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Legge regionale 3 agosto 2016, n. 51

Misure in materia di semplificazione amministrativa per il sostegno di attività economiche. Modifiche alle leggi regionali 28/2005, 31/2005, 55/2008, 40/2009.

Bollettino Ufficiale n. 33, parte prima, del 5 agosto 2016





PREAMBOLO


Il Consiglio regionale


Visto l'articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione;


Visto l'articolo 4, comma 1, lettera z), e l’articolo 44 dello Statuto;


Vista la comunicazione della Commissione europea del 25 giugno 2008 (Una corsia preferenziale per la piccola impresa. Alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la piccola impresa “uno Small Business Act per l’Europa”);


Vista la Sito esternolegge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi);


Vista la Sito esternolegge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa);


Visto il Sito esternodecreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’Sito esternoarticolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59 );


Visto il Sito esternodecreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 (Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico);


Visto il Sito esternodecreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a norma dell’Sito esternoarticolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229 );


Visto il Sito esternodecreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria) convertito, con modificazioni, dalla Sito esternolegge 6 agosto 2008, n. 133 ;


Visto il Sito esternodecreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno);


Vista la Sito esternolegge 11 novembre 2011, n. 180 (Norme per la tutela della libertà di impresa. Statuto delle imprese);


Vista la Sito esternolegge 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato “Legge di stabilità 2012”);


Visto il Sito esternodecreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività) convertito, con modificazioni, dalla Sito esternolegge 24 marzo 2012, n. 27 ;


Visto il Sito esternodecreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo) convertito, con modificazioni, dalla Sito esternolegge 4 aprile 2012, n. 35 ;


Visto il Sito esternodecreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari) convertito, con modificazioni, dalla Sito esternolegge 11 agosto 2014, n. 114 ;


Vista la legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 (Codice del Commercio. Testo unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande, vendita di stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti);


Vista la legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31 (Norme generali in materia di tributi regionali);


Vista la legge regionale 22 ottobre 2008, n. 55 (Disposizioni in materia di qualità della normazione);


Vista la legge regionale 23 luglio 2009, n. 40 (Norme sul procedimento amministrativo, per la semplificazione e la trasparenza dell'attività amministrativa);


Vista la sentenza della Corte costituzionale 7 maggio 2014, n. 125;


Considerato quanto segue:


1. Le politiche della semplificazione e della qualità della regolazione sono oggetto, ormai da anni, di una attenzione sempre maggiore, sia in ambito comunitario, sia nazionale, in quanto ritenute presupposto indispensabile per garantire la competitività delle imprese;


2. Il carico burocratico e l'eccessiva produzione normativa comportano l’allontanamento della pubblica amministrazione dai cittadini e dalle imprese e ne riducono le potenzialità di intervento come fattore di sviluppo e di efficienza del sistema regionale. Un sistema amministrativo inefficiente e un cattivo uso della regolazione incidono negativamente sulla crescita e la competitività dei sistemi produttivi in quanto determinano costi ingiustificati per cittadini, imprese e pubblica amministrazione, rallentano le attività economiche, scoraggiano gli investimenti e appesantiscono l'azione delle stesse amministrazioni pubbliche;


3. A ciò consegue la necessità di far sì che la pubblica amministrazione diventi un soggetto “facilitatore” dello sviluppo, migliorando la qualità della normazione e l'efficacia dell'azione amministrativa mediante interventi volti a semplificare l'assetto normativo, a ridurre il numero delle norme esistenti, i termini di conclusione dei procedimenti, gli oneri amministrativi che gravano su imprese e cittadini, a eliminare i passaggi procedurali, gli adempimenti e gli obblighi informativi superflui;


4. La Regione Toscana ha posto fra le sue finalità prioritarie, fin dall’approvazione dello Statuto, la semplicità dei rapporti fra cittadini, imprese e istituzioni a tutti i livelli e la realizzazione del principio di buona amministrazione secondo criteri di imparzialità, trasparenza ed equità;


5. La Regione Toscana, fra le prime in Italia ad affrontare le problematiche della semplificazione in modo attivo e pronto a soddisfare i bisogni delle imprese e dei cittadini, intende pertanto proseguire sul versante legislativo l’azione di semplificazione già avviata con l’approvazione della l.r. 40/2009 : in essa, che ha dato attuazione sia allo Statuto regionale che alla l.r. 55/2008 , la semplificazione è identificata come principio cardine nella produzione normativa, nella formulazione delle politiche pubbliche e nella definizione dei processi organizzativi interni della pubblica amministrazione e il programma regionale di sviluppo (PRS) è identificato quale quadro programmatico generale per l'azione della Regione in materia di semplificazione;


6. A tal fine, sono state individuate alcune misure di semplificazione che hanno l’obiettivo di migliorare la vita di imprese e cittadini risolvendo criticità che si sono manifestate nella prassi;


7. Si pone all’attenzione della Regione la necessità di considerare in ogni settore il rispetto dell’ambiente e la lotta contro l’inquinamento atmosferico e il contrasto ai cambiamenti climatici. Ambiente e qualità della vita sono elementi ai quali si deve prestare la massima attenzione e la mobilità e l’utilizzo delle auto sono parti integranti di questo processo. Una crescente sensibilità per le tematiche ambientali e i consumi impone di riconsiderare anche l’uso dei combustibili eco-compatibili;


8. In considerazione del notevole sviluppo che sta assumendo negli ultimi tempi il commercio elettronico, che costituisce comunque una forma di semplificazione dei procedimenti di compravendita, appare opportuno intervenire ulteriormente sulla l.r. 28/2005 introducendo in essa una apposita disciplina di questa forma speciale di vendita, in quanto attualmente non presente;


9. Al fine di creare un clima collaborativo e di certezza dei rapporti giuridici, sinonimo di ordine e di sviluppo sociale, si intende completare l’attuazione delle disposizioni contenute nella Sito esternolegge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), realizzata con la l.r. 31/2005 , contemplando in essa anche i principi della tutela dell’affidamento e della buona fede. Essi costituiscono, infatti, principi generali dell’ordinamento, la cui portata travalica comunque il rapporto contribuente-fisco, estendendosi a uno spettro di rapporti illimitato nell’ambito della comunità civile e abbracciando ogni branca dell’ordinamento;


10. Con l’approvazione della l.r. 55/2008 , la Regione ha adeguato il proprio ordinamento ai principi di qualità della normazione fra cui, in particolare, quello di analisi preventiva e di verifica successiva dell’impatto della normazione, disciplinando l’analisi di impatto della regolamentazione (AIR) e la valutazione di impatto della regolamentazione (VIR). Essendo ormai decorsi diversi anni dalla sua approvazione, è opportuno procedere con l’aggiornamento di siffatta normativa, a cominciare dall’introduzione in essa del cosiddetto test micro, piccole, medie imprese (MPMI), al fine di adeguarsi allo small business act (SBA) approvato dall’Unione europea per creare condizioni favorevoli alla crescita e alla competitività sostenibile delle PMI, intese quali attori fondamentali all’interno del quadro economico dell’Unione europea. Tale test costituisce un’ulteriore procedura di valutazione ex ante, la cui funzione è quella di verificare la necessità o l’opportunità di un intervento normativo, programmatorio e amministrativo, in relazione agli effetti economici previsti sulle imprese destinatarie. In particolare saranno oggetto di valutazione le proposte di leggi e regolamenti regionali, di atti di programmazione e amministrativi nonché di avvisi pubblici, con particolare riferimento alle agevolazioni a favore delle imprese di cui alla legge regionale 20 marzo 2000, n. 35 (Disciplina degli interventi regionali in materia di attività produttive e competitività delle imprese). In tale modo esso orienta verso scelte efficaci, efficienti e rispondenti alle esigenze delle stesse imprese;


11. La previsione di una apposita sessione per la semplificazione, intesa quale occasione annuale per una riflessione generale sul miglioramento della qualità normativa e dell’azione amministrativa regionale e locale, si configura quale utile metodo di lavoro per affrontare le molteplici e trasversali attività di semplificazione, improntato al principio della collaborazione interistituzionale;


12. Al fine di realizzare risparmi di spesa e recuperi di efficienza nello svolgimento dei procedimenti amministrativi, si introduce per la Giunta regionale l’obbligo, con cadenza annuale, di effettuare una ricognizione degli organismi collegiali. Tale ricognizione è volta ad individuare quali di essi svolgano funzioni indispensabili rispetto ai fini istituzionali regionali e a sopprimere quelli inutili sotto questo profilo. Si prosegue in tal modo quel percorso già avviato dalla Regione ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 65 (Legge finanziaria per l’anno 2011), anche se ai fini dell’applicazione delle misure di riduzione della spesa per gli organismi collegiali e monocratici di cui all’articolo 6, commi 1 e 3, Sito esternodel decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla Sito esternolegge 30 luglio 2010, n. 122 ;


13. Al fine di garantire l’uniformità di interpretazione e applicazione delle leggi regionali, nonché la celerità dei relativi procedimenti, si ritiene opportuno prevedere l’istituzione di una banca dati dei pareri regionali ad esse relative;


14. La Regione intende proseguire la propria azione volta alla riduzione dei tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi, prevedendo la possibilità di definire mediante regolamento termini più brevi per i procedimenti necessari per la localizzazione, la progettazione e la realizzazione delle opere di competenza della Regione e di impianti produttivi, per i quali non sussista un preminente interesse nazionale alla loro realizzazione;


15. In Italia la disciplina dei controlli sulle imprese è complessa e frammentata ed esiste un oggettivo problema di molteplicità di amministrazioni controllanti, non coordinate tra loro e spesso scarsamente collaborative. Tutto ciò comporta duplicazioni inutili e sproporzionate dei controlli. Per ovviare a queste problematiche è nato, limitatamente ai controlli per le imprese agricole, il registro unico dei controlli (RUC), che è il “luogo” in cui si condividono e integrano le attività di controllo della pubblica amministrazione. Il RUC, mediante lo sviluppo di un sistema informativo unitario ed integrato dei controlli, crea l’opportunità per le varie amministrazioni di consultare informazioni preventive sulle aziende interessate ai controlli, semplificare le visite in loco e rendere patrimonio comune il maggior numero di informazioni possibili in modo da assicurare la tutela dell’interesse pubblico evitando duplicazioni e sovrapposizioni. In Toscana il RUC è stato implementato nel 2013 dall’Agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura (ARTEA), con un progetto che ha coinvolto la Regione e la Provincia di Firenze e ha dato esiti positivi. In considerazione di ciò, la Regione intende semplificare e razionalizzare la disciplina dei controlli sulle imprese, estendendo l’esperienza del RUC agricolo a tutte le altre tipologie di controlli a carico di imprese di qualunque settore, promuovendo la realizzazione di un’agenda regionale dei controlli;


16. Al fine di garantire l’effettivo funzionamento del sistema degli sportelli unici per le attività produttive, punto unico di accesso in relazione a tutte le vicende amministrative concernenti un’attività produttiva, e al fine di verificare lo stato di attuazione delle procedure di semplificazione amministrativa, si prevede l’obbligo per la Giunta regionale di presentare al Consiglio regionale un’apposita relazione con cadenza annuale.


Approva la presente legge


Art. 1
Abrogato.
Art. 2
Commercio elettronico. Inserimento dell’articolo 66 bis nella l.r. 28/2005
1. Dopo l’articolo 66 della l.r. 28/2005 è inserito il seguente:
Art. 66 bis - Commercio elettronico
1. Per commercio elettronico si intendono le operazioni commerciali svolte on line e disciplinate dal
Sito esternodecreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70
(Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico).
2. Per l’esercizio delle attività di cui al comma 1, la SCIA è presentata, con modalità esclusivamente telematica, al SUAP competente per il territorio nel quale si intende avviare l’attività.
3. Ai fini della tutela dei consumatori in materia di contratti a distanza si applicano le disposizioni di cui al
Sito esternodecreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206
(Codice del consumo, a norma dell’
Sito esternoarticolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229
).
”.
Art. 3
Tutela dell’affidamento e della buona fede. Inserimento dell’ articolo 1 bis nella l.r. 31/2005
1. Dopo l’articolo 1 della legge regionale 18 febbraio 2005, n. 31 (Norme generali in materia di tributi regionali), è inserito il seguente:
Art. 1 bis - Tutela dell’affidamento e della buona fede
1. I rapporti tra contribuente e amministrazione regionale sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede.
2. Non sono irrogate sanzioni amministrative pecuniarie o richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione regionale, ancorché successivamente modificate dall’amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell’amministrazione stessa.
”.
Art. 4
Qualità della normazione in materia di micro, piccola e media impresa. Inserimento dell’articolo 4 bis nella l.r. 55/2008
1. Dopo l’articolo 4 della legge regionale 22 ottobre 2008, n. 55 (Disposizioni in materia di qualità della normazione), è inserito il seguente:
Art. 4 bis - Qualità della normazione in materia di micro, piccola e media impresa
1. La Regione definisce specifici strumenti per la qualità della normazione in materia di micro, piccola e media impresa, al fine di favorire le politiche di sviluppo economico della Regione, garantendo la comprensibilità dei testi normativi, la diminuzione degli oneri amministrativi e la partecipazione alla formazione dei testi normativi, in coerenza con i principi della comunicazione della Commissione europea del 25 giugno 2008 (Una corsia preferenziale per la piccola impresa. Alla ricerca di un nuovo quadro fondamentale per la piccola impresa “uno Small Business Act per l’Europa”), recepiti a livello nazionale nella direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 maggio 2010.
2. Con gli atti di intesa di cui all’articolo 20, il Consiglio regionale e la Giunta regionale disciplinano la procedura di valutazione preventiva degli effetti sulle micro, piccole e medie imprese delle proposte di leggi e regolamenti regionali, di atti di programmazione e amministrativi e di avvisi pubblici, mediante l’adozione del test micro, piccole, medie imprese (Test MPMI).
3. La procedura di valutazione di cui al comma 2 prevede, in particolare, il ricorso alla consultazione delle organizzazioni maggiormente rappresentative delle MPMI.
4. Le risultanze del Test MPMI sono adeguatamente pubblicizzate sul sito istituzionale della Regione.
”.
Art. 5
Sessione per la semplificazione. Inserimento dell’articolo 1 bis nella l.r. 40/2009
1. Dopo l’articolo 1 della legge regionale 23 luglio 2009, n. 40 (Norme sul procedimento amministrativo, per la semplificazione e la trasparenza dell’attività amministrativa), è inserito il seguente:
Art. 1 bis - Sessione per la semplificazione
1. Il Consiglio regionale si riunisce, entro il 30 giugno di ogni anno, in una sessione di
lavori dedicata alla semplificazione, al fine di verificare lo stato della semplificazione normativa e amministrativa nell’ordinamento regionale e prevedere l’adozione di opportuni interventi per elevare il livello di qualità dell’azione normativa e amministrativa e dei processi decisionali nel loro complesso.
2. Ai fini di cui al comma 1, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una relazione sullo stato di efficienza dell’amministrazione regionale alla luce dei principi e degli obiettivi di cui all’articolo 1, comma 1.
”.
Art. 6
Riordino di organi collegiali. Inserimento dell’articolo 2.1 nella l.r. 40/2009
1. Dopo l’articolo 2 della l.r. 40/2009 è inserito il seguente:
Art. 2.1 - Riordino di organi collegiali
1. In conformità ai principi dell’
Sito esternoarticolo 20, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59
(Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa) e al fine di conseguire risparmi di spesa e recuperi di efficienza nei tempi dei procedimenti amministrativi, la Giunta regionale, entro il 30 giugno di ogni anno, individua i comitati, le commissioni e ogni altro organo collegiale con funzioni amministrative ritenuti indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionali della Regione.
2. Gli organi collegiali non individuati come indispensabili sono soppressi a decorrere dal mese successivo all'emanazione della deliberazione della Giunta regionale. Le relative funzioni sono attribuite all'ufficio che riveste preminente competenza nella materia.
3. Le deliberazioni della Giunta regionale di cui ai commi 1 e 2, sono comunicate al Consiglio regionale.
”.
Art. 7
Banca dati dei pareri regionali. Inserimento dell’articolo 14 ter nella l.r. 40/2009
1. Dopo l’articolo 14 bis della l.r. 40/2009 è inserito il seguente:
Art. 14 ter - Banca dati dei pareri regionali
1. Al fine di favorire l’uniformità di interpretazione ed applicazione delle leggi regionali e la celerità dei relativi procedimenti è istituita la banca dati dei pareri regionali suddivisa in sezioni dedicate.
2. I pareri sono inseriti nella banca dati dedicata pubblicata sul sito istituzionale della Regione Toscana.
3. Con deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente articolo, sono stabilite le modalità di implementazione e funzionamento della banca dati.
”.
Art. 8
Riduzione di termini. Modifiche all’articolo 15 della l.r. 40/2009
1. Dopo il comma 3 dell’articolo 15 della l.r. 40/2009 è aggiunto il seguente:
3 bis. Con regolamento regionale possono essere ridotti i termini di conclusione dei procedimenti necessari per la localizzazione, la progettazione e la realizzazione delle opere di competenza della Regione e di impianti produttivi, per i quali non sussiste un preminente interesse nazionale alla loro realizzazione.
”.
Art. 9
Controlli sulle imprese. Inserimento del capo IV bis nel titolo II della l.r. 40/2009
1. Dopo l’articolo 48 del capo IV del titolo II della l.r. 40/2009 è inserito il seguente capo: “
Capo IV
bis - Controlli sulle imprese
”.
Art. 10
Agenda regionale dei controlli sulle imprese. Inserimento dell’ articolo 48 bis nella l.r. 40/2009
1. Nel capo IV bis del titolo II della l.r. 40/2009 , dopo l’articolo 48 è inserito il seguente:
Art. 48 bis - Agenda regionale dei controlli sulle imprese
1. In conformità all’
Sito esternoarticolo 14 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5
(Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo) convertito, con modificazioni, dalla
Sito esternolegge 4 aprile 2012, n. 35
, la Regione semplifica e razionalizza la disciplina dei controlli sulle imprese, al fine di:
a) eliminare le attività di controllo non necessarie alla tutela dell’interesse pubblico perseguito;
b) eliminare o ridurre le duplicazioni e le sovrapposizioni che intralciano l’esercizio dell’attività di impresa;
c) agevolare la riutilizzazione da parte di una amministrazione pubblica dell’esito dei controlli documentali svolti da un’altra amministrazione pubblica.
2. Per perseguire le finalità di cui al comma 1, la Regione istituisce l’Agenda regionale dei controlli sulle imprese, di seguito denominata Agenda.
3. L’Agenda è costituita da un archivio informatizzato, implementato con le informazioni in possesso delle amministrazioni pubbliche che effettuano controlli in ambito regionale e da esse condiviso.
4. L’Agenda raccoglie per ciascuna impresa, in particolare, le informazioni riguardanti:
a) i dati identificativi dell’impresa;
b) l’elenco dei controlli effettuati;
c) l’indicazione dell’amministrazione e i dati dell’agente preposto al controllo;
d) la data e la tipologia di controllo espletato;
e) il procedimento amministrativo a cui è connesso;
f) la scheda o il verbale di controllo e i relativi esiti;
g) l’eventuale programmazione di visite cui sarà soggetta l’impresa.
5. Ogni amministrazione è responsabile della correttezza delle operazioni di controllo eseguite e della corrispondenza fra i dati e i documenti posseduti e quelli inseriti nell’Agenda.
6. Con regolamento regionale, da approvarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente articolo, è disciplinata l’organizzazione dell’Agenda, le modalità di implementazione, l’accreditamento delle pubbliche amministrazioni.
7. Rimane ferma la disciplina relativa al registro unico dei controlli in agricoltura (RUC).
”.
Art. 11
Sistema degli sportelli unici per le attività produttive. Sostituzione dell’articolo 72 della l.r. 40/2009
1. L’articolo 72 della l.r. 40/2009 è sostituito dal seguente:
Art. 72 - Clausola valutativa
1. La Giunta regionale riferisce al Consiglio regionale sullo stato di applicazione delle
procedure di semplificazione amministrativa, con particolare riferimento alla riduzione e al rispetto dei termini dei procedimenti amministrativi, alle disposizioni relative alla conferenza dei servizi e all’uso delle tecnologie informatiche nelle relazioni fra pubblica amministrazione e privati.
2. La Giunta regionale riferisce al Consiglio regionale in merito all’operatività del sistema degli sportelli unici per le attività produttive con particolare riguardo:
a) allo svolgimento dei procedimenti amministrativi in via telematica;
b) alla funzionalità del sistema toscano dei servizi per le imprese di cui all’articolo 39;
c) ai procedimenti edilizi per gli impianti produttivi di beni e servizi.
3. Entro il 31 marzo di ogni anno, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una relazione, riferita all’anno precedente, comprendente le informazioni qualitative e quantitative, i risultati conseguiti e le criticità emerse nelle materie di cui ai commi 1 e 2.
”.


Note del Redattore: