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Legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1

Norme per il governo del territorio. (261)

Legge abrogata con l.r. 10 novembre 2014, n. 65, art. 254.

[(legge abrogata)]

Bollettino Ufficiale n. 2, parte prima, del 12 gennaio 2005

Titolo VI
- DISCIPLINA DELL'ATTIVITA' EDILIZIA
Capo I
- CONTENUTI E FINALITA'
Art. 76
- Contenuti e finalità
1. Il presente titolo:
a) individua le trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire, e definisce i procedimenti per ottenere il permesso stesso;
b) individua le opere e gli interventi sottoposti a SCIA e disciplina i relativi procedimenti; (118)

Lettera prima sostituita con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art. 90, ed ora così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 11.

c) disciplina i controlli sulle costruzioni soggette a rischio sismico.
2. La disciplina dell'attività edilizia contenuta nella presente legge non incide sull'applicazione delle vigenti disposizioni relative alla competenza legislativa dello Stato in particolare nelle materie penali e tributarie.
3. Il presente titolo è finalizzato all'applicazione dei principi di efficienza e di trasparenza nei procedimenti amministrativi, al soddisfacimento dei bisogni sociali ed al perseguimento contestuale del servizio al singolo cittadino e della tutela degli interessi pubblici e collettivi.
Capo II
- DISCIPLINA DEGLI ATTI
Art. 77
- Tipologia degli atti
1. Sono soggette a permesso di costruire del comune, con le procedure di cui all' articolo 83 , le trasformazioni urbanistiche ed edilizie di cui all' articolo 78
2. Il permesso è rilasciato in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici e dei regolamenti edilizi. Il rilascio del permesso è in ogni caso subordinata alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria o alla previsione da parte dei comuni dell'attuazione delle stesse nel successivo triennio o all'impegno dei privati di procedere all'attuazione delle medesime contemporaneamente alle costruzioni oggetto della permesso.
3. Nel permesso sono indicati i termini d'inizio e d'ultimazione dei lavori. Il termine per l’inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dalla data di rilascio del permesso e può essere prorogato, con provvedimento motivato, solo per fatti estranei alla volontà del titolare del permesso di costruire che siano intervenuti a ritardare l’inizio dei lavori; (251)

Parole così sostituite con l.r. 27 dicembre 2012, n. 77, art. 34.

il termine di ultimazione di cui all' articolo 86 , comma 1, entro il quale l'opera deve essere abitabile o agibile, non può essere superiore a tre anni dall'inizio dei lavori e può essere prorogato, con provvedimento motivato, solo per fatti estranei alla volontà del titolare del permesso di costruire, che siano sopravvenuti a ritardare i lavori durante la loro esecuzione. Un periodo più lungo per l'ultimazione dei lavori può essere concesso esclusivamente in considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle sue particolari caratteristiche tecnico - costruttive, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. Qualora i lavori non siano ultimati nel termine stabilito, il titolare del permesso di costruire deve dotarsi di un nuovo titolo abilitativo concernente la parte non ultimata.
4. L'entrata in vigore di nuove previsioni urbanistiche comporta la decadenza dei permessi in contrasto con le previsioni stesse, salvo che i relativi lavori siano stati iniziati e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data d'inizio.
5. Il permesso è trasferibile ai successori o aventi causa. Essa non incide sulla titolarità della proprietà o di altri diritti reali relativi agli immobili realizzati per effetto del suo rilascio ed è irrevocabile, fatti salvi i casi di decadenza ai sensi della presente legge e l'applicazione delle sanzioni previste nel titolo VIII, capo I.
6. Sono subordinati a SCIA le opere e gli interventi di cui all'articolo 79, in conformità con le vigenti norme urbanistiche, edilizie e con gli adempimenti di cui all' articolo 84 . (165)

Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 12.

Art. 78
- Trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire
1. Sono considerate trasformazioni urbanistiche ed edilizie soggette a permesso di costruire, in quanto incidono sulle risorse essenziali del territorio:
a) gli interventi di nuova edificazione e cioè di realizzazione di nuovi manufatti edilizi diversi da quelli di cui alle lettere successive del presente articolo ed all' articolo 79 ;
b) l'installazione di manufatti, anche prefabbricati e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee, quali esplicitamente risultino in base alle vigenti disposizioni;
c) la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria da parte di soggetti diversi dal comune;
d) la realizzazione di infrastrutture e d'impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
e) la realizzazione di depositi di merci o di materiali e la realizzazione d'impianti per attività produttive all'aperto, che comporti l'esecuzione di lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato;
f) gli interventi di ristrutturazione urbanistica, cioè quelli rivolti a sostituire l'esistente tessuto urbanistico - edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico d' interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale;
g) le addizioni volumetriche agli edifici esistenti non assimilate alla ristrutturazione edilizia;
h) gli interventi di sostituzione edilizia intesi come demolizione e ricostruzione di volumi esistenti non assimilabili alla ristrutturazione edilizia, eseguiti anche con contestuale incremento volumetrico, diversa articolazione, collocazione e destinazione d’uso, a condizione che non si determini modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale e che non si renda necessario alcun intervento sulle opere di urbanizzazione. (167)

Lettera così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 13.

2. Per le opere pubbliche dei comuni, l'atto comunale, con il quale il progetto esecutivo è approvato o l'opera autorizzata secondo le modalità previste dalla Sito esternolegge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici) e successive modificazioni ha i medesimi effetti del permesso di costruire. In sede di approvazione del progetto si dà atto della sua conformità alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie, dell'acquisizione dei necessari pareri e nulla osta o atti di assenso comunque denomina ti ai sensi della legislazione vigente, della conformità alle norme di sicurezza, sanitarie, ambientali e paesaggistiche.
Art. 79
1. Sono soggetti a SCIA:
a) gli interventi di cui all’articolo 78, comma 1, qualora siano specificamente disciplinati dal regolamento urbanistico di cui all’articolo 55, dai piani attuativi comunque denominati, laddove tali strumenti contengano precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza sia stata esplicitamente dichiarata in base al comma 4;
b) le opere di reinterro e scavo non connesse all’attività edilizia o alla conduzione dei fondi agricoli e che non riguardano cave e torbiere;
c) i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, edifici ed aree, anche in assenza di opere edilizie, nei casi individuati dalla disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui all’articolo 58;
d) le demolizioni di edifici o di manufatti non contestuali alla ricostruzione o ad interventi di nuova edificazione;
e) le occupazioni di suolo per esposizione o deposito di merci o materiali che non comportino trasformazione permanente del suolo stesso;
f) ogni altra trasformazione che, in base alla presente legge, non sia soggetta a permesso di costruire.
2. Sono inoltre soggetti a SCIA:
a) gli interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche e all’adeguamento degli immobili per le esigenze dei disabili, anche se comportano aumento dei volumi esistenti oppure deroga agli indici di fabbricabilità;
b) gli interventi di manutenzione straordinaria, ossia le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti, anche strutturali, degli edifici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e che si tratti di interventi diversi da quelli disciplinati dall’articolo 80, comma 2, lettera a); detti interventi di manutenzione straordinaria non possono comportare mutamenti della destinazione d’uso;
c) gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, ossia quelli rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurare la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili; tali interventi comprendono il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio; tali interventi comprendono altresì gli interventi sistematici, eseguiti mantenendo gli elementi tipologici formali e strutturali dell’organismo edilizio, volti a conseguire l’adeguamento funzionale degli edifici, ancorché recenti;
d) gli interventi di ristrutturazione edilizia, ossia quelli rivolti a trasformare l’organismo edilizio mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente; tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti; tali interventi comprendono altresì:
1) demolizioni con fedele ricostruzione degli edifici, intendendo per fedele ricostruzione quella realizzata con gli stessi materiali o con materiali analoghi prescritti dagli atti di cui all’articolo 52 oppure dal regolamento edilizio, nonché nella stessa collocazione e con lo stesso ingombro planivolumetrico, fatte salve esclusivamente le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica;
2) interventi di recupero dei sottotetti a fini abitativi eseguiti nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge regionale 8 febbraio 2010, n. 5 (Norme per il recupero abitativo dei sottotetti);
3) modifiche alla sagoma finalizzate alla realizzazione di addizioni funzionali agli organismi edilizi esistenti che non configurino nuovi organismi edilizi, nel limite del 20 per cento del volume esistente. Non sono computate, ai fini dell’applicazione degli indici di fabbricabilità fondiaria e territoriale, le addizioni funzionali consistenti nel rialzamento del sottotetto al fine di renderlo abitabile o nella realizzazione di servizi igienici, qualora carenti, oppure nella creazione di volumi tecnici, scale, ascensori o autorimesse pertinenziali all’interno del perimetro dei centri abitati come definito dall’articolo 55, comma 2, lettera b);
e) gli interventi pertinenziali che comportano la realizzazione, all’interno del resede di riferimento, di un volume aggiuntivo non superiore al 20 per cento del volume dell’edificio principale, ivi compresa la demolizione di volumi secondari facenti parte di un medesimo organismo edilizio e la loro ricostruzione, ancorché in diversa collocazione, all’interno del resede di riferimento. Non sono computati ai fini dell’applicazione degli indici di fabbricabilità fondiaria e territoriale gli interventi consistenti nella realizzazione di autorimesse pertinenziali all’interno del perimetro dei centri abitati come definito dall’articolo 55, comma 2, lettera b).
3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 83 bis, comma 1, sono altresì realizzabili mediante SCIA le varianti ai permessi di costruire aventi ad oggetto le opere e gli interventi di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo che risultino conformi alle prescrizioni contenute nel permesso di costruire.
4. La sussistenza della specifica disciplina degli atti, di cui al comma 1, lettera a), deve risultare da un’esplicita attestazione del comune da rendersi in sede di approvazione dei nuovi strumenti o atti ovvero in sede di ricognizione di quelli vigenti, previo parere della commissione edilizia, se istituita, ovvero dell’ufficio competente in materia.
5. Le opere e gli interventi di cui al presente articolo sono subordinati alla preventiva acquisizione degli atti di assenso comunque denominati, qualora dovuti, rilasciati dalle competenti autorità ed in particolare qualora:
a) l’esecuzione delle opere interessi beni tutelati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio;
b) gli immobili interessati siano assoggettati alla disciplina di cui alla legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette);
c) gli immobili interessati siano assoggettati a disposizioni immediatamente operative dei piani aventi la valenza di cui all’articolo 143 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, alle prescrizioni oppure alle misure di salvaguardia dei piani di bacino di cui alla parte III, titolo II del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale);
d) il preventivo rilascio dell’atto di assenso sia espressamente previsto e disciplinato, in attuazione della presente legge, dagli strumenti della pianificazione territoriale oppure dagli atti comunali di governo del territorio, ancorché soltanto adottati, con riferimento alle zone territoriali omogenee classificate “A” di cui al d.m. 1444/1968, o ad immobili che pur non essendo compresi fra quelli di cui alle lettere a), b), o c), siano giudicati meritevoli di analoga tutela per particolari motivi di carattere storico, culturale, architettonico od estetico.
Art. 80
1. Fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e dei regolamenti edilizi, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica, nonché delle disposizioni di cui al d.l.gs. 42/2004 e di cui all’articolo 79, comma 4, i seguenti interventi sono eseguiti senza titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria;
b) gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, oppure di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
c) le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
d) i movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari, a condizione che non incidano su sistemazioni storiche dei terreni realizzate ai fini delle pratiche colturali agricole oppure della difesa del suolo;
e) l’installazione di serre mobili stagionali, sprovviste di struttura in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola, diverse dalle serre e dai manufatti di cui al comma 2, lettera d bis). (169)

Lettera così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 15.

2. Nel rispetto dei medesimi presupposti di cui al comma 1, previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione comunale, comprensiva dell’identificazione dell’immobile o dell’unità immobiliare oggetto di intervento, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo:
a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 79, comma 2, lettera b), ivi compresa l’apertura di porte interne e lo spostamento di pareti interne, nonché le opere e le modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico sanitari e tecnologici, sempre che tali interventi non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, non comportino modifiche della destinazione d’uso né aumento del numero delle medesime;
b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità, comunque entro un termine non superiore a novanta giorni;
c) le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, nel rispetto delle disposizioni regionali e comunali in materia di contenimento dell’impermeabilizzazione del suolo, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque a fini irrigui, volumi tecnici interrati e locali tombati consimili;
d) le aree ludiche senza fini di lucro, quali sistemazioni di spazi esterni per il gioco e il tempo libero attraverso l’installazione di manufatti semplicemente ancorati al suolo senza opere murarie, e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici;
d bis) i manufatti precari, le serre temporanee e le serre con copertura stagionale previsti e disciplinati dal regolamento di attuazione dell'articolo 41, comma 8. (170)

Lettera inserita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 15.

3. L’installazione di impianti e manufatti per la produzione di energia che non necessitano di titolo edilizio è disciplinata dall’articolo 17 della legge 24 febbraio 2005, n. 39 (Disposizioni in materia di energia).
4. L’interessato agli interventi di cui al comma 2, allega alla comunicazione di inizio dei lavori le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore e, limitatamente agli interventi di cui alla lettera a) del medesimo comma 2, i dati identificativi dell’impresa alla quale intende affidare la realizzazione dei lavori.
5. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettera a), l’interessato unitamente alla comunicazione di inizio lavori, trasmette all’amministrazione comunale una relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente, se soggetto privato, e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi le vigenti norme non prevedono la formazione di un titolo abilitativo. (171)

Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 15.

6. Riguardo agli interventi di cui al presente articolo, l’interessato provvede, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale nel termine di cui all’articolo 34 quinquies, comma 2, lettera b), del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, (Misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione), convertito, con modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80.
7. La mancata comunicazione dell’inizio lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 5 del presente articolo, comportano la sanzione pecuniaria pari a 258,00 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.
8. Al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione incendi per le attività di cui ai commi 1 e 2, il certificato stesso, ove previsto, è rilasciato in via ordinaria con l’esame a vista. Per le medesime attività, il termine di cui al primo periodo dell’articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37 (Regolamento recante disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi, a norma dell’articolo 20, comma 8, della L. 15 marzo 1997, n. 59), è ridotto a trenta giorni.
8 bis. Agli interventi di cui al comma 2, lettere a), c) e d), eseguiti in corso d’opera, in variante ai permessi di costruire o alle SCIA, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 83 bis e di cui all’articolo 142. (172)

Comma inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 15.

Art. 81
- Caratteristiche dei progetti per gli interventi su immobili di particolare valore (173)

Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 16.

1. I progetti degli interventi relativi ad immobili classificati come soggetti a restauro o comunque definiti di valore storico, culturale ed architettonico dagli atti di cui all’articolo 52 o dal regolamento edilizio, devono documentare gli elementi tipologici, formali e strutturali, che qualificano il valore degli immobili stessi, e dimostrare la compatibilità degli interventi proposti con la tutela e la conservazione dei suddetti elementi.
2. Gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 80, comma 1, lettera a), e quelli di manutenzione straordinaria relativi a immobili od a parti di immobili sottoposti alla disciplina del Codice dei beni culturali e del paesaggio, o della l. 394/1991, o siti nelle zone territoriali omogenee classificate “A” ai sensi del d.m. 1444/1968 o ad esse assimilate dagli strumenti o atti comunali, o comunque classificati come soggetti a restauro o definiti di valore storico, culturale ed architettonico dagli atti di cui all’articolo 52, sono realizzati nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo edilizio.
Art. 81 bis
- Frazionamento di edifici a destinazione industriale e artigianale (260)

Articolo inserito con l.r. 11 aprile 2014, n. 20, art. 1.

1. E’ consentito il frazionamento in unità immobiliari di edifici a destinazione industriale e artigianale, senza necessità di variare gli strumenti della pianificazione territoriale e gli atti di governo del territorio comunali che non lo prevedono o non lo consentono, a condizione che sia mantenuta la medesima destinazione d’uso e che l’intervento non comporti aumento di superficie utile lorda o di volume.
2. Il frazionamento di cui al comma 1, è subordinato:
a) alla presentazione al comune da parte dell’imprenditore interessato di un piano industriale che dimostri la necessità dell’intervento ai fini del mantenimento dell’attività produttiva e della salvaguardia dell’occupazione;
b) all’approvazione del piano da parte del comune.
3. Il comune approva il piano industriale a seguito della verifica delle condizioni di cui al comma 1, e della valutazione positiva circa la rispondenza del piano alle finalità di cui al comma 2, lettera a), e della compatibilità dell’attività da insediare con quella già esistente, fermo restando il rispetto delle normative ambientali di riferimento.
Capo III
- DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI
Art. 82
1. Il regolamento edilizio elenca per ogni tipo di opera e di intervento, la documentazione e gli elaborati progettuali da allegare alla richiesta di permesso di costruire o alla SCIA.
2. Per le richieste di permesso di costruire non può essere prescritta all’interessato la preventiva acquisizione di autorizzazioni, documentazioni e certificazioni di competenza del comune stesso.
3. L’acquisizione di tutti i pareri, nullaosta o atti di assenso comunque denominati necessari per l’esecuzione dei lavori, è preliminare al rilascio del permesso di costruire. A detta acquisizione può provvedere direttamente l’interessato, allegando la relativa documentazione alla richiesta; in mancanza l’acquisizione è effettuata con le modalità di cui all’articolo 83.
4. I compiti di verifica della rispondenza del progetto ai requisiti igienico-sanitari previsti dalle vigenti norme sono attribuiti:
a) al professionista abilitato, che rilascia al riguardo apposita dichiarazione, nei casi di:
1) verifica di conformità alle norme igienico-sanitarie che non comporti valutazioni tecnico-discrezionali;
2) interventi o opere su edifici a destinazione d’uso residenziale, anche se la verifica comporta valutazioni tecnico discrezionali;
b) all’azienda USL competente, nei casi di:
1) deroga alle disposizioni igienico-sanitarie previste dalla normativa vigente;
2) nel caso di interventi o opere su edifici a destinazione d’uso diversa da quella residenziale in cui siano necessarie valutazioni tecnico discrezionali.
5. Su richiesta dell’interessato o del comune, l’azienda USL esprime inoltre parere sui progetti di interventi edilizi che riguardano immobili con destinazione ricettiva, scolastica, sanitaria, socio-assistenziale, commerciale, sportiva, ricreativa, stabilimenti balneari e termali, cimiteri e nei casi in cui sia prevista l’autorizzazione sanitaria di cui all’articolo 2 della legge 30 aprile 1962, n. 283 (Modifica degli articoli 242, 243, 247, 250 e 262 del testo unico delle leggi sanitarie approvato con r.d. 27 luglio 1934, n. 1265: Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande).
6. Sono fatti salvi i procedimenti indicati dal decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160 (Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133).
7. Prima dell’inizio dei lavori, il proprietario o chi ne abbia titolo deve comunicare al comune il nominativo dell’impresa che realizzerà i lavori unitamente ai codici di iscrizione identificativi delle posizioni presso INPS, INAIL, Cassa Edile dell’impresa; qualora, successivamente all’inizio lavori, si verifichi il subentro di altra impresa, il proprietario o chi ne abbia titolo comunica i relativi dati entro quindici giorni dall’avvenuto subentro.
8. Nell’ambito dell’attività di vigilanza di cui all’articolo 129, comma 1, relativamente agli interventi edilizi in corso di realizzazione, il comune acquisisce d’ufficio il documento unico di regolarità contributiva (DURC) dell’impresa esecutrice, ordinando, in caso di inosservanza degli obblighi contributivi, la sospensione dei lavori. (245)

Comma così sostituito con l.r. 3 dicembre 2012, n. 69, art. 25.

9. Al fine di favorire l’attività di controllo sulla regolarità contributiva e il relativo sanzionamento, il comune trasmette ogni tre mesi in via telematica ad INPS, INAIL e Cassa edile l’elenco delle imprese esecutrici degli interventi edilizi in corso di realizzazione. Le inosservanze degli obblighi contributivi da parte delle imprese esecutrici sono tempestivamente comunicate al comune, che ordina la sospensione dei lavori. (245)

Comma così sostituito con l.r. 3 dicembre 2012, n. 69, art. 25.

11. Per le opere ricadenti nell’ambito di applicazione del titolo IV, capo I, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), l’efficacia del permesso di costruire o della SCIA è sospesa in caso di inosservanza, da parte del committente o del responsabile dei lavori, degli obblighi a loro derivanti dagli articoli 90, 93, 99 e 101 del decreto legislativo medesimo. Il permesso di costruire o la SCIA riacquistano efficacia dopo l’ottemperanza agli obblighi. La notifica preliminare, oltre a contenere quanto disposto dall’allegato XII del d.lgs. 81/2008, dà atto dell’avvenuta redazione del piano di sicurezza e di coordinamento, quando previsto, certificato dal professionista abilitato, e del rispetto della legge regionale 23 dicembre 2003, n. 64 (Norme per la prevenzione delle cadute dall’alto nei cantieri edili. Modifiche alla legge regionale 14 ottobre 1999, n. 52 concernente la disciplina delle attività edilizie).
12. Nel caso di inizio dei lavori in mancanza dei piani di sicurezza di cui agli articoli 100, comma 1, e 101, comma 1, del d.lgs. 81/2008, l’organo preposto alla vigilanza ai sensi dell’articolo 13 del medesimo decreto legislativo ordina l’immediata sospensione dei lavori fino all’adempimento degli obblighi di cui alle citate disposizioni.
13. I progetti relativi ad interventi che riguardano le coperture di edifici di nuova costruzione oppure le coperture di edifici già esistenti, prevedono l’applicazione di idonee misure preventive e protettive che consentano, nella successiva fase di manutenzione degli edifici, l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza.
14. La mancata previsione delle misure di cui al comma 13 costituisce causa ostativa al rilascio del permesso di costruire ed impedisce altresì l’efficacia della SCIA di cui all’articolo 84.
15. I comuni adeguano i propri regolamenti edilizi alle norme regolamentari regionali recanti istruzioni tecniche sulle misure preventive e protettive di cui al comma 14. Tali norme sono direttamente applicabili anche in caso di mancato adeguamento e prevalgono su eventuali disposizioni difformi dei regolamenti edilizi comunali. (259)

Regolamento regionale 18 dicembre 2013, n. 75/R.

Art. 83
- Procedure per il rilascio del permesso di costruire (175)

Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 18.

1. La domanda di permesso di costruire è presentata dal proprietario o da chi ne abbia titolo.
2. Entro dieci giorni dalla presentazione della domanda di permesso di costruire è comunicato al richiedente o ad un suo delegato, il nominativo del responsabile del procedimento.
3. L’esame delle domande si svolge secondo l’ordine di presentazione, fatte salve quelle relative alle varianti in corso d’opera che comportano la sospensione dei relativi lavori e quelle relative alle opere di pubblico interesse indicate dai regolamenti edilizi.
4. La domanda è accompagnata da una dichiarazione del progettista abilitato che assevera la conformità del progetto agli strumenti urbanistici approvati oppure adottati, ai regolamenti edilizi vigenti e alle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, alle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie nei casi di cui all’articolo 82, comma 4, alle norme relative all’efficienza energetica. Per le opere e gli interventi soggetti a SCIA ai sensi dell’articolo 79 non può essere presentata domanda per il permesso di costruire.
5. Nel caso in cui il responsabile del procedimento ritenga che l’asseverazione del progettista abilitato di cui al comma 4 non corrisponda al vero in ordine alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti di conformità ivi specificati, ne dà notizia all’autorità giudiziaria ed informa, altresì, il competente ordine professionale.
6. I termini di cui ai commi 8 e 10, possono essere interrotti una sola volta entro trenta giorni dalla presentazione della domanda esclusivamente per la motivata richiesta di documenti che integrino o completino la documentazione presentata e che non siano già nella disponibilità dell’amministrazione o che questa non possa acquisire autonomamente. In tal caso, il termine inizia nuovamente a decorrere dalla data di ricezione della documentazione integrativa.
7. Il responsabile del procedimento, qualora ritenga che ai fini del rilascio del permesso di costruire sia necessario apportare modifiche rispetto al progetto originario, può, nello stesso termine di cui al comma 6, richiedere tali modifiche, illustrandone le ragioni. L’interessato si pronuncia sulla richiesta di modifica entro il termine fissato e, in caso di adesione, è tenuto ad integrare la documentazione nei successivi trenta giorni. La richiesta di cui al presente comma sospende, fino al relativo esito, il decorso del termine di cui al comma 6.
8. Nel caso in cui all’istanza di permesso di costruire siano stati allegati tutti i pareri, nulla osta o atti di assenso comunque denominati, necessari per l’esecuzione dei lavori, entro i sessanta giorni successivi alla presentazione della domanda o della documentazione integrativa di cui al comma 6, il responsabile del procedimento cura l’istruttoria, acquisisce tutti i necessari pareri di competenza comunale, redige una dettagliata relazione contenente la qualificazione tecnico-giuridica dell’intervento richiesto, accompagnata dalla propria valutazione di conformità del progetto alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie e alle norme di riferimento vigenti e di conseguenza formula una motivata proposta all’autorità preposta all’emanazione del provvedimento conclusivo.
9. Qualora nel termine di cui al comma 8 non siano rilasciati i prescritti pareri di competenza comunale, il responsabile del procedimento è tenuto comunque a formulare la proposta di cui al medesimo comma 8.
10. Nel caso in cui all’istanza di permesso di costruire non siano stati allegati tutti gli atti di assenso comunque denominati di altre amministrazioni, necessari per l’esecuzione dei lavori, il responsabile del procedimento, fermi restando gli adempimenti previsti dai commi 8 e 9, acquisisce gli atti di assenso medesimi entro sessanta giorni dalla presentazione della istanza, oppure indice a tal fine una conferenza dei servizi, ai sensi della normativa vigente, per acquisire tali atti di assenso, nei tempi e con le modalità ivi disciplinate.
11. Il provvedimento finale, da comunicare all’interessato, è adottato dal comune entro trenta giorni dalla proposta di cui al comma 8, o dal ricevimento degli atti di assenso in base a quanto disposto dal comma 10 o dall’esito della conferenza dei servizi di cui al medesimo comma 10. Dell’avvenuto rilascio del permesso di costruire è data notizia al pubblico mediante affissione all’albo pretorio. Il termine di cui al primo periodo del presente comma è fissato in quaranta giorni con la medesima decorrenza qualora il comune abbia comunicato all’istante i motivi che ostano all’accoglimento della domanda. Dell’avvenuto rilascio del permesso di costruire è data notizia al pubblico mediante affissione all’albo pretorio. Gli estremi del permesso di costruire sono indicati nel cartello esposto presso il cantiere, secondo le modalità stabilite dal regolamento edilizio.
12. I termini di cui ai commi 8 e 10, sono raddoppiati per i progetti particolarmente complessi secondo la motivata risoluzione del responsabile del procedimento da comunicarsi immediatamente all’interessato.
13. Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, ove il comune non abbia opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-assenso, fatti salvi i casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, per i quali si applicano le disposizioni di cui ai commi 14 e 15.
14. Qualora l’immobile oggetto dell’intervento sia sottoposto ad uno o più vincoli la cui tutela compete, anche in via di delega, alla stessa amministrazione comunale, il termine di cui al comma 11 decorre dal rilascio dei relativi atti di assenso. Ove tali atti non siano favorevoli, decorso il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-rifiuto.
15. Qualora l’immobile oggetto dell’intervento sia sottoposto ad uno o più vincoli la cui tutela non compete all’amministrazione comunale, ove il parere favorevole del soggetto preposto alla tutela non sia prodotto dall’interessato, il responsabile del procedimento acquisisce i relativi atti di assenso oppure indice a tal fine la conferenza di servizi di cui al comma 10. Il termine di cui al comma 11 decorre dall’esito della conferenza. Ove tali atti non siano favorevoli, decorso il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-rifiuto.
Art. 83 bis
1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 79, comma 3, e dal presente articolo, alle varianti ai permessi di costruire si applicano le disposizioni previste per il rilascio dei permessi. Le varianti in corso d’opera al permesso di costruire o alla SCIA non comportano la sospensione dei relativi lavori qualora ricorrano tutte le seguenti condizioni:
a) dette varianti siano conformi agli atti di governo del territorio di cui all’articolo 52, comma 2, o agli strumenti urbanistici generali vigenti, ai regolamenti edilizi vigenti e comunque non siano in contrasto con le prescrizioni contenute nel titolo abilitativo;
b) non comportino modifiche della sagoma, né introducano innovazioni che incidono sulle quantità edificabili consentite dagli strumenti e dagli atti comunali, o che comportino incrementi di volumetria, oppure che incidono sulle dotazioni di standard;
c) non riguardino beni tutelati ai sensi della parte II del Codice dei beni culturali e del paesaggio;
d) nel caso in cui riguardino l’aspetto esteriore di immobili o aree tutelate ai sensi della parte III del Codice dei beni culturali e del paesaggio, siano realizzate a seguito del rilascio della relativa autorizzazione, oppure abbiano ad oggetto gli interventi di cui all’articolo 149 del Codice medesimo.
2. Per le varianti che non comportano la sospensione dei relativi lavori ai sensi del comma 1, sussiste esclusivamente l’obbligo del deposito dello stato finale dell’opera come effettivamente realizzata. L’eventuale conguaglio del contributo di cui all’articolo 105, determinato con riferimento alla data del titolo abilitativo, è effettuato contestualmente agli adempimenti di cui all’articolo 86 e comunque prima della scadenza del termine di validità del titolo abilitativo.
Art. 83 ter
1. Nel caso in cui l’atto di assenso di cui all’articolo 83, comma 14, sia favorevole oppure nel caso in cui la conferenza di servizi abbia avuto esito favorevole e sia decorso inutilmente il termine di cui all’articolo 83, comma 15, l’interessato può richiedere al comune di adempiere entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta.
2. Decorso inutilmente anche il termine di cui al comma 1, l’interessato può inoltrare istanza alla Regione la quale, ai sensi della legge regionale 31 ottobre 2001, n. 53 (Disciplina dei commissari nominati dalla Regione), nomina un commissario che, nel termine di sessanta giorni, adotta il provvedimento.
3. Gli oneri finanziari relativi all’attività del commissario di cui al presente articolo sono a carico del comune.
Art. 84
1. La SCIA è presentata dal proprietario o da chi ne abbia titolo.
2. La SCIA è accompagnata da:
a) una relazione del progettista abilitato, che asseveri la conformità delle opere da realizzare agli strumenti e atti comunali adottati o approvati ed al vigente regolamento edilizio, nonché il rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, alle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie nei casi di cui all’articolo 82, comma 4, alle norme relative all’efficienza energetica;
b) la descrizione dello stato di fatto dell’immobile oggetto dei lavori e gli elaborati progettuali necessari per consentire le verifiche di competenza dell’amministrazione;
c) l’indicazione dell’impresa cui sono affidati i lavori, ai sensi dell’articolo 82, comma 7 e seguenti;
d) ogni parere, nulla osta o atto d’assenso comunque denominato necessario per poter eseguire i lavori, ivi compresi quelli relativi a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, se presenti;
f) le dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà per quanto riguarda tutti gli stati, le qualità personali e i fatti previsti negli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa), relative alla sussistenza dei requisiti e dei presupposti per la presentazione della SCIA.
3. La SCIA è inefficace qualora sia presentata senza gli atti di cui al comma 2, lettera d). (248)

Comma così sostituito con l.r. 3 dicembre 2012, n. 69, art. 26.

4. Ai fini della relazione asseverata di cui al comma 2, lettera a), il professionista competente assume la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità ai sensi degli articoli 359 e 481 del codice penale. Nel caso in cui il comune riscontri che l’asseverazione del professionista non corrisponda al vero e sia tale da determinare la violazione delle disposizioni di cui al comma 2, lettera a), ne dà contestuale notizia all’autorità giudiziaria ed al consiglio dell’ordine di appartenenza.
5. La SCIA è sottoposta al termine massimo di efficacia pari a tre anni dalla data di presentazione. L’inizio dei lavori è contestuale alla presentazione della SCIA. L’interessato è tenuto a trasmettere al competente ufficio comunale la comunicazione di fine lavori. Qualora i lavori non siano ultimati nei termini, l’avente titolo deve presentare una nuova SCIA concernente la parte non ultimata. Nel caso di varianti in corso d’opera, quando non ricorrono le condizioni di cui all’articolo 83 bis, comma 1, l’interessato deve presentare una nuova SCIA, descrivendo le variazioni da apportare all’intervento originario. (248)

Comma così sostituito con l.r. 3 dicembre 2012, n. 69, art. 26.

6. Fermo restando quanto previsto al comma 8, ove entro il termine di trenta giorni dalla presentazione della SCIA sia riscontrata l’assenza di uno o più degli atti di cui al comma 2, il comune notifica al proponente, al progettista o al direttore dei lavori, entro il medesimo termine, il divieto di prosecuzione degli interventi e l’ordine di ripristino delle parti poste in essere.
7. Nel caso di cui al comma 6, gli aventi titolo hanno la facoltà di presentare una nuova SCIA oppure di rendere idonea quella già presentata, qualora i necessari presupposti possano essere soddisfatti mediante modificazioni o integrazioni dei progetti delle previste trasformazioni, oppure mediante l’acquisizione dei pareri, nulla osta o atti di assenso comunque denominati necessari per poter eseguire i lavori.
8. Qualora alla SCIA siano allegati gli atti di cui al comma 2, lettere a), c), d) ed f), ma sia riscontrata l’incompletezza o l’inadeguatezza degli elaborati di cui al comma 2, lettera b), il comune invita l’interessato a regolarizzare la segnalazione certificata, assegnandogli a tal fine un termine congruo.
9. Presso il cantiere è depositata copia della SCIA, dalla quale risulti la data di presentazione, l’elenco degli elaborati di corredo al progetto, l’attestazione del professionista abilitato, il piano di sicurezza, nonché gli atti di assenso eventualmente necessari per l’efficacia della SCIA medesima.
10. Ultimato l’intervento, il progettista o un tecnico abilitato, contestualmente alla certificazione di cui all’articolo 86, comma 1, deposita ricevuta dell’avvenuta presentazione della variazione catastale conseguente alle opere realizzate oppure dichiarazione che le stesse non hanno comportato modificazioni del classamento.
Art. 84 bis
1. Con riferimento agli interventi di cui all’articolo 79, comma 1, lettera a) e a quelli di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 79, comma 2, lettera d), il decorso del termine di cui all’articolo 84, comma 6, non preclude la potestà di controllo, anche a campione, del comune nell’ambito dell’attività di vigilanza di cui all’articolo 129.
2. Nei casi di SCIA relativa ad interventi di cui all’articolo 79, comma 1, lettere b), d), e) ed f) e di cui all’articolo 79, comma 2, lettere a), b), c) ed e), decorso il termine di trenta giorni di cui all’articolo 84, comma 6, possono essere adottati provvedimenti inibitori e sanzionatori qualora ricorra uno dei seguenti casi:
a) in caso di falsità o mendacia delle asseverazioni, certificazioni, dichiarazioni sostitutive di certificazioni o degli atti di notorietà allegati alla SCIA medesima;
b) in caso di difformità dell’intervento dalle norme urbanistiche o dalle prescrizioni degli strumenti urbanistici generali, degli atti di governo del territorio o dei regolamenti edilizi; (262)

La Corte costituzionale con Sentenza n. 49 del 9 marzo 2016 dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 84-bis, comma 2, lettera b).

c) qualora dall’esecuzione dell’intervento consegua pericolo di danno per il patrimonio storico-artistico, culturale e paesaggistico, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale.
3. L’adozione dei provvedimenti inibitori e sanzionatori di cui al comma 2, è subordinata al previo accertamento, da parte del comune, dell’impossibilità di tutelare l’interesse pubblico protetto mediante conformazione dell’intervento segnalato alla normativa vigente. In detta ipotesi, il comune individua le opere e le modalità esecutive necessarie per conformare agli strumenti o agli atti comunali adottati o approvati ed al vigente regolamento edilizio l’intervento segnalato e ne ordina all’interessato l’esecuzione entro un termine perentorio, comunque, non inferiore a trenta giorni.
4. In caso di inottemperanza all’ordine di cui al comma 3, il comune ordina la rimozione delle opere eseguite.
Art. 85
- Commissione edilizia
1. Ai sensi dell' Sito esternoarticolo 41, comma 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica) da ultimo modificata dalla Sito esternolegge 23 dicembre 2000, n. 388 , il comune può deliberare di istituire la commissione edilizia, determinando inoltre, ai sensi dell' Sito esternoarticolo 4, comma 3, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398 (Disposizioni per l'accelerazione degli investimenti a sostegno dell'occupazione e per la semplificazione dei procedimenti in materia edilizia), convertito dalla Sito esternolegge 4 dicembre 1993, n. 493 (Conversione in legge, con modificazioni, Sito esternodel d.l. 398/1993 contenente disposizioni per l'accelerazione degli investimenti a sostegno dell'occupazione e per la semplificazione dei procedimenti in materia edilizia) da ultimo modificata con la Sito esternolegge 21 dicembre 2001, n. 443 , i casi in cui la commissione non deve essere sentita nel procedimento di rilascio del permesso di costruire.
Art. 86
- Ultimazione dei lavori. Certificato di conformità. Certificato di abitabilità o agibilità. Inizio di esercizio di attività produttive
1. Ad ultimazione dei lavori, i professionisti abilitati certificano la conformità dell'opera al progetto contenuto nel titolo abilitativo o nelle varianti ad esso.
2. La certificazione di abitabilità o di agibilità delle unità immobiliari è necessaria, oltre che per le nuove costruzioni, anche:
a) in conseguenza dell'esecuzione di lavori di ristrutturazione edilizia o di ampliamento, che riguardino parti strutturali degli edifici;
b) in conseguenza dell'esecuzione di lavori di restauro o ristrutturazione edilizia o di ampliamento contestuali a mutamento di destinazione d'uso.
3. Nei casi di cui al comma 2, una volta ultimati i lavori e certificata la conformità di cui al comma 1, ovvero applicate le sanzioni pecuniarie nei casi previsti al titolo VIII, capo I e certificata la conformità di cui al comma 1, l'abitabilità o agibilità dei locali è attestata da un professionista abilitato unitamente alla conformità con le norme igienico-sanitarie, nonché alle norme sulle barriere architettoniche e alle istruzioni tecniche di cui all'articolo 82, comma 16. Al momento dell'attestazione, il professionista abilitato consegna al comune copia del fascicolo di cui all'articolo 91 comma 1, lettera b) del d.lgs. 81/2008, ove ai sensi del medesimo decreto legislativo ne sia prevista la formazione. L'abitabilità o agibilità decorrono dalla data in cui l'attestazione perviene al comune. (123)

Comma così sostituito con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art. 95.

4. Entro centottanta giorni dalla data in cui è pervenuta l'attestazione di cui al comma 3, il comune, tramite l'azienda USL, dispone ispezioni, anche a campione, al fine di verificare i requisiti di abitabilità e agibilità delle costruzioni. A tal fine fornisce periodicamente all'azienda USL le informazioni necessarie. Sono comunque soggette a controllo ai fini dell'applicazione della r. 47/1991 , le opere relative agli edifici e locali di cui all' articolo 2, comma 2, lettere a), c) e d) della stessa l.r. 47/1991 .
5. Per l'inizio di esercizio di un'attività produttiva resta fermo quanto previsto dall' Sito esternoarticolo 48 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303 (Norme generali per l'igiene del lavoro) da ultimo modificato dal Sito esternodecreto legislativo 19 settembre 1996, n. 242 , e dall'articolo 216 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (Testo unico delle leggi sanitarie) da ultimo modificato dalla Sito esternolegge 283/1962 , nel rispetto delle procedure disciplinate dal Sito esternod.p.r. 447/1998 .
6. L'interessato, direttamente, o attraverso il comune, ovvero attraverso lo sportello unico istituito ai sensi dell' Sito esternoarticolo 24 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione Sito esternodel capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 ) da ultimo modificato dalla Sito esternolegge 16 marzo 2001, n. 88 , può richiedere alle strutture tecniche competenti in materia sanitaria ed ambientale pareri preventivi sugli eventuali lavori edilizi all'avvio dei procedimenti di cui al presente capo.
Capo IV
- CONTROLLO E GESTIONE DEI BENI SOGGETTI A TUTELA PAESAGGISTICA
Art. 87
- Delega di funzioni relative all'autorizzazione paesaggistica (86)

Articolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62, art. 47.

1. L’esercizio della funzione autorizzatoria di cui agli articoli 146, 153 e 154 del Codice dei beni culturali e del paesaggio è delegata ai comuni singoli o associati per i territori di competenza.
2. Ove necessario per garantire un’efficace ed omogenea gestione amministrativa, la Regione promuove l’esercizio in forma associata della funzione autorizzatoria, con riferimento agli ambiti territoriali individuati dal piano di indirizzo territoriale, ai sensi dell’articolo 33, comma 1.
Art. 88
- Procedimento per il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica (87)

Articolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62, art. 48.

1. I soggetti di cui all’articolo 87 esercitano la funzione autorizzatoria in conformità con le disposizioni degli articoli 146, 153 e 154 del Codice dei beni culturali e del paesaggio dalla scadenza del termine di cui all’articolo 159, comma 1, del Codice medesimo. (106)

Parole così sostituite con l.r.23 luglio 2009, n. 40, art.61.

2. I soggetti di cui al comma 1 si avvalgono delle commissioni per il paesaggio di cui all’articolo 89, secondo quanto previsto dall’articolo 148 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
3. Il responsabile del procedimento amministrativo in materia urbanistico-edilizia non può essere responsabile del procedimento amministrativo in materia di autorizzazione paesaggistica.
Art. 89
1. Per l’esercizio della funzione di cui all’articolo 88, i soggetti di cui all’articolo 87 istituiscono una commissione denominata commissione per il paesaggio.
2. La commissione è composta da tre membri, scelti tra gli esperti in materia paesaggistica ed ambientale aventi i requisiti di cui al comma 6.
3. La commissione esprime parere obbligatorio ai fini del rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.
4. La commissione delibera con la presenza e il voto concorde di almeno due membri. Ciascun membro ha diritto di far verbalizzare le motivazioni del proprio voto.
5. I membri della commissione restano in carica per cinque anni, salvo diversa disposizione prevista nei regolamenti dei soggetti di cui all’articolo 87, e possono essere rieletti una sola volta nello stesso territorio.
6. In relazione alle specifiche finalità dell’incarico di consulenza tecnica, in seno alla Commissione possono essere nominati in qualità di esperti in materia paesaggistica:
a) professionisti con particolare, pluriennale e qualificata esperienza in materia di tutela del paesaggio, di pianificazione territoriale, in materia agronomo-forestale o in materia geologica, muniti di diploma di laurea attinente alle medesime materie e iscritti negli albi dei relativi ordini professionali da almeno cinque anni oppure in possesso di diploma post-universitario di specializzazione in materia paesaggistica; (124)

Lettera così sostituita con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75, art. 96.

b) professori e ricercatori universitari di ruolo nelle materie storiche, artistiche, architettoniche, paesaggistiche, urbanistiche e agronomiche;
c) dipendenti dello Stato e di enti pubblici, anche in quiescenza, iscritti agli albi professionali di cui alla lettera a) o in possesso dei titoli di studio e di abilitazione richiesti per l’accesso agli stessi, che siano stati responsabili, per un periodo non inferiore a tre anni, di una struttura organizzativa della pubblica amministrazione con competenze in materia paesaggistica.
7. Le deliberazioni di nomina dei membri della commissione per il paesaggio sono corredate di curricula attestanti il possesso dei requisiti di idoneità di cui al comma 6, nonché dell’eventuale documentazione sugli specifici titoli di esperienza e professionalità nella materia.
8. Ai membri della commissione è corrisposto un gettone, a titolo di rimborso forfettario per la partecipazione alle sedute. L’importo del gettone non può superare il tetto massimo fissato per i consiglieri comunali eletti nello stesso territorio. La partecipazione alle sedute della commissione dei membri dipendenti di enti pubblici non in quiescenza è assicurata nell’ambito dei compiti istituzionali delle amministrazioni presso le quali gli stessi prestano servizio e non dà luogo alla corresponsione di alcun gettone.
Art. 90
- Interventi non soggetti ad autorizzazione
1. Non è richiesta l'autorizzazione prescritta dall' articolo 87 per gli interventi individuati dall'articolo 149 del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Art. 91
Abrogato.
Art. 92
1. Ai sensi dell’articolo 155 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, la Regione vigila sull'ottemperanza alle disposizioni contenute nella presente legge da parte dei comuni e degli enti parco per l'esercizio delle competenze in materia di paesaggio.
2. Nell’esercizio del potere di vigilanza di cui al comma 1, in caso di rilevata inottemperanza o inerzia dei soggetti delegati, la Regione provvede allo svolgimento della funzione autorizzatoria.
Art. 93
1. La mancata osservanza delle disposizioni in materia paesaggistica determina l’applicazione, da parte del comune o dell’ente parco competente per territorio, delle sanzioni previste nella parte IV, titolo I, capo II, del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Art. 94
- Regolamento
1. Entro trecentosessantacinque giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Regione approva un regolamento di attuazione delle disposizioni del presente capo. Dal momento dell'entrata in vigore di tale regolamento cessa di avere applicazione il regolamento approvato con regio decreto 3 giugno 1940, n. 1357 (Regolamento per l'applicazione della Sito esternolegge 29 giugno 1939, n.1497 , sulla protezione delle bellezze naturali).
Capo V
- DISCIPLINA DEI CONTROLLI SULLE OPERE E SULLE COSTRUZIONI IN ZONE SOGGETTE A RISCHIO SISMICO
Art. 95
- Controlli sulle opere e sulle costruzioni in zone soggette a rischio sismico
1. Il presente capo disciplina le funzioni in materia di costruzioni in zone dichiarate sismiche ai sensi dell' articolo 96.
2. Dall'ambito di applicazione delle disposizioni di cui al presente capo sono escluse le opere di trascurabile importanza ai fini della pubblica incolumità, alla cui puntuale individuazione si provvede con il regolamento di cui all' articolo 117.
Art. 95 bis
- Controlli sulla sicurezza sismica delle opere e delle infrastrutture di competenza statale (114)

Articolo inserito con l.r. 9 novembre 2009, n. 66, art. 12.

1. In base a quanto disposto dall’articolo 93 del d.lgs. 112/1998, l’attività di vigilanza ed i controlli per la sicurezza sismica sulle opere pubbliche la cui programmazione, progettazione, esecuzione e manutenzione è di competenza dello Stato ai sensi dell’articolo 93 comma 1, lettere b), c), d), e) ed h) del d.lgs.112/1998 sono svolte dalle competenti amministrazioni statali. Pertanto, con riferimento a dette opere, non si applicano gli articoli 105, 105 bis, 105 ter e 105 quater.
2. In base a quanto disposto dall’articolo 98 del d.lgs. 112/1998, l’attività di vigilanza ed i controlli per la sicurezza sismica sulle strade e sulle autostrade e relative pertinenze la cui programmazione, progettazione, esecuzione e manutenzione è di competenza dello Stato ai sensi dell’articolo 98, comma 1, lettera a) e dell’articolo 98, comma 3, lettere c), d) e e) del d.lgs.112/1998 sono svolte dalle competenti amministrazioni statali. Pertanto, con riferimento a dette strade, autostrade e relative pertinenze non si applicano gli articoli 105, 105 bis, 105 ter e 105 quater.
3. In base a quanto disposto dall’articolo 104, comma 1, lettera b), del d.lgs 112/1998, l’attività di vigilanza ed i controlli per la sicurezza sismica sulle opere inerenti ai servizi di trasporto pubblico di interesse nazionale come individuati dall’articolo 3 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 (Conferimento alle regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59), sono svolte dalle competenti amministrazioni statali. Pertanto, con riferimento a dette opere non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 105, 105 bis, 105 ter e 105 quater.
4. In base a quanto disposto dall’articolo 104, comma 1, lettere d), e), f), s) bb) del d.lgs 112/1998, sono svolte dalle competenti amministrazioni statali l’attività di vigilanza ed i controlli per la sicurezza sismica sulle opere inerenti:
a) ai trasporti ad impianti fissi di interesse nazionale;
b) alla rete ferroviaria di interesse nazionale;
c) ai porti di rilievo nazionale ed internazionale.
Con riferimento a dette opere non si applicano gli articoli 105, 105 bis, 105 ter e 105 quater.
Art. 96
- Opere assoggettate alla disciplina antisismica. Individuazione delle zone sismiche e determinazione dei valori differenziati del grado di sismicità
1. Tutte le costruzioni la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità, da realizzarsi in zone dichiarate sismiche ai sensi dei commi 2 e 3, sono assoggettate, anche con riguardo ai loro aggiornamenti, alle specifiche norme tecniche emanate con decreti del Ministro delle infrastrutture ed i trasporti, di concerto con il Ministro per l'interno, sentiti il Consiglio superiore dei lavori pubblici, il Consiglio nazionale delle ricerche e la Conferenza unificata.
2. I criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e dei relativi valori differenziati del grado di sismicità da prendere a base per la determinazione delle azioni sismiche sono definiti con decreto del Ministro per le infrastrutture ed i trasporti, di concerto con il Ministro per l'interno, secondo quanto previsto dall' Sito esternoarticolo 83 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia).
3. Ai sensi e per gli effetti di cui al presente capo, la Giunta regionale provvede, sentite le province e i comuni interessati, alla individuazione delle zone dichiarate sismiche, nonché alla formazione e all'aggiornamento degli elenchi delle zone e dei valori attribuiti ai gradi di sismicità, nel rispetto dei criteri generali di cui al comma 2.
Art. 97
- Contenuto delle norme tecniche
1. Le norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche di cui all' articolo 96 , comma 1, elaborate sulla base dei criteri generali indicati dallo stesso articolo 96 , comma 2, e in funzione dei diversi gradi di sismicità, definiscono:
a) l'altezza massima degli edifici in relazione al sistema costruttivo, al grado di sismicità della zona ed alle larghezze stradali;
b) le distanze minime consentite tra gli edifici e giunzioni tra edifici contigui;
c) le azioni sismiche orizzontali e verticali da tenere in conto del dimensionamento degli elementi delle costruzioni e delle loro giunzioni;
d) il dimensionamento e la verifica delle diverse parti delle costruzioni;
e) le tipologie costruttive per le fondazioni e le parti in elevazione.
Art. 98
- Azioni sismiche
1. L'edificio deve essere progettato e costruito in modo che sia in grado di resistere alle azioni verticali e orizzontali, ai momenti torcenti e ribaltanti indicati rispettivamente alle lettere a), b), c) e d), e definiti dalle norme tecniche di cui all' articolo 96 , comma 1
a) azioni verticali: non si tiene conto in genere delle azioni sismiche verticali; per le strutture di grande luce o di particolare importanza, agli effetti di dette azioni, deve svolgersi una opportuna analisi dinamica teorica o sperimentale;
b) azioni orizzontali: le azioni sismiche orizzontali si schematizzano attraverso l'introduzione di due sistemi di forze orizzontali agenti non contemporaneamente secondo due direzioni ortogonali;
c) momenti torcenti: ad ogni piano deve essere considerato il momento torcente dovuto alle forze orizzontali agenti ai piani sovrastanti e in ogni caso non minore dei valori da determinarsi secondo le indicazioni riportate dalle norme tecniche di cui all'articolo 96, comma 1;
d) momenti ribaltanti: per le verifiche dei pilastri e delle fondazioni gli sforzi normali provocati dall'effetto ribaltante delle azioni sismiche orizzontali devono essere valutati secondo le indicazioni delle norme tecniche di cui all' articolo 96 , comma 1.
Art. 99
- Verifica delle strutture
1. L'analisi delle sollecitazioni dovute alle azioni sismiche di cui all' articolo 98 è effettuata dal progettista dell'opera tenendo conto della ripartizione di queste fra gli elementi resistenti dell'intera struttura.
2. Gli accertamenti sugli elementi resistenti dell'intera struttura di cui al comma 1 sono compiuti per le possibili combinazioni degli effetti sismici con tutte le altre azioni esterne, senza alcuna riduzione dei sovraccarichi, ma con l'esclusione dell'azione del vento.
Art. 100
- Accertamenti sui terreni di fondazione
1. Costituiscono oggetto di specifico accertamento da parte del progettista dell'opera che deve essere realizzata in zone sismiche, definite ai sensi dell' articolo 96 , le caratteristiche generali e le proprietà fisico-meccaniche dei terreni di fondazione.
2. Sono terreni di fondazione oggetto dagli accertamenti di cui al comma 1 i terreni che costituiscono il sottosuolo fino alla profondità alla quale le tensioni indotte dal manufatto assumano valori significativi ai fini delle deformazioni e della stabilità dei terreni medesimi.
3. Per le costruzioni su pendii gli accertamenti di cui al comma 1 sono estesi al di fuori dell'area edificatoria per rilevare tutti i fattori occorrenti per valutare le condizioni di stabilità dei pendii medesimi.
Art. 101
- Verifica delle fondazioni
1. I calcoli di stabilità del complesso terreno - opera di fondazione si eseguono con i metodi ed i procedimenti della geotecnica, tenendo conto, tra le forze agenti, delle azioni sismiche orizzontali applicate alla costruzione e valutate come specificato dalle norme tecniche di cui all' articolo 96 , comma 1.
Art. 102
- Sopraelevazioni
1. E' consentita, nel rispetto dei regolamenti urbanistici ed edilizi vigenti:
a) la sopraelevazione di un piano negli edifici in muratura, purché nel complesso la costruzione risponda alle prescrizioni di cui al presente capo;
b) la sopraelevazione di edifici in cemento armato normale e precompresso, in acciaio o a pannelli portanti, purché il complesso della struttura sia conforme alle norme della presente legge e alle disposizioni speciali concernenti tale tipologia di edifici.
1 bis. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 105 e 105 ter , le sopraelevazioni di cui al presente articolo sono consentite solo previa certificazione del progettista che specifica l'idoneità della struttura esistente a sopportare il nuovo carico. (44)

Comma aggiunto con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 2.

1 ter. La certificazione di cui all' Sito esternoarticolo 90, comma 2 del d.p.r. 380/2001 non è necessaria ai fini dell'autorizzazione per l'inizio dei lavori. (44)

Comma aggiunto con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 2.

1 quater. La certificazione di cui al comma 1 bis, è presentata dal richiedente al comune al momento della richiesta del permesso di costruire o al momento della presentazione della SCIA. (93)

Comma prima aggiunto con l.r. 21 novembre 2008, n. 62, art. 54, ed ora così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 23.

Art. 103
- Riparazioni
1. Le riparazioni degli edifici debbono tendere a conseguire un maggiore grado di sicurezza rispetto alle azioni sismiche di cui agli articoli 98 , 99 , 100 e 101.
2. I criteri per le riparazioni sono dettati con le norme tecniche di cui all' articolo 96.
Art. 104
- Edifici di speciale importanza artistica
1. Per l'esecuzione di qualsiasi lavoro di natura antisismica in edifici o manufatti di carattere monumentale, o che abbiano, comunque, interesse archeologico, storico o artistico, siano essi pubblici o di privata proprietà, restano ferme le disposizioni di cui al Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Art. 105
1. Non si possono iniziare i lavori di costruzione, riparazione o sopraelevazione senza la preventiva autorizzazione scritta della struttura regionale competente in tutte le zone sismiche ad eccezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate negli atti di cui all' articolo 96 , commi 2 e 3.
2. Per la realizzazione degli interventi edilizi di cui al presente articolo, resta fermo l'obbligo di conseguire i necessari titoli abilitativi che possono essere richiesti e rilasciati anche prima dell'autorizzazione di cui al comma 1.
3. I lavori sono diretti, nei limiti delle rispettive competenze, da professionisti iscritti ai relativi albi.
4. Alla richiesta di autorizzazione sono allegati:
a) il progetto, in duplice copia, debitamente firmato da professionisti iscritti nei relativi albi, nei limiti delle rispettive competenze, nonché dal direttore dei lavori;
b) la dichiarazione di cui all’articolo 107;
c) la relazione di calcolo, asseverata dal progettista;
d) l’attestazione dell’avvenuto pagamento del contributo di cui all’articolo 105 quinquies, comma 1. (94)

Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62, art. 55.

5. Il progetto allegato alla richiesta di autorizzazione deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni e accompagnato da una relazione tecnica, dal fascicolo dei calcoli delle strutture portanti, sia in fondazione sia in elevazione, e dai disegni dei particolari esecutivi delle strutture.
6. Per le opere in conglomerato cementizio armato ed a struttura metallica, la presentazione del progetto nei modi e nei termini indicati nel presente articolo è valida anche agli effetti dell' Sito esternoarticolo 65 del d.p.r. 380/2001 , se effettuata dal costruttore.
Art. 105 bis
- Procedimento per il rilascio dell'autorizzazione e verifiche della struttura regionale (46)

Articolo inserito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 4.

1. Nelle zone di cui all' articolo 105 , l'interessato presenta la richiesta di autorizzazione alla struttura regionale competente.
2. La struttura regionale competente verifica i progetti delle opere ai fini del rilascio dell'autorizzazione di cui all' articolo 105 , accertando la corretta applicazione delle norme tecniche e dei criteri di progettazione ed esecuzione delle opere stesse.
3. La verifica sui progetti, preso atto della relazione di calcolo asseverata dal progettista, è svolta considerando:
a) l'idoneità del sito e della scelta del sistema strutturale ai fini della resistenza sismica;
b) il rispetto delle norme tecniche vigenti per le costruzioni realizzate in zona sismica;
c) la congruità degli elementi strutturali e dei particolari costruttivi adottati al fine della realizzazione dello schema resistente previsto.
4. L'autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata entro sessanta giorni dalla richiesta ed è comunicata al richiedente ed al comune subito dopo il rilascio.
5. Avverso il provvedimento relativo alla richiesta di autorizzazione, o nei confronti del mancato rilascio entro il termine di cui al comma 4, è ammesso il ricorso gerarchico al Presidente della Giunta regionale che decide con provvedimento definitivo.
6. Il ricorso gerarchico può essere presentato entro trenta giorni dall'avvenuta comunicazione dell'autorizzazione, ovvero entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 4.
7. Salvo quanto previsto al comma 10, gli adempimenti di cui al presente articolo sono prescritti anche per le varianti le quali comportino mutamenti sostanziali alle strutture portanti e che, nel corso dei lavori, si intenda apportare al progetto originario presentato alla struttura regionale competente.
8. Salvo quanto previsto al comma 10, le varianti che non comportano mutamenti sostanziali alle strutture portanti e che, nel corso dei lavori si intenda apportare al progetto originario presentato, sono assoggettate al mero preavviso scritto con contestuale deposito del progetto.
9. Per varianti che comportano mutamenti sostanziali alle strutture portanti si intendono quelle, individuate con il regolamento di cui all' articolo 117 , che producono una significativa modifica al comportamento strutturale del progetto originario.
10. Fino all'emanazione del regolamento di cui all' articolo 117 , è necessario il preventivo rilascio dell'autorizzazione per tutte le varianti che, nel corso dei lavori, si intenda apportare al progetto originario presentato alla struttura regionale competente.
Art. 105 ter
1. Fermo restando l'obbligo dei titoli abilitativi all'intervento edilizio, nelle zone, classificate ai sensi degli atti di cui all' articolo 96 , commi 2 e 3, a bassa sismicità non si possono iniziare i lavori di costruzione, riparazione e sopraelevazione, senza darne preavviso scritto, con contestuale deposito del progetto, alla struttura regionale competente.
2. L'obbligo di dare il preavviso con contestuale deposito del progetto di cui al comma 1 sussiste anche con riferimento alle varianti che nel corso dei lavori si intenda apportare al progetto originario depositato.
3. Nelle zone di cui al presente articolo, la struttura regionale competente, preso atto della relazione di calcolo asseverata dal progettista, effettua attività di vigilanza e verifica, sia dei progetti che dei lavori in corso o ultimati mediante il metodo a campione, salvo quanto previsto ai commi 4 e 5.
4. Qualora i lavori di nuova costruzione, adeguamento o miglioramento sismico abbiano ad oggetto opere di carattere strategico o rilevante, i progetti sono assogettati obbligatoriamente a verifica. (95)

Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62, art. 56.

Art. 105 quater
- Procedimento per il deposito dei progetti nelle zone a bassa sismicità e modalità di svolgimento delle verifiche della struttura regionale (48)

Articolo inserito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 6.

1. Nelle zone a bassa sismicità gli uffici rilasciano un attestato per l'avvenuto deposito dei progetti verificando la completezza degli elaborati.
2. L'attestato per l'avvenuto deposito è rilasciato se al preavviso di cui all' articolo 105 ter è allegato:
a) il progetto, in duplice (97)

Parola così sostituita con l.r. 21 novembre 2008, n. 62, art. 57.

copia e debitamente firmato da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell'albo, nei limiti delle rispettive competenze, nonché dal direttore dei lavori;
b) la dichiarazione di cui all' articolo 107 ;
c) la relazione di calcolo asseverata dal progettista;
d) l'attestazione dell'avvenuto pagamento del contributo di cui all' articolo 105 quinquies , comma 2.
3. Il progetto allegato al preavviso deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni e accompagnato da una relazione tecnica, dal fascicolo dei calcoli delle strutture portanti, sia in fondazione sia in elevazione, e dai disegni dei particolari esecutivi delle strutture.
4. Per le opere in conglomerato cementizio armato ed a struttura metallica, la presentazione del progetto nei modi e nei termini indicati nel presente articolo è valida anche agli effetti dell' Sito esternoarticolo 65 del d.p.r. 380/2001 , se effettuata dal costruttore.
5. La dimensione del campione da assoggettare alle verifiche di cui all’articolo 105 ter, comma 3, è determinata mensilmente, nell’ambito di una percentuale che va da un massimo del 40 per cento ad un minimo dell’1 per cento dei progetti depositati nel mese precedente a quello in cui viene effettuato il sorteggio. La dimensione del campione è arrotondata, per eccesso, al numero pari più prossimo. Il campione da assoggettare a controllo è costituito dai progetti individuati mediante sorteggio, nella misura del 50 per cento tra quelli depositati nel mese precedente a quello in cui è effettuato il sorteggio e del restante 50 per cento tra quelli depositati nei precedenti dodici mesi, per i quali non sia ancora stata presentata la relazione sulle strutture ultimate di cui all’articolo 109. (98)

Comma prima sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62, art. 57, ed ora così sostituito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4 , art. 2.

5 bis. Qualora, nel mese di riferimento di cui al comma 5, non siano stati depositati progetti da assoggettare a controllo a campione, sono comunque assoggettati a controllo almeno due progetti, da sorteggiare tra quelli presentati nei dodici mesi precedenti, con esclusione dei progetti già sorteggiati.(207)

Comma inserito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4, art. 2.

6. La dimensione del campione da assoggettare a verifica è stabilita con il regolamento di cui all’articolo 117, comma 2, lettera g), che differenzia la percentuale in misura proporzionale al grado di sismicità del sito in relazione a fasce di pericolosità. (208)

Comma così sostituito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4, art. 2.

7. Il sorteggio avviene entro i primi dieci giorni del mese successivo a quello a cui esso si riferisce ed è immediatamente reso noto. Entro i sessanta giorni successivi è reso noto l'esito della verifica effettuata sui progetti oggetto di campionatura.
8. I criteri in base ai quali il sorteggio è effettuato sono stabiliti con il regolamento di cui all' articolo 117 , tenuto conto della natura e delle caratteristiche degli interventi.
8 bis. L'esito della verifica obbligatoria delle opere di carattere strategico o rilevante di cui all'articolo 105 ter, comma 4, è reso noto entro il termine di sessanta giorni dalla data della comunicazione dell'avvio delle verifica stessa. (130)

Comma aggiunto con l.r. 27 dicembre 2010, n. 63, art. 4.

Art. 105 quinquies
- Contributo per le spese di istruttoria e di conservazione dei progetti (49)

Articolo inserito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 7.

1. Dal 1° ottobre 2006, per l'istruttoria della richiesta dell'autorizzazione di cui all' articolo 105 è prevista la corresponsione di un contributo a copertura del costo dell'attività istruttoria svolta dalla struttura regionale competente nonché del costo per la conservazione dei progetti (127)

Parole aggiunte con l.r. 23 dicembre 2009, n.77, art. 11.

, nella misura indicata nella tabella allegato A della presente legge.
2. Dal 1° ottobre 2006, per l'istruttoria dei progetti assoggetti a deposito di cui all'articolo 105 ter è prevista la corresponsione di un contributo a copertura del costo dell'attività istruttoria svolta dalla struttura regionale competente nonché del costo per la conservazione dei progetti (127)

Parole aggiunte con l.r. 23 dicembre 2009, n.77, art. 11.

, nella misura indicata nella tabella allegato A della presente legge.
3. Le modalità secondo cui effettuare il versamento dei contributi di cui ai commi 1 e 2 sono stabilite con decreto del dirigente della struttura regionale competente.
3 bis. I contributi per le spese di istruttoria non sono corrisposti nel caso di progetti riferiti a interventi di riparazione dei danni da eventi calamitosi o di miglioramento sismico preventivo ai sensi della legge regionale 30 luglio 1997, n. 56 (Interventi sperimentali di prevenzione per la riduzione del rischio sismico). (62)

Comma inserito con l.r. 28 luglio 2006, n. 37 , art. 9.

3 ter. I contributi per le spese di istruttoria non sono altresì corrisposti nel caso di progetti riferiti a beni immobili che fanno parte del patrimonio regionale. (128)

Comma inserito con l.r. 23 dicembre 2009, n.77, art. 11.

Art. 106
- Responsabilità
1. Il progettista ha la responsabilità diretta della rispondenza delle opere progettate alle prescrizioni di cui agli articolo 98 , 99 , 100 , 101 , 102 , 103 , 104 , 105 , 105 ter e 105 quater , nonché a tutte le prescrizioni di cui ai decreti ministeriali previsti dall' articolo 96. (50)

Comma così sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 8

2. Il direttore dei lavori, al quale compete la verifica della adeguatezza del progetto alle prescrizioni di cui al comma 1, risponde inoltre, unitamente al costruttore, ciascuno per la parte di propria competenza, della corrispondenza dell'opera realizzata al progetto depositato ai sensi dell' articolo 108 , e delle eventuali varianti di esso. Tali soggetti hanno inoltre la responsabilità complessivamente relativa all'osservanza delle prescrizioni di esecuzione contenute negli elaborati progettuali, e quella inerente alla qualità dei materiali impiegati, e della posa in opera degli elementi prefabbricati.
Art. 107
- Elaborati progettuali e deposito dei progetti
1. Per le opere sottoposte alle disposizioni di cui al presente capo il progetto esecutivo deve essere corredato da una dichiarazione nella quale il progettista asseveri:
a) che il progetto sia stato redatto nel rispetto delle norme tecniche di cui al presente capo e nel rispetto delle norme tecniche contenute nei decreti ministeriali emanati ai sensi dell' articolo 96 ;
b) che, nel caso di interventi sugli edifici esistenti, il progetto risulti classificato come progetto di adeguamento, di miglioramento oppure si tratti di intervento locale, anche di riparazione, in conformità a quanto disposto dalle norme tecniche individuate all’articolo 96, comma 1; (209)

Lettera così sostituita con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4, art. 3.

c) che gli elaborati progettuali possiedano i requisiti di completezza specificati dal regolamento di cui all' articolo 117 ; (51)

Lettera così sostituita con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art 9.

d) che siano state rispettate le prescrizioni contenute negli strumenti della pianificazione territoriale e negli atti del governo del territorio con riferimento alla fattibilità degli interventi a seguito delle indagini geologico-tecniche;
d bis) la zona sismica dove deve essere realizzato l’intervento e, con riferimento agli interventi da realizzare nelle zone a bassa sismicità, la fascia di pericolosità del sito ove essi devono essere realizzati. (210)

Lettera aggiunta con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4, art. 3.

2. Con la dichiarazione resa ai sensi del comma 1, il progettista assume la qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità.
Art. 108
- Realizzazione dei lavori
1. Dal giorno dell'inizio dei lavori fino a quello della loro ultimazione, devono essere conservati nei cantieri gli atti restituiti con vidimazione delle strutture regionali competenti, datati e firmati anche dal costruttore e dal direttore dei lavori o una copia vistata dal direttore dei lavori nonché un apposito giornale dei lavori stessi.
2. Della conservazione e regolare tenuta dei predetti documenti, che devono essere sempre a disposizione dei pubblici ufficiali incaricati dei controlli, è responsabile l'impresa. Il direttore dei lavori è altresì tenuto a vistare periodicamente, ed in particolare nelle fasi più importanti dell'esecuzione, il giornale dei lavori.
3. A struttura ultimata la relazione prevista dall' Sito esternoarticolo 65 del d.p.r. 380/2001 è redatta dal direttore dei lavori, in duplice copia, anche nel caso in cui siano state impiegate strutture diverse da quelle in conglomerato cementizio armato o in metallo.
4. La relazione di cui al comma 3 è depositata, entro il termine di sessanta giorni dalla data di ultimazione dei lavori relativi alla struttura, presso la struttura regionale competente. (53)

Comma così sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 9bis

Art. 109
- Ultimazione dei lavori e utilizzazione delle opere
1. Il collaudatore e il direttore dei lavori provvedono, ciascuno per la parte di propria competenza, a redigere la relazione sulle strutture ultimate, ed a rilasciare il relativo certificato di rispondenza, nonché quello di collaudo. Tali atti attestano la conformità del progetto e dell'opera alle prescrizioni antisismiche, ed alle prescrizioni relative alle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso, ed a struttura metallica di cui alla Sito esternoparte II, capo II, del d.p.r. 380/2001 .
Art. 110
Abrogato.
Art. 111
Abrogato.
Art. 112
- Accertamento delle violazioni
1. I funzionari, gli ufficiali ed agenti indicati all' articolo 115 , appena accertato un fatto costituente violazione delle norme contenute nel presente capo, compilano processo verbale trasmettendolo immediatamente alla struttura regionale competente.
2. Il dirigente della struttura regionale competente, previi, occorrendo, ulteriori accertamenti di carattere tecnico, trasmette il processo verbale all'autorità giudiziaria competente con le sue deduzioni.
Art. 113
- Sospensione dei lavori
1. Il dirigente della struttura regionale competente, contemporaneamente agli adempimenti di cui all' articolo 112 , comma 2, ordina, con decreto motivato, al proprietario, nonché al direttore o appaltatore od esecutore delle opere, la sospensione dei lavori.
2. Copia del decreto di cui al comma 1 è comunicata al dirigente o responsabile del competente ufficio comunale ai fini dell'osservanza dell'ordine di sospensione.
3. L'ordine di sospensione produce i suoi effetti sino alla data in cui la pronuncia dell'autorità giudiziaria diviene irrevocabile.
4. Qualora non si sia provveduto al ripristino dei luoghi o alla demolizione, in seguito a sentenza irrevocabile o con decreto esecutivo, il dirigente della struttura regionale competente provvede, se del caso con l'assistenza della forza pubblica, a spese del responsabile della violazione.
Art. 114
- Competenza della Regione
1. Qualora il reato sia estinto per qualsiasi causa, il dirigente della struttura regionale competente ordina, con provvedimento definitivo, la demolizione delle opere o delle parti di esse eseguite in violazione delle norme del presente capo e delle norme tecniche di cui all'articolo 96 e di quelle previste dall' Sito esternoarticolo 52 del d.p.r.380/2001 , ovvero l'esecuzione di modifiche idonee a renderle conformi alle norme stesse.
2. In caso di inadempienza a quanto disposto dal comma 1, si applica l' articolo 113, comma 4.
Art. 115
- Vigilanza per l'osservanza delle norme tecniche (56)

Articolo così sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 12.

1. I tecnici delle strutture regionali, provinciali e comunali, tutti gli agenti giurati a servizio delle province e dei comuni nonché ogni altro soggetto tenuto a compiti di vigilanza sulle costruzioni sono tenuti ad accertare che chiunque inizi costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni, nelle zone sismiche individuate ai sensi dell' articolo 96 , abbia adempiuto agli obblighi di cui all' articolo 105 ovvero 105 ter.
2. I tecnici della struttura regionale competente devono accertare altresì che le costruzioni, le riparazioni e le ricostruzioni procedano in conformità con le disposizioni del presente capo.
Art. 116
- Costruzioni in corso in zone sismiche di nuova classificazione
1. Tutti coloro che in una zona sismica di nuova classificazione abbiano iniziato una costruzione prima dell'entrata in vigore del provvedimento di classificazione sono tenuti a farne denuncia, entro quindici giorni dall'entrata in vigore del provvedimento di classificazione, alla struttura regionale competente.
Art. 117
1. Sono approvati uno o più regolamenti aventi ad oggetto le modalità di effettuazione e svolgimento dei compiti di vigilanza e di verifica sulla realizzazione delle opere e delle costruzioni in zone soggette a rischio sismico previsti dal presente capo.
2. Il regolamento ovvero i regolamenti di cui al comma 1 individuano in particolare: (149)

Regolamento regionale 17 ottobre 2006, n. 48/R.

a) le modalità di redazione degli elaborati progettuali che devono essere allegati al progetto;
b) le modalità di presentazione dei progetti concernenti le opere assoggettate al procedimento di deposito per le zone a bassa sismicità ai sensi dell'articolo 105 ter ;
c) la tipologia delle indagini geologiche, geofisiche e geotecniche da allegare al permesso di costruire o alla SCIA; (180)

Lettera così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40, art. 24.

d) le varianti, che comportano mutamenti sostanziali alle strutture portanti, ai sensi dell' articolo 105 bis , comma 9;
e) le opere di trascurabile importanza ai fini della pubblica incolumità da non assoggettare al procedimento di autorizzazione ovvero al procedimento di preavviso con contestuale deposito;
f) gli edifici strategici e rilevanti situati in zona a bassa sismicità da assoggettare alla verifica obbligatoria ai sensi dell'articolo 105 ter, comma 4; (99)

Lettera così sostituita con l.r. 21 novembre 2008, n. 62, art. 58.

g) la dimensione del campione e la tipologia degli interventi ai fini della verifica dei progetti depositati, nonché i criteri in base ai quali il sorteggio è effettuato; (244)

Regolamento regionale 22 ottobre 2012, n. 58/R.

Art. 118
- Accertamento di conformità in sanatoria per gli interventi realizzati nelle zone sismiche e nelle zone a bassa sismicità(58)

Articolo prima sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 14, ed ora così sostituito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4, art. 5.

1. Ai fini dell’accertamento di conformità di cui all’articolo 140, per le opere realizzate nei comuni già classificati sismici, in assenza dell’autorizzazione o dell’attestato di avvenuto deposito, e che risultano conformi alla normativa tecnica vigente al momento della loro realizzazione, l’interessato trasmette alla struttura regionale competente:
a) la richiesta di autorizzazione in sanatoria oppure l’istanza di deposito in sanatoria ed il progetto delle opere da sanare;
b) la certificazione di rispondenza delle opere alle norme tecniche vigenti al momento della realizzazione ed il certificato di collaudo, laddove richiesto dalla normativa vigente al momento della realizzazione. (256)

La Corte costituzionale con Sentenza n. 101 del 29 maggio 2013 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma.

2. Ai fini dell’accertamento di conformità di cui all’articolo 140, per le opere in corso di realizzazione nei comuni già classificati sismici in assenza dell’autorizzazione o dell’attestato di avvenuto deposito e che risultano conformi alla normativa tecnica vigente al momento dell’inizio dei lavori, l’interessato trasmette alla struttura regionale competente:
a) la richiesta di autorizzazione in sanatoria oppure l’istanza di deposito in sanatoria;
3. Ai fini dell’accertamento di conformità di cui all’articolo 140, per le opere realizzate, o in corso di realizzazione, nei comuni già classificati sismici in assenza dell’autorizzazione o dell’attestato di avvenuto deposito ed in difformità dalla normativa tecnica vigente al momento della loro realizzazione, l’interessato trasmette alla struttura regionale competente:
a) la richiesta di autorizzazione in sanatoria oppure l’istanza di deposito in sanatoria;
b) il progetto di adeguamento conforme alla normativa tecnica vigente al momento di presentazione della stessa. (256)

La Corte costituzionale con Sentenza n. 101 del 29 maggio 2013 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma.

4. Ai fini dell’accertamento di conformità di cui all’articolo 140, per le opere realizzate nei comuni anteriormente alla classificazione sismica degli stessi, l’interessato trasmette al comune il certificato di idoneità statica, rilasciato dal professionista abilitato; relativamente a dette opere, gli atti di cui al comma 1, lettere a) e b), non sono presentati.
Art. 118 bis
- Procedimento per accertamento di conformità in sanatoria per gli interventi realizzati nelle zone sismiche e nelle zone a bassa sismicità(212)

Articolo inserito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4, art. 6.

(257)

La Corte costituzionale con Sentenza n. 101 del 29 maggio 2013 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo.

1. Per le opere realizzate nelle zone sismiche, nei casi di cui all’articolo 118, commi 1 e 2 , la struttura regionale competente rilascia l’autorizzazione in sanatoria entro sessanta giorni dalla trasmissione della relativa istanza.
2. Per le opere realizzate nelle zone a bassa sismicità, nei casi di cui all’articolo 118, commi 1, 2 e 3, la struttura regionale competente rilascia l’attestato di avvenuto deposito in sanatoria nei quindici giorni successivi alla trasmissione della relativa istanza. Il progetto delle opere da sanare è assoggettato alle procedure di cui all’articolo 105 quater, comma 5.
3. Entro sessanta giorni dalla trasmissione della relativa istanza, per le opere realizzate nelle zone sismiche, nei casi di cui all’articolo 118, comma 3, la struttura regionale competente accerta la conformità del progetto di adeguamento alle norme tecniche vigenti e rilascia l’autorizzazione in sanatoria a condizione che siano eseguite le opere di adeguamento ivi previste.
4. Il progetto delle opere di adeguamento di cui all’articolo 118, comma 3, lettera b) è trasmesso anche al comune, per le relative verifiche di conformità urbanistica ed edilizia. Le opere di adeguamento sono eseguite a seguito del rilascio da parte del comune del titolo edilizio in sanatoria di cui all’articolo 140, che ne autorizza l’esecuzione. Il titolo edilizio in sanatoria acquista efficacia a seguito della trasmissione al comune degli atti di cui al comma 5.
5. Al termine dei lavori relativi alle opere di adeguamento, l’interessato inoltra gli atti, di cui all’articolo 109, alla struttura regionale competente, che provvede alla vidimazione e all’inoltro al comune interessato. A tale inoltro al comune, può provvedere direttamente anche l’interessato.

Note del Redattore:

Ritorna alla nota nel testologo Nota del redattore

Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 9 settembre 1991, n. 47 , art. 5.

Ritorna alla nota nel testologo Nota del redattore

Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 9 settembre 1991, n. 47 , art. 9.

Ritorna alla nota nel testologo Nota del redattore

Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 16 marzo 1994, n. 24 , art. 14.

Ritorna alla nota nel testologo Nota del redattore

Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 16 marzo 1994, n. 24 , art. 15.

Ritorna alla nota nel testologo Nota del redattore

Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 16 marzo 1994, n. 24 , art. 16.

Ritorna alla nota nel testologo Nota del redattore

Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 11 aprile 1995, n. 49 , art. 8.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 11 aprile 1995, n. 49 , art. 10.

Ritorna alla nota nel testologo Nota del redattore

Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 11 aprile 1995, n. 49 , art. 11.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 29 luglio 1996, n. 59 , art. 2.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 11 agosto 1997, n. 65 , art. 15.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 11 agosto 1997, n. 68 , art. 1.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 11 agosto 1997, n. 68 , art. 3.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 18 maggio 1998, n. 25 , art. 4.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 18 maggio 1998, n. 25 , art. 5.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 18 maggio 1998, n. 25 , art. 6.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 18 maggio 1998, n. 25 , art. 13.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 18 maggio 1998, n. 25 , art. 14.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 22 luglio 1998, n. 38 , art. 2.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 22 luglio 1998, n. 38 , art. 3.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 22 luglio 1998, n. 38 , art. 4.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 22 luglio 1998, n. 38 , art. 5.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 31 luglio 1998, n. 42 , art. 4.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 3 novembre 1998, n. 78 , art. 5.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 31 luglio 1998, n. 42 , art. 7.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 12 gennaio 2000, n. 2 , art. 3.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 12 gennaio 2000, n. 2 , art. 12.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 20 marzo 2000, n. 30 , art. 2.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 20 marzo 2000, n. 30 , art. 5.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 20 marzo 2000, n. 30 , art. 6.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 21 marzo 2000, n. 39 , art.37.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 21 marzo 2000, n. 39 , art.42.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 1.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 15.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 23 giugno 2003, n. 30 , art. 13.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 23 giugno 2003, n. 30 , art. 17.

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Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 23 giugno 2003, n. 30 , art. 18.

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Lettera abrogata con l.r. 26 gennaio 2005, n. 15 , art. 1.

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Comma prima aggiunto con l.r. 26 gennaio 2005, n. 15 , art. 2, ed ora abrogato con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 17.

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Nota soppressa.

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Comma aggiunto con l.r. 27 dicembre 2005, n. 70 , art. 16.

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Articolo inserito con l.r. 27 dicembre 2005, n. 70 , art. 17.

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Comma aggiunto con l.r. 27 dicembre 2005, n. 70 , art. 18.

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Comma prima aggiunto con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 1, ed ora abrogato con l.r. 31 gennaio 2012, n.4 ,art. 1.

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Comma aggiunto con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 2.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 3, La Corte Costituzionale con Sito esternosentenza n. 182 del 5 maggio 2006 , aveva dichiarato l'illegittimità del comma 3 della precedente versione dell'articolo 105.

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Articolo inserito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 4.

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Articolo inserito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 5.

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Articolo inserito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 6.

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Articolo inserito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 7.

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Comma così sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 8

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Lettera così sostituita con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art 9.

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Comma abrogato con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 9.

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Comma così sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 9bis

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Articolo abrogato con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 10.

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Articolo abrogato con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 11.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 12.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 13.

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Articolo prima sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 14, ed ora così sostituito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4 , art. 5.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 15.

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Articolo inserito con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 16.

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Tabella inserita con l.r. 21 giugno 2006, n. 24 , art. 7, poi sostituita con l.r. 28 luglio 2006, n. 37 , art. 9, ed ora così sostituita con l.r. 23 dicembre 2009, n. 77 , art. 12.

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Comma inserito con l.r. 28 luglio 2006, n. 37 , art. 9.

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Capo inserito con l.r. 20 marzo 2007, n. 15 , art. 1.

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Lettera inserita con l.r. 20 marzo 2007, n. 15 , art. 2.

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Nota soppressa.

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Articolo così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 41, art. 5.

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Articolo così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 41, art. 6.

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Parole soppresse con l.r. 24 ottobre 2008, n. 56 , art. 9.

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Comma aggiunto con l.r. 24 ottobre 2008, n. 56 , art. 9.

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Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 37.

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Comma inserito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 37.

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Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 38.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 39, La Corte Costituzionale si era pronunciata con Sito esternosentenza n. 182 del 5 maggio 2006 , dichiarando l'illegittimità del comma 3 della precedente versione dell'articolo 32.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 40.

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Articolo abrogato con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 41, La Corte Costituzionale con Sito esternosentenza n. 182 del 5 maggio 2006 , aveva dichiarato l'illegittimità dell'articolo ora abrogato.

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Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 42.

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Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 43.

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Comma abrogato con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 43.

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Lettera così sostituita con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 44.

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Lettera abrogata con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 44.

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Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 45.

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Nota soppressa.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 47.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 48.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 49.

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Articolo abrogato con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 50.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 51.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 52.

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Comma abrogato con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 53.

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Comma prima aggiunto con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 54, ed ora così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 23.

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Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 55.

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Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 56.

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Comma abrogato con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 56.

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Parola così sostituita con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 57.

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Comma prima sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 57, ed ora così sostituito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4 , art. 2.

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Lettera così sostituita con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 58.

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Articolo inserito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 59.

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Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 60.

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Titolo così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 61.

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Nota soppressa.

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Nota soppressa.

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Nota soppressa.

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Parole così sostituite con l.r.23 luglio 2009, n. 40 , art.61.

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Parole così sostituite con l.r.23 luglio 2009, n. 40 , art.62.

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Comma abrogato con l.r.23 luglio 2009, n. 40 , art.62.

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Tabella A5 (Allegato A) modificata con deliberazione Giunta regionale 19 ottobre 2009, n. 904 .

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Articolo così sostituito con l.r. 9 novembre 2009, n. 66 , art. 8.

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Articolo così sostituito con l.r. 9 novembre 2009, n. 66 , art. 9. La Corte costituzionale con Sito esternosentenza n. 314 dell' 11 novembre 2010 si è espressa dichiarando l'illegittimità costituzionale degli artt. 9 e 10 della l.r. 9 novembre 2009, n. 66 , nella parte in cui escludono la richiesta obbligatoria del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

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Articolo inserito con l.r. 9 novembre 2009, n. 66 , art. 10. La Corte costituzionale con Sito esternosentenza n. 314 dell' 11 novembre 2010 si è espressa dichiarando l'illegittimità costituzionale degli artt. 9 e 10 della l.r. 9 novembre 2009, n. 66 , nella parte in cui escludono la richiesta obbligatoria del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

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Lettera aggiunta con l.r. 9 novembre 2009, n. 66 , art. 11.

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Articolo inserito con l.r. 9 novembre 2009, n. 66 , art. 12.

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Articolo inserito con l.r. 9 novembre 2009, n. 66 , art. 13.

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Lettera così sostituita con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75 , art. 89.

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Lettera abrogata con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75 , art. 89.

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Lettera prima sostituita con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75 , art. 90, ed ora così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 11.

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Nota soppressa.

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Nota soppressa.

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Nota soppressa.

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Nota soppressa.

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Comma così sostituito con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75 , art. 95.

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Lettera così sostituita con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75 , art. 96.

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Comma prima sostituito con l.r. 14 dicembre 2009, n. 75 , art. 97, ed ora così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 32.

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Nota soppressa.

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Parole aggiunte con l.r. 23 dicembre 2009, n.77 , art. 11.

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Comma inserito con l.r. 23 dicembre 2009, n.77 , art. 11.

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Articolo prima sostituito con l.r. 12 febbraio 2010, n. 10 , art. 36, ed ora così sostituito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 77.

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Comma aggiunto con l.r. 27 dicembre 2010, n. 63 , art. 4.

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Tipologia così sostituita con l.r. 29 dicembre 2010, n. 65 , art. 129.

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Articolo inserito con l.r. 21 marzo 2011, n. 11 , art. 3.

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Comma inserito con l.r. 21 marzo 2011, n. 10 , art. 54.

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Comma inserito con l.r. 21 marzo 2011, n. 10 , art. 55.

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Nota soppressa.

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Articolo così sostituito con l.r. 21 marzo 2011, n. 10 , art. 57.

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Nota soppressa.

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Nota soppressa.

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Articolo prima inserito con l.r. 21 marzo 2011, n. 10 , art. 60, ed ora così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 35.

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Nota soppressa.

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Nota soppressa.

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Nota soppressa.

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Si veda anche quanto disposto dall'articolo 21 della l.r. 27 dicembre 2007, n. 69 .

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Articolo così sostituito con l.r. 2 agosto 2011, n. 36 , art. 1.

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Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 1.

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Lettera così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 2.

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Comma abrogato con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 3.

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Capo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 4.

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Sezione inserita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 4.

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Articolo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 5.

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Articolo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 6.

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Articolo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 7.

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Articolo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 8.

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Articolo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 9.

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Sezione così modificata con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 10.

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Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 12.

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Comma abrogato con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 12.

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Lettera così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 13.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 14.

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Lettera così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 15.

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Lettera inserita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 15.

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Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 15.

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Comma inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 15.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 16.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 17.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 18.

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Articolo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 19.

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Articolo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 20.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 21.

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Articolo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 22.

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Lettera così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 24.

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Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 25.

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Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 26.

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Rubrica così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 27.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 28.

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Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 29.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 30.

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Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 31.

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Comma inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 32.

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Rubrica così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 33.

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Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 33.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 34.

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Rubrica così sostituita con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 36.

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Periodo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 36.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 37.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 38.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 39.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 40.

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Articolo così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 41.

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Comma così sostituito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 42.

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Articolo inserito con l.r. 5 agosto 2011, n. 40 , art. 43.

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Lettera così sostituita con l.r. 4 novembre 2011, n. 55 , art. 16.

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Lettera abrogata con l.r. 4 novembre 2011, n. 55 , art. 16.

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Articolo così inserito con l.r. 27 dicembre 2011, n. 66 , art. 145.

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Comma così sostituito con l.r. 27 dicembre 2011, n. 66 , art. 146.

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Comma prima inserito con l.r. 27 dicembre 2011, n. 66 , art. 148. Poi comma così parzialmente modificato con l.r. 14 settembre 2012, n. 49 , art. 1.

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Comma inserito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4 , art. 2.

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Comma così sostituito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4 , art. 2.

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Lettera così sostituita con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4 , art. 3.

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Lettera aggiunta con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4 , art. 3.

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Lettera abrogata con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4, art. 4.

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Articolo inserito con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4 , art. 6.

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Parole inserite con l.r. 31 gennaio 2012, n. 4 , art. 7 e dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale, con Sito esternoSentenza n. 101 del 29 maggio 2013 .

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Rubrica così sostituita con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 76.

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Articolo abrogato con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 78.

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Articolo così sostituito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 79.

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Articolo abrogato con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 80.

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Articolo così sostituito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 81.

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Comma così sostituito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 82.

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Articolo così sostituito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 83.

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Articolo inserito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 84.

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Parole così sostituite con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 85.

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Comma così sostituito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 86.

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Comma aggiunto con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 86.

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Comma inserito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 87.

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Lettera abrogata con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 88.

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Comma inserito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 88.

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Lettera abrogata con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 89.

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Lettera inserita con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 89.

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Comma inserito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 90.

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Lettera così sostituita con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 91.

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Lettera inserita con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 91.

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Comma abrogato con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 91.

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Lettera così sostituita con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 92.

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Articolo così sostituito con l.r. 17 febbraio 2012, n. 6 , art. 93.

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Comma inserito con l.r. 28 maggio 2012, n. 23 , art. 24.

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Parola così sostituita con l.r. 18 giugno 2012, n. 29 , art. 115.

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Parole inserite con l.r. 18 giugno 2012, n. 29 , art. 115.

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Comma aggiunto con l.r. 14 luglio 2012, n. 35 , art. 34.

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Comma aggiunto con l.r. 14 luglio 2012, n. 35 , art. 35.

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Articolo aggiunto con l.r. 28 settembre 2012, n. 52 , art. 61.

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Lettera così sostituita con l.r. 28 settembre 2012, n. 52 , art. 62.

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Allegato aggiunto con l.r. 28 settembre 2012, n. 52 , art. 63.

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Comma così sostituito con l.r. 3 dicembre 2012, n. 69 , art. 25.

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Comma abrogato con l.r. 3 dicembre 2012, n. 69 , art. 25.

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Lettera abrogata con l.r. 3 dicembre 2012, n. 69 , art. 26.

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Comma così sostituito con l.r. 3 dicembre 2012, n. 69 , art. 26.

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Lettera inserita con l.r. 27 dicembre 2012, n. 77 , art. 32.

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Parole così sostituite con l.r. 27 dicembre 2012, n. 77 , art. 33.

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Parole così sostituite con l.r. 27 dicembre 2012, n. 77 , art. 34.

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Comma inserito con l.r. 27 dicembre 2012, n. 77 , art. 35.

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Articolo abrogato con l.r. 14 marzo 2013, n. 9 , art. 9.

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Parole aggiunte con l.r. 2 maggio 2013, n. 19 , art. 2.

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Articolo così sostituito con l.r. 23 maggio 2013, n. 25 , art. 1.

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La Corte costituzionale con Sito esternoSentenza n. 101 del 29 maggio 2013 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma.

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La Corte costituzionale con Sito esternoSentenza n. 101 del 29 maggio 2013 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo.

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Articolo inserito con l.r. 11 aprile 2014, n. 20 , art. 1.

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Legge abrogata con l.r. 10 novembre 2014, n. 65 , art. 254.

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La Corte costituzionale con Sito esternoSentenza n. 49 del 9 marzo 2016 dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 84-bis, comma 2, lettera b).