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Legge regionale 11 aprile 1995, n. 49

Bollettino Ufficiale n. 29, parte prima, del 18 aprile 1995

Titolo 1
- PRINCIPI GENERALI E NORME SULLA PROGRAMMAZIONE
Art. 1
- Oggetto e finalità
1. La presente legge in attuazione delle norme quadro di cui alla Sito esternoL. 6 dicembre 1991, n. 394 , detta disposizioni per l’istituzione e la gestione di parchi regionali e provinciali, riserve naturali e aree naturali protette di interesse locale al fine di garantire la conservazione e riqualificazione dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico-culturale e naturalistico della Regione; la promozione delle attività economiche compatibili, delle attività ricreative, della ricerca scientifica, della divulgazione ambientale, nonché della gestione faunistica attraverso il coordinamento con le normative di settore ed in particolare con la l.r. 12 gennaio 1994, n. 3 nel rispetto dei criteri e limiti fissati per la gestione del territorio e la regolamentazione della caccia.
2. L’istituzione dei parchi, delle riserve naturali e delle aree naturali protette di interesse locale realizza un sistema che è parte integrante degli strumenti della pianificazione territoriale regionale di cui alla l.r. 16 gennaio 1995, n. 5 e concorre alla programmazione regionale.
Art. 2
- Parchi, riserve, aree naturali protette di interesse locale: individuazione, definizione e scopi
1. I parchi sono sistemi territoriali che, per il loro particolare valore naturale, scientifico, storico-culturale e paesaggistico, necessitano di una gestione unitaria per consentire un’efficace conservazione, ripristino e miglioramento dell’ambiente naturale e la salvaguardia delle specie selvatiche. I parchi operano altresì per lo sviluppo delle attività economiche ecocompatibili e per la gestione delle risorse faunistiche e ambientali.
2. I parchi si distinguono in regionali e provinciali in base alla rilevanza delle emergenze naturalistiche ed ambientali, alla loro estensione e continuità territoriale, al grado di complessità delle azioni di tutela da realizzare e all’entità delle risorse necessarie. (13)

Comma così sostituito con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52, art. 20.

3. Le riserve naturali sono territori che, per la presenza di particolari specie di flora o di fauna, o di particolari ecosistemi naturalisticamente rilevanti, devono essere organizzati in modo da conservare l’ambiente nella sua integrità.
4. Le aree naturali protette di interesse locale sono quelle inserite in ambiti territoriali intensamente antropizzati, che necessitano di azioni di conservazione, restauro o ricostituzione delle originarie caratteristiche ambientali e che possono essere oggetto di progetti di sviluppo ecocompatibile.
5. Possono far parte delle aree naturali protette di interesse locale anche biotopi di modesta superficie, monumenti naturali, aree verdi urbane e suburbane, purché la loro estensione non concorra al soddisfacimento degli standard previsti dal D.M. 2 aprile 1968, n. 1444.
Art. 3
- Consulta tecnica
1. Al fine di garantire alla Giunta regionale un adeguato supporto tecnico-scientifico, è istituita la Consulta tecnica per le aree protette e la biodiversità, presieduta dall’Assessore regionale competente per materia o da suo delegato, e composta da esperti particolarmente qualificati nelle discipline inerenti la protezione ambientale, la gestione delle aree protette e la tutela delle biodiversità. (2)

Comma così sostituito con l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 13.

2. La Consulta è organo di consulenza della Giunta per l’attuazione della presente legge e della legge regionale n. 56 del 06.04.2000 (Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche - Modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1998, n. 7 - Modifiche alla legge regionale 11 aprile 1995, n.49 ). In particolare esprime pareri obbligatori per i profili tecnico - scientifici in materia di:
a) attuazione coordinata di direttive e regolamenti comunitari, leggi e regolamenti statali;
b) classificazione delle aree e loro tipologia;
c) elaborazione ed attuazione dei contenuti del PAER di cui alla legge regionale 19 marzo 2007, n. 14 (Istituzione del piano ambientale ed energetico regionale), in materia di aree protette e di tutela della biodiversità; (14)

Lettera così sostituita con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52, art. 21.

d) formazione degli strumenti di piano e dei regolamenti dei parchi, riserve naturali e aree protette di interesse locale; (2)

Comma così sostituito con l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 13.

d bis) predisposizione e aggiornamento dell’elenco regionale degli alberi monumentali. (1bis)

Lettera aggiunta con l.r. 13 agosto 1998, n. 60 , art.4.

3. La Consulta indirizza e coordina l’attività dei comitati scientifici dei parchi e, se esistenti, di quelli delle riserve naturali; in particolare, esprime pareri e formula proposte per quanto riguarda la sperimentazione, la ricerca scientifica e l’informazione didattica.
4. La Giunta regionale nomina i componenti della Consulta con le seguenti modalità:
a) 3 membri scelti da un elenco di almeno sei esperti designati dalle associazioni ambientaliste operanti nel territorio nazionale e rappresentate nel Consiglio nazionale per l’ambiente di cui all’Sito esternoart. 12 della L. 6 dicembre 1991, n. 394 ;
b) 4 membri selezionati da un elenco di almeno otto nominativi di esperti designati dalle Università degli studi della Toscana, competenti in Scienze naturali, Scienze geologiche, Scienze agrarie e Scienze forestali. (3)

Lettera così sostituita con l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 13.

c) 3 membri scelti da un elenco di almeno sei esperti designati dagli organismi di gestione dei parchi della Toscana;
d) 1 membro scelto da un elenco di almeno due esperti designati dalla Società Botanica Italiana;
e) 1 membro scelto da un elenco di almeno due esperti designati dalla Unione Zoologica Italiana;
f) 1 membro scelto da un elenco di almeno due esperti designati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche;
g) 1 membro scelto da un elenco di almeno due esperti designati dall’Istituto Nazionale Fauna Selvatica.
h) 1 membro designato dall’Unione Regionale Province Toscane. (4)

Lettera aggiunta con l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 13.

5. Ai fini del procedimento di nomina si applicano le norme di cui alla l.r. 8 marzo 1979, n. 11 e successive modifiche.
La Giunta può provvedere alla costituzione della Consulta non appena sia pervenuta almeno la metà delle designazioni.
I componenti della Consulta cessano dalla carica alla scadenza di ogni legislatura e non possono essere nominati per più di due volte consecutive.
6. Il membro della Consulta che, senza giustificato motivo, non sia intervenuto a tre sedute consecutive, decade dall’incarico. La decadenza è pronunciata dalla Giunta regionale, che provvede alla contestuale sostituzione con altro membro, scelto tra quelli ricompresi nel medesimo elenco di appartenenza del membro decaduto. Nello stesso modo si procede in caso di dimissioni o di decesso del membro della Consulta.
7. Ai membri della Consulta spetta un gettone di presenza per ogni giorno di riunione nella misura di euro 30,00 (29)

Parole così sostituite con l.r. 27 dicembre 2011, n. 66, art. 64.

, oltre al rimborso spese e all’indennità di missione, secondo la disciplina prevista per i dirigenti regionali. (11)

Comma così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40 , art. 62

7 bis. Alle riunioni della Consulta tecnica possono essere invitati a partecipare un esperto dell’ARPAT ed uno dell’ARSIA e rappresentanti delle amministrazioni locali eventualmente interessate. (5)

Comma prima aggiunto con l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 13, ed ora così sostituito con l.r. 18 giugno 2012, n. 29, art. 106.

Art. 4
1. Il PAER, di cui alla l.r. 14/2007, determina obiettivi, finalità, tipologie di intervento e definisce il quadro delle risorse attivabili in materia di aree protette, garantendo il coordinamento con le politiche regionali in materia di tutela della biodiversità di cui alla legge regionale 6 aprile 2000, n. 56 (Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche. Modifiche alla legge regionale 23 gennaio 1998, n. 7. Modifiche alla legge regionale 11 aprile 1995, n. 49).
2. Ai fini di cui al comma 1, il PAER in particolare contiene:
a) l'individuazione, in coerenza con gli atti di pianificazione regionali, delle finalità, degli obiettivi e degli indirizzi per l’istituzione o la modifica, con successivi atti, dei parchi regionali e provinciali, delle riserve naturali regionali e delle aree naturali protette di interesse locale, nonché la valutazione di compatibilità ambientale delle proposte delle province di cui all’articolo 5;
b) l’individuazione delle finalità, degli obiettivi e degli indirizzi per la gestione delle aree protette già istituite;
c) i criteri e gli indirizzi ai quali debbono uniformarsi gli enti locali e gli organismi di gestione dei parchi, delle riserve e delle aree naturali protette di interesse locale, nell'attuazione dello stesso PAER, per quanto di loro competenza, ivi compresi i compiti relativi alla redazione dei piani, dei piani pluriennali economici e sociali e dei regolamenti nonché alla informazione ed all'educazione ambientale delle popolazioni interessate, sulla base delle esigenze di unitarietà delle aree da proteggere;
d) i criteri per l’attribuzione ed erogazione dei contributi o dei finanziamenti comunitari, statali e regionali;
e) i criteri per l’attribuzione ai parchi regionali dei contributi ordinari di cui all’articolo 25, comma 1, lettera a), della legge regionale 11 agosto 1997, n. 65 (Istituzione dell'Ente per la gestione del Parco Regionale delle Alpi Apuane. Soppressione del relativo Consorzio) e di cui all’articolo 27, comma 1, lettera a), della legge regionale 16 marzo 1994, n. 24 (Istituzione degli enti parco per la gestione dei parchi regionali della Maremma e di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Soppressione dei relativi consorzi);
f) il quadro delle disponibilità finanziarie derivanti dalle risorse comunitarie, statali e regionali e le modalità del riparto delle risorse tra gli enti gestori delle aree protette.
3. Al PAER è allegato, anche ai fini degli adempimenti previsti dall'articolo 5 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), l'elenco delle aree protette regionali facenti parte del sistema di cui all’articolo 1, comma 2, suddivise per tipologia.
4. L’allegato di cui al comma 3, è aggiornato annualmente, ove necessario, con le deliberazioni di attuazione della Giunta regionale di cui all’articolo 3 bis della l.r. 14/2007, dandone comunicazione al Consiglio regionale.
Art. 5
- Proposte provinciali per l’istituzione di nuove aree protette o la modifica di quelle esistenti (16)

Articolo così sostituito con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52, art. 23.

1. Ai fini della valutazione di compatibilità ambientale di cui all’articolo 4, comma 2, lettera a), le province, sentiti i comuni e le comunità montane ed in coerenza con gli atti della pianificazione e programmazione regionale, trasmettono alla Giunta regionale le proposte per l’istituzione o la modifica, con successivi atti, dei parchi regionali e provinciali, delle riserve naturali regionali e delle aree naturali protette di interesse locale.
2. Le proposte di cui al comma 1, sono inviate almeno dodici mesi prima della scadenza del PAER.
Art. 6
- Parchi, riserve naturali ed aree naturali di interesse locale: gestione
1. Alla gestione dei parchi, (17)

Parole soppresse con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52, art. 24.

di competenza regionale, si provvede istituendo, con legge regionale, enti dotati di personalità giuridica di diritto pubblico.
2. Le funzioni relative alla gestione dei parchi provinciali e delle risorse naturali sono esercitate dalle Province.
3. Le funzioni relative alla gestione delle aree naturali di interesse locale sono esercitate dai Comuni singoli od associati o dalle Comunità montane.
Art. 7
- Misure di incentivazione e promozione economico-sociale
1. La gestione dei parchi, delle riserve e delle aree protette di interesse locale assicura il mantenimento ed il recupero delle caratteristiche ambientali dei luoghi interessati, ivi compreso il patrimonio edilizio esistente, le attività agro-silvo-pastorali e l’agricoltura biologica quali elementi delle economie locali da qualificare e valorizzare.
2. Gli strumenti di piano ed in particolare il piano pluriennale economico e sociale disciplinano la promozione e lo sviluppo delle iniziative dei soggetti pubblici e privati finalizzate al conseguimento degli obiettivi di cui al comma 1.

Note del Redattore:

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Nota soppressa.

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Lettera aggiunta con l.r. 13 agosto 1998, n. 60 , art.4.

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Comma così sostituito con l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 13.

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Lettera così sostituita con l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 13.

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Lettera aggiunta con l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 13.

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Comma prima aggiunto con l.r. 6 aprile 2000, n. 56 , art. 13, ed ora così sostituito con l.r. 18 giugno 2012, n. 29 , art. 106.

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Articolo così sostituito con l.r. 3 gennaio 2005, n. 1 , art. 159.

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Comma così sostituito con l.r. 3 gennaio 2005, n. 1 , art. 160.

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Articolo così sostituito con l.r. 3 gennaio 2005, n. 1 , art. 161.

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Comma abrogato con l.r. 3 gennaio 2005, n. 1 , art. 162.

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V. B.U. 27 gennaio 2005, n. 6, Avviso di Rettifica.

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Comma così sostituito con l.r. 27 luglio 2007, n. 40 , art. 62

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Comma così sostituito con l.r. 21 novembre 2008, n. 62 , art. 27.

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Comma così sostituito con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 20.

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Lettera così sostituita con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 21.

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Articolo così sostituito con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 22.

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Articolo così sostituito con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 23.

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Parole soppresse con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 24.

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Parole così sostituite con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 25.

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Parole così sostituite con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 26.

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Parola così sostituita con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 27.

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Parole così sostituite con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 28.

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Parola così sostituita con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 29.

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Parole così sostituite con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 30.

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Parola così sostituita con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 30.

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Parola così sostituita con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 31.

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Comma così sostituito con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 31.

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Comma abrogato con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 31.

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Parole soppresse con l.r. 19 ottobre 2011, n. 52 , art. 32.

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Parole così sostituite con l.r. 27 dicembre 2011, n. 66 , art. 64.

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Legge abrogata con l.r. 19 marzo 2015, n. 30 , art. 140; se ne mantiene qui la possibilità di lettura dell'ultimo testo vigente, per quanto previsto dalle norme transitorie e di prima applicazione del titolo VI della l.r. 30/2015.