatezza previsti dall’articolo 118 della Costituzione e favorisce l’integrazione di apporti funzionali di soggetti privati. </inline><noteRef href="not132" marker="(132)"/></p></content></clause><clause id="art1-cla4"><num>4. </num><alinea><content><p>Gli interventi della Regione si ispirano ai seguenti obiettivi: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>assicurare la diffusione territoriale, la qualificazione e il costante miglioramento dell'offerta di attività e di servizi; </p></content></list><list><num>b)</num><content><p>favorire la possibilità di apprendere e sviluppare le conoscenze degli individui lungo l'intero arco della vita, garantendo l'esercizio della libertà di scelta nella costruzione di percorsi lavorativi, professionali e imprenditoriali al fine di incrementare la capacità di inserimento e qualificare la permanenza nel mondo del lavoro; </p></content></list><list><num>c)</num><content><p>sostenere lo sviluppo qualitativo dell'offerta di istruzione, <inline name="inlinea0">statale </inline><noteRef href="not133" marker="(133)"/> e paritaria, contribuendo a rendere effettivo il diritto all'apprendimento per tutti, anche attraverso la flessibilità dei percorsi;</p></content></list><list><num>d)</num><content><p>sviluppare e promuovere le politiche del lavoro al fine di favorire l'incontro fra la domanda e l'offerta; </p></content></list><list><num>e)</num><content><p>prevenire la disoccupazione incentivando intese e accordi tra soggetti pubblici e privati per la realizzazione di iniziative locali; </p></content></list><list><num>f)</num><content><p>favorire azioni di pari opportunità volte a migliorare l'accesso e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro con interventi specifici per sostenere l'occupazione femminile, ad eliminare la disparità nell'accesso al lavoro, favorendo i percorsi di carriera, e a conciliare la vita familiare con quella professionale; </p></content></list><list><num>g)</num><content><p>promuovere l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro delle persone esposte al rischio di esclusione sociale attraverso percorsi di sostegno e accesso alle misure di politica del lavoro; </p></content></list><list><num>h)</num><content><p>sviluppare le azioni volte a garantire ai disabili il pieno accesso agli interventi previsti dalla presente legge; </p></content></list><list><num>i)</num><content><p>promuovere l'innovazione, sviluppando con le parti sociali i necessari accordi, al fine di raggiungere elevati livelli di sicurezza e qualità del lavoro, come fondamento necessario per la competizione qualitativa e l'incremento della produttività. </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">i bis)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">promuovere il rafforzamento delle politiche di sostegno alla continuità lavorativa al fine di </inline><inline name="inlinea0">favorire condizioni lavorative stabili;</inline><noteRef href="not8" marker="(8)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">i ter)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">promuovere azioni di pari opportunità e qualità delle condizioni lavorative dei cittadini immigrati, dei rifugiati e dei profughi, nonché dei cittadini italiani e stranieri sottoposti a trattamenti privativi o limitativi della libertà; </inline><noteRef href="not84" marker="(84)"/> <noteRef href="not8" marker="(8)"/> <noteRef href="not134" marker="(134)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">i ter 1)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">promuovere azioni di pari opportunità e di qualità della formazione per i minori stranieri non accompagnati e per i soggetti indicati alla lettera i ter); </inline><noteRef href="not135" marker="(135)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">i quater)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">promuovere l'apprendimento permanente quale diritto della persona alla fruizione di opportunità accessibili ed efficaci lungo tutto l'arco della vita e di adeguati supporti per il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite nei contesti formale, non formale e informale; come definiti all’articolo 4, commi 52, 53 e 54, della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita); </inline><noteRef href="not85" marker="(85)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">i quinquies)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">assicurare l'attuazione del sistema di monitoraggio e valutazione attraverso l'integrazione delle banche dati, al fine di verificare lo stato di avanzamento delle politiche in corso e il grado di raggiungimento degli effetti attesi, consentire la tracciabilità dei percorsi individuali di studio, formazione e lavoro e individuare le buone prassi, in una logica di trasparenza e di fruibilità dei dati. </inline><noteRef href="not85" marker="(85)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></list></clause></article><num>Titolo II</num><heading>- LE POLITICHE DI INTERVENTO</heading><chapter id="tit2-chp1"><num>Capo I</num><heading>- LE POLITICHE INTEGRATE DELL'EDUCAZIONE, DELL'ISTRUZIONE, DELL'ORIENTAMENTO E DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE</heading><article id="art2"><num>Art. 2 </num><heading>- Interventi di attuazione delle politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale</heading><clause id="art2-cla1"><num>1. </num><content><p>Le politiche integrate dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento e della formazione professionale si attuano attraverso interventi diretti e indiretti. Per interventi diretti si intendono azioni di sostegno, anche di tipo finanziario, in risposta a bisogni riferibili alla domanda individuale; per interventi indiretti si intendono azioni di consolidamento e sviluppo dei sistemi dell'educazione, dell'istruzione, della formazione professionale e dell'orientamento, finalizzate ad assicurare l'accessibilità e il miglioramento sia dell'offerta formativa che dei servizi ad essa connessi, nonché azioni di indirizzo, coordinamento, regolazione, qualificazione, monitoraggio e valutazione dei sistemi stessi, nelle loro articolazioni pubbliche e private.</p></content></clause><clause id="art2-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">L'insieme organico degli interventi di cui al comma 1 è volto alla progressiva costruzione di un sistema integrato regionale per il diritto all'apprendimento permanente, inteso come qualsiasi attività intrapresa dalle persone in ambito formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e occupazionale.</inline> <noteRef href="not86" marker="(86)"/></p></content></clause><clause id="art2-cla3"><num>2 bis.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">La Regione, per rendere effettivo il diritto all’apprendimento permanente, intende promuovere, attraverso le reti territoriali previste dall’articolo 4, comma 55, della l. 92/2012:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">l’integrazione sul territorio dei servizi finalizzati alla ricostruzione, documentazione e validazione delle esperienze e degli apprendimenti acquisiti nei contesti non formali e informali; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">l’integrazione dei servizi di istruzione, educazione non formale e informale, formazione e lavoro, anche attraverso l’ottimizzazione e lo sviluppo dei sistemi di rilevazione dei fabbisogni professionali e delle competenze, in relazione alle necessità dei sistemi produttivi dei territori di riferimento, con particolare attenzione alle competenze di base, linguistiche e digitali e alle inclinazioni, aspettative e capacità delle persone; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">lo sviluppo dei servizi di orientamento permanente.</inline> <noteRef href="not87" marker="(87)"/></p></content></list></clause></article><article id="art3"><num>Art. 3 </num><heading>- Finalità degli interventi educativi per la prima infanzia<noteRef href="not75" marker="(75)"/></heading><clause id="art3-cla1"><num>1.</num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione individua nei servizi educativi per la prima infanzia i contesti finalizzati alla realizzazione di un sistema di opportunità educative che, in collaborazione con le famiglie, concorrono allo sviluppo armonico e integrale delle potenzialità e competenze delle bambine e dei bambini nei primi tre anni di vita. </inline></p></content></clause><clause id="art3-cla2"><num>2.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Le finalità individuate al comma 1, vengono realizzate mediante: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">interventi volti al rispetto della libertà e della dignità personale delle bambine e dei bambini, valorizzandone le differenze di religione, etnia, genere, cultura familiare e capacità individuali, nell'ottica dell'integrazione e della garanzia di un'effettiva uguaglianza di opportunità; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">una efficace collaborazione con i servizi sociali, sanitari e con altri soggetti che si interessano della realtà infantile, per la tutela della salute e la prevenzione di possibili forme di disagio fisico, psicologico e sociale; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la continuità verticale, tra servizi educativi per la prima infanzia e scuole dell’infanzia, e orizzontale, tra servizi educativi e famiglie. </inline></p></content></list></clause><clause id="art3-cla3"><num>3.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">La Regione promuove lo sviluppo e la qualificazione del sistema regionale dei servizi educativi per l’infanzia attraverso: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la costituzione e lo sviluppo di livelli integrati di direzione e coordinamento dei servizi educativi per la prima infanzia pubblici e privati, tale da garantire un rapporto continuo con le comunità locali e con la complessiva rete territoriale dei servizi scolastici e socio-sanitari, nonché la realizzazione di processi qualificati di formazione degli operatori e aggiornamento dei progetti; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">l’interazione e l’integrazione fra offerta pubblica e privata nella gestione dei servizi; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">lo sviluppo del sistema dei servizi educativi per la prima infanzia nella prospettiva della continuità verticale con la scuola dell’infanzia. </inline></p></content></list></clause></article><article id="art3bis"><num>Art. 3 bis </num><heading>- Sistema regionale dei servizi educativi per la prima l’infanzia<noteRef href="not76" marker="(76)"/></heading><clause id="art3bis-cla1"><num>1.</num><content><p><inline name="inlinea0">Il sistema regionale dei servizi educativi per la prima infanzia è costituito dai comuni e dai soggetti pubblici e privati che istituiscono e gestiscono tali servizi. </inline></p></content></clause><clause id="art3bis-cla2"><num>2.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">I comuni sono titolari delle funzioni amministrative in materia di servizi educativi per la prima infanzia. Nel rispetto degli standard previsti nel regolamento di cui all’articolo 4 bis: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">gestiscono i servizi educativi; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">autorizzano soggetti pubblici e privati ad istituire e gestire servizi educativi e concedono l’accreditamento. </inline></p></content></list></clause><clause id="art3bis-cla3"><num>3.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">I comuni programmano lo sviluppo del sistema dei servizi operanti sul proprio territorio e ne garantiscono la governance, in particolare: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">elaborano e realizzano interventi per la qualificazione dei servizi educativi per la prima infanzia, garantendo per i servizi a gestione diretta i requisiti per l’accreditamento disciplinati dal regolamento di cui all’articolo 4 bis; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">promuovono lo sviluppo di un sistema integrato pubblico-privato; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">vigilano sulla funzionalità del sistema. </inline></p></content></list></clause><clause id="art3bis-cla4"><num>4.</num><content><p><inline name="inlinea0">I soggetti pubblici diversi dai comuni e i soggetti privati contribuiscono allo sviluppo e alla qualificazione del sistema dei servizi educativi attraverso la progettazione e la realizzazione di servizi di propria titolarità. I soggetti privati contribuiscono anche attraverso la gestione di parte del sistema pubblico dell’offerta. </inline></p></content></clause><clause id="art3bis-cla5"><num>5.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Le conferenze zonali per l’istruzione di cui all’articolo 6 ter, svolgono un ruolo di coordinamento a livello territoriale all’interno del sistema regionale dei servizi educativi per la prima infanzia. A tal fine: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">favoriscono la costituzione di organismi di direzione e coordinamento pedagogico unitario dei servizi; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">individuano principi omogenei per l’adozione dei regolamenti comunali, al fine di garantire la massima uniformità possibile agli interventi attuati sul territorio.</inline> </p></content></list></clause></article><article id="art4"><num>Art. 4 </num><heading>- Tipologie dei servizi educativi per la prima infanzia<noteRef href="not46" marker="(46)"/></heading><clause id="art4-cla1"><num>1.</num><content><p><inline name="inlinea0">I servizi educativi per la prima infanzia pubblici e privati costituiscono un sistema </inline><inline name="inlinea0">integrato, </inline><inline name="inlinea0">finalizzato a garantire una pluralità di offerte, capaci di promuovere e diffondere un’aggiornata cultura dell'infanzia, attenta e consapevole, anche attraverso il coinvolgimento della comunità locale. Il sistema integrato è costituito dal nido d’infanzia e dai servizi integrativi. </inline></p></content></clause><clause id="art4-cla2"><num>2.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Il nido d’infanzia è un servizio educativo rivolto a bambine e bambini da tre mesi a tre anni di età che, in stretto raccordo con la famiglia, promuove lo sviluppo psico-fisico, affettivo, </inline><inline name="inlinea0">sociale e </inline><inline name="inlinea0">cognitivo di bambine e bambini, attraverso: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la socializzazione e l’educazione;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">l’affidamento continuativo a figure diverse da quelle parentali;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">il sostegno alle famiglie nella cura dei figli e nelle scelte educative.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art4-cla3"><num>3.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">I servizi integrativi per la prima infanzia sono: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">spazio gioco: servizio educativo dove bambine e bambini sono accolti al mattino o al pomeriggio, in modo da consentire una frequenza diversificata in rapporto alle esigenze dell’utenza e nel quale non viene erogato il servizio di mensa e di riposo pomeridiano;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">centro per bambini e famiglie: servizio dove si accolgono le bambine e i bambini insieme ai loro genitori o ad altri adulti accompagnatori e nel quale le attività vengono stabilmente offerte in luoghi che hanno sede definita e con continuità nel tempo;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">servizio educativo in contesto domiciliare: servizio educativo per piccoli gruppi di bambine e bambini, realizzato con personale educativo qualificato.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art4-cla4"><num>4.</num><content><p><inline name="inlinea0">Il nido d’infanzia e i servizi integrativi per la prima infanzia, di cui al comma 3, lettere a) e b), possono essere realizzati da uno o più soggetti pubblici o privati per accogliere prioritariamente i figli dei lavoratori dipendenti. </inline></p></content></clause><clause id="art4-cla5"><num>5.</num><content><p><inline name="inlinea0">I servizi ricreativi o di custodia, comunque denominati, attrezzati per consentire ai bambini attività di gioco con carattere di temporaneità e occasionalità non fanno parte del sistema integrato per la prima infanzia. </inline></p></content></clause></article><article id="art4bis"><num>Art. 4 bis </num><heading>- Regolamento regionale in materia di servizi educativi per la prima infanzia<noteRef href="not77" marker="(77)"/><noteRef href="not81" marker="(81)"/></heading><clause id="art4bis-cla1"><num>1.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Con regolamento regionale sono definite le disposizioni attuative e organizzative del sistema dei servizi educativi per la prima infanzia, in particolare:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">gli standard strutturali, le caratteristiche pedagogico-educative e le modalità di funzionamento dei servizi;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">ulteriori requisiti per i nidi d’infanzia integrati con la scuola dell’infanzia, volti a promuovere la continuità verticale di cui all’articolo 3, comma 3, lettera c);</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">i requisiti e le procedure per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">i requisiti e le procedure per il riconoscimento dell’accreditamento; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">le modalità di controllo e vigilanza sui servizi, le procedure di sospensione e revoca dell’autorizzazione al funzionamento e dell’accreditamento;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">le modalità di svolgimento delle attività di coordinamento territoriale, di cui all’articolo 3 bis, comma 5.</inline> </p></content></list></clause></article><article id="art4ter"><num>Art. 4 ter</num><heading>- Interventi per il pluralismo dell’offerta formativa per la scuola dell’infanzia <noteRef href="not159" marker="(159)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">La Regione riconosce alla scuola dell’infanzia, di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89 (Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), il ruolo di servizio educativo e sociale di interesse pubblico e favorisce il pluralismo delle offerte educative con azioni di sostegno della scuola dell’infanzia paritaria per perseguire la piena generalizzazione della scuola dell’infanzia, garantendo:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> la più ampia partecipazione dei bambini all'esperienza fornita dalla scuola dell'infanzia;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> il potenziamento dell'offerta integrata, statale e paritaria, e delle reti di scuole;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> la promozione del coordinamento organizzativo e pedagogico tra le scuole dell’infanzia;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> il supporto alle scuole nell'implementazione del sistema informativo dell’istruzione, di cui all'articolo 16 ter.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline></num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Per le finalità di cui al comma 1, la Regione sostiene le seguenti scuole paritarie riconosciute ai sensi della legge 10 marzo 2000, n. 62 (Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione):</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> scuole dell’infanzia gestite da enti locali;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> scuole dell’infanzia private.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Per promuovere il coordinamento organizzativo e pedagogico tra le scuole dell’infanzia paritarie private, la Regione eroga anche contributi in conto gestione da destinare alle federazioni o associazioni più rappresentative a livello regionale delle scuole medesime, composte da almeno dieci scuole aventi la sede didattica in Toscana e dislocate in almeno cinque province. I suddetti contributi sono concessi, nei limiti delle risorse disponibili, a seguito dell’adozione di un avviso pubblico regionale. </inline></p></content></clause></article><article id="art5"><num>Art. 5 </num><heading>- Educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti</heading><clause id="art5-cla1"><num>1. </num><content><p>Per educazione non formale si intende l'insieme di interventi educativi non finalizzati direttamente al rilascio di titoli di studio o di attestati professionali, ancorché valutabili secondo quanto stabilito nel sistema generale dei crediti formativi e di istruzione di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="211">articolo 32</ref>, comma 2, lettera c).</p></content></clause><clause id="art5-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione promuove interventi di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti al fine di concorrere ad assicurare lo sviluppo dell'identità personale e sociale, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, dell'uguaglianza e delle pari opportunità, in relazione alle condizioni fisiche, culturali, sociali e di genere.</p></content></clause><clause id="art5-cla3"><num>3. </num><content><p>La Regione, per rendere effettivo il diritto all'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, sviluppa, nell'ambito della programmazione dell'offerta formativa integrata, il progressivo raccordo delle iniziative educative non formali rivolte agli adulti presenti sul territorio regionale, in un insieme organico e qualificato di opportunità educative per la popolazione, basato su accordi ed intese di rete fra tutti i soggetti, pubblici e privati, promotori delle iniziative stesse.</p></content></clause><clause id="art5-cla4"><num>4. </num><content><p>Con il regolamento di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="212">articolo 32</ref>, comma 2, sono definite le caratteristiche strutturali ed organizzative del sistema di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti.</p></content></clause></article><article id="art6"><num>Art. 6 </num><heading>- Interventi per lo sviluppo del sistema di istruzione <noteRef href="not126" marker="(126)"/></heading><clause id="art6-cla1"><num>1. </num><content><p>Nel rispetto delle norme generali sull'istruzione e dei principi fondamentali stabiliti con legge dello Stato, la Regione promuove sul proprio territorio un organico sviluppo, qualitativo e quantitativo, dell'istruzione scolastica.</p></content></clause><clause id="art6-cla2"><num>2. </num><alinea><content><p>Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite in particolare attraverso le seguenti funzioni <inline name="inlinea0">e attività </inline><noteRef href="not88" marker="(88)"/>: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p>la programmazione dell'offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale; </p></content></list><list><num>b) </num><content><p>la programmazione, sul piano regionale, nei limiti delle disponibilità di risorse umane e finanziarie, della rete scolastica, sulla base dei piani provinciali di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art29" id="213">articolo 29</ref>, comma 2, assicurando il coordinamento con la programmazione di cui alla lettera a);</p></content></list><list><num>c)</num><content><p>la suddivisione, anche sulla base delle proposte degli enti locali interessati, del territorio regionale in ambiti funzionali al miglioramento dell'offerta formativa; </p></content></list><list><num>d) </num><content><p>la determinazione del calendario scolastico; </p></content></list><list><num>e)</num><content><p>i contributi alle scuole non statali; </p></content></list><list><num>f) </num><content><p>le iniziative e le attività di promozione relative alle funzioni di cui al presente elenco. </p></content></list></clause><clause id="art6-cla3"><num>3. </num><content><p>La Regione, al fine di raccordare organicamente le proprie competenze con quelle esercitate dall'amministrazione statale e dagli enti locali nel campo dell'istruzione, sviluppa le azioni di cui al comma 2, osservando il metodo della concertazione interistituzionale e stipulando con i suddetti enti intese operative.</p></content></clause><clause id="art8-cla4"><num>3 bis.</num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione, attraverso un sistema di rappresentanza delle istituzioni scolastiche autonome, promuove la partecipazione delle stesse alle attività di cui al comma 2.</inline> <noteRef href="not89" marker="(89)"/></p></content></clause></article><article id="art6bis"><num>Art. 6 bis </num><heading>- Soggetti per lo sviluppo del sistema di istruzione <noteRef href="not4" marker="(4)"/><noteRef href="not126" marker="(126)"/></heading><clause id="art9-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Allo sviluppo delle attività di cui all’articolo 6, comma 2, concorrono: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">le conferenze zonali per l’educazione e l’istruzione;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">le province e la città metropolitana;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la conferenza regionale per l’educazione, l’istruzione e la formazione;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la Regione.</inline> </p></content></list></clause></article><article id="art6ter"><num>Art. 6 ter </num><heading>- Conferenza zonale per l'educazione e l'istruzione <noteRef href="not5" marker="(5)"/><noteRef href="not126" marker="(126)"/></heading><clause id="art6ter-cla1"><num>1. </num><content><p><inline name="inlinea0">La conferenza zonale per l'educazione e l’istruzione è composta da tutti i sindaci o assessori delegati di ciascuna zona socio-sanitaria. </inline></p></content></clause><clause id="art10-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La conferenza zonale disciplina con regolamento interno il proprio funzionamento, sulla base di criteri generali stabiliti con deliberazione della Giunta regionale.</inline> </p></content></clause><clause id="art10-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Nell’ambito delle funzioni e attività di cui all’articolo 6, la conferenza zonale concorre, formulando proposte alla Giunta regionale, alla programmazione integrata di zona in ambito educativo e scolastico, alla programmazione della rete scolastica e al dimensionamento delle istituzioni scolastiche.</inline> </p></content></clause><clause id="art10-cla4"><num><inline name="inlinea0">4.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La conferenza zonale è convocata per la prima volta dal sindaco o assessore delegato del </inline><inline name="inlinea0">comune della zona socio-sanitaria con maggior numero di abitanti. Fino all'adozione del regolamento di cui al comma 2, la conferenza zonale approva i propri atti con il voto favorevole dei sindaci o assessori delegati che rappresentano la metà più uno degli abitanti della zona, comunque rappresentativi di almeno il 50 per cento dei comuni della zona.</inline> </p></content></clause><clause id="art10-cla5"><num><inline name="inlinea0">5.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Per tutto ciò che concerne lo sviluppo a livello locale del sistema di educazione e istruzione, </inline><inline name="inlinea0">ciascuna conferenza zonale, secondo il proprio regolamento, garantisce la partecipazione delle rappresentanze di:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">istituzione scolastiche autonome, anche attraverso le reti di scuole di cui al comma 6;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">scuole paritarie private e degli enti locali;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">province e città metropolitana per le materie di competenza.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art10-cla6"><num><inline name="inlinea0">6.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Le reti di scuole, costituite ai sensi dell’articolo 7 del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell'art. 21 della legge 15 marzo 1999, n. 59), rappresentano almeno il 50 per cento delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado presenti sul territorio della zona socio-sanitaria.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">7.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> La conferenza zonale assicura altresì la partecipazione delle parti sociali, con particolare riferimento alle organizzazioni sindacali di categoria per ciò che concerne le modalità di assegnazione e mobilità del personale.</inline></p></content></clause></article><article id="art6ter1"><num>Art 6 ter 1</num><heading>- Conferenza regionale per l'educazione, l’istruzione e la formazione <noteRef href="not90" marker="(90)"/><noteRef href="not126" marker="(126)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">E' istituita la conferenza regionale per l'educazione, l’istruzione e la formazione quale sede di confronto e di raccordo sulle politiche regionali.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">La conferenza ha compiti di:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">proposta in ordine agli indirizzi ed alla programmazione in materia di educazione, istruzione e formazione e orientamento;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">verifica degli esiti relativi alle attività di cui alla lettera a);</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">individuazione, validazione e diffusione sul territorio di buone pratiche.</inline> </p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La composizione, la durata in carica e la procedura di nomina della conferenza sono definite dal regolamento di cui all’articolo 32. La composizione assicura la presenza di rappresentanti istituzionali della Regione, degli enti locali, del sistema dell'educazione, dell'istruzione e della formazione, dell'università e delle parti sociali.</inline> </p></content></clause></article><article id="art6quater"><num>Art. 6 quater </num><heading>- Intese Stato-Regione per la continuità del diritto all'istruzione <noteRef href="not6" marker="(6)"/></heading><clause id="art6quater-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Al fine dell'attuazione della programmazione della rete scolastica, fino al completo trasferimento dallo Stato alla Regione delle risorse umane e finanziarie attinenti al settore dell'istruzione, la Giunta regionale promuove intese con il Ministero dell'istruzione, università e ricerca per definire:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">le modalità per la determinazione e l'assegnazione da parte statale, in tempi certi, delle </inline><inline name="inlinea0">risorse umane e finanziarie destinate annualmente alla Regione per lo sviluppo della rete scolastica regionale; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">le forme di collaborazione tra gli uffici dell'amministrazione regionale e gli uffici decentrati dell'amministrazione scolastica statale in ordine all'istruttoria per l'attuazione della programmazione regionale della rete scolastica e ai relativi adempimenti per l'assegnazione e la mobilità del personale; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">le modalità di integrazione e di condivisione dei sistemi e dei flussi informativi. </inline></p></content></list></clause><clause id="art6quater-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le intese di cui al comma 1 garantiscono la indefettibile continuità dell'azione amministrativa in tutte le fasi di attuazione della programmazione della rete scolastica.</inline></p></content></clause></article><article id="art7"><num>Art. 7 </num><heading>- Finalità, destinatari e tipologie degli interventi per il diritto allo studio scolastico</heading><clause id="art7-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione promuove servizi e interventi volti a rendere effettivo il diritto all'apprendimento e all'istruzione scolastica dei soggetti frequentanti le scuole statali, le scuole paritarie private e degli enti locali, dall'infanzia fino all'assolvimento dell'obbligo scolastico e formativo.</p></content></clause><clause id="art7-cla2"><num>2. </num><alinea><content><p>Le finalità di cui al comma 1 sono perseguite attraverso: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p>il sostegno di tutti i servizi e le iniziative di supporto alla frequenza delle attività scolastiche;</p></content></list><list><num>b)</num><content><p>l'erogazione di provvidenze economiche prioritariamente destinate ai soggetti appartenenti a famiglie in condizioni svantaggiate; </p></content></list><list><num>c)</num><content><p>lo sviluppo di azioni di miglioramento della qualità dell'offerta di istruzione e formazione prioritariamente finalizzate alla riduzione dell'insuccesso e dell'abbandono scolastico. </p></content></list></clause><clause id="art7-cla3"><num>3. </num><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato. </inline><noteRef href="not163" marker="(163)"/></p></content></clause><clause id="art7-cla4"><num>4. </num><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato. </inline><noteRef href="not163" marker="(163)"/></p></content></clause></article><article id="art7bis"><num>Art. 7 bis</num><heading>- Anagrafe regionale degli studenti<noteRef href="not91" marker="(91)"/></heading><clause id="art14-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">L'anagrafe regionale degli studenti, di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 (Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell' articolo 2, comma 1, lettera c), della L. 28 marzo 2003, n. 53) è gestita dalla competente struttura regionale.</inline> </p></content></clause><clause id="art14-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">L'anagrafe regionale degli studenti contiene gli elementi conoscitivi necessari a garantire, a livello regionale, l'adempimento delle competenze in materia di diritto-dovere </inline><inline name="inlinea0">all'istruzione e alla formazione e in particolare:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la programmazione della rete scolastica; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la realizzazione di interventi integrati di orientamento scolastico e professionale; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la promozione di azioni tese a realizzare le pari opportunità in materia di istruzione e formazione; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la promozione di azioni di supporto volte a sostenere la coerenza e la continuità verticale e orizzontale tra i diversi gradi e ordini di scuole; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la promozione di interventi perequativi; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la realizzazione di interventi integrati per la prevenzione della dispersione scolastica, per l’educazione alla salute, nonché per la programmazione dei finanziamenti agli enti locali e la razionalizzazione dei servizi di trasporto scolastico; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">g)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">l'educazione degli adulti.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art14-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">L'anagrafe regionale degli studenti è costituita dai dati personali degli studenti raccolti dalle istituzioni scolastiche e trasmessi alle anagrafi degli alunni a livello provinciale di cui al regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 2000, n. 257 (Regolamento di attuazione dell’articolo 38 della l. 17 maggio 1999, n. 144, concernente l’obbligo di frequenza di attività formative fino al diciottesimo anno di età), nonché dai dati raccolti dagli organismi formativi, relativi a:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi scolastici, formativi e in apprendistato svolti nel territorio regionale;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi scolastici, formativi e in apprendistato svolti in altre regioni da studenti residenti in Toscana.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art14-cla4"><num><inline name="inlinea0">4.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">L’anagrafe regionale degli studenti contiene le seguenti informazioni:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">dati anagrafici;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">istituzione scolastica e classe frequentata;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">organismi formativi accreditati presso i quali è stata svolta la formazione;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">indirizzo di studi prescelto;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">frequenza scolastica;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">esiti intermedi e finali del profitto e del comportamento.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art14-cla5"><num><inline name="inlinea0">5.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Il trattamento dei dati personali contenuti nell'anagrafe regionale degli studenti avviene nel rispetto di quanto disposto dalla normativa statale vigente in materia di trattamento dei dati personali.</inline><noteRef href="not208" marker="(208)"/> </p></content></clause><clause id="art14-cla6"><num><inline name="inlinea0">6.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Al fine di promuovere azioni per il successo formativo e la prevenzione degli abbandoni, l'anagrafe regionale degli studenti si raccorda:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">con le anagrafi comunali della popolazione, anche per la vigilanza sull'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente in materia;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">con il sistema informativo regionale del lavoro.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art14-cla7"><num><inline name="inlinea0">7.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Giunta regionale, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di trattamento dei dati personali </inline><noteRef href="not208" marker="(208)"/><inline name="inlinea0">, rende disponibili agli enti locali, per lo svolgimento delle finalità istituzionali degli stessi, i dati personali contenuti nell’anagrafe regionale degli studenti.</inline> </p></content></clause><clause id="art14-cla8"><num><inline name="inlinea0">8.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Il raccordo dell’anagrafe regionale degli studenti con le anagrafi comunali di cui al comma 6, lettera a), e la disponibilità dei dati personali dell’anagrafe agli enti locali di cui al comma </inline><inline name="inlinea0">7 sono regolati da apposite convenzioni.</inline> </p></content></clause></article><article id="art8"><num>Art. 8 </num><heading>- Finalità e destinatari degli interventi per il diritto allo studio universitario</heading><clause id="art8-cla1"><num>1. </num><content><p>In attuazione degli articoli 3 e 34 della Costituzione, la Regione interviene per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano l'eguaglianza dei cittadini nell'accesso all'istruzione superiore e, in particolare, per consentire ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi.</p></content></clause><clause id="art8-cla2"><num>2. </num><content><p>Gli interventi sono destinati agli studenti iscritti, per il conseguimento di un titolo di valore legale, ai corsi di studio delle Università degli studi e degli Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale, con sede in Toscana, tutti denominati in seguito, ai fini della presente legge, Università.</p></content></clause><clause id="art8-cla3"><num>3. </num><content><p>La Regione assicura il coordinamento dei propri interventi con quelli di competenza delle Università della Toscana.</p></content></clause></article><article id="art9"><num>Art. 9 </num><heading>- Tipologie degli interventi per il diritto allo studio universitario</heading><clause id="art9-cla1"><num>1. </num><content><p>Gli interventi attuati per le finalità di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art8" id="214">articolo 8</ref>, comma 1, sono realizzati avendo riguardo sia al momento di ingresso nel sistema universitario toscano, con azioni di informazione e di integrazione culturale, sia agli aspetti logistici e di possibilità di permanenza nelle sedi di studio, attivando appositi servizi di ristorazione, di alloggio e di sostegno finanziario attraverso borse di studio ed altre forme, sia alle prospettive di collocazione professionale con azioni di orientamento al lavoro in rapporto con i centri per l'impiego.</p></content></clause><clause id="art9-cla2"><num>2. </num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Il Documento di economia e finanza regionale (DEFR), in coerenza con il Programma regionale di sviluppo (PRS), individua annualmente:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gli interventi prioritari da attuare che prescindono dal possesso di determinati requisiti soggettivi e oggettivi degli studenti;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gli interventi che non prescindono dai suddetti requisiti o che vengono attribuiti per concorso;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> i requisiti di merito e di reddito degli studenti per l’accesso agli interventi attribuiti per concorso ed agli interventi cumulabili di cui al comma 5. </inline><noteRef href="not164" marker="(164)"/></p></content></list></clause><clause id="art9-cla3"><num>3. </num><content><p><inline name="inlinea0">La Giunta regionale, con deliberazione, attua gli interventi previsti dal DEFR e determina altresì le entità dei benefici. </inline><noteRef href="not165" marker="(165)"/></p></content></clause><clause id="art9-cla4"><num>4. </num><content><p>Le borse di studio possono essere concesse al fine di favorire il conseguimento della prima laurea, della prima laurea specialistica o di altri titoli equipollenti o superiori aventi valore legale. <inline name="inlinea0">Il DEFR in coerenza con il PRS</inline> <noteRef href="not166" marker="(166)"/> può prevedere la concessione di prestiti d'onore in sostituzione, anche parziale, delle borse di studio.</p></content></clause><clause id="art16-cla5"><num>4 bis.</num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione può integrare con proprie risorse la disponibilità finanziaria destinata all’erogazione degli strumenti e dei servizi di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 29 marzo 2012, </inline><inline name="inlinea0">n. 68 (Revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti), garantendo priorità alla copertura delle borse di studio di cui al comma 4.</inline> <noteRef href="not82" marker="(82)"/></p></content></clause><clause id="art9-cla5"><num><inline name="inlinea0">5.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">I benefici di cui al comma 3 non possono essere cumulati con altre erogazioni finanziarie a qualsiasi titolo attribuite, salvo il caso di erogazioni concesse da istituzioni nazionali o straniere volte a integrare, con soggiorni all’estero, l’attività di formazione o di ricerca dei borsisti e salvo il caso di erogazione di provvidenze da parte dell’Azienda di cui all’articolo 10 individuate dal regolamento regionale di cui all’articolo 32, comma 3.</inline> <noteRef href="not30" marker="(30)"/> </p></content></clause><clause id="art9-cla6"><num><inline name="inlinea0">6. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il servizio abitativo dell’Azienda di cui all’articolo 10, utilizzato per i propri fini istituzionali e per quelli delle Università, non costituisce esercizio di struttura ricettiva alberghiera ed extra-alberghiera.</inline><noteRef href="not30" marker="(30)"/> </p></content></clause></article><article id="art10"><num><inline name="inlinea0">Art. 10 </inline></num><heading><inline name="inlinea0">- Azienda regionale per il diritto allo studio universitario </inline><noteRef href="not31" marker="(31)"/><noteRef href="not" marker=""/></heading><clause id="art10-cla1"><num><inline name="inlinea0">1. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">E’ istituita, a far data dal 1° luglio 2008, l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (di seguito Azienda), ente dipendente dalla Regione, dotato di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale, di proprio patrimonio e di proprio personale, con sede a </inline><inline name="inlinea0">Firenze.</inline></p></content></clause><clause id="art10-cla2"><num><inline name="inlinea0">2. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">L’Azienda, in collaborazione con le Università degli Studi di Firenze, Pisa e Siena, la Scuola Normale Superiore di Pisa, la Scuola Superiore di Studi universitari e di </inline><inline name="inlinea0">perfezionamento Sant'Anna di Pisa, l’Università per Stranieri di Siena, </inline><noteRef href="not167" marker="(167)"/><inline name="inlinea0"> l’Institution Markets Technologies di Lucca, l’Accademia di Belle Arti di Firenze, l’Accademia di Belle Arti di Carrara gli Istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale della Toscana e l’Istituto superiore per le industrie artistiche di Firenze </inline><noteRef href="not168" marker="(168)"/><inline name="inlinea0"> e con gli enti locali, realizza gli interventi di cui all’articolo 9 rivolti </inline><inline name="inlinea0">agli iscritti ai corsi di studio delle Università degli studi e degli istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale con sede in Toscana.</inline></p></content></clause><clause id="art10-cla3"><num><inline name="inlinea0">3. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">L’Azienda realizza gli interventi di cui all’articolo 9, nei comuni dove hanno la sede legale le Università della Toscana e gli istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale con sede in Toscana e nei comuni che ospitano le sedi decentrate.</inline></p></content></clause><clause id="art10-cla4"><num><inline name="inlinea0">4. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Sono organi dell'Azienda il Consiglio di amministrazione, il Presidente e il Collegio dei revisori; le modalità di funzionamento e le competenze rispettive sono stabilite dal regolamento di cui all’articolo 32, comma 3.</inline></p></content></clause><clause id="art10-cla5"><num><inline name="inlinea0">5.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il funzionamento dell’Azienda è disciplinato da un regolamento, approvato dal Consiglio di amministrazione della stessa, che prevede una articolazione organizzativa per ognuna delle sedi territoriali di Firenze, Pisa e Siena tenendo conto dei servizi per gli studenti e delle loro specificità. </inline></p></content></clause><clause id="art10-cla6"><num><inline name="inlinea0">6.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Tale articolazione organizzativa territoriale garantisce i necessari raccordi tra l’organizzazione dei servizi e l’organizzazione didattica dell’ateneo, secondo le modalità previste dal regolamento organizzativo dell’azienda.</inline></p></content></clause><clause id="art10-cla7"><num><inline name="inlinea0">7. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">L’articolazione organizzativa territoriale promuove incontri periodici con le rappresentanze territoriali degli studenti e dell’ateneo per monitorare lo stato dei servizi ed il </inline><inline name="inlinea0">raccordo con l’organizzazione didattica.</inline></p></content></clause><clause id="art10-cla8"><num><inline name="inlinea0">8. </inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Sono soggetti all’approvazione della Giunta regionale:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">il regolamento organizzativo dell’Azienda, di cui al comma 5;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">il bilancio previsionale economico dell’Azienda con l'allegato piano di attività annuale, previa espressione del parere del Consiglio regionale.</inline></p></content></list></clause><clause id="art10-cla9"><num><inline name="inlinea0">9. </inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Il finanziamento dell’Azienda è assicurato mediante:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">finanziamento regionale;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">proventi dei servizi resi per l’attuazione del diritto allo studio universitario;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">altre entrate proprie;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">accensione di mutui per spese di investimento nei limiti stabiliti dalla Giunta regionale.</inline></p></content></list></clause><clause id="art10-cla10"><num><inline name="inlinea0">10.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il patrimonio dell’Azienda è vincolato nell’uso all’attuazione degli interventi del diritto allo studio universitario di cui all’articolo 9.</inline></p></content></clause><clause id="art10-cla11"><num><inline name="inlinea0">11.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">L’Azienda predispone il piano degli investimenti per il diritto allo studio universitario, previa consultazione con i comuni dove hanno sede legale le Università della Toscana e con i comuni che ospitano le sedi decentrate.</inline></p></content></clause></article><article id=""><num><inline name="inlinea0">Art. 10 bis</inline></num><heading><inline name="inlinea0">-</inline><inline name="inlinea0">Consiglio di amministrazione dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario </inline><noteRef href="not32" marker="(32)"/> </heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Il Consiglio di amministrazione dell’Azienda è composto da:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">cinque componenti, di cui uno con funzioni di Presidente, scelti dal Presidente della Giunta regionale;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">il Presidente del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Toscane (CORECO), di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25 (Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi allo sviluppo ed alla </inline><inline name="inlinea0">programmazione del sistema universitario, nonché ai comitati regionali di coordinamento, a norma dell’art. 20, comma 8, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997 n. 59) o suo delegato </inline><inline name="inlinea0">permanente;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">i tre Presidenti dei Consigli territoriali degli studenti, di cui all’articolo 10 sexies, comma 7.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il Consiglio di amministrazione è nominato con decreto del Presidente della Giunta Regionale: la sua durata coincide con quella della legislatura regionale.</inline></p></content></clause><clause id="art10bis-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Fermo restando il disposto del comma 2, i componenti nominati ai sensi del comma 1, lettera c) restano in carica nel Consiglio di amministrazione dell’Azienda:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">dopo la scadenza di cui al comma 4 dell’articolo 10 sexies, fino alla loro sostituzione a seguito delle elezioni delle rappresentanze studentesche negli organi universitari;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">dopo il conseguimento della laurea, fino alla sostituzione.</inline></p></content></list></clause><clause id="art10bis-cla4"><num><inline name="inlinea0">4. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il Consiglio di amministrazione si intende validamente costituito con la nomina della maggioranza dei componenti. </inline></p></content></clause><clause id="art10bis-cla5"><num><inline name="inlinea0">5. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il Consiglio di amministrazione si riunisce con il Consiglio regionale degli studenti almeno due volte all’anno per la definizione del piano annuale degli interventi e per il consuntivo del piano dell’anno precedente.</inline></p></content></clause><clause id="art10bis-cla6"><num><inline name="inlinea0">6. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il Consiglio di amministrazione dell’Azienda definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare, indica le priorità ed emana le direttive generali per l’azione amministrativa e la gestione, verifica la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite.</inline></p></content></clause><clause id="art10bis-cla7"><num><inline name="inlinea0">7. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Qualora il Consiglio di amministrazione nell’assumere le proprie determinazioni non ritenga di accogliere il parere del Consiglio regionale degli studenti, ne dà atto </inline><inline name="inlinea0">fornendo espressa motivazione e riferendo in una successiva riunione del Consiglio regionale degli studenti.</inline></p></content></clause></article><article id=""><num><inline name="inlinea0">Art. 10 ter</inline></num><heading><inline name="inlinea0">-</inline><inline name="inlinea0">Collegio dei revisori </inline><noteRef href="not33" marker="(33)"/> </heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il Collegio dei revisori è composto da tre membri effettivi, di cui uno con funzioni di Presidente, nominati dal Consiglio regionale, scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 (Attuazione della direttiva 2006/43/CE, </inline><inline name="inlinea0">relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, e che abroga la direttiva 84/253/CEE) </inline><noteRef href="not68" marker="(68)"/><inline name="inlinea0"> .</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il Collegio assume validamente le proprie determinazioni con la presenza di due componenti.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">La durata in carica del Collegio dei revisori coincide con quella della legislatura regionale.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">4.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il Collegio dei revisori esamina tutti gli atti approvati dall’Azienda ai fini del </inline><inline name="inlinea0">controllo di </inline><inline name="inlinea0">legittimità contabile e amministrativa.</inline></p></content></clause><clause id="art19-cla5"><num>4 bis.</num><content><p><inline name="inlinea0">Il Collegio dei revisori vigila sull’osservanza da parte dell’ente delle disposizioni di legge, regolamentari e statutarie ed, in particolare, esercita le funzioni di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123 (Riforma dei controlli di regolarità amministrativa e contabile e potenziamento dell'attività di analisi e valutazione della spesa, a norma dell'articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196), in conformità con le disposizioni della presente legge, delle direttive del Consiglio regionale e degli indirizzi della Giunta regionale.</inline> <noteRef href="not69" marker="(69)"/></p></content></clause><clause id="art19-cla6"><num>4 ter.</num><content><p><inline name="inlinea0">La relazione con la quale il Collegio dei revisori esprime il parere sul bilancio preventivo dell’ente contiene il motivato giudizio di congruità, di coerenza e di attendibilità contabile delle previsioni, nonché il parere sugli equilibri complessivi della gestione.</inline> <noteRef href="not70" marker="(70)"/></p></content></clause><clause id="art19-cla7"><num>4 quater.</num><content><p><inline name="inlinea0">Il Collegio dei revisori esprime il giudizio sul bilancio di esercizio in conformità all’articolo 14 del d.lgs. 39/2010.</inline> <noteRef href="not71" marker="(71)"/></p></content></clause><clause id="art19-cla8"><num>4 quinquies.</num><content><p><inline name="inlinea0">Il Collegio dei revisori esprime, inoltre, in via preventiva, un parere </inline><inline name="inlinea0">obbligatorio sulle operazioni di indebitamento, sugli atti di gestione straordinaria del patrimonio, su eventuali operazioni di finanza di progetto e di assunzione di partecipazioni in società di cui all’articolo 8 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 65 (Legge finanziaria per l’anno 2011).</inline> <noteRef href="not72" marker="(72)"/></p></content></clause><clause id="art19-cla9"><num>4 sexies.</num><content><p><inline name="inlinea0">Il Collegio dei revisori può procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e di controllo e richiedere notizie sull’andamento delle operazioni svolte.</inline> <noteRef href="not73" marker="(73)"/></p></content></clause><clause id="art19-cla10"><num>4 septies.</num><content><p><inline name="inlinea0">Al presidente e agli altri membri del collegio dei revisori spetta un’indennità annua pari rispettivamente al 7 per cento e al 5 per cento dell’indennità complessiva, di carica e di funzione, spettante al Presidente della Giunta regionale.</inline> <noteRef href="not74" marker="(74)"/></p></content></clause></article><article id=""><num><inline name="inlinea0">Art. 10 quater</inline></num><heading><inline name="inlinea0">-</inline><inline name="inlinea0">Poteri di vigilanza</inline><noteRef href="not34" marker="(34)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">La Giunta regionale esercita la vigilanza sull'amministrazione dell’Azienda e può disporre ispezioni mediante la nomina di uno o più ispettori scelti tra il personale regionale dirigente al fine di verificare il regolare funzionamento dell’Azienda.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">I poteri sostitutivi regionali nei confronti degli organi dell’Azienda sono esercitati ai sensi della normativa regionale vigente in materia di commissari nominati dalla Regione.</inline></p></content></clause></article><article id="art10quinquies"><num><inline name="inlinea0">Art. 10 quinquies</inline></num><heading><inline name="inlinea0">-</inline><inline name="inlinea0">Istituzione della Conferenza regionale per il diritto allo studio universitario</inline><noteRef href="not35" marker="(35)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Al fine di realizzare il coordinamento degli interventi della Regione con quelli degli enti locali e delle Università è istituita la Conferenza regionale per il diritto allo studio universitario, di seguito denominata Conferenza.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2. </inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">La Conferenza è nominata con decreto del Presidente della Giunta regionale ed è costituita dai seguenti membri:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">il Presidente della Giunta regionale, o un suo delegato, con funzioni di Presidente;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">il Presidente dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">un rappresentante nominato da ciascuna delle seguenti istituzioni: Università degli Studi di </inline><inline name="inlinea0">Firenze, Università degli Studi di Pisa, Università degli Studi di Siena, Scuola Normale Superiore di Pisa, Scuola Superiore di Studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna di Pisa, Università per Stranieri di Siena, Istituto Italiano di Scienze Umane, Institution Markets Technologies di </inline><inline name="inlinea0">Lucca, Accademia di Belle Arti di Firenze, Accademia di Belle Arti di Carrara;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">un rappresentante congiuntamente designato dagli istituti di alta formazione e </inline><inline name="inlinea0">specializzazione artistica e musicale della Toscana e dall'Istituto Superiore per le Industrie </inline><inline name="inlinea0">artistiche di Firenze;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">i Presidenti dei Consigli territoriali degli studenti, di cui all’articolo 10 sexies;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">i sindaci dei Comuni di Firenze, Pisa e Siena, o loro delegati.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>2 bis.</num><content><p><inline name="inlinea0">Il Presidente della Giunta regionale può adottare il decreto di cui al comma 2, quando sia possibile nominare almeno la metà più uno dei membri. </inline><noteRef href="not47" marker="(47)"/></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Qualora gli argomenti all’ordine del giorno riguardino questioni relative alle sedi decentrate delle Università, sono invitati a partecipare alle sedute anche i sindaci, o loro delegati, dei comuni sedi di decentramento universitario.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">4. </inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">La Conferenza esprime pareri:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> sulla delibera della Giunta regionale di cui all’articolo 9, comma 3;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> sul piano degli investimenti dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> sulle proposte di sviluppo universitario in Toscana per gli aspetti inerenti al diritto allo studio universitario;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> sul piano annuale delle attività, sul bilancio previsionale e di esercizio dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario. </inline><noteRef href="not169" marker="(169)"/></p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">5. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">La Conferenza si riunisce almeno due volte l’anno: le sedute della Conferenza sono valide con la presenza della maggioranza assoluta dei componenti</inline><inline name="inlinea0">effettivamente nominati.</inline><noteRef href="not48" marker="(48)"/></p></content></clause></article><article id=""><num><inline name="inlinea0">Art. 10 sexies</inline></num><heading><inline name="inlinea0">-</inline><inline name="inlinea0">Consiglio territoriale degli studenti per il controllo della qualità </inline><noteRef href="not36" marker="(36)"/> </heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Al fine della verifica e del controllo sulla qualità e sulla regolare e corretta erogazione dei </inline><inline name="inlinea0">servizi sul territorio è istituito per ogni ambito territoriale delle Università di Firenze, Pisa e Siena, un Consiglio territoriale degli studenti per il controllo della qualità.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Ciascun Consiglio territoriale è composto da sette studenti eletti dagli iscritti presso ciascuna Università e presso gli istituti di alta formazione e specializzazione artistica e musicale.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3. </inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Il Consiglio territoriale degli studenti svolge i seguenti compiti:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">acquisire dati e informazioni sui servizi offerti dall’Azienda nel proprio ambito territoriale;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">verificare l’organizzazione, la qualità e la gestione dei servizi erogati nell’area territoriale dall’Azienda attraverso il controllo degli standard di qualità definiti nella carta dei servizi nel rispetto dei criteri di qualità, efficienza ed economicità;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">verificare la rispondenza agli standard stabiliti a livello regionale e aziendale;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">proporre all’Azienda soluzioni in grado di innovare i servizi sul territorio e di migliorarne la qualità.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">4. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">I membri del Consiglio durano in carica due anni, decadono qualora venga meno il requisito dell'appartenenza all’Università e possono essere rinnovati una sola volta.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">5. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">L’articolazione organizzativa territoriale dell’Azienda, di cui all’articolo 10 comma 5, garantisce il pieno svolgimento dei compiti del Consiglio territoriale degli studenti e ne </inline><inline name="inlinea0">costituisce il riferimento per l’adozione delle misure organizzative di funzionamento dei servizi.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">6. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">I membri del Consiglio territoriale degli studenti hanno diritto di accesso nei locali destinati ai servizi.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">7. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il funzionamento del Consiglio è disciplinato da apposito regolamento adottato dallo stesso. Il Consiglio elegge al proprio interno il Presidente.</inline></p></content></clause></article><article id="art10septies"><num>Art. 10 septies</num><heading>- Consiglio regionale degli studenti<noteRef href="not37" marker="(37)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Al fine di garantire il coinvolgimento e l’effettiva partecipazione degli studenti alla realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi di cui alla presente legge, è istituito il Consiglio regionale degli studenti, composto dagli studenti membri dei Consigli territoriali, di cui al all’articolo 10sexies.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il Consiglio regionale degli studenti è nominato dal Presidente della Giunta regionale. </inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il Presidente del Consiglio regionale degli studenti è individuato dal Consiglio fra i tre Presidenti dei Consigli territoriali, di cui all’articolo 10 sexies, garantendo l’alternanza annuale di </inline><inline name="inlinea0">ciascun ambito territoriale alla presidenza.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>4.</num><content><p><inline name="inlinea0">Il Presidente del Consiglio regionale degli studenti dura in carica un anno.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">5.</inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Il Consiglio regionale degli studenti ha i seguenti compiti:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">esprime pareri e formula proposte in merito alla delibera della Giunta regionale di cui all’articolo 9, comma 3; </inline><noteRef href="not170" marker="(170)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">esprime pareri e formula proposte sul piano annuale degli interventi, sul bilancio preventivo e di esercizio dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario </inline><noteRef href="not171" marker="(171)"/><inline name="inlinea0"> sui criteri di erogazione dei servizi in materia di diritto allo studio universitario.</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">acquisisce dall'Azienda regionale dati e informazioni utili per la formulazione di valutazioni e </inline><inline name="inlinea0">proposte migliorative della qualità dei servizi offerti;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">indica i rappresentanti degli studenti nelle Commissioni istituite dall’Azienda.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">6. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">I membri del Consiglio regionale degli studenti durano in carica due anni, decadono qualora venga meno il requisito dell'appartenenza all’Università e possono essere rinnovati una sola volta.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">6 bis.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Ai componenti del Consiglio compete il rimborso delle spese sostenute per la partecipazione alle sedute secondo modalità definite dal regolamento di cui all’articolo 32, comma 3.</inline><noteRef href="not42" marker="(42)"/></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">7.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il funzionamento del Consiglio è disciplinato da apposito regolamento interno adottato dallo stesso.</inline></p></content></clause></article><article id="art11"><num>Art. 11 </num><heading><inline name="inlinea0">-</inline><inline name="inlinea0">Disposizioni relative al personale</inline><noteRef href="not38" marker="(38)"/> </heading><clause id="art11-cla1"><num>1. </num><content><p><inline name="inlinea0">Al personale dell’Azienda di cui all’articolo 10 si applica il contratto collettivo di </inline><inline name="inlinea0">lavoro del comparto Regioni - Autonomie locali. </inline><noteRef href="not39" marker="(39)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></clause><clause id="art11-cla2"><num>2. </num><content><p>Al personale iscritto nei ruoli delle Aziende, già trasferito dalla Regione Toscana ai sensi della <ref href="/it/legge/regione.toscana/1993-08-11/55/main" id="215">legge regionale 11 agosto 1993, n. 55</ref> (Norme per l'attuazione del diritto allo studio universitario), continuano ad applicarsi i benefìci derivanti dalle disposizioni di cui alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1982-05-10/35/main" id="216">legge regionale 10 maggio 1982, n. 35</ref> (Trattamento previdenziale del personale regionale).</p></content></clause><clause id="art11-cla3"><num>3. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le disposizioni di cui all’articolo 7 della legge regionale 3 maggio 2007 n. 27 (Misure di razionalizzazione delle spese per il personale. Modifiche alla legge 5 agosto 2003, n. 44 “Ordinamento della dirigenza e della struttura operativa della regione. Modifiche alla legge regionale 17 marzo 2000, n. 26 (Riordino della legislazione regionale in materia di organizzazione e personale)”) trovano applicazione anche nei confronti dell’Azienda regionale e del relativo personale.</inline><noteRef href="not39" marker="(39)"/> </p></content></clause><clause id="art11-cla4"><num>4. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le modifiche della dotazione organica dell’Azienda sono approvate dalla Giunta </inline><inline name="inlinea0">regionale entro sessanta giorni dalla presentazione della stessa.</inline><noteRef href="not39" marker="(39)"/> </p></content></clause><clause id="art11-cla4bis"><num><inline name="inlinea0">4 bis. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Le disposizioni regionali in materia di risoluzione consensuale del rapporto </inline><inline name="inlinea0">di lavoro dei dirigenti del ruolo unico regionale si applicano al personale dirigenziale di ruolo dell’Azienda. </inline><noteRef href="not40" marker="(40)"/></p></content></clause></article><article id="art12"><num>Art. 12 </num><heading>- Orientamento <noteRef href="not92" marker="(92)"/></heading><clause id="art12-cla1"><num><inline name="inlinea0">1. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione garantisce il diritto all'orientamento lungo tutto l’arco della vita, promuovendo l’accesso a risorse e servizi per sostenere il pieno sviluppo delle potenzialità individuali nelle attività educative, formative, professionali e imprenditoriali. </inline></p></content></clause><clause id="art25-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione, al fine di contrastare la dispersione formativa, promuovere l'occupabilità e l'inclusione sociale, pone al centro delle politiche per l’orientamento permanente i bisogni della persona. </inline></p></content></clause><clause id="art25-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione si impegna a razionalizzare, potenziare e integrare il sistema pubblico di </inline><inline name="inlinea0">orientamento con le strategie dell’orientamento permanente. </inline></p></content></clause><clause id="art25-cla4"><num><inline name="inlinea0">4.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Gli interventi e i servizi per l'orientamento si realizzano con il concorso dei soggetti pubblici e privati che attuano le politiche dell'educazione, dell'istruzione, della formazione e del lavoro, anche </inline><inline name="inlinea0">attraverso le reti territoriali di cui all’articolo 4, comma 55, della l. 92/2012, e l’integrazione tra i sistemi, in raccordo con i centri per l'impiego</inline> </p></content></clause><clause id="art25-cla5"><num><inline name="inlinea0">5.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">In particolare l’orientamento nel sistema dell’istruzione, come forma di prevenzione della dispersione scolastica e di bilancio delle competenze alla fine di ogni ciclo, è previsto almeno dal primo anno della scuola secondaria di primo grado ed è attuato da personale specializzato.</inline> </p></content></clause></article><article id="art13"><num>Art. 13</num><heading>- Obbligo di istruzione e diritto dovere all'istruzione e formazione <noteRef href="not49" marker="(49)"/></heading><clause id="art26-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">La Regione, al fine di assicurare l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto-dovere all’istruzione e formazione, di favorire le opportunità di integrazione e di personalizzazione per il successo formativo e di prevenire l’abbandono scolastico:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">promuove e sostiene l'offerta qualitativamente e quantitativamente adeguata di percorsi formativi nell'ambito del sistema dell'istruzione e della formazione professionale e dell'apprendistato in un'ottica di integrazione, ampliamento e differenziazione degli interventi e secondo le specificità territoriali e le vocazioni professionali individuali;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">garantisce un’offerta formativa unitaria sul territorio regionale;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">favorisce le condizioni per agevolare il raccordo tra il sistema dell’istruzione e il sistema di istruzione e formazione professionale al fine di facilitare i passaggi tra i sistemi stessi e assicurare la reversibilità delle scelte degli studenti, attraverso un sistema di competenze e crediti che comprendano gli apprendimenti in qualsiasi contesto acquisiti;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">supporta le scuole e le famiglie nell’attività di orientamento.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art26-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione e del diritto-dovere all'istruzione e </inline><inline name="inlinea0">formazione, a partire dalla scuola secondaria di primo grado i giovani sono supportati con l’attività di orientamento, realizzata a livello territoriale, nella scelta tra i percorsi del sistema dell’istruzione e quello dell’istruzione e formazione professionale e nei passaggi tra sistema dell’istruzione e della formazione.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Nell'ambito delle competenze regionali l'offerta di percorsi formativi è volta a soddisfare in modo uguale le richieste e le esigenze di entrambi i generi e tiene conto dei giovani stranieri. Inoltre si fa carico dell’elaborazione di strategie per i giovani in stato di disabilità e con particolari bisogni educativi speciali. </inline></p></content></clause></article><article id="art13bis"><num><inline name="inlinea0">Art. 13 bis</inline> </num><heading><inline name="inlinea0">- Sistema regionale di istruzione e formazione </inline><noteRef href="not93" marker="(93)"/><noteRef href="not" marker=""/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1. </inline></num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Al fine di sostenere lo sviluppo delle competenze di base, trasversali e tecnico-professionali </inline><inline name="inlinea0">dei giovani e dei soggetti inoccupati, disoccupati e occupati, la Regione promuove i seguenti interventi:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) di cui all'articolo 14, comma 2, finalizzati all'acquisizione di una qualifica o di un diploma professionale; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi formativi a supporto dell’inserimento, del reinserimento lavorativo e della mobilità professionale; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, di cui all'articolo 14 bis, finalizzati all’acquisizione di competenze tecniche e professionali; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi di formazione post-laurea caratterizzati da una elevata componente professionalizzante; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi di formazione continua rivolti agli imprenditori e agli occupati, finalizzati ad incentivare l’adattabilità delle imprese ai processi di innovazione in risposta alla domanda di capitale umano qualificato; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">servizi di validazione e certificazione delle competenze professionali acquisite nei contesti formali, non formali e informali, realizzati da personale in possesso di adeguate qualificazioni, </inline><inline name="inlinea0">definite dal regolamento di cui all’articolo 32. </inline><noteRef href="not136" marker="(136)"/></p></content></list></clause><clause id="art27-cla1"><num><inline name="inlinea0">2. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato. </inline><noteRef href="not137" marker="(137)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Giunta regionale definisce, con deliberazione, le linee generali per la realizzazione degli interventi di istruzione e formazione di cui al comma 1, lettere a), b), e) ed f), garantendone l’unitarietà, la complementarietà e l'integrazione. </inline><noteRef href="not138" marker="(138)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3 bis.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La deliberazione di cui al comma 3, è approvata sentita la Commissione regionale permanente tripartita e previa informativa alla commissione consiliare competente in materia. </inline><noteRef href="not139" marker="(139)"/></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">4.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">I percorsi di cui al comma 1, lettere da a) a d), sono realizzati di norma con esperienze in contesti lavorativi.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num>4 bis.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Nel rispetto delle competenze dello Stato in materia di norme generali sull’istruzione e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, la Regione, allo scopo di ampliare le prospettive di occupabilità degli studenti iscritti agli istituti tecnici o professionali, promuove la sottoscrizione di intese con gli organi statali competenti per realizzare, in favore dei medesimi studenti, opportunità formative finalizzate all’acquisizione di competenze professionali, che possono essere valorizzate in percorsi post diploma e/o nella fase di transizione verso il mondo del lavoro. </inline><noteRef href="not160" marker="(160)"/></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">5.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione promuove gli interventi di formazione continua anche attraverso il raccordo con i fondi paritetici interprofessionali, di cui all'articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato “legge finanziaria 2001”).</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">6.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione sostiene un’offerta formativa erogata a distanza mediante un portale informatico regionale dedicato.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">7.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione assicura standard di qualità dell'offerta formativa mediante l'innovazione dei profili </inline><inline name="inlinea0">e delle competenze degli operatori della formazione e mediante lo sviluppo e l'innovazione dei modelli formativi e delle modalità di erogazione dell'offerta.</inline> </p></content></clause></article><article id="art14"><num>Art. 14 </num><heading>- Istruzione e formazione professionale <noteRef href="not94" marker="(94)"/></heading><clause id="art28-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato. </inline><noteRef href="not140" marker="(140)"/> </p></content></clause><clause id="art28-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni stabiliti dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 (Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, a norma dell'art. 2 della L. 28 marzo 2003, n. 53),</inline><noteRef href="not141" marker="(141)"/><inline name="inlinea0"> l'offerta regionale di istruzione e formazione professionale si articola in:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi di durata triennale, finalizzati al conseguimento di una qualifica professionale che costituisce titolo per l'accesso al quarto anno del sistema; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi di durata quadriennale, finalizzati al conseguimento di un diploma professionale.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art28-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">I percorsi di cui al comma 2 sono realizzati:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">dai soggetti del sistema della formazione professionale, di cui all'articolo 16 bis, comma 1, nell’ambito dell’offerta regionale pubblica di formazione;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">dalle istituzioni scolastiche che offrono percorsi di istruzione professionale, attivati in via sussidiaria ai sensi dell'articolo 4, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 61 (Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell'istruzione e formazione professionale, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera d), della legge 13 luglio 2015, n. 107) nel rispetto delle modalità realizzative definite dagli accordi tra la Regione e l’ufficio scolastico regionale ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del d.lgs. 61/2017.</inline> <noteRef href="not203" marker="(203)"/></p></content></list></clause><clause id="art28-cla4"><num><inline name="inlinea0">4.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Possono iscriversi ad uno dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al </inline><inline name="inlinea0">comma 2 gli studenti diplomati della scuola secondaria di primo grado.</inline> </p></content></clause><clause id="art28-cla5"><num><inline name="inlinea0">5.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Nell'ambito dei percorsi indicati al comma 2, le competenze di base e professionali da acquisire sono definite con riferimento:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">agli standard formativi minimi nazionali in correlazione alle figure professionali regionali individuate sulla base dei fabbisogni professionali del territorio ai sensi dell’articolo 27, comma 2, del d.lgs. 226/2005;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">ai criteri generali definiti con decreto ministeriale ai sensi dell’articolo 7, comma 1, del d. lgs. 61/2017, per favorire il raccordo tra il sistema di istruzione professionale e il sistema di istruzione e formazione professionale e per la realizzazione, in via sussidiaria, di percorsi di istruzione e formazione professionale per il rilascio della qualifica e del diploma professionale quadriennale.</inline> <noteRef href="not203" marker="(203)"/></p></content></list></clause><clause id="art28-cla6"><num><inline name="inlinea0">6.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La valutazione intermedia e finale per il rilascio delle qualifiche e dei diplomi dei percorsi di istruzione e formazione professionale avviene nel rispetto della disciplina statale e in </inline><inline name="inlinea0">coerenza con gli strumenti di certificazione delle competenze adottati dalla Regione.</inline> </p></content></clause><clause id="art28-cla7"><num><inline name="inlinea0">7.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Nell'ambito dei percorsi di istruzione e formazione professionale realizzati dai soggetti di cui al comma 3, lettera a), possono essere realizzati </inline><noteRef href="not204" marker="(204)"/><inline name="inlinea0"> percorsi formativi </inline><noteRef href="not142" marker="(142)"/><inline name="inlinea0"> progettati attraverso il rafforzamento dell'alternanza formazione-lavoro, in raccordo con il sistema delle imprese.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">8.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato. </inline><noteRef href="not143" marker="(143)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></clause><clause id="cla"><num>8 bis.</num><content><p><inline name="inlinea0">L'offerta formativa di percorsi di istruzione e formazione professionale erogata dai soggetti di cui al comma 3, lettera a), è realizzata in risposta ai bisogni dei giovani che hanno abbandonato gli studi e di quelli che non lavorano e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione, ed è coordinata con i tempi di inizio dell’anno scolastico. </inline><noteRef href="not144" marker="(144)"/></p></content></clause></article><article id="art14bis"><num>Art. 14 bis</num><heading>- Istruzione e formazione tecnica superiore e poli tecnico-professionali<noteRef href="not95" marker="(95)"/></heading><clause id="art29-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione programma gli interventi di istruzione e formazione tecnica superiore al fine di favorire l’innalzamento della qualità dell’offerta formativa e promuovere una maggiore aderenza ai fabbisogni del sistema produttivo, in coerenza con le disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008 (Linee guida per la riorganizzazione del sistema di istruzione e formazione tecnica superiore e la costituzione degli istituti tecnici superiori) e del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 7 febbraio 2013 (Linee guida di cui all’art. 52, commi 1 e 2, della legge n. 35 del 4 aprile 2012, contenente misure di semplificazione e di promozione dell’istruzione tecnico-professionale e degli istituti tecnici superiori “ITS”). </inline></p></content></clause><clause id="art29-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Gli interventi della programmazione sono riferiti a: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), di livello post-secondario, per la formazione tecnica e professionale specialistica, con conseguimento di certificato di specializzazione tecnica superiore;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">percorsi di istruzione tecnica superiore di livello post-secondario, con conseguimento di diploma di tecnico superiore, realizzati dagli istituti tecnici superiori (ITS); </inline><noteRef href="not145" marker="(145)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">poli tecnico-professionali, costituiti da reti di soggetti pubblici e privati del sistema di </inline><inline name="inlinea0">istruzione, formazione e lavoro.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art29-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La programmazione, effettuata con cadenza triennale, prevede attività di monitoraggio e valutazione degli interventi di cui al comma 2, al fine di assicurare la loro rispondenza con il quadro degli strumenti della programmazione regionale di cui agli articoli 7 e 8 della legge regionale 7 gennaio 2015, n. 1 (Disposizioni in materia di programmazione economica e finanziaria regionale e relative procedure contabili. Modifiche alla l.r. 20/2008), </inline><noteRef href="not172" marker="(172)"/><inline name="inlinea0"> tenuto conto dell’evoluzione dei fabbisogni socio-economici del territorio.</inline> </p></content></clause></article><article id="art15"><num>Art. 15 </num><heading>- Formazione professionale <noteRef href="not96" marker="(96)"/></heading><clause id="art30-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Gli interventi di formazione professionale sono finalizzati a favorire l’occupazione mediante il rafforzamento delle competenze.</inline> </p></content></clause><clause id="art30-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Per realizzare le finalità di cui al comma 1, la Regione, in attuazione delle linee generali di cui all'articolo 13 bis, comma 3, garantisce: </inline><noteRef href="not146" marker="(146)"/> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">un'offerta formativa strategica e pluriennale, in ambiti produttivi individuati dalla Giunta regionale come prioritari per lo sviluppo dell'economia regionale, attraverso la promozione e valorizzazione di reti;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">un'offerta formativa anche a carattere pluriennale, in risposta ai fabbisogni territoriali del sistema produttivo;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">un'offerta formativa in risposta alla domanda individuale di formazione espressa dai singoli e </inline><inline name="inlinea0">dalle imprese, finalizzata all'occupazione.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art30-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Costituisce parte integrante degli interventi di formazione professionale l’offerta formativa riconosciuta ai sensi dell’articolo 17, comma 2.</inline> </p></content></clause><clause id="art30-cla4"><num><inline name="inlinea0">4.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">I fabbisogni formativi e professionali di cui al comma 2, lettere a) e b), sono individuati </inline><inline name="inlinea0">mediante:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">l'analisi e la valutazione dei dati economici e del mercato del lavoro, delle previsioni di sviluppo e dei potenziali bacini occupazionali;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la valutazione degli esiti occupazionali delle attività formative realizzate, finanziate e riconosciute;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">il confronto con gli enti locali e gli attori economici e sociali espressione del territorio.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art30-cla5"><num><inline name="inlinea0">5.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Per l'individuazione dei fabbisogni formativi e professionali la Regione può avvalersi dell'Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, di cui alla legge regionale 29 luglio 1996, n. 59 (Ordinamento dell’IRPET).</inline> </p></content></clause><clause id="art30-cla6"><num><inline name="inlinea0">6.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato. </inline><noteRef href="not147" marker="(147)"/></p></content></clause><clause id="art30-cla7"><num><inline name="inlinea0">7.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Nella riprogrammazione degli interventi la Giunta regionale tiene conto degli esiti dell'attività formativa realizzata.</inline> </p></content></clause></article><article id="art16"><num><inline name="inlinea0">Art. 16 </inline></num><heading><inline name="inlinea0">- Catalogo regionale dell'offerta formativa </inline><noteRef href="not26" marker="(26)"/><noteRef href="not126" marker="(126)"/></heading><clause id="art31-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Al fine di rendere riconoscibile e trasparente, nei contenuti e nei tempi di erogazione, l’offerta formativa regionale, di cui all’articolo 15, è istituito il catalogo regionale dell’offerta formativa, secondo i criteri stabiliti nel regolamento di cui all'articolo 32.</inline> </p></content></clause><clause id="art31-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Giunta regionale definisce le modalità per la formazione del catalogo regionale e per l’aggiornamento dell’offerta formativa in esso contenuta.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Il catalogo è reso disponibile all'utenza mediante il sistema informativo della Giunta regionale.</inline> </p></content></clause></article><article id="art16bis"><num><inline name="inlinea0">Art. 16 bis</inline> </num><heading><inline name="inlinea0">- Soggetti del sistema della formazione professionale</inline> <noteRef href="not97" marker="(97)"/><noteRef href="not" marker=""/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">I soggetti del sistema della formazione professionale sono gli organismi formativi con finalità di formazione professionale, aventi o meno scopo di lucro, ai quali la Regione concede l'accreditamento, previa verifica del possesso dei requisiti qualitativi necessari per realizzare attività formative finanziate e riconosciute nel territorio regionale.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Il regolamento di cui all'articolo 32 individua i soggetti, i requisiti e le procedure per l'accreditamento.</inline> </p></content></clause></article><article id="art16ter"><num><inline name="inlinea0">Art. 16 ter</inline> </num><heading><inline name="inlinea0">- Integrazione dei sistemi informativi regionali</inline> <noteRef href="not98" marker="(98)"/><noteRef href="not126" marker="(126)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione, al fine di perseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1 comma 4, lettera i quinquies), </inline><inline name="inlinea0">realizza il raccordo tre le banche dati e i sistemi informativi esistenti in materia di istruzione, formazione e lavoro. </inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Il regolamento di cui all'articolo 32 definisce le modalità di realizzazione del raccordo di cui al comma 1.</inline> </p></content></clause></article><article id="art17"><num>Art. 17 </num><heading>- Modalità di attuazione dell'offerta di formazione professionale <noteRef href="not99" marker="(99)"/></heading><clause id="art34-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">L'offerta di formazione professionale finanziata con risorse pubbliche è realizzata secondo una delle seguenti modalità: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">mediante convenzione, a seguito di avviso pubblico per chiamata di progetti, anche nel caso in cui il finanziamento sia solo parziale; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">mediante contratto, a seguito di appalto pubblico di servizi, secondo quanto disposto dal decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici).</inline><noteRef href="not205" marker="(205)"/> </p></content></list></clause><clause id="art34-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">L'offerta di formazione professionale riconosciuta è realizzata senza alcun finanziamento pubblico a seguito di un atto unilaterale con il quale l'organismo formativo accreditato si impegna a rispettare le condizioni e i vincoli per la realizzazione dell'attività </inline><inline name="inlinea0">formativa. </inline></p></content></clause><clause id="art34-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Con le modalità di cui al comma 1, lettera a) sono altresì realizzati gli interventi di formazione continua svolti da enti o imprese nei confronti del personale di appartenenza o finalizzati all'inserimento lavorativo nel proprio organico sulla base di accordi sindacali.</inline> </p></content></clause><clause id="art34-cla4"><num><inline name="inlinea0">4.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Il regolamento di attuazione di cui all’articolo 32 definisce:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">il sistema di controllo dello svolgimento degli interventi formativi, di cui ai commi 1 e 2;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">i requisiti necessari per l’accreditamento degli organismi formativi;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la certificazione a conclusione del percorso formativo.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art34-cla5"><num><inline name="inlinea0">5.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione favorisce l’accesso individuale ad attività di formazione con misure anche a carattere finanziario.</inline> </p></content></clause><clause id="art34-cla6"><num><inline name="inlinea0">6.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione può intervenire in favore degli organismi formativi con misure premianti </inline><inline name="inlinea0">proporzionate all'esito occupazionale al termine dell'attività formativa.</inline> </p></content></clause><clause id="art34-cla7"><num><inline name="inlinea0">7.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Le attività di formazione professionale svolte secondo modalità non ricomprese nel presente articolo non rientrano nell'ambito di applicazione della presente legge.</inline> </p></content></clause><clause id="art34-cla8"><num><inline name="inlinea0">8.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">I beni acquisiti o prodotti nell'ambito delle attività svolte mediante la convenzione di cui al comma 1, lettera a), entrano a far parte del patrimonio disponibile della Regione. </inline><noteRef href="not148" marker="(148)"/></p></content></clause></article><article id="art17bis"><num>Art. 17 bis</num><heading> Tirocini: tipologie e destinatari <noteRef href="not60" marker="(60)"/></heading><clause id="cla"><num>1.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La Regione, al fine di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, tutela il tirocinio non curriculare quale esperienza formativa, orientativa o professionalizzante, non costituente rapporto di lavoro, realizzata presso soggetti pubblici e privati nel territorio regionale.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">I tirocini non curriculari si distinguono in:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> tirocini formativi e di orientamento;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> tirocini finalizzati all'inserimento o al reinserimento al lavoro.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">I tirocini formativi e di orientamento sono finalizzati ad agevolare le scelte professionali e la occupabilità dei soggetti neo-diplomati, neo-laureati, di coloro che hanno conseguito il certificato di specializzazione tecnica superiore, il diploma di tecnico superiore o una qualifica professionale, entro ventiquattro mesi dal conseguimento del relativo titolo di studio o qualifica.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>4.</num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">I tirocini finalizzati all'inserimento o al reinserimento al lavoro sono rivolti a:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> soggetti in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183);</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro o beneficiari dei fondi di solidarietà bilaterali;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> lavoratori a rischio di disoccupazione di cui all'articolo 19, comma 4, del d. lgs. 150/2015;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> soggetti già occupati che siano in cerca di altra occupazione, nel rispetto dei limiti di orario di cui all'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 (Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro).</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>5.</num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">I tirocini di cui ai commi 3 e 4 possono inoltre essere destinati:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> ai soggetti disabili di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili);</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> ai seguenti soggetti svantaggiati:</inline></p></content><num>1)</num><content><p><inline name="inlinea0"> soggetti svantaggiati, di cui all’articolo 4, comma 1, della legge 8 novembre 1991, n. 381 (Disciplina delle cooperative sociali);</inline></p></content><num>2)</num><content><p><inline name="inlinea0"> persone inserite nei programmi di assistenza e integrazione sociale a favore delle vittime di tratta e grave sfruttamento previsti dall’articolo 13 della legge 11 agosto 2003, n. 228 (Misure contro la tratta di persone) e dall’articolo 18 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero);</inline></p></content><num>3)</num><content><p><inline name="inlinea0"> vittime di violenza inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere certificati dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri antiviolenza o dalle case rifugio di cui all’articolo 5 bis del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 (Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province), convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119;</inline></p></content><num>4)</num><content><p><inline name="inlinea0"> richiedenti protezione internazionale e titolari di status di “rifugiato” o di “protezione sussidiaria” di cui all’articolo 2, comma 1, lettere e) e g), del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25 (Attuazione della direttiva 2005/85/CE recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato);</inline></p></content><num>5)</num><content><p><inline name="inlinea0"> titolari di permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari, di cui all’articolo 5, comma 6, del d.lgs. 286/1998 e all’articolo 32, comma 3, del d.lgs. 25/2008;</inline></p></content><num>6)</num><content><p><inline name="inlinea0"> profughi di cui alla legge 26 dicembre 1981, n. 763 (Normativa organica per i profughi).</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>6.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La Regione promuove altresì, anche attraverso accordi con le istituzioni scolastiche e le università, lo sviluppo dei tirocini curriculari inclusi nei piani di studio delle università e degli istituti scolastici o previsti all’interno di un percorso di istruzione per realizzare l’alternanza studio e lavoro.</inline></p></content></clause></article><article id="art17ter"><num>Art. 17 ter</num><heading>- Modalità di attivazione e di svolgimento dei tirocini non curriculari <noteRef href="not61" marker="(61)"/><noteRef href="not126" marker="(126)"/></heading><clause id="cla"><num>1.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il tirocinio non curriculare è attivato da un soggetto promotore che è garante della regolarità e qualità dell’esperienza formativa.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Sono soggetti promotori: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> i centri per l’impiego;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gli enti bilaterali;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> le università e le istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica abilitate </inline><noteRef href="not206" marker="(206)"/><inline name="inlinea0"> al rilascio di titoli accademici aventi valore legale in Italia;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gli istituti tecnici superiori (ITS);</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> le associazioni rappresentative delle professioni non organizzate, iscritte nell’elenco di cui all’articolo 2, comma 7, della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate) che hanno ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica, ai sensi della normativa statale e regionale;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">g)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL);</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">h)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gli enti in house del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dell'ANPAL e di altri ministeri per programmi di rilevanza nazionali;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">i)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> le cooperative iscritte all’albo regionale delle cooperative sociali e dei consorzi;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">j)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> i soggetti iscritti nell’elenco regionale dei soggetti accreditati per lo svolgimento di servizi al </inline><inline name="inlinea0">lavoro ai sensi dell’articolo 20 ter;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">k)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> le associazioni iscritte nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il tirocinio è svolto presso un soggetto ospitante, pubblico o privato, che stipula una convenzione con il soggetto promotore per ospitare nella propria sede uno o più tirocinanti. Alla convenzione è allegato un progetto formativo che stabilisce gli obiettivi, le competenze da acquisire, la durata, entro i limiti di cui ai commi 9 e 10, e le modalità di svolgimento del tirocinio.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>4.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Lo schema-tipo della convenzione di cui al comma 3 è approvato dal dirigente della competente struttura regionale.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>5.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Un soggetto privato non può rivestire il ruolo, in relazione allo stesso tirocinio, di soggetto promotore e di soggetto ospitante.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>6.</num><content><p> <inline name="inlinea0">I tirocini non curriculari sono soggetti alla comunicazione obbligatoria prevista dall’articolo 9 bis, comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510 (Disposizioni urgenti in materia di lavori socialmente utili, di interventi a sostegno del reddito e nel settore previdenziale), convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>7.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il soggetto promotore è tenuto direttamente, o per il tramite del soggetto ospitante attraverso la convenzione di cui al comma 3, ad assicurare il tirocinante contro gli infortuni sul lavoro presso l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), oltre che per la responsabilità civile verso i terzi con idonea compagnia assicuratrice. La copertura assicurativa comprende eventuali attività svolte dal tirocinante anche al di fuori dell’azienda, ma rientranti nel progetto formativo. Se il promotore è un soggetto pubblico le spese assicurative del tirocinio sono a carico del soggetto ospitante.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>8.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il soggetto promotore nomina un tutore responsabile delle attività didattico-organizzative, che ha la funzione di raccordo tra il soggetto promotore e il soggetto ospitante per monitorare l’attuazione del progetto formativo. Il soggetto ospitante nomina un tutore per ogni tirocinante, che è responsabile del suo inserimento ed affiancamento sul luogo di lavoro per tutta la durata del tirocinio.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>9.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La durata del tirocinio è diversificata a seconda delle competenze da acquisire e degli obiettivi di apprendimento. In ogni caso non può essere inferiore a due mesi e superiore a sei mesi, proroghe comprese, fatto salvo quanto previsto al comma 10.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>10.</num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">La durata massima del tirocinio è:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> di dodici mesi, proroghe comprese, per i soggetti laureati e per coloro che hanno conseguito il certificato di specializzazione tecnica superiore o il diploma di tecnico superiore, purché il tirocinio sia attivato entro ventiquattro mesi dal conseguimento del relativo titolo e sia relativo ad un profilo professionale coerente con il titolo di studio;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> di ventiquattro mesi, proroghe comprese, per i soggetti disabili di cui all’articolo 17 bis, comma 5, lettera a);</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> di dodici mesi, proroghe comprese, per i soggetti svantaggiati, di cui all’articolo 17 bis, comma 5, lettera b).</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>11.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Al tirocinante è corrisposto un rimborso spese forfettario da parte del soggetto ospitante nella misura minima stabilita dal regolamento di cui all’articolo 32. Il rimborso spese forfettario può essere corrisposto da soggetti pubblici o privati che finanziano progetti di tirocinio, nei casi e con le modalità previste dal regolamento. Se il tirocinio è svolto dai soggetti di cui all'articolo 17 bis, comma 4, lettere a) e b), percettori di strumenti di sostegno al reddito, il rimborso spese non è dovuto, fatti salvi i casi in cui l’importo della suddetta indennità risulti inferiore al rimborso spese forfettario, nel qual caso è corrisposta al tirocinante un’integrazione fino alla concorrenza dell'importo minimo del rimborso spese a titolo forfettario.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>12.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Al termine del tirocinio il soggetto promotore e il soggetto ospitante redigono una relazione finale che documenta le attività effettivamente svolte e la consegnano al tirocinante. Le competenze acquisite dal tirocinante sono registrate nel libretto formativo del cittadino.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>13.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Lo schema-tipo della relazione finale di cui al comma 12 è approvato dal dirigente della competente struttura regionale.</inline></p></content></clause></article><article id="art17quater"><num>Art. 17 quater</num><heading>- Disposizioni sull’ammissibilità dei soggetti ai tirocini non curriculari <noteRef href="not62" marker="(62)"/></heading><clause id="cla"><num>1.</num><content><p> <inline name="inlinea0">I tirocini non curriculari sono svolti da soggetti di età non inferiore a diciotto anni.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Fatti salvi i soggetti indicati dall’articolo 17 bis, comma 5, lettere a) e b), il destinatario di un tirocinio:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> non può svolgere più di un tirocinio per ciascun profilo professionale;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> non può essere ospitato più di una volta presso lo stesso soggetto;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> non può essere ospitato presso un soggetto ospitante con il quale ha avuto un rapporto di lavoro, una collaborazione o un incarico nei ventiquattro mesi precedenti l’attivazione del tirocinio.</inline></p></content></list></clause></article><article id="art17quater1"><num>Art. 17 quater 1 </num><heading>Attività per il corretto utilizzo dei tirocini <noteRef href="not178" marker="(178)"/></heading><clause id="cla"><num>1.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La Regione garantisce il corretto utilizzo dei tirocini mediante attività di informazione, monitoraggio e controllo, secondo le modalità stabilite dal regolamento di cui all’articolo 32.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La Regione promuove apposite intese con l’Ispettorato nazionale del lavoro per garantire la corretta applicazione del tirocinio.</inline></p></content></clause></article><article id="art17quater2"><num>Art. 17 quater 2 </num><heading>Violazione della normativa regionale sui tirocini <noteRef href="not179" marker="(179)"/></heading><clause id="cla"><num>1.</num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">L'attività di controllo è finalizzata all'accertamento, da parte del dirigente della competente struttura regionale, della violazione della normativa regionale con particolare riferimento:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> alle modalità di attivazione e di svolgimento dei tirocini;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> alle disposizioni sull'ammissibilità dei soggetti;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> ai requisiti e agli obblighi dei soggetti coinvolti nel rapporto di tirocinio;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> al numero dei tirocini attivabili.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Se la violazione è sanabile e se la durata residua del tirocinio consente di ripristinare le condizioni violate, il dirigente della competente struttura regionale contesta la violazione ed invita il soggetto promotore o ospitante a regolarizzare tale rapporto. In tal caso, il tirocinio prosegue.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Se l'invito a regolarizzare la violazione sanabile viene disatteso oppure se la violazione non è sanabile, il dirigente della competente struttura regionale intima al soggetto promotore o ospitante di interrompere il rapporto di tirocinio a far data dalla contestazione della violazione.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>4.</num><content><p> <inline name="inlinea0">L’interruzione di cui al comma 3 comporta per il soggetto promotore o ospitante l’interdizione ad attivare o ospitare nuovi tirocini. Tale interdizione è disposta dal dirigente della competente struttura regionale per un periodo minimo di dodici mesi fino ad un massimo di trentasei mesi decorrenti dalla contestazione della violazione.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>5.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il regolamento di cui all'articolo 32 individua le ipotesi di violazioni sanabili e non sanabili, con particolare riferimento alle fattispecie di cui al comma 1, lettere a), b), c) e d).</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>6.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Con deliberazione della Giunta regionale sono stabilite le modalità e la procedura per l'accertamento e l'adozione dei provvedimenti necessari.</inline></p></content></clause></article><article id="art17quinquies"><num>Art. 17 quinquies</num><heading>- Tirocini non curriculari svolti da cittadini comunitari ed extracomunitari <noteRef href="not63" marker="(63)"/></heading><clause id="art38-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Ai tirocini non curriculari attivati in favore di cittadini comunitari e di cittadini non appartenenti all’Unione europea, regolarmente soggiornanti in Italia, si applicano le disposizioni previste in materia dalla presente legge </inline><noteRef href="not180" marker="(180)"/><inline name="inlinea0">.</inline></p></content></clause></article><article id="art17quinquies1"><num>Art. 17 quinquies 1</num><heading>- Tirocini estivi di orientamento <noteRef href="not150" marker="(150)"/></heading><clause id="art39-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">I tirocini estivi di orientamento possono essere promossi dai centri per l'impiego, </inline><inline name="inlinea0">dalle istituzioni scolastiche e dalle università in favore degli studenti iscritti alla scuola secondaria di secondo grado, all’università e ai percorsi di istruzione e formazione professionale.</inline> </p></content></clause><clause id="art39-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Il tirocinio estivo di orientamento si svolge nel periodo compreso tra la fine dell’anno scolastico, formativo o accademico, e l’inizio di quello successivo ed ha una durata non superiore a tre mesi.</inline> </p></content></clause><clause id="art39-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Con deliberazione della Giunta regionale sono individuati i soggetti ospitanti e </inline><inline name="inlinea0">sono definiti le modalità di attivazione, il numero dei tirocini attivabili da parte dei soggetti ospitanti e l’importo del rimborso spese da corrispondere ai tirocinanti da parte dei soggetti stessi.</inline> </p></content></clause><clause id="art39-cla4"><num><inline name="inlinea0">4.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro effettuati nel periodo </inline><inline name="inlinea0">estivo a titolo </inline><inline name="inlinea0">gratuito dagli studenti iscritti alla scuola secondaria di secondo grado non costituiscono tirocini estivi di orientamento e si svolgono nell’ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77 (Definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola-lavoro, a norma dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53).</inline> </p></content></clause></article><article id="art17sexies"><num>Art. 17 sexies</num><heading>- Agevolazioni per i tirocini <noteRef href="not64" marker="(64)"/></heading><clause id="art39-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione può concedere contributi per la copertura totale o parziale dell’importo forfetario a </inline><inline name="inlinea0">titolo di rimborso spese corrisposto al tirocinante. Può altresì concedere contributi per la corresponsione dell’indennità da parte dei professionisti ai praticanti per lo svolgimento dei tirocini finalizzati all’accesso alle professioni.</inline></p></content></clause></article><article id="art18"><num>Art. 18 </num><heading>- Accertamento della situazione economica per l'accesso alle prestazioni<noteRef href="not55" marker="(55)"/></heading><clause id="art18-cla1"><num><inline name="inlinea0">1. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">L'accesso alle prestazioni per cui rilevano le condizioni economiche dei destinatari è subordinato all'accertamento della situazione economica effettuato secondo gli indicatori di cui alla normativa statale vigente.</inline><noteRef href="not207" marker="(207)"/> </p></content></clause><clause id="art40-cla2"><num><inline name="inlinea0">2. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Ulteriori criteri rispetto a quelli previsti dalla disciplina ISEE sono definiti con apposito atto di indirizzo, adottato con deliberazione del Consiglio regionale al fine di assicurare uniformità ed omogeneità agli interventi sul territorio regionale. L’atto di indirizzo tiene conto, in particolare, dei seguenti elementi:</inline> </p></content><list><num><inline name="inlinea0">a) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">valutazione del reddito realmente disponibile del nucleo familiare;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">valutazione della situazione patrimoniale del nucleo familiare attraverso specifica ponderazione delle relative componenti;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c) </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">applicazione di riduzioni parametrate sulla base della composizione e delle caratteristiche del nucleo familiare.</inline> </p></content></list></clause><clause id="art40-cla3"><num><inline name="inlinea0">3. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">L’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario è tenuta all’applicazione dell’atto di indirizzo a decorrere dall’anno accademico successivo a quello di adozione dell’atto stesso.</inline> </p></content></clause><clause id="art40-cla4"><num><inline name="inlinea0">4. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Gli enti locali adeguano i regolamenti che disciplinano l’accesso alle prestazioni e </inline><inline name="inlinea0">definiscono le modalità di compartecipazione degli utenti ai costi nel rispetto dei criteri indicati ai commi 1 e 2. L’avvenuto adeguamento, nei termini definiti dall’atto di indirizzo, costituisce elemento di priorità nell’attribuzione di contributi finanziari regionali finalizzati al sostegno del sistema dei servizi per i quali è prevista compartecipazione dell’utenza.</inline> </p></content></clause></article><article id="art18bis"><num>Art. 18 bis </num><heading>- Formazione nell'apprendistato <noteRef href="not9" marker="(9)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">La Regione riconosce i seguenti obiettivi qualificanti la formazione nell'apprendistato: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> valorizzare e certificare i contenuti formativi del contratto di apprendistato; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> certificare le competenze in correlazione alla definizione dei profili formativi; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> individuare gli standard di riferimento per la definizione delle competenze dei tutor; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> individuare i criteri e i requisiti di riferimento per la capacità formativa delle imprese; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> garantire la formazione a tutti gli apprendisti; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> rafforzare il collegamento tra istruzione, formazione professionale e lavoro, favorendo la transizione scuola-lavoro e l’occupabilità dei giovani attraverso il sistema duale, di cui al comma 3.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline></num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">La formazione nell'apprendistato si realizza attraverso percorsi formativi per le seguenti </inline><inline name="inlinea0">tipologie contrattuali, di cui all'articolo 41, comma 2, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183):</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> contratto di apprendistato professionalizzante;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Con le tipologie di contratto di cui al comma 2, lettere a) e c), si realizza l'apprendistato nel sistema duale, di cui all'articolo 41, comma 3, del d.lgs. 81/2015, che si caratterizza per un raccordo organico e continuo tra formazione e lavoro.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">4.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Nel rispetto dei livelli essenziali stabiliti con il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 12 ottobre 2015 (Definizione degli standard formativi dell’apprendistato e criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato, in attuazione dell’articolo 46, comma 1 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81), la Giunta regionale, con deliberazione, definisce le modalità operative dei percorsi formativi per le tipologie di contratto di cui al comma 2, lettere a) e c).</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">5.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> La deliberazione di cui al comma 4 è approvata sentita la Commissione regionale permanente tripartita e previa informativa alla commissione consiliare competente per materia. Per l’apprendistato di alta formazione e ricerca la deliberazione è approvata sentiti anche i soggetti di cui all’articolo 45, comma 4, del d.lgs. 81/2015.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">6.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Per il contratto di apprendistato professionalizzante la Regione, con il regolamento di cui all’articolo 32, comma 5 bis, disciplina gli ambiti di propria competenza individuati dal d.lgs. 81/2015.</inline></p></content></clause></article><article id="art18ter"><num>Art. 18 ter </num><heading>- Disciplina dell'apprendistato <noteRef href="not10" marker="(10)"/></heading><clause id="art42-cla1"><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato.</inline> </p></content></clause></article></chapter><chapter id="tit2-chp2"><num>Capo II</num><heading>- IL SISTEMA REGIONALE PER L'IMPIEGO E LE POLITICHE DEL LAVORO</heading><article id="art19"><num>Art. 19 </num><heading>- Finalità</heading><clause id="art19-cla1"><num>1. </num><content><p>Al fine di rendere effettivo il diritto al lavoro, la Regione definisce le strategie e individua le proprie politiche in linea con gli orientamenti in materia di occupazione definiti dall'Unione europea.</p></content></clause><clause id="art19-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione promuove il diritto e l'accesso al lavoro delle persone disabili favorendo, attraverso il collocamento mirato, l'incontro tra le esigenze dei datori di lavoro e quelle dei lavoratori disabili.</p></content></clause></article><article id="art20"><num>Art. 20 </num><heading>- Il sistema regionale per l'impiego <noteRef href="not184" marker="(184)"/> </heading><clause id="art20-cla1"><num>1.</num><content><p><noteRef href="not" marker=""/><inline name="inlinea0">Il sistema regionale per l'impiego è costituito dalla rete delle strutture organizzate ai sensi del presente capo per il conseguimento delle finalità di cui all' articolo 19 e per la gestione dei relativi servizi.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">I servizi e le misure di politica attiva del lavoro sono definiti dall’articolo 18 del decreto </inline><inline name="inlinea0">legislativo 14 settembre 2015, n. 150 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183).</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Fanno parte del sistema regionale per l'impiego i centri per l'impiego costituiti ai sensi dell’articolo 18 del d.lgs. 150/2015.</inline></p></content></clause></article><article id="art20bis"><num>Art. 20 bis </num><heading>- Istituzione dell'albo regionale delle agenzie per il lavoro <noteRef href="not12" marker="(12)"/></heading><clause id="art20bis-cla1"><num>1. </num><content><p><inline name="inlinea0">E' istituito l'albo regionale delle agenzie per il lavoro che operano nel territorio </inline><inline name="inlinea0">della Regione.</inline></p></content></clause><clause id="art20bis-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">Il regolamento regionale di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="217"><inline name="inlinea0">articolo 32</inline></ref><inline name="inlinea0">disciplina l'articolazione e la tenuta dell'albo, le modalità e le procedure per l'iscrizione, i requisiti per l'autorizzazione con </inline><inline name="inlinea0">particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei locali ove viene svolta l'attività, la sospensione e la revoca dell'autorizzazione.</inline></p></content></clause><clause id="art20bis-cla3"><num>3. </num><content><p><inline name="inlinea0">L'iscrizione delle agenzie all'albo regionale è subordinata alla verifica della sussistenza dei requisiti giuridici e finanziari previsti dagli articoli 5 e 6 </inline><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2003-09-10/276/main" id="219"><inline name="inlinea0">del decreto legislativo 10 </inline></ref><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2003-09-10/276/main" id="220"><inline name="inlinea0">settembre 2003, n. 276</inline></ref><inline name="inlinea0">(Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla </inline><ref href="/it/legge/stato/2003-02-14/30/main" id="222"><inline name="inlinea0">legge 14 febbraio 2003, n. 30</inline></ref><inline name="inlinea0">) come modificato dal </inline><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2004-10-06/251/main" id="224"><inline name="inlinea0">d.lgs. 6 ottobre 2004, n. 251</inline></ref><inline name="inlinea0">.</inline></p></content></clause></article><article id="art20ter"><num>Art. 20 ter </num><heading>- Istituzione dell'elenco regionale dei soggetti accreditati a svolgere servizi al lavoro <noteRef href="not13" marker="(13)"/></heading><clause id="art20ter-cla1"><num>1. </num><content><p><inline name="inlinea0">E' istituito l'elenco regionale dei soggetti pubblici e privati accreditati a svolgere </inline><inline name="inlinea0">servizi al lavoro nel territorio della Regione.</inline></p></content></clause><clause id="art20ter-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">Il regolamento regionale di cui all'</inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="226"><inline name="inlinea0">articolo 32</inline></ref><inline name="inlinea0">disciplina l'articolazione e la tenuta dell'elenco, le modalità e le procedure per l'iscrizione, i requisiti per l'accreditamento dei </inline><inline name="inlinea0">soggetti pubblici e privati con particolare riferimento alle competenze professionali e ai requisiti dei </inline><inline name="inlinea0">locali ove viene svolta l'attività, la sospensione e la revoca dell'accreditamento.</inline></p></content></clause><clause id="art20ter-cla3"><num>3. </num><content><p><inline name="inlinea0">L'iscrizione nell'elenco dei soggetti accreditati costituisce condizione necessaria per poter svolgere i servizi al lavoro.</inline></p></content></clause></article><article id="art21"><num>Art. 21 </num><heading>- Funzioni della Regione <noteRef href="not185" marker="(185)"/> </heading><clause id="art21-cla1"><num>1.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La Regione sviluppa e promuove politiche del lavoro per prevenire e contrastare la disoccupazione, in particolare quella di lunga durata, agevolare l’inserimento lavorativo, favorendo la stabilità del lavoro, la mobilità professionale e le carriere individuali, sostenendo il reinserimento nella vita professionale, in particolare di gruppi svantaggiati a rischio di esclusione sociale, nonché sostenendo azioni positive per le pari opportunità e l’inclusione sociale. La Regione garantisce inoltre l’integrazione con le politiche per l’istruzione e la formazione anche nell’ottica della realizzazione della rete dell’apprendimento permanente.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Per il conseguimento dei fini di cui al comma 1 la Regione:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> definisce gli ambiti territoriali ottimali per l’organizzazione dei servizi pubblici per il lavoro sulla base di indicatori statistici, aggiornando la relativa disciplina di settore;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> individua e promuove gli strumenti idonei al raggiungimento delle finalità previste dal comma 1, anche attraverso l’attuazione di politiche del lavoro e interventi di sostegno rivolti alle persone ed alle imprese, nonché a favore dello sviluppo delle strutture e del sistema dei servizi dell'orientamento e del lavoro;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> definisce gli standard qualitativi aggiuntivi ai livelli essenziali di prestazioni (LEP) definiti dal d. lgs. 150/2015;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> definisce gli obiettivi triennali della rete dei centri per l’impiego;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> promuove e sostiene iniziative per l’adeguamento e l’innovazione organizzativa della rete regionale dei servizi per il lavoro nonché la riqualificazione e l’aggiornamento degli operatori;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> promuove e coordina l’organizzazione del mercato del lavoro regionale, con particolare riferimento alla rete regionale di servizi per il lavoro e al raccordo tra operatori pubblici e privati;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">g)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gestisce il sistema informativo del lavoro regionale nel quadro degli standard e delle </inline><inline name="inlinea0">procedure definite dal sistema informativo nazionale;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">h)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> programma e coordina le funzioni dell'Osservatorio regionale del mercato del lavoro;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">i)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> definisce gli standard qualitativi aggiuntivi per l'accreditamento e le autorizzazioni regionali dei soggetti privati; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">j)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> garantisce l’attività di assistenza e mediazione delle vertenze aziendali a supporto degli organi politici, gestisce le procedure di licenziamento collettivo e relative agli ammortizzatori sociali di ambito pluriprovinciale e nazionale;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">k)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> garantisce il raccordo con l'Agenzia nazionale per l'occupazione di cui all'articolo 1, comma 4, lettera c), della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro);</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">l)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> garantisce il raccordo istituzionale con lo Stato e le altre regioni;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">m)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> programma gli interventi a valere sui fondi comunitari, nazionali e regionali.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La Regione valorizza la bilateralità fra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori come libera forma di collaborazione tra le parti.</inline></p></content></clause></article><article id="art21bis"><num>Art. 21 bis </num><heading>- Convenzioni per l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei disabili <noteRef href="not17" marker="(17)"/></heading><clause id="art21bis-cla1"><num>1. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro possono operare ai sensi dell'</inline><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2003/276/main#art13" id="228"><inline name="inlinea0">articolo 13 del d.lgs. 276/2003</inline></ref><inline name="inlinea0">, a condizione che stipulino una convenzione con l’Agenzia di cui all’articolo 21 ter </inline><noteRef href="not186" marker="(186)"/><inline name="inlinea0">.</inline></p></content></clause><clause id="art21bis-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">Al fine di favorire l'inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati e dei lavoratori disabili, secondo le modalità stabilite dall'</inline><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2003/276/main#art14" id="229"><inline name="inlinea0">articolo 14 del d.lgs. 276/2003</inline></ref><inline name="inlinea0">, l’Agenzia di cui all’articolo 21 ter stipula </inline><noteRef href="not186" marker="(186)"/><inline name="inlinea0"> una convenzione con le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori più rappresentative a livello territoriale e con le associazioni di rappresentanza, assistenza e tutela delle cooperative di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-11-24/87/main#art3-com4-let2" id="230"><inline name="inlinea0">articolo 3 comma 4, lettera b) della legge regionale 24 novembre 1997, n. 87</inline></ref><inline name="inlinea0"> (Disciplina dei rapporti tra le cooperative sociali e gli enti pubblici che operano nell'ambito regionale).</inline></p></content></clause><clause id="art21bis-cla3"><num>3. </num><content><p><inline name="inlinea0">Il regolamento regionale di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="231"><inline name="inlinea0">articolo 32</inline></ref><inline name="inlinea0"> disciplina le procedure, le garanzie a tutela dei lavoratori svantaggiati e dei disabili e i requisiti soggettivi e oggettivi per la stipula delle convenzioni di cui ai commi 1 e 2.</inline> </p></content></clause></article><article id="art21ter"><num>Art. 21 ter</num><heading>- Istituzione dell’Agenzia regionale toscana per l'impiego (ARTI) <noteRef href="not103" marker="(103)"/> <noteRef href="not130" marker="(130)"/> <noteRef href="not187" marker="(187)"/></heading><clause id="art49-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">E’ istituita l'Agenzia regionale toscana per l'impiego (ARTI) </inline><noteRef href="not187" marker="(187)"/><inline name="inlinea0">, di seguito denominata Agenzia.</inline> </p></content></clause><clause id="art49-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">L’Agenzia è un ente dipendente, ai sensi dell’articolo 50 dello Statuto, ed è dotata di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile.</inline> </p></content></clause><clause id="art49-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">L’Agenzia ha sede legale a Firenze.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">4.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Abrogato. </inline><noteRef href="not188" marker="(188)"/></p></content></clause></article><article id="art21quater"><num>Art. 21 quater</num><heading>- Funzioni dell’Agenzia <noteRef href="not104" marker="(104)"/> <noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="art50-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">L’Agenzia, in coerenza con gli atti di programmazione regionale di cui agli articoli 7 e 8 della l.r. 1/2015, svolge le seguenti funzioni:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gestione della rete regionale dei centri per l’impiego, nonché dei servizi erogati e delle </inline><inline name="inlinea0">misure di politica attiva alla luce dei LEP e degli standard definiti a livello nazionale e regionale;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> sottoscrizione di convenzioni con soggetti pubblici e privati accreditati, ai sensi dell’articolo 20 ter, secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gestione degli interventi di politica attiva del lavoro;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> attuazione di interventi in tema di pari opportunità tra uomini e donne, con particolare attenzione al mercato del lavoro;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> promozione e gestione di incentivi e agevolazioni alle imprese e ai datori di lavoro a sostegno dell’occupazione di lavoratori in particolari condizioni di svantaggio;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gestione degli interventi finalizzati ad assicurare la continuità delle prestazioni ai lavoratori beneficiari di ammortizzatori sociali;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">g)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gestione dei servizi relativi all'incontro fra domanda e offerta di lavoro;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">h)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> assistenza tecnica alla Giunta regionale e agli uffici regionali competenti a supporto dello svolgimento delle funzioni e dei compiti in materia di programmazione, indirizzo, monitoraggio, controllo e valutazione delle politiche regionali del lavoro;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">i)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> collaborazione con le strutture regionali competenti per l'integrazione delle politiche del lavoro, della formazione e dell'istruzione, nonché delle politiche sociali e dello sviluppo economico;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">j)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> collaborazione con le altre agenzie regionali, con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con altri enti pubblici e istituzionali;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">k)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> raccordo con i corrispondenti organismi istituiti dallo Stato;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">l)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gestione del sistema regionale di accreditamento e autorizzazione ivi compresa la tenuta dell'elenco dei soggetti accreditati e autorizzati;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">m)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gestione delle procedure di licenziamento collettivo e relative agli ammortizzatori sociali di ambito provinciale; supporto alla Regione nelle attività di assistenza e mediazione delle vertenze aziendali presiedute dagli organi politici;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">n)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gestione degli interventi finanziati con risorse comunitarie, statali e regionali secondo le linee di indirizzo e di attuazione fornite dalla direzione regionale competente per materia;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">o)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> gestione dei servizi relativi al collocamento mirato e all’inserimento lavorativo dei disabili;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">p)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> monitoraggio e analisi delle politiche del lavoro a livello territoriale tramite l'Osservatorio regionale del mercato del lavoro.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">L'Agenzia può svolgere ulteriori attività relative alle politiche del lavoro, previa autorizzazione della Giunta regionale, attraverso convenzioni con altri organismi competenti in materia.</inline></p></content></clause></article><article id="art21quinquies"><num>Art. 21 quinquies</num><heading>- Articolazione organizzativa<noteRef href="not105" marker="(105)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="art51-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> L’Agenzia è organizzata in una struttura centrale di livello regionale e in strutture periferiche, che si articolano in uffici territoriali organizzati in centri per l’impiego e servizi territoriali.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> La struttura centrale di livello regionale dell’Agenzia ha sede in Firenze, negli appositi spazi messi a disposizione gratuitamente dalla Regione.</inline></p></content></clause></article><article id="art21sexies"><num>Art. 21 sexies</num><heading>- Organi<noteRef href="not106" marker="(106)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="art52-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Sono organi dell’Agenzia:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">il direttore;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">il collegio dei revisori.</inline> </p></content></list></clause><clause id="cla"><num>1 bis.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Per quanto non previsto dalla presente legge, agli organi di cui al comma 1 si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 (Norme in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione).</inline> <noteRef href="not189" marker="(189)"/></p></content></clause></article><article id="art21septies"><num>Art. 21 septies</num><heading>- Direttore <noteRef href="not107" marker="(107)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="art53-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p> <inline name="inlinea0">Il direttore è nominato dal Presidente della Giunta regionale fra soggetti di età non superiore ai sessantacinque anni in possesso di idonea laurea magistrale, o equivalente, e di comprovata esperienza manageriale almeno quinquennale o, in alternativa, con documentata esperienza almeno quinquennale di direzione amministrativa, tecnica o gestionale in strutture </inline><inline name="inlinea0">pubbliche o private di rilevanti dimensioni nelle materie di competenza dell’Agenzia.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">L’incarico di direttore ha durata coincidente con quella della legislatura.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il trattamento economico del direttore è determinato dalla Giunta regionale in misura compresa fra gli emolumenti spettanti ai dirigenti regionali di ruolo, di cui all'articolo 6 della legge regionale 8 gennaio 2009, n. 1 (Testo unico in materia di organizzazione e ordinamento del personale), inclusa la retribuzione di posizione e di risultato, e quelli spettanti ai direttori di cui all'articolo 7 della medesima legge.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>4.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il rapporto di lavoro del direttore è regolato da un contratto di diritto privato.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>5.</num><content><p> <inline name="inlinea0">L'incarico di direttore ha carattere di esclusività ed è subordinato, per i dipendenti pubblici, al collocamento in aspettativa senza assegni o fuori ruolo. Il periodo di aspettativa è utile ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza, nonché dell’anzianità di servizio, e i relativi oneri contributivi, calcolati sul trattamento economico corrisposto per l’incarico conferito, sono a carico del bilancio dell'Agenzia.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>6.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Nel caso in cui l’incarico di direttore sia conferito a un dipendente della Regione o di un ente da essa dipendente, l’amministrazione di appartenenza provvede a effettuare il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sull’intero trattamento economico corrisposto dall’Agenzia, comprensivi delle quote a carico del dipendente, e a richiedere il rimborso di tutto l’onere da essa sostenuto all’Agenzia, che procede al recupero della quota a carico dell’interessato.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>7.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Nel caso in cui l’incarico di direttore sia conferito a un dipendente di altra amministrazione pubblica, l'amministrazione di appartenenza provvede ad effettuare il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, comprensivi delle quote a carico del dipendente, sulla base della retribuzione che il dipendente percepiva all'atto del collocamento in aspettativa o alla quale avrebbe avuto diritto, secondo la normale progressione economica all'interno dell'amministrazione stessa, se fosse rimasto in servizio, comprensivi delle quote a carico del dipendente, richiedendo successivamente all’Agenzia il rimborso di tutto l'onere sostenuto. Qualora il trattamento economico effettivamente corrisposto per l'incarico conferito sia superiore alla retribuzione figurativa già assoggettata a contribuzione da parte dell'amministrazione di appartenenza, l’Agenzia provvede autonomamente ad effettuare il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti su tale differenza.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>8.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il trattamento contributivo di cui ai commi 6 e 7 esclude ogni altra forma di versamento.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>9.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La valutazione del direttore è effettuata dalla Giunta regionale su proposta dell’Organismo indipendente di valutazione.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>10.</num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Il contratto del direttore può essere risolto anticipatamente con decreto del Presidente della Giunta regionale, che dispone la revoca della nomina, oltre che per i motivi previsti dall'articolo 15, comma 4, della l.r. 5/2008, per i seguenti motivi:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> grave perdita del conto economico;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> mancato conseguimento dei risultati previsti dal programma annuale di attività per cause imputabili alla responsabilità dello stesso direttore.</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> valutazione negativa, effettuata ai sensi del comma 9, sul conseguimento degli obiettivi di cui al piano della qualità della prestazione organizzativa, di cui all’articolo 21 novies 1;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> mancata adozione del bilancio di previsione o del bilancio di esercizio oppure adozione degli stessi oltre trenta giorni rispetto ai termini previsti all’articolo 21 duodecies, commi 3 e 6, per cause imputabili alla responsabilità dello stesso direttore.</inline></p></content></list></clause></article><article id="art21octies"><num>Art. 21 octies</num><heading>- Attribuzioni del direttore <noteRef href="not108" marker="(108)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="art54-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">Il direttore rappresenta legalmente l’Agenzia ed è responsabile della gestione complessiva della medesima. E’ tenuto ad attuare gli indirizzi della Giunta regionale.</inline> </p></content></clause><clause id="art54-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">In particolare il direttore:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p> <inline name="inlinea0">adotta il regolamento di amministrazione e contabilità e propone alla Giunta regionale la proposta di dotazione organica nell’ambito del piano dei fabbisogni dell’Agenzia, di cui all’articolo 21 quinquiesdecies;</inline> <noteRef href="not190" marker="(190)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">adotta il bilancio preventivo, economico annuale e pluriennale, il bilancio di esercizio e la proposta di programma annuale </inline><noteRef href="not191" marker="(191)"/><inline name="inlinea0"> delle attività;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">costituisce e modifica le strutture interne, nomina e revoca i responsabili e assegna le risorse umane necessarie;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c bis)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> adotta la proposta di piano della qualità della prestazione organizzativa e di relazione sulla qualità della prestazione; </inline><noteRef href="not192" marker="(192)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c ter)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> invia alla Giunta regionale la relazione annuale sull’attività svolta nell’anno precedente; </inline><noteRef href="not192" marker="(192)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c quater)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> adotta, per ciascuna tipologia di erogazione finanziaria, specifici manuali procedimentali in applicazione della normativa comunitaria; </inline><noteRef href="not192" marker="(192)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">adotta tutti gli ulteriori atti necessari alla gestione del personale e delle attività dell’Agenzia.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Abrogato. </inline><noteRef href="not193" marker="(193)"/></p></content></clause></article><article id="art21novies"><num>Art. 21 novies</num><heading>- Collegio dei revisori<noteRef href="not109" marker="(109)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="art55-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p> <inline name="inlinea0">Il collegio dei revisori è composto da tre membri iscritti nel registro dei revisori contabili, nominati con voto limitato dal Consiglio regionale, che ne individua anche il presidente.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il collegio resta in carica per lo stesso periodo del direttore.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il collegio esamina, sotto il profilo della legittimità contabile ed amministrativa, gli atti che comportano un onere a carico del bilancio e non sono direttamente riferiti alla corresponsione di aiuti a carico dei fondi comunitari.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>4.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Gli atti di cui al comma 3 sono trasmessi dal direttore, entro cinque giorni dall’adozione, al collegio, che esprime le osservazioni su ognuno di essi entro quindici giorni dal ricevimento ed ha facoltà di acquisire d’ufficio tutta la documentazione.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>5.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Le osservazioni del collegio sono immediatamente comunicate al direttore che, se ritiene di adeguarsi ai rilievi, adotta i provvedimenti conseguenti dandone immediata comunicazione al collegio medesimo. In caso contrario adotta comunque l’atto motivando le proprie valutazioni e comunicandole al collegio.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>6.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il collegio può verificare, nei tre mesi successivi, la legittimità dei pagamenti sugli aiuti comunitari, richiedendo la necessaria documentazione e formulando le osservazioni in merito al direttore.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>7.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il collegio vigila sull’osservanza da parte dell’ente delle disposizioni di legge, regolamentari e statutarie e, in particolare, esercita le funzioni di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123 (Riforma dei controlli di regolarità amministrativa e contabile e potenziamento dell'attività di analisi e valutazione della spesa, a norma dell'articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196), in conformità con le disposizioni della presente legge, delle direttive del Consiglio regionale e degli indirizzi della Giunta regionale.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>8.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La relazione con la quale il collegio esprime il parere sul bilancio preventivo dell’ente contiene il motivato giudizio di congruità, di coerenza e di attendibilità contabile delle previsioni, nonché il parere sugli equilibri complessivi della gestione.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>9.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il collegio esprime il giudizio sul bilancio di esercizio in conformità all’articolo 14 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 (Attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, </inline><inline name="inlinea0">e che abroga la direttiva 84/253/CEE).</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>10.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il collegio può procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e di controllo e a richiedere notizie sull’andamento delle operazioni svolte.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>11.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il collegio presenta semestralmente alla Giunta regionale una relazione sull’andamento della gestione finanziaria e amministrativa dell’Agenzia.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>12.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Al presidente del collegio spetta un’indennità annua pari al 5 per cento dell'indennità complessiva, di carica e di funzione, spettante al Presidente della Giunta regionale.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>13.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Ai membri del collegio spetta un’indennità annua pari al 4 per cento dell'indennità complessiva, di carica e di funzione, spettante al Presidente della Giunta regionale.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>14.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Al presidente e ai membri del collegio residenti in comuni diversi dalla sede dell’Agenzia è dovuto il rimborso spese nella misura prevista per i dirigenti regionali.</inline></p></content></clause></article><article id="art21novies1"><num><inline name="inlinea0">Art. 21 novies 1 </inline></num><heading><inline name="inlinea0"> Piano della qualità della prestazione organizzativa e relazione sulla qualità della prestazione </inline><noteRef href="not194" marker="(194)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Il piano della qualità della prestazione organizzativa dell'Agenzia definisce annualmente, con proiezione triennale, gli obiettivi, gli indicatori e i valori attesi su cui si basano la misurazione, la valutazione e la rendicontazione dei risultati organizzativi ed esplicita gli obiettivi individuali del direttore. Il piano della qualità della prestazione organizzativa costituisce il riferimento per la definizione degli obiettivi e per la conseguente misurazione e valutazione della qualità della prestazione di tutto il personale dell’Agenzia.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Il piano di cui al comma 1 è predisposto dal direttore in coerenza con il programma annuale di attività ed è approvato dalla Giunta regionale entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> La Giunta regionale, nell'ambito di apposite linee guida e in coerenza con quanto previsto dalla l.r. 1/2009, definisce la cadenza periodica e le procedure per l'effettuazione dei monitoraggi circa lo stato di realizzazione degli obiettivi previsti nel piano di cui al comma 1.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">4.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Il direttore, a conclusione dell'intero ciclo di programmazione, misurazione e valutazione, predispone una relazione sulla qualità della prestazione, che evidenzia i risultati organizzativi e individuali raggiunti nell'anno precedente. La relazione è approvata dalla Giunta regionale entro il 30 aprile di ogni anno.</inline></p></content></clause></article><article id="art21decies"><num>Art. 21 decies </num><heading>Programma annuale delle attività <noteRef href="not110" marker="(110)"/> <noteRef href="not130" marker="(130)"/> <noteRef href="not195" marker="(195)"/></heading><clause id="art56-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La Giunta regionale, sentita la Commissione regionale permanente tripartita di cui all’articolo 23, e previa informativa alla commissione consiliare competente in materia, entro il 31 ottobre </inline><noteRef href="not196" marker="(196)"/><inline name="inlinea0"> di ogni anno, definisce, nel rispetto degli atti di programmazione regionale, di cui agli articoli 7 e 8 della l.r. 1/2015 </inline><noteRef href="not174" marker="(174)"/><inline name="inlinea0"> gli indirizzi per la redazione della proposta del programma annuale </inline><noteRef href="not196" marker="(196)"/><inline name="inlinea0"> delle attività dell'Agenzia relativo all’anno successivo.</inline> </p></content></clause><clause id="art56-cla2"><num><inline name="inlinea0">2.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La proposta di programma annuale </inline><noteRef href="not196" marker="(196)"/><inline name="inlinea0"> definisce le attività che l’Agenzia è tenuta a svolgere nell’anno di riferimento e contiene le indicazioni relative al triennio successivo.</inline> </p></content></clause><clause id="art56-cla3"><num><inline name="inlinea0">3.</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">La proposta di programma </inline><noteRef href="not197" marker="(197)"/><inline name="inlinea0"> è adottata dal direttore dell’Agenzia ed è trasmessa alla Giunta regionale entro il 30 novembre di ogni anno, ai fini dell’approvazione.</inline> </p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">4.</inline></num><content><p> <inline name="inlinea0">Entro i termini previsti per l’invio della richiesta di parere al Consiglio regionale sul bilancio preventivo economico di cui all’articolo 21 duodecies, commi 3 e 4, la Giunta regionale provvede all’approvazione del programma di attività, previa verifica del rispetto degli indirizzi regionali di cui al comma 1, e lo trasmette al Consiglio regionale.</inline> <noteRef href="not198" marker="(198)"/></p></content></clause><clause id="cla"><num>4 bis.</num><content><p> <inline name="inlinea0">La Giunta regionale prescrive al direttore dell’Agenzia la modifica del programma di attività nel caso in cui ciò si renda necessario al fine di garantire l’allineamento dello stesso al bilancio preventivo economico approvato a seguito del parere del Consiglio regionale.</inline> <noteRef href="not199" marker="(199)"/></p></content></clause></article><article id="art21undecies"><num>Art. 21 undecies</num><heading>- Vigilanza e poteri sostitutivi<noteRef href="not111" marker="(111)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="cla"><num>1.</num><content><p><inline name="inlinea0">La Giunta regionale vigila sull’amministrazione dell’Agenzia ed esercita i poteri sostitutivi nei confronti del direttore, ai sensi della normativa regionale vigente in materia di commissari nominati dalla Regione. </inline></p></content></clause></article><article id="art21duodecies"><num>Art. 21 duodecies</num><heading> Bilanci e contabilità <noteRef href="not112" marker="(112)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="art58-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p> <inline name="inlinea0">L’esercizio finanziario dell’Agenzia inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre del medesimo anno.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">I contenuti del bilancio preventivo economico e del bilancio di esercizio sono stabiliti, con deliberazione della Giunta regionale, in conformità alla disciplina statale in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici e ai principi contabili regionali.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il bilancio preventivo economico è adottato dal direttore dell’Agenzia e trasmesso alla Giunta regionale entro il 30 novembre dell’anno precedente all’esercizio di riferimento, unitamente alla relazione del collegio dei revisori. In assenza di rilievi istruttori, entro quarantacinque giorni dal ricevimento, la Giunta regionale trasmette la richiesta di parere al Consiglio regionale, che si esprime nei quindici giorni successivi al parere della commissione consiliare competente.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>4.</num><content><p> <inline name="inlinea0">In caso di rilievi istruttori, la competente struttura della Giunta regionale trasmette all’Agenzia, entro venti giorni dal ricevimento del bilancio, la richiesta di documentazione integrativa oppure di riadozione del bilancio stesso. L’Agenzia trasmette alla Giunta regionale, entro cinque giorni, la documentazione integrativa richiesta oppure, entro quindici giorni, il bilancio riadottato. Entro venti giorni dal ricevimento della documentazione di cui al periodo precedente, la Giunta regionale trasmette la richiesta di parere sul bilancio al Consiglio regionale, che si esprime nei quindici giorni successivi al parere della commissione.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>5.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Entro quindici giorni dall’acquisizione del parere consiliare la Giunta regionale approva il bilancio.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>6.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il bilancio di esercizio è adottato e trasmesso dal direttore dell’Agenzia alla Giunta regionale entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferisce. La Giunta regionale effettua l’istruttoria e propone il bilancio al Consiglio regionale, secondo le modalità e i tempi istruttori di cui ai commi 3 e 4. Il Consiglio regionale approva il bilancio di esercizio entro sessanta giorni dal ricevimento.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>7.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il direttore dell’Agenzia, contestualmente al bilancio di esercizio, invia annualmente alla Giunta regionale una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, sull'andamento della gestione e provvede a fornire alla Regione le informative richieste.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>8.</num><content><p> <inline name="inlinea0">L’Agenzia provvede all’acquisizione di forniture e servizi ed alla esecuzione dei lavori secondo la normativa vigente in materia.</inline></p></content></clause></article><article id="art21terdecies"><num>Art. 21 terdecies</num><heading>- Entrate<noteRef href="not113" marker="(113)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="art59-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Le entrate dell’Agenzia sono costituite da:</inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> contributo regionale per le spese di funzionamento, determinato annualmente con legge di bilancio, comprensivo delle risorse di cui all’articolo 1, commi 794 e 797, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020);</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> finanziamenti della Regione finalizzati alle attività previste dal programma annuale, di cui all’articolo 21 decies;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> altri contributi statali e comunitari;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> ricorso al credito, nel rispetto delle prescrizioni sul ricorso ad operazioni finanziarie e patrimoniali contenute nell’articolo 8 della l.r. 65/2010;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> ulteriori entrate eventuali.</inline></p></content></list></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">L’Agenzia individua, nel rispetto della normativa vigente in materia, un istituto bancario per l’attività di tesoreria per la gestione degli incassi, oltre che dei pagamenti, sia di spese di funzionamento che di premi e contributi e relativa al pagamento dei premi e contributi, nonché alla gestione delle spese di funzionamento.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">L’Agenzia stipula con l’istituto bancario individuato ai sensi del comma 2, la convenzione di cui </inline><inline name="inlinea0">all’articolo 47 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia).</inline></p></content></clause></article><article id="art21terdecies1"><num>Art. 21 terdecies 1 </num><heading>Regolamento di amministrazione e contabilità <noteRef href="not200" marker="(200)"/></heading><clause id="cla"><num>1.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il regolamento di amministrazione e contabilità dell’Agenzia è approvato dalla Giunta regionale e definisce i criteri e le modalità per il funzionamento dell’Ente.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il regolamento prevede la separazione tra gestione dei fondi comunitari e gestione di fondi nazionali o regionali.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il regolamento definisce i criteri per la determinazione dei costi delle funzioni e delle attività indicate nel programma annuale, ivi compresi i costi figurativi del personale utilizzato.</inline></p></content></clause></article><article id="art21quaterdecies"><num>Art. 21 quaterdecies</num><heading>- Patrimonio<noteRef href="not114" marker="(114)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p> <inline name="inlinea0">L'agenzia ha un proprio patrimonio che, nella fase iniziale, è costituito dal contributo al fondo di dotazione assegnato dalla Regione e dai beni mobili trasferiti ai sensi dell’articolo 25 della legge regionale 8 giugno 2018, n. 28 ( Agenzia regionale toscana per l’impiego “ARTI”. Modifiche alla l.r. 32/2002. Disposizioni di riordino del mercato del lavoro).</inline></p></content></clause></article><article id="art21quinquiesdecies"><num>Art. 21 quinquiesdecies</num><heading>- Personale<noteRef href="not115" marker="(115)"/><noteRef href="not130" marker="(130)"/></heading><clause id="art61-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p> <inline name="inlinea0">Al personale dell’Agenzia si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto funzioni locali. </inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">Il piano triennale dei fabbisogni dell’Agenzia, nell’ambito del quale è definita la dotazione organica, è approvato dalla Giunta regionale su proposta del direttore.</inline></p></content></clause></article><article id="art22"><num>Art. 22 </num><heading>- Il sistema provinciale per l'impiego</heading><clause id="art22-cla1"><num>1. </num><content><p>Le Province, sulla base dei criteri stabiliti dalla Regione, al fine di assicurare l'integrazione dei servizi secondo la programmazione regionale, istituiscono il sistema provinciale integrato dei servizi all'impiego di cui fanno parte i centri per l'impiego.</p></content></clause><clause id="art22-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le province possono stipulare convenzioni con soggetti pubblici e privati accreditati, ai sensi dell' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art20ter" id="232"><inline name="inlinea0">articolo 20 ter</inline></ref><inline name="inlinea0">, secondo criteri di economicità, cooperazione, integrazione e qualità.</inline><noteRef href="not18" marker="(18)"/></p></content></clause><clause id="art22-cla3"><num>3. </num><alinea><content><p>Le Province hanno il compito di gestire attraverso il sistema provinciale per l'impiego, di cui fanno parte i centri per l'impiego: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p>i servizi connessi alle funzioni e ai compiti relativi al collocamento, e all'incontro fra la domanda e l'offerta di lavoro; </p></content></list><list><num>b)</num><content><p>i servizi connessi ai compiti di gestione in materia di politiche attive del lavoro; </p></content></list><list><num>c)</num><content><p>gli interventi di prevenzione della disoccupazione; </p></content></list><list><num>d)</num><content><p><inline name="inlinea0">le attività di orientamento di cui all’articolo 12 e le attività relative all’obbligo di istruzione di cui all’articolo 13</inline><inline name="inlinea0">.</inline><noteRef href="not51" marker="(51)"/></p></content></list></clause><clause id="art22-cla4"><num>4. </num><content><p>Al fine di garantire omogeneità nell'erogazione dei servizi nel territorio regionale, con il regolamento di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="233"><inline name="inlinea0">articolo 32</inline></ref>, comma 5, sono stabiliti le tipologie dei servizi per l'impiego, gli standard minimi di efficienza dei servizi e la qualità delle prestazioni.</p></content></clause></article><article id="art22bis"><num>Art. 22 bis </num><heading>- Regolamento regionale in materia di incontro fra domanda e offerta di lavoro <noteRef href="not1" marker="(1)"/><noteRef href="not58" marker="(58)"/></heading><clause id="art22bis-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Con regolamento regionale, al fine di garantire l'uniformità e la semplificazione </inline><inline name="inlinea0">delle modalità di incontro fra domanda e offerta di lavoro nel sistema regionale dei servizi per l'impiego, sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, sono definiti in </inline><inline name="inlinea0">particolare: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">l'attuazione e le modalità di gestione dell'elenco anagrafico e della scheda anagrafico – professionale </inline><noteRef href="not116" marker="(116)"/><inline name="inlinea0">; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">i criteri e le procedure per l'accertamento dello stato di disoccupazione; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">gli indirizzi operativi per la verifica della conservazione, della perdita e della sospensione </inline><inline name="inlinea0">dello stato di disoccupazione; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">le modalità di assunzione dei lavoratori e gli obblighi di comunicazione a carico dei datori di </inline><inline name="inlinea0">lavoro. </inline></p></content></list></clause></article><article id="art22ter"><num>Art. 22 ter </num><heading>- Avviamento a selezione nella pubblica amministrazione <noteRef href="not2" marker="(2)"/><noteRef href="not58" marker="(58)"/></heading><clause id="art22ter-cla1"><num>1. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le pubbliche amministrazioni, come individuate dall'</inline><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2001-03-30/165/main#art1-com2" id="234"><inline name="inlinea0">articolo 1 comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165</inline></ref><inline name="inlinea0"> (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), escluse </inline><noteRef href="not29" marker="(29)"/> <inline name="inlinea0">le sedi centrali e gli uffici periferici di amministrazioni ed enti pubblici a carattere nazionale o pluriregionale presenti sul territorio </inline><inline name="inlinea0">regionale, reclutano il personale per le qualifiche ed i profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell'obbligo, facendo salvi g li eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità, mediante propria selezione dei soggetti, iscritti nell'elenco anagrafico ai sensi della normativa vigente, che abbiano la professionalità eventualmente richiesta ed i requisiti per l'accesso al pubblico impiego.</inline></p></content></clause><clause id="art22ter-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le pubbliche amministrazioni, di cui al comma 1 possono, ove non procedano autonomamente, fare richiesta di avviamento a selezione ai servizi per l'impiego territorialmente </inline><inline name="inlinea0">competenti secondo l'ubicazione della sede di lavoro.</inline></p></content></clause><clause id="art22ter-cla3"><num>3. </num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Il regolamento di cui all' articolo 22bis definisce:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il contenuto e le modalità di pubblicizzazione dell'avviso di selezione, le modalità di svolgimento della prova selettiva di idoneità e di assunzione agli impieghi;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Le modalità per la formazione della graduatoria e per l'ordine di precedenza per la </inline><inline name="inlinea0">convocazione alle prove selettive secondo i criteri del carico di famiglia, del reddito e dello stato </inline><inline name="inlinea0">di disoccupazione; la durata di validità della graduatoria e i motivi di decadenza dalla stessa.</inline></p></content></list></clause></article><article id="art23"><num>Art. 23 </num><heading>- Commissione regionale permanente tripartita</heading><clause id="art23-cla1"><num>1. </num><content><p>Al fine di assicurare il concorso delle parti sociali alla determinazione delle politiche <inline name="inlinea0">dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento, della formazione professionale e </inline><noteRef href="not151" marker="(151)"/> del lavoro e alla definizione delle relative scelte programmatiche e di indirizzo della Regione, è costituita una Commissione regionale permanente tripartita.</p></content></clause><clause id="art23-cla2"><num><inline name="inlinea0">2. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">La Commissione di cui al comma 1 svolge compiti di progettazione, proposta in tema di educazione, </inline><noteRef href="not152" marker="(152)"/><inline name="inlinea0"> istruzione, orientamento, formazione, ivi compreso il concorso all'individuazione dei fabbisogni di formazione professionale e la valutazione dell’efficacia degli interventi formativi, mediazione di manodopera e politiche del lavoro, </inline><noteRef href="not201" marker="(201)"/><inline name="inlinea0"> nonché di valutazione e verifica dei risultati rispetto alle linee programmatiche e agli indirizzi elaborati dalla Regione.</inline> <noteRef href="not117" marker="(117)"/></p></content></clause><clause id="art23-cla3"><num>3. </num><content><p>La Commissione di cui al comma 1 formula, altresì, proposte sui criteri e sulle modalità per la definizione delle convenzioni tra sistema pubblico e soggetti pubblici e privati finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi per l'impiego.</p></content></clause><clause id="art23-cla4"><num>4. </num><content><p>La procedura per la nomina della Commissione di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica della stessa sono definite dal regolamento di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="235"><inline name="inlinea0">articolo 32</inline></ref>, comma 5. Fanno parte della Commissione, oltre alla rappresentanza istituzionale della Regione, i rappresentanti delle parti sociali più rappresentative a livello regionale, nel rispetto della pariteticità delle posizioni delle parti sociali stesse, il consigliere di parità nominato ai sensi del <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2000-05-23/196/main" id="236">decreto </ref><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2000-05-23/196/main" id="237">legislativo 23 maggio 2000, n. 196</ref> (Disciplina dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive, a norma dell'<ref href="/it/legge/stato/1999-05-17/144/main#art47" id="238">articolo 47 della L. 17 maggio 1999, n. 144</ref>) nonché, per la trattazione di argomenti relativi all'attuazione <ref href="/it/legge/stato/1999-03-12/68/main" id="239">della legge 12 marzo 1999, n. 68</ref> (Norme per il diritto al lavoro dei disabili) o comunque afferenti al collocamento dei disabili, i rappresentanti delle associazioni dei disabili più rappresentative a livello regionale.</p></content></clause><clause id="art65-cla5"><num>4 bis.</num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Non si applicano alla Commissione di cui al comma 1, le seguenti disposizioni </inline><inline name="inlinea0">della l.r. 5/2008: </inline></p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> articolo 1, comma 1 bis, lettera b), nella parte in cui prevede l'inammissibilità della designazione in caso di mancata indicazione di un numero pari di nominativi di entrambi i generi da parte del soggetto designante; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> articolo 13, commi da 2 a 5 ter. </inline><noteRef href="not161" marker="(161)"/></p></content></list></clause><clause id="art65-cla6"><num>4 ter.</num><content><p><inline name="inlinea0">In conformità all’articolo 12 della l.r. 5/2008, non possono essere nominati </inline><inline name="inlinea0">nella Commissione regionale permanente tripartita i rappresentanti designati dalle parti sociali e dalle associazioni che ricoprono in agenzie formative incarichi direzionali e di responsabilità amministrativa e gestionale </inline><noteRef href="not118" marker="(118)"/><noteRef href="not" marker=""/><inline name="inlinea0">, di certificatore di competenze e valutatore di progetti. </inline><noteRef href="not56" marker="(56)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></clause><clause id="art23-cla5"><num>5. </num><content><p>Il funzionamento della Commissione di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dalla Commissione stessa.</p></content></clause></article><article id="art24"><num>Art. 24 </num><heading>- Comitato di coordinamento istituzionale <noteRef href="not126" marker="(126)"/></heading><clause id="art24-cla1"><num>1. </num><content><p>Al fine di assicurare l'efficace coordinamento delle funzioni istituzionali ai diversi livelli del sistema regionale per l'impiego e l'effettiva integrazione sul territorio tra i servizi all'impiego, le politiche attive del lavoro<inline name="inlinea0">, dell'educazione, </inline><noteRef href="not153" marker="(153)"/><inline name="inlinea0"> dell'istruzione e della formazione professionale</inline> <noteRef href="not119" marker="(119)"/>, è istituito un Comitato di coordinamento istituzionale.</p></content></clause><clause id="art24-cla2"><num>2. </num><content><p>Il Comitato di cui al comma 1 esprime valutazioni in merito alla qualità dei servizi resi e alla efficacia del <inline name="inlinea0">sistema regionale dell'educazione, </inline><noteRef href="not154" marker="(154)"/><inline name="inlinea0"> dell'istruzione, della formazione e del lavoro</inline> <noteRef href="not119" marker="(119)"/>, con particolare riguardo alla realizzazione dell'integrazione dei servizi.</p></content></clause><clause id="art24-cla3"><num>3. </num><content><p>Il Comitato di cui al comma 1 formula proposte sulla qualità e sulla gestione dei servizi e sui contenuti generali delle convenzioni da attivare con enti e soggetti privati, ivi compresi quelli di emanazione delle parti sociali, finalizzate al miglioramento della qualità dei servizi. <noteRef href="not120" marker="(120)"/></p></content></clause><clause id="art24-cla4"><num>4. </num><content><p>La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="240"><inline name="inlinea0">articolo 32</inline></ref>, comma 5. La composizione deve assicurare la presenza di rappresentanti istituzionali della Regione, <inline name="inlinea0">degli enti locali, delle conferenze zonali, di cui all'articolo 6 ter, </inline><noteRef href="not155" marker="(155)"/><inline name="inlinea0"> delle istituzioni scolastiche, dell'ufficio scolastico regionale e delle università.</inline> <noteRef href="not119" marker="(119)"/></p></content></clause><clause id="art24-cla5"><num>5. </num><content><p>Il funzionamento del Comitato di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dal Comitato stesso.</p></content></clause></article><article id="art25"><num>Art. 25 </num><heading>Comitati tecnici territoriali per il collocamento dei disabili <noteRef href="not202" marker="(202)"/></heading><clause id="art25-cla1"><num>1.</num><content><p> <inline name="inlinea0">L’Agenzia di cui all’articolo 21 ter istituisce comitati tecnici territoriali con compiti relativi alla valutazione delle residue capacità lavorative, alla definizione degli strumenti e delle prestazioni atti all'inserimento e alla predisposizione dei controlli periodici sulla permanenza delle condizioni di inabilità.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>2.</num><content><p> <inline name="inlinea0">I comitati tecnici territoriali operano sulla base di linee guida approvate dal direttore dell’Agenzia di cui all’articolo 21 ter.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num>3.</num><content><p> <inline name="inlinea0">I comitati tecnici territoriali sono composti dal medico legale e dall'esperto in servizi sociali, componenti della commissione medica operante presso l'Azienda unità sanitaria locale incaricata di effettuare gli accertamenti dello stato invalidante, nonché da un funzionario dell’Agenzia di cui all’articolo 21 ter.</inline></p></content></clause></article><article id="art26"><num>Art. 26 </num><heading>- Istituzione del Fondo regionale per l'occupazione dei disabili</heading><clause id="art26-cla1"><num>1. </num><content><p>E' istituito il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, finalizzato al sostegno delle iniziative di inserimento dei disabili nel mondo del lavoro.</p></content></clause><clause id="art26-cla2"><num>2. </num><content><p><inline name="inlinea0">La Giunta regionale, sulla base degli interventi definiti dal DEFR per favorire l’occupazione dei disabili, stabilisce le modalità di gestione del fondo e, valutate le proposte del </inline><inline name="inlinea0">Comitato regionale per il fondo di cui all’articolo 27, approva il piano di ripartizione delle risorse e verifica i risultati dell’attività. </inline><noteRef href="not" marker="("/><noteRef href="not175" marker="175)"/></p></content></clause></article><article id="art27"><num>Art. 27 </num><heading>- Comitato regionale per il Fondo per l'occupazione dei disabili</heading><clause id="art27-cla1"><num>1. </num><content><p>E' istituito il Comitato regionale per il Fondo regionale per l'occupazione dei disabili, che propone alla Giunta regionale la destinazione delle risorse che costituiscono il Fondo e le modalità di verifica dei risultati.</p></content></clause><clause id="art27-cla2"><num>2. </num><content><p>La procedura per la nomina del Comitato di cui al comma 1, la composizione e la durata in carica dello stesso sono definite dal regolamento di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="241"><inline name="inlinea0">articolo 32</inline></ref>, comma 5. La composizione deve assicurare la presenza della rappresentanza istituzionale della Regione e della rappresentanza paritetica dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei disabili.</p></content></clause><clause id="art27-cla3"><num>3. </num><content><p>Il funzionamento del Comitato di cui al comma 1 è definito in apposito regolamento interno, approvato dalla Comitato stesso.</p></content></clause></article></chapter><num>Titolo III</num><heading>- PROGRAMMAZIONE ED ESERCIZIO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE</heading><article id="art28"><num>Art. 28 </num><heading>- Funzioni e compiti della Regione</heading><clause id="art28-cla1"><num>1. </num><content><p>La Regione svolge le funzioni di programmazione, indirizzo, coordinamento e attuazione di politiche di intervento che attengono ad esigenze di carattere unitario su base regionale ed esprime i motivati pareri previsti dalle leggi vigenti.</p></content></clause><clause id="art71-cla2"><num>1 bis.</num><content><p><inline name="inlinea0">La Regione esercita le funzioni amministrative in materia di orientamento professionale e formazione professionale. </inline><noteRef href="not156" marker="(156)"/></p></content></clause><clause id="art28-cla2"><num>2. </num><content><p>La Regione esercita funzioni di impulso e regolazione nei confronti del sistema allargato dell'offerta integrata tra istruzione, educazione, formazione; la Regione, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, previsti dall'<ref href="/it/costituzione/stato///main#art117-com2-let13" id="242">articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione</ref>, ne definisce gli ambiti territoriali di riferimento, i requisiti di accesso, gli standard qualitativi, le linee guida di valutazione e di certificazione degli esiti e dei risultati; con riferimento al sistema di istruzione, la Regione definisce, altresì, gli indirizzi per la programmazione della rete scolastica e il calendario scolastico.</p></content></clause><clause id="art28-cla3"><num>3. </num><content><p>Nell'ambito del sistema informativo regionale, la Regione sviluppa appositi sotto-sistemi informativi concernenti i settori disciplinati dalla presente legge.</p></content></clause><clause id="art28-cla3bis"><num>3 bis.</num><content><p><inline name="inlinea0">Tutti i dati diretti alla borsa continua nazionale del lavoro di cui all'</inline><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2003/276/main#art15" id="243"><inline name="inlinea0">articolo </inline></ref><ref href="/it/decreto.legislativo/stato/2003/276/main#art15" id="244"><inline name="inlinea0">15 del d.lgs. 276/2003</inline></ref><inline name="inlinea0"> confluiscono nel sistema informativo regionale. La Regione provvede alla interconnessione del sistema regionale con la borsa continua nazionale del lavoro.</inline><noteRef href="not19" marker="(19)"/></p></content></clause><clause id="art28-cla4"><num>4. </num><content><p>Nei settori disciplinati dalla presente legge, la Regione si riserva la possibilità di promuovere, finanziare e gestire interventi di carattere prototipale o di interesse e di livello regionali, nonché di sviluppare tutte le iniziative di studio, ricerca ed informazione necessarie per l'esercizio delle proprie competenze. Tali interventi sono svolti anche tramite intese con gli organi dell'amministrazione dello Stato, con le Province e con i Comuni.</p></content></clause></article><article id="art29"><num>Art. 29 </num><heading>- Funzioni e compiti delle Province</heading><clause id="art29-cla1"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Abrogato. </inline><noteRef href="not157" marker="(157)"/></p></content></clause><clause id="art29-cla2"><num>2. </num><content><p>Le Province sono titolari delle funzioni di programmazione e coordinamento intermedio per le iniziative concernenti il diritto allo studio scolastico e per le azioni di sviluppo del sistema di educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti, nonché del sistema di istruzione con particolare riferimento alla formulazione dei piani provinciali di organizzazione della rete scolastica.</p></content></clause><clause id="art29-cla3"><num>3. </num><content><p><inline name="inlinea0">Le funzioni relative all’obbligo di istruzione di cui all’articolo 13 sono attribuite alle </inline><inline name="inlinea0">province che le esercitano tramite l’attività dei centri per l’impiego.</inline><noteRef href="not52" marker="(52)"/></p></content></clause><clause id="art29-cla4"><num>4. </num><content><p>Alle Province sono attribuite tutte le funzioni in materia di mercato del lavoro e di politiche del lavoro non espressamente riservate con la presente legge alla Regione.</p></content></clause><clause id="art29-cla5"><num><inline name="inlinea0">5. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato. </inline><noteRef href="not157" marker="(157)"/></p></content></clause><clause id="art29-cla6"><num>6. </num><content><p>Le Province contribuiscono all'integrazione delle funzioni di cui al comma 4 con gli strumenti di programmazione dello sviluppo economico e territoriale, e concorrono alla definizione degli indirizzi e degli obiettivi della programmazione regionale.</p></content></clause><clause id="art29-cla7"><num><inline name="inlinea0">7. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato. </inline><noteRef href="not157" marker="(157)"/></p></content></clause></article><article id="art30"><num>Art. 30 </num><heading>- Funzioni e compiti dei Comuni</heading><clause id="art30-cla1"><num>1. </num><content><p>I Comuni sono titolari delle funzioni in materia di servizi educativi per la prima infanzia, educazione non formale degli adolescenti, dei giovani e degli adulti, in materia di destinazione ed erogazione di contributi alle scuole non statali e di provvidenze del diritto allo studio scolastico, unitamente alla gestione dei relativi servizi scolastici.</p></content></clause></article><article id="art31"><num>Art. 31</num><heading>- Programmazione delle politiche regionali in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro e del diritto allo studio universitario <noteRef href="not176" marker="(176)"/></heading><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">1.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> La Regione stabilisce gli indirizzi e gli obiettivi delle politiche dell'educazione, dell'istruzione, dell'orientamento, della formazione professionale, del lavoro e del diritto allo studio universitario, nonché le tipologie di intervento necessarie per l'attuazione degli stessi, nell'ambito del PRS di cui all'articolo 7 della l.r. 1/2015.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">2.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Al fine di perseguire gli obiettivi di cui al comma 1, il DEFR di cui all'articolo 8 della l.r. 1/2015 </inline><inline name="inlinea0">stabilisce annualmente, in coerenza con il PRS, le priorità programmatiche per l’anno successivo e, in fase di nota di aggiornamento di cui all’articolo 9 della l.r. 1/2015, individua gli interventi da realizzare, tenuto conto degli stanziamenti del bilancio di previsione.</inline></p></content></clause><clause id="cla"><num><inline name="inlinea0">3.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> La Giunta regionale, con deliberazione, attua gli interventi previsti dal DEFR.</inline></p></content></clause></article><num>Titolo IV</num><heading>- DISPOSIZIONI FINALI</heading><article id="art32"><num>Art. 32 </num><heading>- Regolamento di esecuzione<noteRef href="not59" marker="(59)"/></heading><clause id="art32-cla1"><num>1. </num><content><p>Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, <inline name="inlinea0">la Regione,</inline><noteRef href="not7" marker="(7)"/>sentiti gli organismi rappresentativi degli enti locali e delle parti sociali, attuando le procedure di concertazione con i soggetti istituzionali e con i soggetti economici e sociali, approva un regolamento di esecuzione con il quale definisce le regole generali di funzionamento del sistema integrato disciplinato dalla presente legge, ferma restando la competenza degli enti locali, ai sensi dell'<ref href="/it/costituzione/stato///main#art117-com6" id="245">articolo 117, sesto comma, della Costituzione</ref>, all'emanazione delle norme regolamentari attinenti alla organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative loro attribuite.</p></content></clause><clause id="art32-cla2"><num>2. </num><alinea><content><p>Il regolamento regionale definisce le norme che attengono: </p></content></alinea><list><num>a) </num><content><p>alla classificazione dei presìdi ed ai loro requisiti tecnico strutturali, relativamente agli standard riguardanti la localizzazione dei servizi, le caratteristiche funzionali generali, gli spazi per gli utenti, la ricettività, il dimensionamento; </p></content></list><list><num>b)</num><content><p>ai requisiti generali che assicurano i livelli di qualità delle prestazioni, riguardanti la configurazione funzionale dei sistemi, le metodologie ed i moduli operativi, il rapporto operatori/utenti, gli standard di base per l'erogazione dei servizi, la qualificazione degli operatori; </p></content></list><list><num>c)</num><content><p>alla regolazione ed al controllo del sistema al regime di accreditamento, al regime di autorizzazione, al sistema di accertamento delle competenze e di rilascio delle relative attestazioni formali, al sistema generale dei crediti formativi e di istruzione, al sistema di rendicontazione degli interventi, al sistema di vigilanza ed ai conseguenti interventi. </p></content></list></clause><clause id="art74-cla3"><num>2 bis.</num><content><p><inline name="inlinea0">Il regolamento regionale definisce la composizione, la durata in carica e la </inline><inline name="inlinea0">procedura di nomina della conferenza regionale per l’educazione, l’istruzione e la formazione.</inline> <noteRef href="not122" marker="(122)"/></p></content></clause><clause id="art32-cla3"><num><inline name="inlinea0">3. </inline></num><content><p><inline name="inlinea0">Il regolamento regionale definisce, relativamente al diritto allo studio universitario, le modalità di funzionamento dell’Azienda, gli atti di competenza del Consiglio di amministrazione, le procedure di controllo degli atti dell’Azienda da parte del Collegio dei revisori nonché i criteri di organizzazione e di funzionamento dell’Azienda stessa, le linee per l’articolazione territoriale dei servizi agli studenti, ivi comprese le modalità e le forme di controllo degli utenti sulla qualità dei servizi e delle attività sulla base della carta dei servizi, i compensi degli organi dell’Azienda.</inline><noteRef href="not41" marker="(41)"/> </p></content></clause><clause id="art74-cla5"><num><inline name="inlinea0">4.</inline> </num><alinea><content><p> <inline name="inlinea0">Relativamente alle attività di formazione professionale, il regolamento regionale definisce, in particolare:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">le norme di gestione, rendicontazione, monitoraggio e verifica degli interventi formativi che fruiscono di contributi pubblici, garantendo la semplificazione delle procedure e del sistema di riconoscimento delle spese e un efficace sistema di controlli;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">i criteri per l’istituzione del catalogo regionale dell’offerta formativa;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">le modalità di realizzazione del raccordo tra le banche dati ed i sistemi formativi in materia di istruzione, formazione e lavoro;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">la verifica ed il controllo sull’attività di formazione professionale riconosciuta;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline> </num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">gli standard di qualità dell'offerta formativa attraverso la disciplina: </inline></p></content></alinea><num><inline name="inlinea0">1)</inline> </num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">dell'accreditamento con l'individuazione dei soggetti, dei requisiti e delle procedure </inline><inline name="inlinea0">secondo i seguenti criteri:</inline> </p></content></alinea><num><inline name="inlinea0">1.1</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">- affidabilità tecnico finanziaria e disponibilità di adeguati locali e attrezzature;</inline> </p></content><num><inline name="inlinea0">1.2</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">- differenziazione dei requisiti in relazione alla tipologia dell'offerta formativa, con </inline><inline name="inlinea0">particolare attenzione a quella destinata ai giovani che hanno abbandonato gli studi e ai giovani </inline><inline name="inlinea0">che non lavorano e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione;</inline> </p></content><num><inline name="inlinea0">1.3</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">- differenziazione dei requisiti per le istituzioni scolastiche e le università;</inline> </p></content><num><inline name="inlinea0">1.4</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">- valutazione dei risultati raggiunti e di quelli non conseguiti anche con riferimento agli esiti occupazionali dell'attività svolta, laddove compatibile con la tipologia di intervento formativo realizzato;</inline> </p></content><num><inline name="inlinea0">1.5</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">- semplificazione delle procedure;</inline> </p></content><num><inline name="inlinea0">1.6</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">- conoscibilità per l'utenza del successo formativo degli interventi realizzati;</inline> </p></content><num><inline name="inlinea0">1.7</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">- possesso di adeguate certificazioni da parte degli organismi formativi;</inline> </p></content><num><inline name="inlinea0">1.8</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">- adeguata formazione delle figure di presidio.</inline> </p></content><num><inline name="inlinea0">2)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">della certificazione dei percorsi e delle competenze conseguite dall'utenza in contesti </inline><inline name="inlinea0">formali, non formali ed informali; </inline></p></content><num><inline name="inlinea0">3)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">dei profili e delle competenze degli operatori della formazione; </inline></p></content><num><inline name="inlinea0">4)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">del potenziamento dei sistemi informativi e telematici per la gestione del sistema; </inline></p></content><num><inline name="inlinea0">5)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">della semplificazione delle procedure di programmazione e gestione; </inline></p></content><num><inline name="inlinea0">6)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">dello sviluppo e innovazione dei modelli formativi e delle modalità di erogazione dell'offerta;</inline> </p></content><num><inline name="inlinea0">7)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">delle modalità di valutazione della qualità dell'offerta erogata. </inline><noteRef href="not123" marker="(123)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></list></clause><clause id="art32-cla4bis"><num>4 bis. </num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Relativamente ai tirocini non curriculari il regolamento definisce:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">gli obblighi del soggetto promotore, del soggetto ospitante e del tirocinante;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">l’importo minimo del rimborso spese a titolo forfetario;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b bis)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">i casi e le modalità in cui il rimborso spese forfettario può essere corrisposto da soggetti pubblici o privati; </inline><noteRef href="not124" marker="(124)"/><noteRef href="not" marker=""/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">le caratteristiche e i compiti del tutore;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">i contenuti della convenzione e del progetto formativo;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">il numero massimo dei tirocini attivabili dai soggetti ospitanti, fermo restando che i tirocini attivati nei confronti dei soggetti di cui all’articolo 17 bis, comma 5, </inline><noteRef href="not181" marker="(181)"/><inline name="inlinea0"> non sono computati a tal fine; </inline><noteRef href="not79" marker="(79)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">le condizioni e le modalità per la registrazione del tirocinio nel libretto formativo del cittadino;</inline> </p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">g)</inline> </num><content><p><inline name="inlinea0">le modalità di informazione, monitoraggio e controllo di cui all’articolo 17 quater 1, comma 1; </inline><noteRef href="not182" marker="(182)"/></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">g bis)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> le ipotesi di violazioni sanabili e non sanabili.</inline> <noteRef href="not183" marker="(183)"/> <noteRef href="not66" marker="(66)"/> </p></content></list></clause><clause id="art32-cla5"><num>5. </num><alinea><content><p><inline name="inlinea0">Relativamente al sistema regionale per l'impiego ed alle politiche del lavoro, il regolamento regionale disciplina:</inline> </p></content></alinea><list><num><inline name="inlinea0">a)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">le tipologie dei servizi per l'impiego, gli standard minimi di efficienza dei servizi e la qualità delle prestazioni;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">b)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">la procedura per la nomina, la composizione e la durata in carica della Commissione regionale permanente tripartita di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art23" id="246"><inline name="inlinea0">articolo 23</inline></ref><inline name="inlinea0">, del Comitato di coordinamento istituzionale </inline><inline name="inlinea0">di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art24" id="247"><inline name="inlinea0">articolo 24</inline></ref><inline name="inlinea0"> e del Comitato regionale per il fondo per l'occupazione dei disabili di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art27" id="248"><inline name="inlinea0">articolo 27</inline></ref><inline name="inlinea0">;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">c)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">i criteri per l'individuazione delle organizzazioni rappresentative delle imprese, delle organizzazioni sindacali </inline><noteRef href="not162" marker="(162)"/><inline name="inlinea0"> dei lavoratori e delle associazioni dei disabili più rappresentative a livello regionale; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">d)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">le procedure, le garanzie a tutela dei lavoratori svantaggiati per la stipula delle convenzioni di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art21bis" id="249"><inline name="inlinea0">articolo 21 bis</inline></ref><inline name="inlinea0">, comma 2, con particolare riferimento al valore minimo del coefficiente di calcolo che può essere adottato dalle stesse;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">e)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">i criteri e le procedure per la stipula delle convenzioni, di cui all' </inline><ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art21bis" id="250"><inline name="inlinea0">articolo 21 bis</inline></ref><inline name="inlinea0">, comma 1, con particolare riferimento agli standard minimi degli interventi formativi che devono essere erogati ed ai requisiti professionali dei tutori aziendali;</inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">f)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">i requisiti, le procedure ed i criteri per l'accreditamento dei soggetti pubblici e privati che intendono svolgere servizi al lavoro, con particolare riferimento alle capacità gestionali e logistiche, alle competenze professionali, alla situazione economica, alle esperienze maturate nel contesto territoriale di riferimento; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">g)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">l'articolazione e la tenuta dell'elenco dei soggetti pubblici e privati accreditati, i requisiti per </inline><inline name="inlinea0">l'iscrizione, la durata, la sospensione e la revoca dell'accreditamento, gli strumenti di misurazione </inline><inline name="inlinea0">dell'efficacia ed efficienza dei servizi erogati e le misure di raccordo con il sistema formativo; </inline></p></content></list><list><num><inline name="inlinea0">h)</inline></num><content><p><inline name="inlinea0">le modalità per la concessione a soggetti pubblici e privati dell'autorizzazione a svolgere nel </inline><inline name="inlinea0">territorio regionale l'attività di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione del personale. </inline><noteRef href="not20" marker="(20)"/></p></content></list></clause><clause id="art32-cla5bis"><num><inline name="inlinea0">5 bis.</inline></num><content><p><inline name="inlinea0"> Relativamente all’apprendistato professionalizzante, il regolamento regionale definisce le modalità organizzative e di erogazione dell'offerta formativa pubblica, interna o esterna all'azienda, finalizzata all'acquisizione di competenze di base e trasversali, a norma dell'articolo 44, commi 3 e 4, del d.lgs. 81/2015.</inline><noteRef href="not21" marker="(21)"/></p></content></clause></article><article id="art33"><num>Art. 33 </num><heading>- Decorrenza e abrogazioni</heading><clause id="art33-cla1"><num>1. </num><alinea><content><p>Dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui all' <ref href="/it/legge/regione.toscana/2002-07-26/32/main#art32" id="251">articolo 32</ref>, sono abrogate le seguenti disposizioni e leggi: </p></content></alinea><list><num>a)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/1981-06-19/53/main" id="252">legge regionale 19 giugno 1981, n. 53</ref>(Interventi per il diritto allo studio); </p></content></list><list><num>b)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/1989-07-17/45/main" id="254">legge regionale 17 luglio 1989, n. 45</ref>(Norme per l'esercizio di funzioni in materia di orientamento professionale); </p></content></list><list><num>c)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/1993-06-23/41/main" id="256">legge regionale 23 giugno 1993, n. 41</ref>(Modifica della <ref href="/it/legge/regione.toscana/1981/53/main" id="258">legge regionale n. 53 del 1981</ref>: Interventi per il diritto allo studio); </p></content></list><list><num>d)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-08-31/70/main" id="259">legge regionale 31 agosto 1994, n. 70</ref>(Nuova disciplina in materia di formazione professionale); </p></content></list><list><num>e)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/1996-01-25/6/main" id="261">legge regionale 25 gennaio 1996, n. 6</ref>(Disciplina transitoria della promozione e gestione degli interventi di educazione permanente); </p></content></list><list><num>f)</num><content><p> <ref href="/it/legge/regione.toscana/1996-07-31/61/main" id="263">legge regionale 31 luglio 1996, n. 61</ref>(<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-08-31/70/main" id="265">Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70</ref>"Nuova disciplina in materia di formazione professionale". Modifica); </p></content></list><list><num>g)</num><content><p> <ref href="/it/legge/regione.toscana/1997-10-29/78/main" id="267">legge regionale 29 ottobre 1997, n. 78</ref>(<ref href="/it/legge/regione.toscana/1994-08-31/70/main" id="269">Legge regionale 31 agosto 1994, n. 70</ref>"Nuova disciplina in materia di formazione professionale" <ref href="/it/legge/regione.toscana/1989-07-17/45/main" id="271">e legge regionale 17 luglio 1989, n. 45</ref>"Norme per l'esercizio di funzioni in materia di orientamento professionale". Modifiche); </p></content></list><list><num>h)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/1998-08-06/52/main" id="273">legge regionale 6 agosto 1998, n. 52</ref>(Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego); </p></content></list><list><num>i)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/1998-10-26/74/main#art14" id="275">articolo 14 della legge regionale 26 ottobre 1998, n. 74</ref>(Norme per la formazione degli operatori del Servizio sanitario); </p></content></list><list><num>j)</num><content><p>articoli da 16 a 32 <ref href="/it/legge/regione.toscana/1998-11-26/85/main" id="277">della legge regionale 26 novembre 1998, n. 85</ref>(Attribuzione agli enti locali e disciplina generale delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di tutela della salute, servizi sociali, istruzione scolastica, formazione professionale, beni e attività culturali e spettacolo, conferiti alla Regione dal <ref href="/it/decreto.legislativo/stato/1998-03-31/112/main" id="279">decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112</ref>); </p></content></list><list><num>k)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/1999-04-14/22/main" id="281">legge regionale 14 aprile 1999, n. 22</ref>(Interventi educativi per l'infanzia e gli adolescenti); </p></content></list><list><num>l)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/2000-01-28/7/main" id="283">legge regionale 28 gennaio 2000, n. 7</ref>(Disciplina del diritto allo studio universitario); </p></content></list><list><num>m)</num><content><p> <ref href="/it/legge/regione.toscana/2000-02-03/12/main" id="285">legge regionale 3 febbraio 2000, n. 12</ref>(<ref href="/it/legge/regione.toscana/1998/52/main" id="287">Legge regionale 52/1998</ref>"Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego". Modifiche ed integrazioni); </p></content></list><list><num>n)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/2001-01-26/3/main#art11" id="289">articolo 11 della legge regionale 26 gennaio 2001, n. 3</ref>(Disposizioni per il finanziamento di provvedimenti di spesa per il periodo 2001-2003); </p></content></list><list><num>o)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/2001-07-04/29/main" id="291">legge regionale 4 luglio 2001, n. 29</ref>(Modifiche alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1998-08-06/52/main" id="293">legge regionale 6 agosto 1998, n. 52</ref>"Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego". Soppressione dell'Ente Toscana Lavoro); </p></content></list><list><num>p)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/2001-11-14/56/main" id="295">legge regionale 14 novembre 2001, n. 56</ref>(Modifiche alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1998-08-06/52/main" id="297">legge regionale 6 agosto 1998, n. 52</ref>"Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego"); </p></content></list><list><num>q)</num><content><p><ref href="/it/legge/regione.toscana/2001-12-21/62/main" id="299">legge regionale 21 dicembre 2001, n. 62</ref>(Modifiche alla <ref href="/it/legge/regione.toscana/1998-08-06/52/main" id="301">legge regionale 6 agosto 1998, n. 52</ref>"Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego"). </p></content></list></clause><clause id="art33-cla2"><num>2. </num><content><p>Gli interventi che fanno riferimento a leggi regionali abrogate dalla presente legge si attuano, ove compatibili, secondo le modalità in essa previste.</p></content></clause><clause id="art33-cla3"><num>3. </num><content><p>Sono fatte salve tutte le obbligazioni assunte sulla base delle norme abrogate.</p></content></clause></article><article id="art34"><num>Art. 34 </num><heading>- Disposizione finale in materia di formazione professionale <noteRef href="not125" marker="(125)"/></heading><clause id="art76-cla1"><content><p><inline name="inlinea0">Abrogato. </inline></p></content></clause></article><article id="art35"><num>Art. 35 </num><heading>- Norma finanziaria</heading><clause id="art35-cla1"><num>1. </num><content><p>Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge viene fatto fronte, a partire dall'esercizio 2003, con gli stanziamenti stabiliti ogni anno con legge di bilancio nelle apposite unità previsionali di base (UPB) di cui al bilancio pluriennale di previsione 2002-2004: </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>- 611 (Sistema formativo professionale - spese correnti); </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>- 612 (Lavoro - spese correnti); </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>- 613 (Sistema dell'educazione e dell'istruzione - spese correnti); </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>- 614 (Sistema dell'educazione e dell'istruzione - spese di investimento); </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>- 615 (Attuazione programma fondo sociale europeo - spese correnti); </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>- 616 (Completamento regolamenti UE 2052/88 e 2081/93 - spese correnti); </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>- 617 (Completamento regolamenti UE 2052/88 e 2081/93 - spese di investimento); </p></content></clause><clause id="cla"><content><p>- 618 (Sistema formativo professionale - spese di investimento). </p></content></clause><clause id="cla"><num>1 bis.</num><content><p><inline name="inlinea0">All’onere di spesa di cui all’articolo 9, comma 4 bis, si fa fronte per euro 10.575.000,00 con gli stanziamenti dell’UPB 613 “Sistema dell’educazione e dell’istruzione – spese correnti” del bilancio di previsione 2014.</inline> <noteRef href="not83" marker="(83)"/></p></content></clause><clause id="cla"><num>1 ter.</num><content><p><inline name="inlinea0">Agli oneri per gli esercizi successivi si fa fronte con legge di bilancio.</inline> <noteRef href="not83" marker="(83)"/></p></content></clause></article>

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