Menù di navigazione

Regolamento 1 aprile 2009, n. 15/R

Regolamento di attuazione della legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 (Codice del commercio. Testo Unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti).

Bollettino Ufficiale n. 11, parte prima, del 6 aprile 2009

TITOLO III
- Commercio in sede fissa
CAPO I
- Disposizioni per le medie strutture di vendita
Art. 8
- Dimensioni delle medie strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera f), l.r. 28/2005 )
1. Le medie strutture di vendita di cui all’articolo 15, comma 1, lettera e), del Codice, hanno superficie di vendita fino a 1.500 metri quadrati, salvo quanto previsto al comma 2.
2. Nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti, inseriti nelle aree commerciali metropolitane Firenze-Pistoia-Prato e Livorno-Pisa, individuate nell’allegato B al presente regolamento, le medie strutture hanno superficie di vendita fino a 2.500 metri quadrati.
3. Il comune può prevedere, sull’intero territorio o su parti di esso, limitazioni dimensionali inferiori a quelle previste ai commi 1 e 2, in relazione ad esigenze di tutela dello stato dei luoghi o di aree di particolare interesse.
Art. 9
- Indirizzi per la programmazione delle medie strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera g), l.r. 28/2005 )
1. Il comune, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del Codice e sulla base delle previsioni contenute nel regolamento urbanistico di cui all’articolo 55 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio), definisce la programmazione commerciale delle medie strutture di vendita tenendo conto dei seguenti indirizzi:
a) modernizzare ed innovare il sistema distributivo;
b) garantire un equilibrato sviluppo delle diverse forme distributive e la presenza qualificata di servizi di prossimità;
c) recuperare e riqualificare il patrimonio edilizio esistente, compresi i complessi produttivi dismessi, garantendo la tutela e la valorizzazione delle caratteristiche delle aree;
d) riqualificare aree urbane mediante la costituzione di luoghi di aggregazione, nei quali l’inserimento di medie strutture di vendita costituisca elemento di attrattività;
e) realizzare sistemi di accessibilità ottimale, al fine di ridurre o alleggerire la mobilità;
f) valorizzare la sostenibilità e la qualità urbana e qualificare le attività commerciali d’interesse storico, di tradizione e di tipicità, con particolare riguardo a quelle collocate nei centri storici, anche prevedendo limiti nelle variazioni delle destinazioni d’uso degli immobili e specifici divieti, vincoli e prescrizioni, nell’ambito della disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui all’articolo 58 della l.r. 1/2005 ;
g) rafforzare l’ attrattività delle aree connotate da una consolidata presenza di servizi commerciali, mediante la realizzazione di adeguate infrastrutture e con l’attivazione di progetti di qualificazione e valorizzazione di cui al titolo II, capo XIII del Codice;
h) evitare la localizzazione di medie strutture di vendita nelle aree individuate come sature, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, lettera a), del Codice.
2. Il rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 17 del Codice è subordinato al rispetto dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV, del presente regolamento, fermo restando il rispetto della programmazione, delle condizioni e dei criteri stabiliti dal comune ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del Codice, nonché dei contratti collettivi nazionali di lavoro e dei contratti integrativi siglati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, degli accordi sindacali territoriali, degli accordi sindacali di secondo livello, del Sito esternodecreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’Sito esternoarticolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 , in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e della normativa in materia di pari opportunità.
Art.10
- Autorizzazione dovuta alle medie strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera h), l.r. 28/2005 )
1. L’autorizzazione all’ampliamento di una media struttura di vendita, attiva da almeno tre anni, è dovuta in caso di accorpamento alla stessa di preesistenti esercizi di vicinato o medie strutture, localizzati sul territorio comunale ed attivi da almeno tre anni, fermo restando il rispetto dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV del presente regolamento, in relazione alla superficie di vendita complessiva realizzata a seguito dell’accorpamento e nel rispetto di quanto previsto all’articolo 8, comma 3 del presente regolamento.
2. Il rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 1 comporta la decadenza o la perdita di efficacia dei titoli abilitativi preesistenti.
CAPO II
- Strutture di vendita in forma aggregata
Art. 11
- Strutture di vendita in forma aggregata (articoli 4, comma 2, lettera b) e 22, l.r. 28/2005 )
1. Sono strutture di vendita in forma aggregata:
a) le medie strutture di vendita adiacenti tra loro, anche verticalmente, o insediate a distanza reciproca inferiore a 120 metri lineari;
b) le medie strutture di vendita adiacenti ad una grande struttura di vendita, anche verticalmente, o insediate a distanza inferiore a 120 metri lineari da una grande struttura di vendita;
c) le grandi strutture di vendita adiacenti tra loro, anche verticalmente, o insediate a distanza reciproca inferiore a 120 metri lineari;
d) le strutture di vendita di cui alle lettere a), b) e c) poste anche a distanza reciproca superiore a 120 metri lineari, qualora presentino collegamenti strutturali tra loro.
2. Le strutture di vendita in forma aggregata mantengono carattere dimensionale unitario anche se sono costituite da più unità immobiliari, se sono attraversate da viabilità privata o pubblica e se appartengono a comuni diversi.
3. Il comune può stabilire, previa concertazione con i soggetti di cui all’articolo 17, comma 2 del Codice, distanze superiori a quelle previste al comma 1 per specifiche aree, interessate da fenomeni di criticità dell’assetto viario e dei servizi di mobilità esistenti ed in relazione alle caratteristiche delle medie e grandi strutture di vendita già in esse insediate.
4. La distanza tra le strutture di vendita di cui al comma 1 è calcolata dalle pareti esterne degli edifici più vicine tra loro, che perimetrano l’intera superficie coperta lorda di ciascun edificio.
5. La superficie di vendita delle strutture in forma aggregata è determinata dalla somma delle superfici di vendita di tutte le strutture, esistenti e da autorizzare, che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1.
6. A fronte di una domanda di autorizzazione per l’apertura di una media o di una grande struttura di vendita, il comune preliminarmente verifica se la struttura da insediare si inserisce in uno spazio territoriale in cui sono già presenti altre strutture di vendita medie o grandi. In tale caso, qualora verifichi che la distanza tra la struttura da autorizzare e le strutture già presenti determini il configurarsi di una struttura aggregata di cui al comma 1, stabilisce quale siano le disposizioni cui sottoporre la domanda, in relazione alla superficie di vendita complessiva, calcolata ai sensi del comma 5.
7. Qualora la domanda di autorizzazione di cui al comma 6 abbia per oggetto l’apertura di una media struttura e la superficie di vendita complessiva, che si determinerebbe per effetto dell’autorizzazione da rilasciare, corrisponde alle dimensioni di cui all’articolo 12, il comune comunica al richiedente i motivi che ostano all’accoglimento della domanda, ai sensi dell’Sito esternoarticolo 10 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), e contestualmente lo informa che, persistendo l’interesse alla realizzazione dell’intervento, la domanda di autorizzazione può essere presentata secondo le procedure previste per l’apertura di una grande struttura di vendita, di cui al titolo III, capo III del presente regolamento.
8. Qualora la domanda di autorizzazione di cui al comma 6 abbia per oggetto l’apertura di una media o di una grande struttura e la superficie di vendita complessiva, che si determinerebbe per effetto dell’autorizzazione da rilasciare, superi le dimensioni di cui all’articolo 12, il comune comunica al richiedente i motivi che ostano all’accoglimento della domanda, ai sensi dell’Sito esternoarticolo 10 bis della l. 241/1990 .
9. Il presente articolo non si applica:
a) alle domande di autorizzazione per l’apertura di strutture di vendita da attivare in costruzioni che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento, sono già ultimate ai sensi dell’articolo 109 della l.r. 1/2005 ed a destinazione commerciale o per le quali, a tale data, sussista il relativo titolo abilitativo edilizio;
b) salvo diversa disposizione comunale, alle domande di autorizzazione per l’apertura di strutture di vendita collocate nei centri storici, come individuati dal regolamento urbanistico di cui all’articolo 55 della l.r. 1/2005 ;
c) agli ampliamenti di cui agli articoli 10, comma 1 e 20, comma 1 del presente regolamento.
10. Per consentire ai comuni il progressivo adeguamento dei propri strumenti urbanistici a quanto previsto al presente articolo, fino ad un anno dall’entrata in vigore del presente regolamento, la distanza di 120 metri lineari di cui al comma 1 è ridotta a 60 metri lineari.
CAPO III
- Disposizioni per le grandi strutture di vendita
SEZIONE I
- Dimensioni, tipologie, caratteristiche e programmazione delle grandi strutture di vendita
Art. 12
- Dimensioni e tipologie delle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera f), l.r. 28/2005 )
1. Le grandi strutture di vendita di cui all’articolo 15, comma 1, lettera f), del Codice sono classificate come segue:
a) tipologia A: struttura con superficie di vendita superiore a 10.000 metri quadrati e fino a 15.000 metri quadrati;
b) tipologia B: struttura con superficie di vendita compresa tra 5.000 metri quadrati e 10.000 metri quadrati;
c) tipologia C: struttura con superficie di vendita inferiore a 5.000 metri quadrati.
Art. 13
- Elementi di qualità e di prestazione delle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera i), l.r. 28/2005 )
1. Gli elementi di qualità e di prestazione delle grandi strutture di vendita, di cui all’articolo 22, comma 1, lettera i), del Codice, sono i seguenti:
a) elementi obbligatori per tutte le tipologie di grandi strutture di vendita di cui all’articolo 12 del presente regolamento:
1) rispetto dei valori limite di prestazione energetica per la climatizzazione invernale, individuati dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia), allegato C, punto 1, ed in particolare :
a) alla tabella 1.3 per le strutture inserite in “Edifici residenziali della classe E1, esclusi collegi, conventi, case di pena e caserme”, secondo le definizioni del Sito esternod.lgs. 192/2005 ;
b) alla tabella 2.3 per le strutture inserite in tutte le altre tipologie di edificio;
2) collaborazione con associazioni di volontariato sociale per la realizzazione di progetti di raccolta e ridistribuzione a soggetti deboli dei prodotti alimentari invenduti;
3) attivazione di specifici programmi per la limitazione della produzione di rifiuti, la riduzione di imballaggi monouso e di shopper in plastica, la vendita di prodotti a mezzo erogatori alla spina, l’uso di sistemi a rendere per imballaggi secondari e terziari in plastica e/o legno ed altre modalità proposte dal richiedente;
4) realizzazione di apposite aree di servizio destinate alla raccolta differenziata ed allo stoccaggio dei rifiuti prodotti dall’esercizio;
5) rispetto dei piani comunali del colore e delle insegne;
b) elementi obbligatori, aggiuntivi a quelli di cui alla lettera a), per le grandi strutture di vendita di tipologia A e B di cui all’articolo 12 del presente regolamento:
1) installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, di potenza superiore ad almeno il 25 per cento della potenza elettrica impegnata dalla struttura di vendita, fatta salva l’impossibilità tecnica del completo rispetto della prescrizione, asseverata da un tecnico abilitato. Tale obbligo si considera assolto se la struttura di vendita ha una produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non inferiore a 1 kilowatt per ogni 100 metri quadrati di superficie di vendita;
2) installazione di impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili di potenza superiore ad almeno il 10 per cento del fabbisogno annuo di energia primaria per usi termici, fatta salva l’impossibilità tecnica del completo rispetto della prescrizione, asseverata da un tecnico abilitato;
3) valutazione degli effetti acustici cumulativi all’interno della struttura ed all’esterno, con riferimento ai bersagli ritenuti significativi, in relazione agli obiettivi e livelli di qualità definiti dalla Sito esternolegge 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico), dal Sito esternodecreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194 (Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale) e dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997 (Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore);
4) protezione dei bersagli più esposti all’inquinamento da polveri attraverso fasce verdi di protezione adeguatamente piantumate. Verifica degli apporti inquinanti prodotti dagli impianti della struttura da realizzare e dalle emissioni del traffico afferente, nel rispetto di quanto previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983 e dal Sito esternodecreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203 ;
5) raccolta delle acque piovane attraverso la realizzazione di una vasca di recupero di dimensioni adeguate al fabbisogno di operazioni quali l’annaffiatura, il lavaggio delle aree ed ogni forma di riuso per la quale non sia richiesta l’acqua potabile;
6) realizzazione di spazi per l’accoglienza del cliente, ivi compresi spazi destinati alla sosta di riposo;
7) realizzazione di spazi destinati ai bambini, gestiti da apposito personale, attrezzati anche per l’igiene e la cura degli stessi.
2. In caso di ampliamento, gli elementi di cui al comma 1 sono obbligatori qualora lo stesso sia superiore al 50 per cento della superficie di vendita originaria e sono da realizzare con riferimento alla quota di superficie ampliata.
Art. 14
- programmazione delle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera g), l.r. 28/2005 )
1. I fini della programmazione delle grandi strutture di vendita, i comuni della Toscana sono suddivisi nelle seguenti classi:
a) classe A: comuni capoluogo di provincia e comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti;
b) classe B: comuni con popolazione compresa fra 10.000 e 50.000 abitanti;
c) classe C: comuni con popolazione compresa fra 3.000 e 10.000 abitanti;
d) classe D: comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.
2. La realizzazione di grandi strutture di vendita è sottoposta alle seguenti articolazioni dimensionali:
a) nei comuni di classe A possono essere insediate tutte le tipologie di grandi strutture di vendita di cui all’articolo 12;
b) nei comuni di classe B possono essere insediate tutte le tipologie di grandi strutture di vendita di cui all’articolo 12 ad eccezione della tipologia A;
c) nei comuni di classe C possono essere insediate solo grandi strutture di vendita di tipologia C e realizzate in forma di centro commerciale;
d) nei comuni di classe D non possono essere insediate grandi strutture di vendita.
3. Il comune può derogare alle articolazioni dimensionali di cui al comma 2 previo accordo di programma sottoscritto, ai sensi della legge regionale 3 settembre 1996, n.76 (Disciplina degli accordi di programma e delle conferenze dei servizi), con la provincia competente per territorio.
4. L'accordo di programma di cui al comma 3 è sottoscritto previa acquisizione, da parte della provincia, del parere favorevole della maggioranza dei comuni facenti parte dello stesso quadrante o sub-area di cui all'allegato B al presente regolamento. In caso di parità, prevale il parere espresso dai comuni che rappresentano la maggioranza della popolazione residente nel quadrante o sub-area. Si considera acquisito il parere positivo delle amministrazioni comunali che, regolarmente convocate ad apposito incontro, non siano intervenute e non abbiano fatto pervenire, entro la stessa data, il proprio motivato dissenso.
5. La programmazione delle grandi strutture di vendita è realizzata attraverso la quantificazione della superficie di vendita autorizzabile per grandi strutture (SVAG), definita dalla Giunta regionale con propria deliberazione, relativamente ai due settori merceologici, alimentare e non alimentare.
6. Ai fini della quantificazione della SVAG, la Giunta regionale tiene conto dei seguenti elementi:
a) i risultati delle rilevazioni effettuate dall’osservatorio regionale sul commercio circa la consistenza e l’articolazione della rete commerciale in rapporto agli esercizi di vicinato, alle medie strutture di vendita ed alle grandi strutture di vendita;
b) i dati relativi al movimento dei pendolari;
c) gli elementi conoscitivi rilevati dall’osservatorio regionale sul commercio, relativi agli esiti delle precedenti programmazioni ed alle dinamiche evolutive del settore.
7. La SVAG è articolata in relazione ad aree di programma corrispondenti a tre aree vaste, come di seguito articolate:
a) la Toscana centrale, comprendente i territori dei comuni appartenenti alle province di Firenze, Pistoia e Prato;
b) la Toscana della costa, comprendente i territori dei comuni appartenenti alle province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa;
c) la Toscana interna e meridionale, comprendente i territori dei comuni appartenenti alle province di Arezzo, Grosseto e Siena.
8. Una quota del 30 per cento della SVAG è riservata agli ampliamenti, effettuati una sola volta e fino al 30 per cento della superficie di vendita originaria, di grandi strutture attive da almeno tre anni.
9. La SVAG ha durata triennale. Nel corso del periodo di validità la Giunta regionale, tramite l’osservatorio regionale sul commercio, promuove monitoraggi sull’andamento dei dati relativi alla consistenza della rete distributiva, ai consumi e su altri elementi conoscitivi di carattere socio-economico e territoriale. In considerazione della dinamica economica e delle problematiche emerse da tali monitoraggi, previa consultazione della commissione di cui all’articolo 100, comma 4, del Codice, la Giunta regionale delibera eventuali rimodulazioni della SVAG.
SEZIONE II
- Procedura per il rilascio dell’autorizzazione alle grandi strutture di vendita
Art.15
- Presentazione della domanda e istruttoria comunale (articolo 22, comma 1, lettera c), l.r. 28/2005 )
1. Il soggetto interessato all'apertura, al trasferimento di sede, all’ampliamento della superficie di vendita o alla modifica, quantitativa o qualitativa, di settore merceologico di una grande struttura di vendita, presenta domanda, anche per via telematica, al comune competente per territorio, completa della documentazione prevista nell’allegato A, punto 3, al presente regolamento.
2. La domanda di apertura, trasferimento di sede o ampliamento della superficie di vendita è presentata al comune contestualmente alla richiesta di titolo abilitativo edilizio, ove necessario.
3. Il competente ufficio comunale trasmette copia della domanda, senza gli allegati, alla regione ed alla provincia competente per territorio.
4. Nel caso di realizzazione, anche per ampliamento, di grandi strutture di vendita di tipologia A e B di cui all’articolo 12, il richiedente, oltre alla documentazione di cui all’allegato A, punto 3, al presente regolamento, presenta un progetto finalizzato ad armonizzare la grande struttura da realizzare con il contesto socio-economico nel quale la stessa si va ad insediare. Il progetto può prevedere la realizzazione, a spese del richiedente, di interventi di riqualificazione urbana, di programmi di collaborazione col comune per la tutela attiva delle piccole imprese commerciali o di opere da porre nella disponibilità del comune per le finalità concordate con lo stesso. Il progetto è valutato dal comune, che lo approva entro il termine di cui al comma 6 e ne stabilisce modalità e tempi di realizzazione.
5. La completezza formale della domanda e dei suoi allegati è verificata dal responsabile del procedimento comunale, entro il termine di quindici giorni dalla sua presentazione. Qualora la domanda risulti incompleta, entro lo stesso termine ne viene data comunicazione al soggetto richiedente e viene sospeso il procedimento per una sola volta e il richiedente è invitato a presentare le necessarie integrazioni entro un termine adeguato e, comunque, non superiore a trenta giorni. Contestualmente il richiedente è informato che il decorso del termine per il rilascio dell'autorizzazione resta sospeso fino all'integrazione della documentazione e che la mancata integrazione entro il termine stabilito comporta il rigetto della domanda.
6. Il comune, entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda, provvede al completamento dell’istruttoria e trasmette immediatamente dopo alla Regione ed alla provincia competente per territorio:
a) la documentazione di cui all’allegato A, punto 3, al presente regolamento;
b) le schede istruttorie predisposte dai competenti uffici regionali e debitamente compilate, contenenti, in particolare:
1) la verifica di conformità urbanistica dell’intervento rispetto agli strumenti urbanistici generali e attuativi;
2) l’attestazione di eventuale inserimento dell’esercizio da autorizzare in una struttura di vendita in forma aggregata, di cui all’articolo 11 del presente regolamento ed il dimensionamento complessivo che la superficie di vendita della struttura integrata raggiungerebbe per effetto dell’insediamento dell’esercizio da autorizzare;
c) una planimetria generale, a scala 1/10.000 o 1/5.000, indicante l’ubicazione dell’esercizio;
d) l’aggiornamento dei dati di cui all’articolo 38 del presente regolamento.
Art. 16
1. Ricevuta la documentazione istruttoria completa, ai sensi dell’articolo 15, comma 6, il responsabile del procedimento regionale, individuato dal dirigente della competente struttura della Giunta regionale, inserisce la richiesta in un apposito elenco cronologico, in base alla data di partenza della pratica registrata dal protocollo generale del comune, ai fini della definizione dell’ordine di svolgimento delle conferenze di servizi di cui all’articolo 18, comma 2, del Codice.
2. Il responsabile del procedimento di cui al comma 1 convoca una conferenza di servizi interna, finalizzata all’esame della documentazione istruttoria ed alla definizione del parere regionale in ordine alla domanda.
3. Alla conferenza di servizi interna partecipano funzionari regionali competenti nelle materie commercio, urbanistica, viabilità ed ambiente, designati dalle competenti strutture della Giunta regionale. La composizione della conferenza può essere integrata con la partecipazione di funzionari competenti in ulteriori materie, in relazione alle esigenze emerse nel corso dell’istruttoria.
4. La mancata partecipazione dei soggetti convocati alla conferenza di servizi interna assume valore di parere o valutazione positiva, salvo che gli stessi non facciano pervenire, entro la data fissata per la conferenza, parere o valutazione scritta di senso contrario.
5. Della conferenza di servizi interna viene redatto apposito verbale, sottoscritto da tutti i partecipanti.
6. L’istruttoria regionale si conclude entro sessanta giorni dal ricevimento dell’istruttoria comunale di cui all’articolo 15, comma 6, del presente regolamento.
7. Il termine di cui al comma 6 può essere sospeso, per una sola volta e per non più di trenta giorni, per richiedere integrazioni e chiarimenti al comune o allo stesso richiedente.
8. Conclusa l’istruttoria regionale, il responsabile del procedimento di cui al comma 1 ne dà comunicazione al comune.
Art. 17
- Convocazione della conferenza di servizi (articolo 22, comma 1, lettera c), l.r. 28/2005 )
1. Ricevuta la comunicazione di cui all’articolo 16, comma 8, del presente regolamento, il comune convoca, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata almeno dieci giorni prima della data della conferenza di servizi di cui all’articolo 18, comma 2, del Codice, i soggetti con diritto di voto. Il comune informa altresì della data di svolgimento della conferenza, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, inviata almeno dieci giorni prima della data della conferenza, il richiedente ed i soggetti di cui all’articolo 18, comma 4, del Codice
2. La conferenza di cui al comma 1 deve svolgersi entro trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione di cui all’articolo 16, comma 8 .
3. La riunione della conferenza di servizi si svolge di norma presso la sede della Regione Toscana.
Art. 18
1. Si considera acquisito l’assenso dell’amministrazione con diritto di voto di cui all’articolo 18, comma 2, del Codice, la quale, regolarmente convocata, non abbia partecipato alla conferenza di servizi, a meno che la stessa non faccia pervenire all’amministrazione comunale convocante il proprio motivato dissenso, entro la data di svolgimento della conferenza.
2. Nei casi di cui all’articolo 18, comma 4, del Codice, il parere della regione confinante si intende acquisito, decorsi venti giorni dalla richiesta.
3. Della riunione della conferenza è redatto apposito verbale, sottoscritto dai partecipanti con diritto di voto. Dell’esito della conferenza è fatta menzione nell’autorizzazione rilasciata dal comune.
Art.19
- Condizioni per il rilascio dell’autorizzazione alle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera d), l.r. 28/2005 )
1. Il rilascio dell’autorizzazione alle grandi strutture di vendita è subordinato alla sussistenza delle seguenti condizioni:
a) rispetto dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV, del presente regolamento;
b) parere comunale di conformità urbanistica dell’intervento rispetto agli strumenti urbanistici generali ed attuativi;
c) disponibilità di SVAG di cui all’articolo 14 del presente regolamento;
d) esistenza delle condizioni per il contestuale rilascio anche del titolo abilitativo edilizio, ai sensi dell’articolo 18, comma 8, del Codice;
e) conformità del progetto agli elementi di qualità e prestazione di cui all’articolo 13 del presente regolamento;
f) insediamento in aree per le quali gli strumenti urbanistici comunali prevedano una destinazione specifica per la grande distribuzione;
g) relativamente alle grandi strutture di vendita di tipologia A e B, di cui all’articolo 12 del presente regolamento, esistenza di servizi di trasporto pubblico per il collegamento dell'area dove è insediata la struttura, in relazione agli orari di attività della stessa. Il servizio di trasporto può essere assicurato, in tutto o in parte, da soggetti privati, purchè risulti coerente con il sistema dei servizi e delle tariffe di trasporto pubblico;
h) relativamente a grandi strutture di vendita la cui dimensione non corrisponda alle articolazioni dimensionali di cui all’articolo 14, comma 2, del presente regolamento, sottoscrizione dell’accordo di programma di cui all’articolo 14, comma 3.
i) nel caso in cui l'area di insediamento della struttura non disponga delle infrastrutture previste dallo strumento urbanistico, esistenza di apposita convenzione sottoscritta dal comune e dal richiedente, per la realizzazione delle infrastrutture stesse, contenente la subordinazione dell’avvio dell’attività alla piena funzionalità delle infrastrutture;
j) esistenza di un atto d’obbligo irrevocabile sottoscritto dal richiedente, con il quale si impegna a:
1) rispettare i contratti collettivi nazionali di lavoro ed i contratti integrativi siglati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e gli accordi sindacali territoriali;
2) realizzare accordi sindacali di secondo livello finalizzati ad evitare situazioni di concorrenza anomale;
3) rispettare il Sito esternod.lgs. 81/2008 e la normativa in materia di pari opportunità;
4) far rispettare gli impegni di cui ai numeri 1), 2) e 3) anche alle aziende operanti nell’ambito della struttura.
Art. 20
- Autorizzazione dovuta alle grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, lettera h), l.r. 28/2005 )
1. L’autorizzazione all’ampliamento di una grande struttura è dovuta quando l’ampliamento si realizza attraverso l’accorpamento di esercizi commerciali localizzati sul territorio comunale ed attivi da almeno tre anni, fermo restando il rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 14, comma 2 e dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV e delle condizioni di cui all’articolo 19, comma 1, esclusa la lettera c), del presente regolamento, in relazione alla superficie complessivamente realizzata a seguito dell’ampliamento.
2. Nell’ipotesi di cui al comma 1, le superfici accorpate vengono ripartite tra settori merceologici alimentare e non alimentare, in relazione agli originari titoli abilitativi e, in caso di esercizi misti, per i quali non sia possibile identificare esattamente il dimensionamento di ciascun settore, il riparto tra settori merceologici viene stabilito nella misura del 50 per cento ciascuno.
3. L’autorizzazione al trasferimento di una grande struttura di vendita è dovuta in caso di spostamento nell’ambito dello stesso bacino omogeneo di utenza o area commerciale metropolitana di cui all’allegato B al presente regolamento, fermo restando il rispetto delle previsioni urbanistiche comunali, delle disposizioni di cui all’articolo 14, dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV e delle condizioni di cui all’articolo 19, comma 1, esclusa la lettera c), del presente regolamento. Qualora il bacino omogeneo di utenza o l’area commerciale metropolitana siano ripartiti in quadranti o in sub-aree, il trasferimento della grande struttura può essere effettuato solo nell’ambito dello stesso quadrante o sub-area di insediamento originario.
4. Nell’ipotesi di cui al comma 3, in caso di contestuale ampliamento, si ha consumo di SVAG solo per la quota di superficie ampliata.
5. Nell’ipotesi di cui al comma 3, la domanda di trasferimento è presentata contestualmente al comune sede dell’attività ed a quello nel cui territorio si intende trasferire l’attività stessa, i quali collaborano nella fase istruttoria. L’autorizzazione è rilasciata dal comune nel quale la grande struttura si trasferisce e non è richiesto l’assenso del comune sede dell’attività.
6. Nelle ipotesi di cui ai commi 1 e 3, il rilascio dell’autorizzazione è sottoposto alle procedure di cui alla presente sezione e l’attivazione dell’autorizzazione comporta la decadenza delle autorizzazioni preesistenti.
Art. 21
- Criteri di priorità per il rilascio dell’autorizzazione (articolo 22, comma 1, lettera d), l.r. 28/2005 )
1. Sono considerate tra loro concorrenti le domande di autorizzazione per grandi strutture di vendita, relative alla medesima area di programma, complete di documentazione e con istruttoria conclusa, recanti la stessa data di trasmissione alla Regione, ai sensi dell’articolo 16, comma 1 del presente regolamento
2. Tra più domande di autorizzazione per grandi strutture di vendita, concorrenti tra loro, costituiscono criteri di priorità, in ordine decrescente:
a) l’ampliamento, oltre il 30 per cento della superficie di vendita originariamente autorizzata, di grandi strutture di vendita attive da almeno tre anni;
b) la concentrazione di preesistenti esercizi commerciali attivi da almeno tre anni e l’impegno al reimpiego di tutto il personale già dipendente;
c) il numero di esercizi di vicinato trasferiti all'interno della struttura;
d) il numero di occupati a tempo indeterminato, in rapporto alla superficie di vendita richiesta;
e) il numero di occupati totali, in rapporto alla superficie di vendita richiesta;
f) il numero di occupati riassorbiti, intesi sia come dipendenti del settore del commercio già inquadrati, sia come dipendenti di altre attività economiche interessate da crisi aziendali;
g) l’inserimento della struttura commerciale nell’ambito di piani di riqualificazione urbana e/o di riutilizzo di aree dismesse;
h) la quantità volumetrica di patrimonio edilizio esistente, oggetto di recupero;
i) il numero di posti auto ulteriori, rispetto a quelli previsti dagli standard obbligatori;
j) i caratteri architettonici e funzionali della struttura, l’utilizzo di criteri costruttivi di bioarchitettura e l’uso di materiali naturali, la qualità dei materiali di finitura;
k) la presenza di spazi riservati alla vendita di prodotti toscani tipici e di qualità e collegati all’attuazione di progetti per la promozione della filiera corta, nonché di servizi di trasporto collettivo da e verso il centro urbano;
l) la presenza di sistemi informativi per la promozione delle produzioni tipiche locali e toscane e delle risorse ambientali, culturali e turistiche del territorio;
m) la presenza di spazi dedicati alla lettura e ad attività ludico-ricreative.
3. A parità delle altre condizioni di cui al comma 2, costituisce criterio di priorità il miglior bilancio rifiuti, ai sensi dell’articolo 4, comma 6, della legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 (Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati).
Art. 22
- Disposizioni per l’utilizzo della superficie di vendita autorizzabile (SVAG) (articolo 22, comma 1, lettera g), l.r. 28/2005 )
1. La modifica di settore merceologico di una grande struttura di vendita organizzata in forma di centro commerciale ed autorizzata dopo l’entrata in vigore del regolamento regionale 26 luglio 1999, n. 4 (Regolamento di attuazione della legge regionale 17 maggio 1999, n. 28 “Norme per la disciplina del commercio in sede fissa in attuazione Sito esternodel decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 ”), se effettuata una sola volta ed entro il limite del 30 per cento della relativa superficie di vendita, non richiede il rispetto della condizione di cui all’articolo 19, comma 1, lettera c) del presente regolamento.
2. L’apertura di una grande struttura di vendita in una collocazione già sede di altra grande struttura, dismessa per effetto di revoca o decadenza dell’autorizzazione intervenuta dopo l’entrata in vigore del regol. reg. 4/1999, fatte salve le ipotesi di cui all’articolo 20, comma 6 del presente regolamento, richiede il rispetto della condizione di cui all’articolo 19, comma 1, lettera c) solo per la quota di superficie di vendita ulteriore rispetto a quella a suo tempo operante. Rimane fermo l’obbligo del rispetto dei parametri urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV e delle altre condizioni di cui all’articolo 19 del presente regolamento.
3. La cessazione dell’attività, la riduzione della superficie di vendita o la variazione di settore merceologico, ad eccezione di quanto previsto al comma 1, di una grande struttura autorizzata dopo l’entrata in vigore del regol. reg. 4/1999, determina l’incremento della SVAG relativa all’area di programma cui la struttura appartiene, per una identica quantità.
4. Nell’ipotesi di cui al comma 3, il comune trasmette alla Regione, entro trenta giorni dal suo ricevimento, la comunicazione di cui all’articolo 79 del Codice, ai fini dell’aggiornamento della SVAG.
SEZIONE III
- Disposizioni speciali
Art. 23
- Autorizzazione ai centri commerciali (articolo 19 l.r. 28/2005 )
1. L’autorizzazione rilasciata al centro commerciale ai sensi dell’articolo 19 del Codice, ha valore di consenso alla sua realizzazione complessiva e stabilisce la sua superficie di vendita, suddivisa tra settori merceologici.
2. Le modifiche di ripartizione della superficie di vendita degli esercizi posti all’interno del centro commerciale sono soggette a comunicazione al comune, purché rimanga invariata la superficie di vendita complessiva del centro ed il dimensionamento di ciascun settore merceologico.
3. Il comune favorisce l’inserimento di operatori locali nel centro commerciale.
4. Le grandi strutture di vendita di tipologia A, di cui all’articolo 12 del presente regolamento, se realizzate in forma di centro commerciale, riservano una quota di almeno il 20 per cento della superficie del centro ad attività commerciali di vicinato, di servizio, artigianali e di almeno un esercizio per la somministrazione di alimenti e bevande.
5. Le grandi strutture di vendita di tipologia B, di cui all’articolo 12 del presente regolamento, se realizzate in forma di centro commerciale, riservano una quota di almeno il 10 per cento della superficie del centro ad attività commerciali di vicinato, di servizio, artigianali e di almeno un esercizio per la somministrazione di alimenti e bevande.
Art. 24
- Esercizi specializzati nella vendita esclusiva di merci ingombranti ed a consegna differita (articolo 22, comma 1, lettera j), l.r. 28/2005 )
1. Sono merci ingombranti ed a consegna differita di cui all’articolo 22, comma 1, lettera j) del Codice, i seguenti prodotti:
a) autoveicoli, motoveicoli, natanti e loro accessori e ricambi;
b) legnami;
c) attrezzature e macchine per l’agricoltura ed il giardinaggio;
d) materiali per l’edilizia;
e) materiali termoidraulici.
2. Ai fini dell’applicazione del regime abilitativo e degli standard urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV, del presente regolamento, la superficie di vendita degli esercizi specializzati nella vendita esclusiva dei prodotti di cui al comma 1, è computata come di seguito:
a) qualora non superi le dimensioni di una media struttura, nella misura di un decimo della superficie di vendita, calcolata ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera c) del Codice;
b) qualora superi le dimensioni di una media struttura, nella misura di un decimo della superficie di vendita, calcolata ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera c) del Codice, fino al limite di cui alla lettera a) e nella misura di un quarto per la parte eccedente tale limite.
3. La disciplina di cui al presente articolo non è applicabile in caso di vendita all’ingrosso ed al dettaglio nello stesso locale dei prodotti di cui al comma 1, in caso di coincidenza con quelli di cui all’articolo 21, comma 3, del Codice.
Art 25
- Esercizio congiunto nello stesso locale dell’attività di vendita all’ingrosso e al dettaglio (articolo 21, comma 3, l.r. 28/2005 )
1. Ai fini dell’applicazione del regime abilitativo e degli standard urbanistici e di viabilità di cui al titolo III, capo IV, del presente regolamento, la superficie di vendita, come definita all’articolo 15, comma 1, lettera c) del Codice, degli esercizi che effettuano, nello stesso locale, la vendita all’ingrosso ed al dettaglio dei prodotti individuati dall’articolo 21, comma 3, del Codice, si considera ripartita tra le due attività nella misura del 50 per cento ciascuna qualora non sia superiore a:
a) 3.000 metri quadrati, nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti;
b) 5.000 metri quadrati, nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti.
2. La parte di superficie di vendita eccedente le dimensioni di cui al comma 1 è considerata superficie di vendita al dettaglio.
3. La superficie di vendita al dettaglio deve essere delimitata.
CAPO IV
- Disposizioni comuni per gli esercizi commerciali in sede fissa
Art. 26
- Raccordi viari tra medie e grandi strutture di vendita e viabilità pubblica (articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005 )
1. Le medie strutture con superficie di vendita superiore a 500 metri quadrati devono realizzare il raccordo tra parcheggio e viabilità pubblica nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
a) il raccordo fra il parcheggio destinato alla clientela e la viabilità pubblica, o comunque di accesso, deve essere indipendente o separato da ogni altro accesso, in particolare da eventuali collegamenti fra viabilità pubblica, aree carico-scarico merci e accessi riservati ai pedoni;
b) il percorso di accesso al parcheggio deve essere segnalato con chiarezza dalla viabilità principale. La segnaletica stradale e quella di orientamento devono integrarsi in modo da consentire l’immediata e univoca identificazione del percorso di accesso veicolare al parcheggio;
c) il raccordo fra parcheggio e viabilità deve essere costituito da almeno due varchi a senso unico separati, opportunamente distanziati e indipendenti tra loro. L’entrata e l’uscita devono essere tra loro distanti, anche quando insistono sullo stesso tratto viario.
2. Le grandi strutture di vendita devono realizzare il raccordo tra parcheggio e viabilità pubblica nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
a) rispetto di tutte le condizioni previste al comma 1 per le medie strutture di vendita;
b) determinazione del flusso veicolare di picco, il cui calcolo viene effettuato in relazione al numero massimo di presenze consentite dalle norme di sicurezza, ridotto delle quote di utenti prevedibili non motorizzati ed in considerazione del tempo medio di permanenza, valutato sulla base di dati recenti rilevati in analoghe strutture operanti;
c) i collegamenti dei parcheggi con la viabilità pubblica devono essere previsti, per entrambi i sensi di marcia, almeno nella misura di uno ogni 10.000 metri quadrati di superficie a parcheggio;
d) tra le corsie di accesso dalla viabilità pubblica ai parcheggi e le corsie di uscita non devono esservi interferenze che comportino l’attraversamento dei flussi di traffico.
Art. 27
- Dotazione di parcheggi (articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005 )
1. Per ciascuna tipologia di esercizi di vendita, in aggiunta agli standard previsti dall’articolo 5, punto 2, del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 (Limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra i fabbricati e rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi pubblici o riservati alle attività collettive, al verde pubblico o a parcheggi da osservare ai fini della formazione dei nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, ai sensi dell’Sito esternoart. 17 della L. 6 agosto 1967, n. 765 ), sono richiesti i seguenti parcheggi:
a) per le costruzioni realizzate dopo l’entrata in vigore Sito esternodella legge 24 marzo 1989, n. 122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con Sito esternodecreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393 ), parcheggi per la sosta stanziale, all’interno degli edifici e nell’area di pertinenza degli stessi, nella misura stabilita dall’articolo 2, comma 2, della stessa legge, maggiorata degli spazi per il parcheggio temporaneo dei mezzi di movimentazione delle merci;
b) parcheggi per la sosta di relazione, nella misura individuata dagli articoli 28, 29 e 30 del presente regolamento per ciascuna tipologia di esercizi di vendita, sia nel caso di nuova costruzione sia nel caso di nuova destinazione commerciale di edifici esistenti.
2. I parcheggi per la sosta stanziale devono essere realizzati su aree private. Solo per gli esercizi di vicinato i parcheggi per la sosta stanziale possono essere reperiti anche su aree pubbliche, ad esclusione delle carreggiate stradali.
3. I parcheggi per la sosta di relazione devono essere realizzati su aree private e sono reperiti all’interno degli edifici o nell’area di pertinenza degli stessi, ovvero in altre aree o edifici, a condizione che ne sia garantito l’uso pubblico nelle ore di apertura degli esercizi, ad una distanza idonea a garantire un rapido collegamento pedonale con l’esercizio commerciale stesso.
4. Una quota del 10 per cento dei parcheggi per la sosta di relazione è riservata al personale dipendente.
5. In caso di ampliamento di strutture di vendita, la dimensione dei parcheggi è commisurata alla parte di superficie di vendita oggetto di ampliamento.
Art. 28
- Parcheggi per gli esercizi di vicinato (articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005 )
1. Per gli esercizi di vicinato, i parcheggi per la sosta di relazione sono dimensionati nella misura di 1 metro quadrato per ogni metro quadrato di superficie di vendita.
2. Il comune disciplina le ipotesi e le modalità di riduzione o annullamento delle superfici destinate a sosta di relazione, nei seguenti casi:
a) ubicazione dell’esercizio in zone a traffico limitato o escluso;
b) prevalente carattere pedonale dell’utenza;
c) aree già edificate, per le quali si ritiene opportuno evitare l’attrazione del traffico veicolare;
d) edifici esistenti già a destinazione commerciale all’entrata in vigore del presente regolamento;
e) collocazione dell’esercizio in aree interessate dall’operatività di programmi di cui al titolo II, capo XIII, del Codice;
f) gallerie d’arte.
Art. 29
- Parcheggi per le medie strutture di vendita (articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005 )
1. Per le medie strutture di vendita, i parcheggi per la sosta di relazione sono dimensionati nella misura di 1,5 metri quadrati per ogni metro quadrato di superficie di vendita e di 1 metro quadrato per ogni metro quadrato di ulteriori superfici utili coperte aperte al pubblico, destinate ad attività complementari a quella commerciale, escludendo dal calcolo gli spazi destinati a corridoi delle gallerie dei centri commerciali.
2. Le aree esterne a parcheggio, localizzate in superficie, devono essere dotate di alberature di alto fusto di specie tipiche locali, nella misura minima di un albero ogni 100 metri quadrati di parcheggio, fatte salve particolari disposizioni di tutela storica e ambientale. Nel caso in cui sotto tali parcheggi siano presenti parcheggi interrati possono essere utilizzate alberature, arbusti o siepi ornamentali.
3. Il numero di posti auto che deve essere individuato in relazione alla superficie minima di parcheggio di sosta di relazione non può essere inferiore ad un posto auto ogni 25 metri quadrati di superficie a parcheggio.
4. Il comune può applicare l’articolo 28, comma 2, del presente regolamento qualora disponga di elementi circostanziati sui flussi di utenza e tenendo conto della situazione dei luoghi.
Art. 30
- Parcheggi per le grandi strutture di vendita (articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005 )
1. Per le grandi strutture di vendita, i parcheggi per la sosta di relazione sono dimensionati nella misura di 2 metri quadrati per ogni metro quadrato di superficie di vendita e di 1,5 metri quadrati per ogni metro quadrato di ulteriori superfici utili coperte aperte al pubblico, destinate ad attività complementari a quella commerciale, escludendo dal calcolo gli spazi destinati a corridoi delle gallerie dei centri commerciali.
2. Il comune può applicare l’articolo 28, comma 2, lettere a) e b) del presente regolamento qualora disponga di elementi circostanziati sui flussi di utenza e tenendo conto della situazione dei luoghi.
3. Alle grandi strutture di vendita si applica quanto previsto all’articolo 29, commi 2 e 3, del presente regolamento.
Art. 31
- Caratteristiche dei parcheggi (articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005 )
1. I parcheggi degli esercizi commerciali che superano i 1.500 metri quadrati di superficie di vendita devono presentare le seguenti caratteristiche:
a) differenziazione tra le varie aree di parcheggio per gli utenti, per il personale di servizio e per carico e scarico merci;
b) rispetto delle norme di sicurezza di cui al decreto ministeriale 1° febbraio 1986 (Norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l’esercizio di autorimesse e simili);
c) assenza di barriere architettoniche e posti riservati a portatori di handicap;
d) spazi appositi per mezzi di servizio e/o soccorso;
e) tecniche per la riduzione dell’inquinamento acustico ed atmosferico;
f) delimitazione dei posti auto con apposita segnalazione orizzontale;
g) depositi carrelli localizzati tra i posti auto rapidamente raggiungibili;
h) transito di veicoli distanziato dall’edificio ed in particolare dall’accesso dell’edificio stesso;
i) pavimentazione con materiali rispondenti a requisiti prefissati di resistenza e durata, privilegiando soluzioni permeabili;
j) pavimentazione con materiali antisdrucciolevoli;
k) sistemi di drenaggio rapido delle acque superficiali;
l) illuminazione a spettro ampio;
m) sistemi per la raccolta dei rifiuti;
n) percorsi pedonali protetti;
o) fermate protette per i mezzi pubblici;
p) parcheggi per biciclette e motocicli;
q) obbligatorietà della manutenzione, pulizia, agibilità ed efficienza in tutte le condizioni meteorologiche;
r) personale addetto specificatamente a mansioni di controllo, direzione, ricezione o manutenzione dell’area.
2. Il comune può prevedere ulteriori disposizioni di dettaglio in ordine alle caratteristiche dei parcheggi.
Art. 32
- Servizi igienici per la clientela (articolo 22, comma 1, l.r. 28/2005 )
1. Fermi restando il numero e le caratteristiche dei servizi igienici ad uso del personale addetto, previsti dalla normativa vigente, le medie e le grandi strutture di vendita, devono garantire la presenza di servizi igienici a disposizione della clientela, facilmente individuabili con apposite segnalazioni.
2. La misura minima dei servizi igienici di cui al comma 1 è la seguente:
a) per strutture con superficie di vendita compresa tra 1.000 e 3.000 metri quadrati, almeno un servizio igienico riservato alle donne, uno riservato agli uomini ed uno ai disabili;
b) per strutture con superficie di vendita superiore alle dimensioni di cui alla lettera a), almeno un servizio igienico riservato alle donne, uno riservato agli uomini ed uno ai disabili, ogni 4.000 metri quadrati di superficie di vendita.