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Legge regionale 4 giugno 2021, n. 18

Disposizioni per la tutela e la sicurezza del lavoro dei lavoratori organizzati mediante piattaforme digitali.

Bollettino Ufficiale n. 57, parte prima, del 14 giugno 2021





PREAMBOLO


Il Consiglio regionale


Visto l’articolo 35 e l’Sito esternoarticolo 117, comma terzo, della Costituzione ;


Visto l’articolo 4, comma 1, lettera a), dello Statuto;


Vista la direttiva 89/391/CEE del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro;


Visti gli articoli 2087 e 2094 del codice civile;


Vista la Sito esternolegge 3 agosto 2007, n. 123 (Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia) e, in particolare, gli articoli 1 e 4;


Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 17 dicembre 2007 (Esecuzione dell’accordo del 1° agosto 2007 “Patto per la tutela della salute e della prevenzione nei luoghi di lavoro”);


Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 2007 (Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro);


Visto il Sito esternodecreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell'Sito esternoarticolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123 , in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e, in particolare, gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10, 11, 13, 20, 47, 50, 51;


Vista la Sito esternolegge 22 maggio 2017, n. 81 (Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi di lavoro subordinato);


Visto il Sito esternodecreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’Sito esternoarticolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 ), e in particolare il Capo V-bis Tutela del lavoro tramite piattaforme digitali;


Vista la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale);


Vista la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 41 (Sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale);


Vista la legge regionale 4 giugno 2019, n. 28 (Forme di collaborazione interistituzionale in tema di sicurezza del lavoro, ambiente, salute e cultura della legalità);


Considerato quanto segue:


1. La Regione Toscana, nel rispetto e nell’osservanza delle competenze legislative dello Stato, intende esercitare compiutamente e secondo il principio informatore della leale collaborazione, la propria competenza concorrente in materia di tutela e sicurezza del lavoro e di tutela della salute, al fine di porre in essere tutte le azioni e misure possibili per raggiungere l’obiettivo di garantire ai lavoratori del settore dell’economia digitale una maggiore tutela e sicurezza della loro prestazione lavorativa resa tramite piattaforma digitale;


2. È necessario continuare, in attuazione dei programmi regionali di sviluppo succedutisi nel tempo, le molteplici azioni sui temi della sicurezza sul lavoro e della politica di prevenzione partecipata, da sempre perseguita e realizzata, mediante il costante confronto e lavoro con i soggetti istituzionali previsti dalla normativa nazionale dedicata, quale il Sito esternod.lgs. 81/2008 , e con altri soggetti pubblici e privati, per consentire che i profondi cambiamenti nel mondo del lavoro non trascurino le garanzie dei diritti del lavoratore, in primis “persona”, indipendentemente dal tipo del contratto di lavoro sottoscritto;


3. Da alcuni anni, maggiormente ora in un periodo di pandemia da COVID-19, si assiste ad un mutamento per ciò che concerne l’organizzazione del lavoro e il rapporto di lavoro, che non appaiono inquadrabili secondo gli schemi consolidati previsti dall’ordinamento, bensì presentano caratteri del tutto nuovi;


4. Il legislatore nazionale, anche sulla scorta di sentenze di merito e di legittimità, ha preso atto delle pronunce intervenute e ha provveduto a recepire, in parte, la necessità di ricondurre alle nuove tipologie contrattuali flessibili la tutela applicabile ai lavoratori stabili, nella consapevolezza che, comunque, occorra perlomeno perseguire l’integrazione di standard di sicurezza che tengano conto della frammentazione dei nuovi lavori, al fine di incrementarne i livelli e, più in generale, il benessere del lavoratore;


5. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’INAIL e l’Ispettorato nazionale del lavoro hanno emanato circolari per dare istruzioni operative ai fini della vigilanza e del controllo delle nuove prescrizioni legislative in merito alla tutela e alla sicurezza introdotte dal Sito esternodecreto-legge 3 settembre 2019, n. 101 (Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali), convertito con modificazioni dalla Sito esternolegge 2 novembre 2019, n. 128 , modificativo Sito esternodel d.lgs. 81/2015 ;


6. Il piano nazionale della prevenzione (PNP) 2020 – 2025, approvato con l’intesa del 6 agosto 2020 in sede di Conferenza Stato -Regioni, nella parte dedicata ad infortuni e incidenti sul lavoro, malattie professionali - strategie, ricorda: “...la necessità strategica di agire su tutto il sistema complesso dei diversi attori coinvolti nelle politiche di prevenzione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro e, in particolare, di: rafforzare il coordinamento tra Istituzioni e partenariato economico-sociale e tecnico-scientifico, anche attraverso il miglioramento del funzionamento del Sistema Istituzionale di coordinamento ex Sito esternoD.lgs. 81/2008 , realizzare un confronto costante all’interno del Comitato (ex Sito esternoart. 5 D.lgs. 81/2008 ) nonché della Commissione Consultiva permanente (ex Sito esternoart. 6 D.lgs. 81/2008 ), per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, garantire l’operatività dei Comitati Regionali di Coordinamento art. 7 previsti dal Sito esternoD.lgs. 81/2008 ai fini della corretta attuazione delle politiche di prevenzione e del corretto feedback dal territorio”;


7. La Regione Toscana con deliberazione della Giunta regionale 21 dicembre 2020, n. 1607 (Piano Nazionale Prevenzione 2020-2025. Recepimento dell'Intesa di Conferenza Stato-Regioni rep. 127/CSR del 06/08/2020), ha recepito il sopracitato PNP, espressamente prevedendo: “…nell’elaborazione del Piano Regionale per la Prevenzione (PRP) 2020-2025 siano applicati la visione, i principi, le priorità e la struttura del Piano Nazionale per la Prevenzione, il più possibile integrati e trasversali rispetto ad obiettivi e azioni, con i quali si intende dare attuazione a tutti i macro obiettivi ed ai programmi predefiniti e liberi del medesimo PNP”;


8. Il piano sanitario sociale integrato regionale (PSSIR) 2018 – 2020 approvato con deliberazione del Consiglio regionale 9 ottobre 2019, n. 73 (Piano sanitario e sociale integrato regionale 2018 – 2020), in ambito sicurezza del lavoro nella parte dei destinatari dedicato ai lavoratori, prevede espressamente: “…Le scelte per favorire la salute dei lavoratori convergono sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. In tale ottica è necessario individuare i settori di maggiore rischio per i lavoratori, con particolare riferimento alle situazioni emergenti nell’evoluzione del mercato del lavoro. In coerenza con l’approccio del Piano Nazionale per la Prevenzione, si continua a sviluppare un’attività multiprofessionale di analisi dei flussi informativi su Infortuni e Malattie da lavoro nei vari ambiti e settori di attività, al fine di individuare le relative incidenze e i rischi prevalenti e particolari (lavori ad alto rischio, sostanze pericolose, impatto delle tecnologie ecc.)”;


9. La Regione Toscana con l’approvazione della deliberazione della Giunta regionale 15 marzo 2021, n. 231 (Approvazione delle linee di indirizzo per l’attività di Prevenzione e Sicurezza nei luoghi di lavoro di competenza della Regione e dei dipartimenti delle Aziende sanitarie territoriali), nella premessa riassuntiva e programmatica del lavoro di competenza del settore, descrive: “Sono venute all’attenzione, con tutte le loro criticità, professioni emergenti molto attive durante la fase acuta della pandemia, che presentano quindi più elevati rischi di contagio, quali quella dei ciclo fattorini (riders), magazzinieri e consegnatari a domicilio, ma sono risultati più evidenti anche specifici rischi lavorativi in senso tradizionale (elevati ritmi di lavoro, turnazione, rischi legati alla circolazione stradale e alla sotto tutela lavorativa)”, e per tali tipologie di lavoratori, nel periodo di emergenza della pandemia, sono state adottate misure specifiche per garantire informazioni e materiale per la protezione dal virus, nonché sono stati attivati tavoli di confronto con altri soggetti istituzionali per individuare strategie comuni;


10. La Regione Toscana ha avviato un confronto sulla problematica relativa ai lavoratori “riders” nell’ambito del Comitato regionale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro, di cui all’Sito esternoarticolo 7 del d.lgs. 81/2008 ; fin dal luglio 2020, e ha ripreso l’argomento nella seduta di insediamento del Comitato, rinnovato nella sua composizione con deliberazione della Giunta regionale 21 dicembre 2020, n. 1614, incontrando il favore di tutte le istituzioni preposte e delle parti sociali ad avviare una progettualità condivisa;


11. È indispensabile, al fine di circoscrivere e ridurre rischi di infortunio, con conseguenze onerose non solo per le evidenti ricadute per il sistema sanitario regionale e sulla capacità dello stesso sistema di affrontare efficacemente le problematiche che da esso derivano, ma altresì per le imprese, intraprendere un percorso di studio e analisi partecipato da tutte le persone, datori di lavoro, lavoratori, rappresentanze sindacali, operanti nei vari settori operativi con programmi e piattaforme digitali per acquisire consapevolezza di tutto ciò che occorre predisporre per consentire il lavoro in sicurezza;


12. È opportuno prevedere una serie di azioni per redigere e concordare un codice d’informazione e comportamento che consenta una maggiore conoscenza dei diritti e dei doveri di tutti gli operatori della cosiddetta “economia digitale” per garantire dignità al lavoratore “flessibile” e competitività alle imprese, quali soggetti attuatori di una politica condivisa per il lavoro in sicurezza;


13. È necessario, al fine di ridurre il rischio di eventi tragici, che la fondamentale e corretta osservanza delle regole poste dalla legislazione statale sia approfondita, con la previsione di una formazione mirata ad essa, rivolta ai lavoratori cosiddetti flessibili e a coloro che si avvalgono della loro attività, a cui devono seguire necessariamente la vigilanza e il controllo da parte dei soggetti individuati dalla normativa nazionale ad esso preposti;


14. La Regione Toscana s’impegna pertanto a porre in essere azioni e interventi che trovino il coinvolgimento sia delle istituzioni preposte, sia della società civile, per dare attuazione, quale soggetto istituzionale compartecipe previsto dal Sito esternod.lgs. 81/2008 , a quanto previsto nel PNP e come specificatamente indicato nel PSSIR: “implementare e migliorare sia in termini qualitativi che quantitativi i risultati delle politiche e delle azioni regionali messe in atto in materia di sicurezza sul lavoro nel corso degli anni, estendendo tale progettazione all’intero territorio regionale ed in maniera sistematica a tutte le attività classificate ad alto rischio”;


15. Il Consiglio Regionale con la mozione 23 marzo 2021, n. 263, approvata all’unanimità, si è impegnato ad “elaborare uno specifico provvedimento che, nel rispetto della competenza regionale in materia, abbia quale obiettivo l’introduzione di disposizioni finalizzate ad accrescere la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”;


Approva la presente legge